“Suono la chitarra da 4 anni, quasi 5 e questa rappresenta la cosa più importante che ho perché è una possibilità in più che ho di esprimermi e in molti casi anche una via di fuga. Quella in foto è una delle due chitarre che possiedo, quella acustica, ed è quella che preferisco perché mi permette di esprimermi al meglio e di farmi sentire meglio”.
Faccio visita ai Led Zeppelin per commentare la gemma di B. (classe prima). Il chitarrista Jimmy Page afferma: “Credo che ogni chitarrista abbia nel proprio modo di suonare qualcosa di intrinsecamente unico. Deve solo trovare cosa lo rende diverso dagli altri e svilupparlo.”
“Come gemma porterei tutta la musica perché per me è fondamentale, ma ho dovuto scegliere. Questo brano lo ascolto sempre con mio padre ed è il mio preferito”. Questa la gemma di E. (classe quarta). Non ho la minima intenzione di entrare nelle mille interpretazioni di Stairway to heaven. Resto sul testo e mi porto a casa le ultime parole perché ho sempre ascoltato questa canzone come un grido di speranza: “E, se ascolti davvero bene, alla fine la melodia verrà da te, quando tutti saremo uno ed uno sarà tutti, per essere una roccia e non per rotolare.” Il resto? Fuffa.
Iniziare una lezione con i Led Zeppelin? Fatto. Grazie ad A. (classe terza) che ha proposto “Rock and roll” nella versione live del 1973 al Madison Square Garden. “Ho scelto i Led Zeppelin perché sono il mio gruppo preferito, anche se non con questa canzone. In realtà la mia gemma è la musica; fin da piccola suono chitarra e pianoforte, uno sfogo per i momenti in cui sono tesa. Questo gruppo è fonte di ispirazione con i numerosi assoli di chitarra. Tra le tante passioni, fotografare e cucinare, suonare è la maggiore”. Una delle cose che mi piacciono di più della storia del rock è la ricchezza di aneddoti (spesso mischiati a vere e proprie leggende metropolitane). Ne riporto uno che riguarda due icone: «E’ la fine del 1969, negli Stati Uniti in un volo in partenza da Phoenix i due “capelloni” più famosi di quel momento, il biondo Robert Plant ed il moro Jim Morrison per fatalità del destino si ritrovano seduti uno di fianco all’altro. I due si guardano e ghignano, si riconoscono, nessuno dei due apre bocca. Dopo un po’ è Jim Morrison a rompere il ghiaccio chiedendo: “cosa fai nella vita?”, Plant: “sono un cantante” e Morrison nuovamente: “ah, interessante e che genere di musica fai?”, così Plant risponde: “mah, un rock nuovo, la mia band si chiama Led Zeppelin”. Jim Morrison: “mai sentita!” Plant a sua volta: “e tu cosa fai per guadagnarti da vivere?”, Morrison: “oh, io sono un poeta”, e Plant subito: “ah, anch’io una volta facevo il poeta, poi ho avuto successo!”» (fonte web)