“Ho portato la maglia Collina 2022, dove si svolge il campeggio della parrocchia del mio paese. Ci vado da quando ero in seconda elementare e quest’anno è stato il mio ultimo anno. Mi ha permesso di conoscere nuovi amici, mi ha aiutato a diventare più espansiva e a non chiudermi in me stessa” (V. classe prima).
“Ho deciso di portare questo cappello di Spider-man. Nonostante possa sembrare una cosa molto infantile, per me ha un grande significato. Ad agosto dell’anno scorso sono riuscita ad andare in Bosnia dai parenti di mia mamma. Sono rimasta a casa di mio nonno e di mia zia, che vivono insieme. Era la prima volta che andavo giù dopo la pandemia ed ero molto felice. Un giorno mia mamma e mio nonno sono usciti a fare shopping al centro commerciale. Quando sono tornati a casa mio nonno mi ha dato questo cappello, sapendo che il personaggio mi piaceva. La cosa ovviamente mi ha fatto molto piacere. Questo cappello è diventato l’ultima cosa che mio nonno mi ha dato prima di morire, pochi mesi dopo. Ho deciso di portarlo perché è un modo non troppo triste per avere qualcosa che mi ricordi lui e che posso sempre avere con me” (V. classe seconda).
“Voglio dedicare questa gemma alle persone che ho conosciuto qui in classe dato che siamo all’ultimo anno di liceo. Ho creato un breve video dei momenti passati insieme dalla prima superiore a oggi” (D. classe quinta).
“Ricordo quando tempo fa mia mamma mi ha chiesto: “Ma tu ogni tanto ci pensi alle nonne?”. Ci penso quasi ogni giorno. Penso alla loro storia, alla loro forza e all’amore che hanno saputo darmi. Entrambe se ne sono andate quando avevo all’incirca 10 anni a causa di una delle malattie peggiori conosciute, il cancro. Non lo si fa spesso, o almeno non lo faccio io, ma ci tenevo a ricordarle oggi e a condividere queste foto del loro bellissimo sorriso, perché voglio che vengano ricordate così com’erano sempre prima della malattia: sorridenti e gioiose. Gli ultimi ricordi che ho di loro sono un po’ offuscati, ma i loro aspetti erano sicuramente diversi da ciò che appare in queste foto. Le condizioni in cui ci hanno lasciato erano terribili da guardare per una bambina che al tempo non capiva cosa stesse succedendo e perché, ma che poteva intuire come sarebbe andata a finire. Erano magre, calve, deboli, con gli occhi privi di quella scintilla di felicità, ma sono sempre rimaste bellissime. Su questo non ci piove. Hanno saputo mostrarmi le loro debolezze e il loro amore per me nonostante il loro dolore, e vorrei tanto che loro sapessero della donna che sono diventata ora, in quanto è anche merito loro. Ancora oggi dopo tanti anni quando penso a loro mi tornano gli occhi lucidi. Purtroppo sono pochissime le foto che ho con loro, ma almeno mi aiutano a ricordarle. La cosa che più mi fa male è essere consapevole di star dimenticando il suono delle loro voci e il calore dei loro corpi. Ma ogni volta che le vedo, in foto o nei miei sogni, non posso che ricordare quanto fossero belle, come degli angeli (che poi secondo me angeli un po’ lo erano per davvero). Mi mancano come l’aria, ma so che ora non soffrono più e a me basta questo, ora stanno bene. Vorrei poter dire loro quanto amore provo nei loro confronti e quanto sono grata di averle avute al mio fianco, seppur per poco tempo” (F. classe quarta).
“Ho deciso di portare un anello che mi portò mia nonna tempo fa dall’Egitto. Per me ha un grande valore affettivo anche se non di valore; lo vedo come un portafortuna. È rappresentativo del luogo che lei visitò e che anche io spero di vedere tra poco” (E. classe terza)
Ho scelto di portare come gemma la canzone Iris dei Goo Goo Dolls perché ci sono molto affezionata. Infatti è diventata la canzone mia e di mio padre perché l’ascoltiamo sempre quando andiamo da qualche parte in macchina, che sia al supermercato o in viaggio. In realtà non è per il testo che è diventata la nostra canzone ma perché da anni, ormai, la ascoltiamo a ripetizione e la cantiamo a squarciagola. Le sentiamo nostra nonostante non ci sentiamo legati al testo” (M. classe terza).
Paul Klee 1879-1940: Rich Harbour 1938 Kunstmuseum Basel, Photo: Martin P Bühler
Paul Klee ha affermato che “Una linea è un punto che è andato a fare una passeggiata”. Ecco, allora, cerco di mettere un punto sperando diventi una passeggiata. Lo pongo come un proposito sapendo che non sarà facile. Vorrei semplicemente riprendere una delle funzioni principali del blog: pubblicare o ripubblicare cose interessanti che trovo in giro (articoli, libri, film, canzoni…). Ultimamente mi sono praticamente “limitato” a riportare le gemme e mi sono accorto che, se non fisso sul blog le tante cose belle che incontro, rischio di dimenticarle o di perderle. Negli anni mi è capitato spesso di cercare sul mio stesso blog qualcosa che sapevo di aver pubblicato e che ricordavo ormai vagamente. E’ uno dei motivi per cui ho deciso di non chiuderlo; è una delle ragioni per cui, ormai da qualche anno in qua, ho deciso pure di pagare un po’ di euro per non dover ospitare pubblicità casuali e magari inopportune… Ci provo, poi vediamo come vanno le cose e che impegni mi porta la vita 😉
“Questa volta ho deciso di portare un video per la gemma invece di un testo e un oggetto come ho fatto l’anno scorso. Ho creato un video recap del mio 2022 dei momenti in cui mi son sentita più spensierata e felice e che ho potuto condividere con gli amici che mi hanno aiutato tanto e che sono stati al mio fianco durante quest’anno particolarmente difficile” (E. classe quarta).
“Ho portato questa tartaruga che mi è stata regalata da un’insegnante delle elementari, che nonostante fosse per la maggior parte delle volte molto severa e seria, si preoccupava sempre per noi e potevamo parlarle liberamente di qualsiasi cosa anche non inerente alla scuola, alla fine delle lezioni chiaramente. In più questa tartaruga mi ricorda di quando andavo ancora alle elementari, un periodo per me bellissimo” (M. classe seconda).
“Come gemma ho portato il mio peluche. Me l’hanno comprato i miei genitori quando avevo circa 7 anni, forse anche meno. Anche se sembra imbarazzante, per me è davvero importante, è come se fossimo cresciuti insieme; ogni volta che ero giù (o sono giù di morale) mi bastava abbracciarlo, e magari non manderà via completamente quei sentimenti, ma sicuramente migliora la situazione; è come un peluche per il supporto morale. Tra tutti quelli che possiedo, questo è il più importante” (N. classe seconda).
“La mia gemma è questa collana. Ce l’ho da molto tempo perché mi è stata regalata quattro anni fa per il mio compleanno da una persona molto importante per me: mia zia. Purtroppo non la vedo molto spesso perché abita lontano, ci incontriamo solo una volta all’anno per Natale. Con lei ci sono sempre andata d’accordo perché caratterialmente siamo simili e in sua compagnia sto sempre bene. Questa estate si è sposata e vederla felice accanto alla persona che ama per me é stata una gioia immensa. Lei é il mio esempio perché nella vita le sono successe molte cose brutte ma ha sempre saputo rialzarsi con una forza e determinazione che ammiro tanto e spero un giorno queste qualità possano appartenermi” (L. classe seconda)
“Come gemma ho deciso di portare questa collanina. Può sembrare qualcosa di banale, ma per me è molto importante. Mi è stata regalata dalla zia di mia madre, però per me era come una nonna. Purtroppo è venuta a mancare poco prima che andassi alle elementari. Gli anni successivi non l’ho portata perché mi faceva troppo male indossare qualcosa che le appartenesse. In seguito ho capito che se non avessi affrontato il dolore non sarei mai riuscita a superarlo. Perciò alle medie ho incominciato a metterla e adesso la tengo come portafortuna e per ricordarmi dei bei momenti passati con lei” (V. classe prima).
“Ho scelto di portare come gemma questo portachiavi che mi ha regalato il mio migliore amico una volta tornato da New York. Ha scelto di portarmelo non con la “A” ma con la lettera “G” l’iniziale del nome con cui mi soprannomina sempre. Non ho portato questo portachiavi per l’oggetto in sé, che è sì un bellissimo regalo, ma per la persona che me lo ha regalato, appunto, il mio migliore amico, che anche oltremare si è ricordato di me. Con questo mi collego al motivo per cui ho portato quest’oggetto ovvero l’amicizia tra maschio e femmina; secondo me è importante avere un migliore amico maschio che a volte la pensa diversamente, che guarda le cose da un altro punto di vista e che certe volte, anche se non lo dimostra, potrebbe tenere a te più di quanto tu lo pensi” (A. classe prima).
“Come gemma quest’anno porto Bambi, è il peluche del famoso cartone della Disney che ho sin da quando ero piccola. Mia mamma mi ha raccontato di avermi portata al negozio della Disney insieme alle mie sorelle e che appena entrata mi sono diretta verso di lui afferrandolo e chiedendole di comprarmelo. Non mi sono mai separata da Bambi e tutt’ora lo tengo accanto a me di notte” (F. classe seconda)
“Come gemma ho deciso di portare il valore che ha per me viaggiare e conoscere cose nuove. Da quando sono bambina i miei genitori hanno reputato il viaggio una parte fondamentale della crescita sia mia che di mia sorella: esso mi ha aiutata a sviluppare un certo senso di tolleranza verso il diverso, che comprende verso città e culture nuove, ma soprattutto verso le persone. Amo viaggiare anche perché in qualsiasi posto dove io sia stata sono andata alla ricerca dell’arte e dell’architettura, cose che porterò nella gemma del prossimo anno. Partire rappresenta anche un momento per unire la mia famiglia dato che per la scuola non passo tanto tempo con loro. Ho scelto questa foto perché rappresenta il primo viaggio che ho fatto senza restrizioni per il covid. Durante il periodo della quarantena e poi di tutte le restrizioni tra regioni ho sofferto parecchio il distacco da quella che ormai era diventata un’abitudine. Questa è una foto che ho scattato a Sappada, luogo molto caro a me e tutta la mia famiglia perché era una delle mete predilette dei miei nonni. Mi ricorda quindi tutti quei momenti che non potrò più passare con loro ma allo stesso tempo mi torna in mente la felicità di quegli attimi” (G. classe quarta).
“Ho scelto di portare questo braccialetto come gemma perché mi è stato regalato quest’estate da una bambina che frequentava l’oratorio estivo in cui sono animatrice ed è diventato molto importante per me. Mi ricorda l’estate e il tempo passato con i bambini e i miei amici” (M. classe terza).
“La gemma che quest’anno ho voluto portare è il puntale del mio albero di Natale. Un puntale può sembrare strano? Effettivamente sì, ma questo per me ha un grandissimo valore ed ogni anno svetta sempre sulla punta del mio albero, nonostante ammetto che non sia esteticamente molto bello. Nonostante nessuno in tutta la famiglia sappia esattamente da dove provenga, (forse ci è stato regalato?), è presente in casa da molto tempo; sicuramente da prima che io nascessi. Mi hanno sempre incuriosito il suo colore oro e l’ipnotizzante caleidoscopio rosso e blu presente al centro, simile ad un occhio; quando ero piccolo pensavo fosse una telecamera nascosta per sorvegliare casa, magari un’opportunità per poter vedere “Babbo Natale” consegnarmi i regali! Invece no…ma non fa nulla. Proprio il fatto che questo puntale accompagni da sempre i miei Natali, mi ha portato ad esporlo come gemma di questo 2022, anche se continuo a chiedermi chi lo abbia progettato e soprattutto chi abbia avuto un tale cattivo gusto da comprarlo, lo apprezzo ugualmente e non lo disdegno. A volte alcune cose non hanno bisogno di essere spiegate, ma semplicemente apprezzate!” (L. classe terza).
“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare un oggetto che a molti può sembrare qualcosa di banale e semplice. Si tratta di un vasetto di burro d’arachidi. Oltre al fatto che adoro questa pietanza, ho deciso di portare questa gemma per il valore simbolico che ha nella mia vita. Infatti, questo barattolo in particolare mi è stato regalato il giorno prima che tornassi dall’anno all’estero da persone molto importanti per me. Quindi ogni volta che apro il cassetto e vedo questo vasetto mi tornano in mente tutte le avventure, le esperienze e le persone che sono state così importanti per la mia vita e che l’hanno resa mille volte più interessante, felice e migliore in generale. Mi è piaciuto notare come oggetti tanto semplici che per molti non solo altro che semplici cose, per altre persone possono rappresentare qualcosa di tanto più profondo di quello che sembrano” (R. classe quinta).
“Questi siamo io e tre miei compagni di classe delle medie. Tutti e quattro avevamo l’esame orale lo stesso giorno. Uno dei miei compagni decise di fare un selfie tutti assieme, per placare l’ansia e involontariamente anche il leggero imbarazzo, dato che nella classe c’erano diversi piccoli gruppi, non in contrasto tra loro, ma molto diversi negli interessi e nel modo di approcciarsi, e si sa che a quell’età i ragazzi stanno bene solo con chi considerano loro simili, per poi maturare con il tempo ed imparare a convivere con tutti quanti. Perciò, messi tutti e quattro assieme ed essendo alcuni di noi non molto in sintonia con altri, l’atmosfera era un po’ tesa e imbarazzata, ma quel selfie ci ha sicuramente uniti in quel momento che accomunava tutti e quattro. Inoltre quella data segna uno spartiacque, la fine delle scuole medie in vista dell’inizio delle superiori, due mondi completamente diversi sotto ogni punto di vista, dai rapporti, agli interessi, alle priorità. Perciò quel 15 giugno è un ricordo unico e inimitabile, uno di quei momenti andati che non torneranno mai” (L. classe quarta).
“L’idea di portare questa gemma mi è venuta in mente passeggiando per le strade decorate di Udine ed ho pensato subito al fatto che si stia avvicinando il Natale, e che io non me ne stia quasi accorgendo. Mi sono ritornati in mente tutti i Natali trascorsi, soprattutto quelli di quando ero più piccola. Era davvero un periodo bellissimo perché l’atmosfera, la musica mi facevano stare bene ed ero molto felice. Mi sono sempre piaciuti di più i giorni precedenti piuttosto che il giorno in sé, anche se lo passavo con la mia famiglia, perché quella giornata sembrava che durasse davvero poco. Ora che ci penso mi dispiace di non riuscire più a sentire questa atmosfera come una volta, e al contrario di quando ero bambina, non sono più felice spontaneamente in questo periodo che mi fa pensare troppo a tutto. Vorrei riuscire a vivere a pieno ogni momento, perché anche se non lo rivivremo mai più, diventerà un bellissimo ricordo” (S. classe terza).