Gemma n° 2564

“Anche per me è arrivato il momento di presentare la mia ultima gemma e devo dire che avevo tante idee che mi frullavano in testa ma poi quella di portare G. come gemma è prevalsa su tutte.
Questa è una delle nostre prime foto insieme e risale al giorno dell’anno scorso quando, in gita a Lubiana, abbiamo comprato un draghetto di peluche ciascuna nonostante il loro prezzo assurdo per dare loro nomi altrettanto assurdi tipo “Comodino” e metterli a dormire con noi nel letto dell’hotel; è stata una delle prime cose che abbiamo fatto assieme e penso di poter dire che questa sia un’esperienza che rappresenta molto bene il nostro modo di essere.
Ho deciso di portare G. perché nell’ultimo anno è diventata una delle persone più importanti della mia vita e mi ha aiutata a crescere in tutti i modi in cui avrei potuto farlo. La sua presenza è stata per me fondamentale soprattutto in alcuni periodi recenti: quando avevo bisogno di qualcuno lei c’è sempre stata e spero questa cosa valga e sia valsa anche per lei.
Questa gemma per e su G. è una specie di ringraziamento, molto singolare lo ammetto, perché dirle queste cose direttamente sarebbe stato troppo normale e per me un po’ difficile quindi niente, solo grazie”.
(I. classe quinta).

Gemma n° 2563

“Fortunatamente, quest’anno non ho avuto alcun dubbio su cosa portare come gemma. Sin dal primo momento, sapevo esattamente cosa avrei scelto, perché si tratta di un’esperienza a cui sono stata particolarmente legata nel 2024. Ho deciso di portare il concerto di Sfera Ebbasta, al quale ho assistito il 15 giugno a Lignano. È stata un’esperienza indimenticabile, ed è proprio per questo che ho scelto questa foto scattata alla fine del concerto, quando purtroppo tutto stava per finire.
Quel concerto è stato, senza dubbio, uno dei più belli della mia vita, se non il più bello in assoluto. Ha segnato per me l’inizio dell’estate, di quel periodo dell’anno che aspetto per la sua leggerezza e spensieratezza. Per quell’oretta e mezza la musica mi ha fatto dimenticare le preoccupazioni e le ansie quotidiane, comprendendo a pieno il vero significato della musica. È stato come un simbolo del passaggio a una stagione in cui mi sento finalmente libera di vivere a pieno, senza pensieri o stress.
Inoltre, c’è un altro motivo per cui questo concerto è stato così speciale per me: è stato il primo concerto di una persona a me cara e vederla finalmente felice è stata la cosa migliore di quella serata. Condividerlo insieme ha reso l’esperienza ancora più unica.
Per me, questo concerto rappresenta molto più che un semplice concerto: è stato l’inizio di un’estate speciale, un’estate che mi ha regalato momenti di felicità e spensieratezza, e che porterò sempre nel cuore”.

(N. classe seconda).

Gemma n° 2561

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare il mio gatto. Si chiama Robin Hood e ha 6 anni. È un gatto a cui piace stare da solo, si fa anche coccolare, ma solo quando vuole lui. Fin da piccola ho sempre desiderato un gatto e finalmente nel 2018 ne ho ricevuto uno. Abbiamo passato molto tempo insieme a giocare e una delle cose che mi rendeva più felice era tornare a casa sapendo che era vicino alla porta ad aspettarmi.
Purtroppo a Febbraio è venuto a mancare ed è stato uno dei dolori più forti. Avrei voluto restare con lui ancora un bel po’ di tempo, ma so che sarà sempre al mio fianco” (G. classe terza).

Gemma n° 2553

“Per la gemma di quest’anno ho deciso di portare un anello che mi è stato regalato da mia zia. Lei e mia sorella ne hanno uno uguale. Noi tre siamo cresciute praticamente insieme, e mia zia ha scelto di donarci questo anello come simbolo del nostro legame. Sono molto affezionata a questo anello; non lo tolgo mai ed è sempre con me” (F. classe quarta).

Gemma n° 2550

“La mia gemma è una foto con mia sorella di quando eravamo piccoli. Questa foto, che è anche il mio sfondo del telefono, rappresenta per me il pensiero che lei stia sempre vicino a me, anche se adesso stiamo a 700km di distanza, e che lei ci sarà sempre per me come io ci sarò sempre per lei e la distanza non cambierà mai il rapporto che abbiamo. Sin da quando ero piccolo lei mi ha sempre curato e protetto come un figlio e di questo gliene sarò per sempre grato e ora che siamo diventati grandi ci sosterremo sempre anche nei momenti di difficoltà” (L. classe terza).

Gemma n° 2547

“Come gemma ho deciso di portare qualcosa di molto personale ovvero un quaderno con dei francobolli. Questo libretto me l’ha regalato mio nonno prima di andarsene e, come a me, l’ha regalato anche a mio fratello e ai miei quattro cugini. Ognuno ha attaccati diversi francobolli in base ai propri interessi, ad esempio io ho le farfalle.
È molto importante per me perché è l’ultimo ricordo che ho prima che venisse ricoverato in ospedale e prima di andarsene. Mio nonno non era un uomo di molte parole e all’apparenza sembrava un po’ scorbutico ma in realtà era molto buono e cercava in tutti i modi di prendersi cura dei suoi nipoti inclusa me. Di lui mi piaceva che a volte mi raccontava le sue storie di quando era giovane e io mi mettevo lì ad ascoltarlo. Nonostante adesso non ci sia più, la casa, dove adesso vive mia nonna, mi ricorderà sempre le cene e i momenti passati in famiglia assieme a lui. Adesso ho davvero la consapevolezza di dire che i nonni sono la nostra più grande fortuna ed è importante goderseli perché non saranno sempre con noi. Io adesso ho le mie due nonne che sono le mie rocce e sarò sempre grata per quello che mi hanno dato sin da piccola”.
(C. classe quinta).

Gemma n° 2543

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare l’estate 2024. È stata una delle migliori estati di tutta la mia vita, ho fatto nuove (fantastiche!!) conoscenze ed esperienze. È stata l’estate giusta al momento giusto. Durante i mesi di Giugno e Luglio ho “lavorato” ad un centro estivo in spiaggia ed è stata un’esperienza veramente meravigliosa! Mi sono affezionata molto ai bimbi nonostante stessero con noi solo pochissime settimane.
Ad Agosto, invece, sono partita per una vacanza differente dalle precedenti, perché non c’era solo la mia famiglia ma molte di più. Ho trascorso la prima parte del mese assieme a dei ragazzi già noti che ho potuto conoscere meglio, aggiungerei fortunatamente.
Dopo un po’ di giorni ci hanno raggiunto altre 6 famiglie e insieme abbiamo passato dei giorni unici e spensierati, in luoghi tranquilli che quasi sembravano “riservati” per noi, perché raggiungibili solamente in barca.
Purtroppo tutti abitiamo distanti tra noi e riuscire a vedersi anche d’inverno è molto difficile. Fortunatamente, però, siamo sempre in contatto e riusciamo a far sembrare di essere sempre insieme! In poco tempo sono diventate tra le persone più importanti nella mia vita.
Spero di passare un’estate altrettanto magnifica nel 2025!”
(M. classe terza).

Gemma n° 2542

“Comincio dicendo che sono una persona molto sensibile a livello olfattivo, e mi viene sempre istintivo associare determinati odori e profumi a determinate persone o momenti. Questo ovviamente si riflette inevitabilmente sul loro aspetto emozionale, infatti mi é capitato un sacco di volte di ritrovarmi sorpresa in modo completamente inaspettato nel riconoscere, per esempio, il profumo di una persona che in quel determinato contesto non c’entrava niente. Da piccola i profumi fungevano da rifugio, mi davano sicurezza ovunque andassi. In modo specifico, mia mamma possedeva un profumo che metteva ogni giorno. Era un profumo molto semplice, ma io non l’ho mai sentito addosso a nessun altro se non lei. Per tutto il periodo della scuola materna e i primi anni di elementari ho provato ogni giorno una malinconia fortissima di casa, e anche se era una cosa assolutamente banale, mi capitava spesso di entrare in crisi, e ricordo che la mia mamma per donarmi la sensazione di casa ovunque andassi mi metteva ogni mattina uno spruzzo del suo profumo. Ricordo anche che quando doveva uscire la sera a cena si metteva sempre quello stesso profumo prima di darmi la buonanotte. Era una sicurezza e un punto fermo riconoscibile. La mamma mi ha regalato l’ultima boccetta di quel profumo due anni fa e adesso non lo riesco più a trovare in commercio, il che è abbastanza triste, però è un pilastro che mi rimarrà sempre nell’anima richiamando quella sensazione che mi faceva sentire come se tutto andasse bene e io fossi al sicuro”.
(E. classe quinta).

Gemma n° 2538

“Non è stato per niente facile scegliere l’argomento della mia prima gemma, perché  ho pensato a tante cose ma nulla che mi convincesse al 100%, ma c’era quella cosa che appariva di continuo nella mia mente e infine ho deciso di parlare proprio di questo, ovvero i miei nonni. Non ho deciso di parlare né di 1 né di 2 nonni, ma di tutti e 4 perché avendoli fortunatamente ancora in vita non ne ho voluto tralasciare neanche uno. Nonno A. sa sempre come farmi ridere fino a farmi scendere le lacrime e penso di aver preso il pregio dell’essere divertente proprio da lui ed è la persona più comica del mondo quando racconta le barzellette in siciliano. La nonna B. mi ha sempre dato consigli su come affrontare al meglio la vita e mi continua a dare consigli su come andare bene a scuola, nonostante le difficoltà che possono influire. La nonna A., anche lei mi fa continuamente ridere  ed è la tipica nonna che vuole che io mangi tutto quello che mi mette davanti agli occhi e, quando ho abbastanza spazio nello stomaco la accontento e mangio fino a scoppiare. Infine nonno P. è anche lui molto divertente e quando viene a casa mia ci divertiamo a giocare a carte e io mi diverto a vincere contro di lui le partite a briscola. Purtroppo non vedo i miei nonni molto spesso perché abitano in Sicilia e io mi sono trasferita da lì all’età di soli 6 anni, infatti mi ricordo benissimo la prima sera in albergo quando mi misi a piangere perché mi mancavano dopo nemmeno un giorno. Adesso sono passati quasi 10 anni da quando ho traslocato e mi sono abituata a vederli poche volte l’anno, ma fortunatamente, anche se ci vediamo di meno, quando io torno in Sicilia o loro vengono a trovarmi a Udine il nostro rapporto sembra più forte di com’era prima e quella settimana che passiamo insieme cerchiamo di godercela al meglio con un’infinità di abbracci. Per me loro non sono solo dei nonni ma sono I nonni e penso che meglio di loro non ne avrei potuti avere” (A. classe prima).

Gemma n° 2535

“Come mia prima gemma ho deciso di portare una collana, che per me non è una semplice collana. Me l’aveva regalata il mio ex ragazzo il 19 agosto come primo regalo da parte sua, e da quel giorno non l’ho mai più tolta. Purtroppo ora non stiamo più assieme ma comunque dopo 9 mesi non la toglierò mai perché sono sicura che porterà fortuna e rimarrà per sempre per me un bellissimo ricordo di una persona che non dimenticherò mai e a cui voglio ancora tanto bene nonostante tutto” (S. classe prima).

Gemma n° 2534

“Come gemma ho deciso di portare questo braccialetto che mi è stato regalato da mia nonna per il mio 12esimo compleanno ed è molto importante per me perché contiene tanti ciondoli che corrispondono a tanti ricordi significativi” (G. classe prima).

Gemma n° 2530

“Come mia prima gemma ho deciso di portare il legame che ho con la mia nonna materna. Da quando sono piccola mia nonna mi è stata sempre accanto, in ogni situazione e si è presa cura di me quando mia mamma era al lavoro e non poteva tenermi. Durante l’estate andavo a casa sua e mi divertivo sempre tanto perché le cose da fare con lei non finivano mai. Andavamo nell’orto, facevamo gli gnocchi fatti in casa una volta alla settimana e giocavamo insieme. Circa quattro anni fa si è sentita male e abbiamo dovuto portarla in ospedale. I medici avevano detto che le rimanevano pochissimi giorni di vita e che se volevamo avere qualche speranza di salvarla dovevamo farla operare. Ho avuto veramente tanta paura di perderla ma fortunatamente l’operazione è andata bene, ma i medici hanno detto che non poteva più vivere da sola perché bisognosa di essere aiutata in molte cose. Da tre anni ormai mia nonna vive a casa mia.
Qualche volta ci litigo ma mi rendo conto che sono veramente fortunata ad averla a casa e mi rendo conto che non ho ancora molto tempo da passare con lei e devo vivere appieno questi momenti. Le voglio veramente tanto bene e spero che resti con me ancora per molto” (F. classe prima).

Gemma n° 2529

“Come gemma ho scelto la collana di mia nonna R., che è venuta a mancare quando ero piccola, avevo solo due anni e purtroppo non ho molti ricordi di lei, ma so che mi voleva molto bene. Lei indossava sempre questa collana, così quando ci ha lasciati io e mia mamma abbiamo pensato di farla dividere in due braccialetti. In questo modo avremmo potuto portare qualcosa di suo con noi, come se stesse sempre con me e mi tenesse la mano. Questo braccialetto è per me molto importante, perché unisce me, mia mamma e mia nonna; quando lo tolgo per fare sport sento che mi manca qualcosa, quando sono in ansia lo tengo stretto e mi fa sentire meno sola nei momenti più difficili” (C. classe prima).

Gemma n° 2527

“Pensavo fosse semplice trovare una gemma che mi rappresentasse, non perché non abbia  persone a cui voglia bene ma perché ognuna di loro rappresenta per me qualcosa di importante, per cui è stato difficile scegliere chi per me è la mia gemma. Sfogliando un album di fotografie ho rivisto quest’immagine che ha scatenato in me dei ricordi molto forti e da questa ho capito che la mia gemma era proprio la zia. A dire la verità era la mia prozia, zia della mamma, ma tutti, io e i miei fratelli, la chiamavamo nonna. Infatti la mia mamma è rimasta orfana dei suoi genitori all’età di 5 anni, per cui io non ho mai conosciuto i miei nonni. La zia G. era una nonna perfetta, allegra, giocherellona, spiritosa, severa al punto giusto e soprattutto era una meravigliosa consigliera. Lei sapeva sempre darmi quel sorriso che dava sicurezza. Si, la zia G. è proprio la mia gemma; mi manca non poter parlare con lei, non avere il suo sostegno e il suo consiglio, ma so che lei mi supporta e mi guida anche da lassù e quando guardo il cielo, sono sicura che lei è la stella più luminosa” (L. classe prima).

Gemma n° 2526

Fonte

“Io faccio la gemma su mio nonno, che è la persona che sinceramente mi è stata più vicina prima che morisse. Quando avevo 2 anni mia madre mi ha portato da mia nonna e io con qualche capriccio riuscivo a farmi portare invece da mio nonno. Era sempre occupato con il lavoro e perciò quando riusciva mi portava con lui; ricordo anche quando mi ha portato in aeroporto per ritornare in Italia, la scena più dolorosa che mi viene in mente se penso a lui. Queste sono le poche cose che ricordo di lui, ma sono molto importanti per me” (B. classe prima).

Gemma n° 2524

“Parto col dire che non sono brava né a scrivere né ad esprimere a parole i miei sentimenti ma ammetto che per me è stato facile decidere l’argomento della mia gemma. Il mio pensiero è andato subito a mia sorella.
Credo che sia una delle uniche certezze della mia vita, la persona che mi consola dopo una crisi, quella a cui mi rivolgo in un momento difficile. Lei c’è, c’è stata e ci sarà sempre.
Sa quando mi dà fastidio qualcosa, quando non voglio dire a nessuno cosa c’è che non va, quando sono triste o arrabbiata. Lei sa cosa fare in tutte queste situazioni e cerca sempre di aiutarmi, a costo di fare piccoli sacrifici per rendermi contenta. E io sento di non fare nulla per lei, di non trattarla come si meriterebbe, di non dirle ti voglio bene abbastanza.
La sento vicina ma allo stesso tempo capisco che si sta allontanando da me. Dall’anno prossimo quando lei se ne andrà niente sarà più lo stesso. Né la casa né la famiglia né la semplice normalità. Come se si staccasse un pezzo di me, che in tutto questo tempo ho ritenuto scontato e di cui solo adesso capisco appieno l’importanza. Lei significa tanto per me, è un punto di riferimento da cui prendere spunto sempre.
So che si cresce e che l’università è un passo importante, soprattutto per lei che ha grandi sogni per il suo futuro e perciò io la devo appoggiare.
Ma il mio sogno adesso sarebbe solo tornare indietro a quando eravamo bambine per rivivere tutto il nostro rapporto come fosse la prima volta”.
(L. classe prima).

Gemma n° 2523

“All’inizio avevo parecchie idee per la gemma di quest’anno ma credo che questa immagine mi rappresenti maggiormente.
L’osservazione delle costellazioni e della luna è sempre stata un attività piacevole sin da bambina.
Credo che questa passione mi sia stata tramandata da mio nonno poiché anche lui adorava passare intere ore ad osservare il cielo.
In questi due anni ho conosciuto 3 persone davvero importanti per me: i miei migliori amici. In estate usciamo ogni sera insieme e andiamo nel campo sportivo di C. Io e la mia migliore amica portiamo dei teli da adagiare sull’erba così possiamo distenderci e osservare le stelle.
Qualche volta nascono dei battibecchi perché confondiamo le costellazioni e allora nasce una guerra su chi ha più ragione ma sono litigate divertenti che si risolvono in fretta.
Un’altra mia passione è la luna. Fortunatamente ho ereditato il telescopio di mio nonno e qualche notte d’estate la passo con mio papà in giardino a guardare la luna. Questa estate mio papà mi ha raccontato che alla mia età lui osservava la Luna con mio nonno proprio come io faccio con lui. Questa frase mi ha sempre resa contenta e possedere il telescopio di mio nonno, che è mancato qualche anno prima della mia nascita, mi gratifica. Per me è l’unica fonte sicura che abbiamo entrambi la stessa passione. Mi piace guardare le stelle anche per ricordarlo e sentirlo così accanto a me. Spero che questa mia passione non si interrompa mai poiché mi lega con tantissime persone e i ricordi con esse sono indelebili nel mio cuore” (A. classe prima).

Gemma n° 2520

“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare questo peluche che mi è stato donato da neonata. Si tratta di un piccolo panda regalatomi dai miei nonni pochi mesi dopo la mia nascita. Fin da subito me ne sono affezionata, era uno tra i tanti peluche che stava nel box con me però in lui ho sempre trovato qualcosa di più interessante e bello rispetto agli altri.
Forse perché ci giocavo spesso con mia nonna così da farlo diventare una parte molto importante nella vita di un neonato: infatti il nome ‘panda’ é stata la prima parola che ho pronunciato. Di preciso non so come io ci sia riuscita, non me lo ricordo ovviamente, ma secondo alcune fonti avevo sempre sotto il braccio quel piccolo panda e grazie all’aiuto di mia nonna, la quale costantemente mi ripeteva il nome di quell’oggettino, da un giorno all’altro quella parola è uscita dalla piccola boccuccia.
Si tratta di un oggetto molto importante per me non solo per il valore affettivo ma anche per il fatto che rappresenta la cura con cui i miei nonni mi hanno accolta nei miei primi mesi di vita. Sono molto grata per il dono di aver avuto dei nonni amorevoli, ho potuto sperimentare con loro la vicinanza, la tenerezza e la saggezza. Mi hanno insegnato cosa significhi essere benvenuta al mondo, fare parte di una storia familiare, una storia da custodire” (S. classe prima).

Gemma n° 2518

“Ho scelto di portare questo libro perché da piccola avevo paura della morte di mia madre, e allora mia mamma me l’ha comprato per tranquillizzarmi” (V. classe prima).