“Alla mia G. come Meredith e Cristina siamo legate da un’intesa profonda, forgiata attraverso i momenti brutti e i trionfi che abbiamo condiviso. Ricordo le notti senza sonno, quando il peso del mondo sembrava troppo da sopportare, ma tu eri lì, con la tua presenza rassicurante, come un porto sicuro in mezzo alla tempesta.
Come Rachel e Monica, abbiamo riso insieme, pianto insieme e attraversato ogni altalena emotiva che la vita ci ha lanciato addosso. I nostri momenti di gioia sono incisi nella mia memoria come pagine di un libro, scritte con amore e complicità.
E proprio come Blair e Serena, abbiamo attraversato periodi di distanza e di riavvicinamento, ma alla fine siamo sempre tornate l’una verso l’altra, più forti e più unite di prima. Abbiamo condiviso segreti, sogni e aspirazioni, creando un legame che nessun’altra potrà mai comprendere completamente.
Le risate che quasi ci facevano soffocare e i pianti fatti mentre ci stringevamo in un abbraccio. Ogni momento trascorso insieme è un tesoro prezioso che tengo nel mio cuore, un riflesso della bellezza e della forza della nostra amicizia, che possiamo continuare a coltivare insieme, mano nella mano, affrontando tutto ciò che il destino ha in serbo per noi, sapendo che una accanto all’altra, non c’è niente che non si possa superare. Non sono una persona che riesce facilmente a dimostrare affetto e magari non lo dico spesso come dovrei ma grazie per essere la mia migliore amica, la mia persona e la mia compagna di avventure in questo viaggio chiamato vita” (S. classe quarta).
“Amore, amore, amore, amore, amore A M O R E, ma in fin dei conti cos’è l’amore? L’amore sono le farfalle nello stomaco? La montagna russa di emozioni quando vedi la persona che ti piace? La gioia di incrociare quel determinato sguardo? Io non so definire l’amore, l’amore è tutto e niente. Una cosa così bella, così primordiale, così perfettamente imperfetta non si può definire secondo me. L’amore credo sia la cosa più pura che l’essere umano possa provare sulla sua pelle. Amare qualcuno. Dedicargli il proprio tempo, le proprie attenzioni, scoprire le nostre insicurezze, lasciarsi guardare dentro. Non tutti sono in grado di amare, perché non tutti hanno la forza di farsi guardare dentro. Per amare ci vuole coraggio, e prima di amare qualcun altro dobbiamo amare noi stessi. Dobbiamo tentare di amare tutto di noi, anche i demoni nascosti, solo la nostra facciata di finta perfezione. Nel mondo c’è talmente tanta apparenza che anche la realtà sembra quasi distorta, ma noi dobbiamo essere bravi ad amare quella realtà ingenua. Amarsi. Nel periodo adolescenziale tra l’altro, io credo che sia così difficile amare se stessi, c’è chi non ci riesce nemmeno dopo una vita. Il 2023 è stato un anno movimentato, fino a giugno per me andava abbastanza bene, ero innamorata persa di un ragazzo che ha saputo amare me per come realmente sono. Mi ha amata con tutte le mie paranoie, le mie insicurezze, le mie ansie, i miei problemi, mi amava e basta come io amavo lui. Amavo i suoi occhi, il sorriso, le braccia che mi facevano sentire a casa, al sicuro, protetta. Amavo il suo carattere, molto affine al mio, amavo il modo in cui pronunciava il mio nome, amavo lo sguardo pieno di amore e denso di una tale dolcezza. Non ho mai amato nessuno così. Non so se amerò ancora così, il che mi spaventa, perché so di aver amato con l’anima. Purtroppo la relazione finì. Lui mi ha insegnato che oltre ad amare incondizionatamente gli altri devo amare altrettanto me stessa. Che amarsi è giusto e bisogna farlo. Nonostante tutto il dolore che lui mi ha fatto provare alla fine della relazione, e per tutti i mesi successivi, mi ha veramente dimostrato che l’amore esiste. Ci sono persone che ti sanno guardare nell’anima così a fondo che potrebbero navigarci dentro, e lui sapeva farlo, sapeva capirmi, gli bastava uno sguardo e io scioglievo tutte le mie difese. Lui è stato il mio primo amore, forse il mio grande amore, non lo so; so solo che ci siamo amati. Nella mia anima porterò sempre il ricordo di quei mesi insieme, le prime esperienze, custodirò tutto gelosamente nella memoria e nel cuore. L’amore però non è solo questo, tutti nella loro vita hanno incontrato o incontreranno l’amore. L’amore per me è mia zia che anche in fin di vita, mi ha sempre dato un motivo per sorridere, mi ha sempre dato forza. L’amore è la voglia di vivere che lei aveva, tutte le lezioni che mi ha insegnato e tutti i bellissimi ricordi che ho con lei. Mia zia era una persona meravigliosa, che purtroppo se n’è andata a causa di una brutta malattia. Io la ricordo con il sorriso, ricordo la sua risata così tanto contagiosa, ricordo le sue frasi che mi scaldavano il cuore. Mi ricordo la sua grande sensibilità, la grande emotività che aveva, la gioia che sapeva portare in ogni singola stanza appena entrava. L’amore è mia zia che durante una camminata mi dice di cercare di essere sempre felice nella mia vita, ed è un insegnamento che spero tutti quanti possano ricevere. La vita bisogna godersela perché non si sa mai quando può finire, bisogna viverla a pieno sempre e comunque. La vita non è brutta, ci sono momenti più difficili, ma bisogna saper trovare il bello in tutto. Questo mi ha insegnato lei, vivere, anzi vivere di amore. Mi ha insegnato che l’amore è così tanto forte che va oltre a tutto quanto, e che l’amore si può ritrovare ovunque in qualunque momento, e che amore è anche amicizia. L’amicizia per me è una forma di amore. Quando si è amici si è complici, con uno sguardo ci si capisce, in una amicizia si può trovare un’anima così tanto affine a noi che possiamo definirla gemella. Nella mia vita ho avuto la fortuna di trovare dei veri amici, e li ringrazio ogni giorno di più. Personalmente ho difficoltà a fidarmi, a mostrare la mia anima, ma quando incontro un vero amico, so che posso farlo e che lui/lei può farlo con me. Tra i banchi di scuola ho incontrato delle persone che per me sono speciali. E. é una delle persone a cui tengo di più, abbiamo un’amicizia particolare, ma bellissima. In prima mi ricordo che non mi stava così simpatica, poi con il passare del tempo ho capito quanto lei fosse speciale. Entrambe abbiamo il nostro caratterino, ma se lei non ci fosse le mie giornate sarebbero più grigie. Parlando con lei, mi ha detto che nell’amicizia c’è amore: è lei che ne dà molto, si prende cura di me quando ne ho bisogno, mi asciuga le lacrime quando piango, e la stessa cosa faccio io per lei, difatti sono grata di avere lei come amica. La mia gemma dunque è questa, sono le persone che porto nel cuore, che io amo, i veri amici o gli amori, persone che comunque mi hanno cambiata e anche influenzata nel corso del tempo.” (G. classe quarta).
“Come mia prima gemma ho scelto di portare il brano Summertime Sadness di Lana Del Rey. Ho scelto proprio questa canzone, tra tutte quelle che mi piacciono di quest’artista, perché la ascoltavo spessissimo durante l’estate del 2023, che per me fu un periodo molto triste poiché persi il mio nonno paterno a luglio e il mio nonno materno a settembre. Ogni volta che la ascolto penso a loro e a tutti i bei momenti passati insieme in famiglia. E, come dice Lana, penso che mi mancheranno per sempre come alle stelle manca il sole nel cielo mattutino” (M. classe prima).
“Questo è Yago. É stato il mio cane per 8 anni. L’abbiamo preso quando avevo 6 anni ed è morto quando ne avevo 14, quindi l’anno scorso. L’ho scelto come gemma perché ho tantissimi ricordi felici con lui e anche se ogni tanto mi saltava addosso mordendomi gli ho sempre voluto bene” (G. classe prima).
“Un individuo senza memoria non è nessuno questa era la frase che più attirava la mia attenzione quando entravo in una delle aule principali della mia scuola media. Ogni mattina leggevo questa frase cercando di immaginare chi sarei stata senza ricordi, senza memoria, ed ogni volta mi sorprendevo per quanto mi spaventasse l’idea di perdere me stessa. Sempre negli stessi anni, riordinando meticolosamente la mia stanza per procrastinare, trovai una scatola con scritto il nome di mia madre. Particolarmente incuriosita decisi di aprirla. Con grande sorpresa trovai una serie di foto ed oggetti della sua infanzia ed adolescenza. Corsi in soggiorno per mostrarle questa mia grande scoperta. Ricordo ancora quanto mia madre si illuminò di gioia alla vista di quei ricordi ormai lontani. Da quel momento mi si accese qualcosa dentro: la paura di dimenticare e di essere dimenticata. Da quel momento in poi iniziai (quasi ossessivamente) a memorizzare più cose possibili cercando di catturare ogni momento come una fotografia e a raccogliere “pezzi” significativi della mia vita all’interno di vecchie scatole di scarpe. Ogni scatola ha al suo interno una “me diversa”, ed ognuna di queste porta con sé tanti piccoli souvenir che la rappresentano in tutto e per tutto. Molti mi hanno definito come una persona romantica e nostalgica, sempre accompagnata da quella strana malinconia che tutti abbiamo vissuto almeno una volta nella nostra vita. Negli ultimi anni mi sono resa conto di quanto io viva di ricordi: li avvolgo e riavvolgo all’infinito come se la mia testa fosse un proiettore degli anni ‘60. Recentemente però, ho anche realizzato quanto vivere nel passato non mi consenta di vivere al 100% nel presente e, senza dimenticare il peso e l’incidenza che hanno i ricordi, ho compreso che se voglio avere in futuro altri ricordi da vivere, devo immergermi nell’attimo e assaporarlo lentamente cercando di lasciarlo sciogliere senza avere fretta. Questo perché il “presente” di oggi sarà il “passato” di domani, ed il futuro sarà a sua volta il “presente” di questo domani, dunque il segreto per avere splendidi ricordi “da vivere” è, banalmente, vivere. Probabilmente ho detto una delle cose più scontate su questa terra, a volte però dando sempre per scontato qualcosa, alla fine si finisce per dimenticarla/trascurarla. Il mio obiettivo è quello di avere in mano tutte le esperienze, tutti i momenti, tutti gli attimi, tutti i sorrisi, tutto il mio vissuto, “registrato” e custodito, così da poterlo rivivere di nuovo e poterlo condividere con le persone che amo. I ricordi permettono di rivivere momenti ed emozioni senza lasciarli morire, se qualcosa non viene dimenticato non si può definire effettivamente morto. Proprio per questo amo fare foto e video, voglio ricordare e raccontare, voglio che resti qualcosa di tutta questa meraviglia. Questa è la scatola 2022-2023. Non la riapro spesso, ma ogni volta che lo faccio trovo sempre qualcosa che credevo di avere dimenticato”. (C. classe quarta).
“In questa gemma ho deciso di parlare di due estati fa, quando io andai in vacanza in Sicilia e io, mio cugino e un altra ragazza di lì, trascorremmo delle giornate indimenticabili, piene di adrenalina e inevitabilmente di errori. In quel periodo ognuno di noi aveva delle fragilità che venivano colmate dalla presenza di un trio molto legato. Mi ricordo ancora quando rimanemmo fuori tutta la notte, coperti da mia cugina. Il mio ricordo principale di queste serate è una canzone, nata per errore, che invita al divertimento e che ci trasmetteva delle ottime vibes facendoci dimenticare di tutti i problemi e invogliandoci a godere al massimo i momenti che stavamo vivendo. Questa canzone si intitola Bevo tutta la notte, di Alfa, Olly e Drast” (A. classe prima).
“Ho deciso di portare come gemma le Filippine. Solitamente quando torno nelle Filippine con i miei genitori, ossia ogni 3 anni circa, stiamo a Nasugbu (una città di Batangas) con i parenti e con gli amici. Quest’anno siamo andati a Palawan, un arcipelago delle Filippine. Siamo stati a Puerto Princesa e a El nido, in particolare a Cadlao Island e Miniloc Island. Ho portato un video che riassume le mie vacanze di Natale” (J. classe quinta).
“Ho portato questa foto perché mi ricorda, non solo un momento bello della mia vita, ma è la prima partita ufficiale di calcio che ho giocato da bambino. Da quella partita ho iniziato un percorso che continua tutt’ora” (M. classe quarta).
“Valbruna! Dove il cuore riposa e l’ansia scompare! Sono particolarmente legata a questo posto perché praticamente tutti i miei ricordi d’infanzia sono concentrati qui. I miei genitori 14 anni fa hanno preso la seconda casa in questo paesino di montagna. I primi ricordi che ho legati a questo posto risalgono al 2013 quando ho conosciuto la mia amica O., con cui ho vissuto i momenti più belli e divertenti: siamo andate in viaggio insieme in Germania, abbiamo giocato insieme di notte a nascondino e fatto le camminate più faticose insieme. Abbiamo passato estati intere a raccontarci cosa succedeva nelle nostre due città, e pian piano abbiamo allargato il nostro duo ad altri tre ragazzi con cui abbiamo fatto amicizia negli anni seguenti. Il primo ricordo è il corso di sci a cui mi avevano iscritto i miei genitori all’età di cinque anni. Altra cosa significativa sono le giornate passate nei boschi con mio padre e il suo amico alla ricerca di funghi, cosa noiosa all’inizio però quando ne trovavi uno era una soddisfazione indescrivibile. Ogni sera andavo, assieme a mia mamma, a fare una passeggiata per il paese, in cui a volte capitava di incontrare degli animali, tra cui cervi e volpi. Questo posto dista molto poco dal confine con l’Austria, infatti, ci vado e ci andavo molto spesso: d’estate al lago, il mio momento preferito, e d’inverno alle terme di Villaco o a fare una giornata di shopping all’Atrio, un centro commerciale di questa città. Le escursioni effettuate sul monte Osterig, precisamente a Lomsattel, dove la proprietaria del rifugio mi parla solo in tedesco da quando sono piccola; quindi, questo ha aiutato molto a fare pratica della lingua e della pronuncia. Non ho ricordi brutti legati a questo posto ma ultimamente non ho la possibilità di tornare a casa e questa cosa mi provoca tristezza e nostalgia”. (V. classe prima).
“La gemma che ho deciso di portare oggi è una persona a cui tengo molto. Lei è la zia di mia mamma e si chiama G. Abita in Abruzzo quindi la vedo davvero poco, di solito una volta all’anno d’estate quando vado a trovarla con i nonni. Quando ci vediamo, anche dopo molto tempo siamo felicissime e già sappiamo che i momenti che passeremo nelle due settimane successive saranno magici. Con lei mi diverto sempre, è come un’altra nonna per me e il nostro rapporto è davvero genuino e speciale, i nostri caratteri sono molto compatibili. La foto che ho portato è del 2019, l’ultima volta in cui ci siamo viste, prima di quest’estate ed è bello sapere che il nostro rapporto sia rimasto sempre invariato. Visitare quella piccola cittadina dell’Abruzzo è per me importante perché rappresenta la vera estate e so che la vedrò e che passeremo dei momenti bellissimi insieme tra fare passeggiate e cucinare dolci. A novembre in occasione del mio compleanno mi ha fatto la sorpresa di venire a casa dei miei nonni per una settimana, abbiamo creato tanti bei ricordi che mi porterò sempre nel cuore” (G. classe quinta).
“Per la mia gemma ho deciso di portare un charm di pandora che rappresenta il globo terrestre. Ogni charm dovrebbe essere legato ad un momento importante o ad una passione e questo qui rappresenta il mio amore per i viaggi, è stato il primo charm che ho comprato perché il viaggio è una passione che c’è sempre stata. Sotto questo aspetto mi ritengo una persona molto fortunata perché nella vita ho avuto molte possibilità, ai miei genitori piace molto viaggiare, e me l’hanno trasmesso. Ho preso il primo aereo a 5 anni non potendo prima perché soffrivo, e soffro tuttora, di problemi alle orecchie legati alla pressione, ma vale la pena sentire il dolore quando l’aereo atterra perché so che l’esperienza sarà indimenticabile. Vedere le foto di un posto dallo schermo del telefono spesso fa notare solo il bello delle cose ma quando viaggi cogli tutto, cogli com’è veramente il posto in cui vai e capisci che è ben oltre un luogo in cui vai in vacanza. Lì le persone ci vivono ed è orrendo uscire dal resort e vedere che fuori la gente non sta bene. Ogni volta che sento la canzone della compagnia di viaggi alpitour mi vengono in mente tutte le serate, i balli in piscina, l’acquagym, gli amici conosciuti, il mare e la pizza che non sapeva di pizza. Concludendo, ho sempre amato viaggiare, lo amo ora e spero di amarlo per sempre” (C. classe prima).
“Il 13 Giugno 2023 mi viene detto che sono stata bocciata. Ovviamente non è stato un fulmine a ciel sereno, lo sapevo da un po’ che sarebbe andata così, ma ciò non significa che l’abbia presa bene. Mi ricordo perfettamente com’è andata: c’era un sole caldo e splendente e facevo l’animatrice al centro estivo, una delle mie attività preferite. Avevo la squadra blu, composta da bambini dai 6 agli 8 anni. Quel giorno S., che nonostante i suoi 7 anni aveva una vita troppo travagliata, mi disse: “Maestra S., sei diventata la mia maestra preferita!”. G., G. e C., di 9 anni e appassionate di ginnastica artistica, mi chiesero di guardarle mentre facevano un balletto che avevano creato da sole. G., 8 anni e con una gamba rotta mentre andava in bici, si sedette accanto a me e mi raccontò tutto quello che sapeva sugli antichi egizi. M., 18 anni e la mia migliore amica da 5, mi chiese di andare a mangiare al Mc. D., 19 anni e il mio posto di pace, mi disse che amava il mio sorriso. Era una giornata perfetta. Mentre salutavo i genitori che venivano a prendere i loro figli, vidi la macchina dei miei avvicinarsi, cosa strana considerando che tornavo a casa sempre da sola. Forse dovevano passare di lì e avevano pensato di venirmi a prendere? Salii in macchina e mio padre mi chiese com’era andata, ma prima che potessi rispondere, mia madre disse: “Ha chiamato la prof, quest’anno rimani in quarta”. Dissi solo “Vabbè, tanto lo sapevamo tutti”. Entrai a casa e non ebbi neanche il tempo di spogliarmi per fare la doccia che scoppiai a piangere. Un pianto estremamente esagerato per essere una notizia che già sapevo sarebbe arrivata. Ma non ero triste per il fatto di dover ripetere l’anno, ero triste perché avevo preso coscienza che sarei rimasta un anno indietro, che non sarei più stata nella classe migliore che mi sia mai capitata. Non avrei più sentito le interrogazioni assurdamente divertenti di Cod, non avrei più riso con Terra ricordando la nostra esperienza come compagne di stanza, non avrei mai più detto “buongiorno raggi di sole!” appena entrata in classe. Era come se avessi perso parte di me stessa. Ora, so perfettamente che ci sono cose ben peggiori nella vita, ma il dolore che sentivo era una miscela di nostalgia, di paura e di incertezza per il futuro. Non sapevo cosa mi avrebbe riservato l’anno successivo, se sarei riuscita a mantenere i legami con i miei ex compagni, se avrei trovato di nuovo il mio posto di pace. Il pianto che mi aveva travolto era il risultato di tutte queste emozioni riversate in un momento preciso, quando la realtà di ciò che stava accadendo si era manifestata in tutta la sua crudele semplicità. Avrei dovuto affrontare una nuova classe, nuovi insegnanti, una nuova dinamica che non avrei potuto predire. Così, la doccia che avrebbe dovuto lavare via la fatica della giornata, fu invece un momento di confronto con me stessa, con i miei timori e con la consapevolezza che il mio mondo stava cambiando, anche se non ero del tutto pronta ad accettarlo. Ora sono in una nuova classe, ho nuovi amici e sono riuscita a mantenere i rapporti a cui tengo di più, quindi direi che non sta andando così male come pensavo. Certo, a volte il senso di nostalgia e tristezza mi travolge e mi porta giù, ma sto imparando a tornare in superficie sempre più velocemente. Ho deciso di non scrivere un finale a questo testo perché non so cosa mi riserverà il futuro e non so se sarò pronta ad accettarlo, ma so per certo che porterò per sempre nel mio cuore i miei raggi di sole.” (S. classe quarta).
“Questa è la mia prima gemma e ho deciso di dedicarla a mia mamma. Questo oggetto può sembrare semplice ma per me ha un significato importante e ricordo ancora molto bene il giorno in cui me l’ha regalato: era la sera prima della mia Comunione e lei è arrivata in camera mia e mi ha dato questo braccialetto, io l’ho subito messo al polso e non l’ho più tolto. Questo braccialetto mi ricorda quel momento e soprattutto mia mamma, a cui devo veramente il mondo per quello che ha sempre fatto per me” (A. classe prima).
“Questa foto l’ho fatta circa due anni fa a Lione, in Francia, quando ci sono andato con la mia famiglia. Nello specifico questa è la foto di una delle miniature esposte al museo del cinema e delle miniature presente nella città. Ho scelto questa foto più che altro in ricordo sia dell’esperienza, sia del fatto che ci sono andato con la famiglia praticamente al completo” (F. classe quarta).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare questo ricordo di un viaggio che ho fatto con mia sorella l’anno scorso. Per la prima volta ho preso l’aereo da sola con lei per andare a Parigi a trovare mio zio, mia zia e mia cugina che vedo poco e quindi è stata un’occasione per stare insieme a loro e passare dei bei momenti. Inoltre, è una delle mie città preferite, ho visitato molte attrazioni e musei che ho anche studiato a scuola e quindi è stato anche molto interessante. Sono andata durante il periodo natalizio e c’era una bella atmosfera con tante luci e addobbi” (G. classe quarta).
“Sono molto grata di aver trovato delle amiche a scuola che rendano le giornate più divertenti e piacevoli, perché l’ambiente scolastico diventa meno pesante. È un’amicizia che non dimenticherò mai, e con loro ho molti bei ricordi” (A. classe terza).
“Devo essere sincera: mi sono venute molte idee per la mia gemma e ho cambiato idea molte volte ma in fondo sapevo che alla fine avrei portato questa. Come gemma di oggi ho deciso di portare mia nonna. Devo dire che a me viene molto difficile parlare di lei e anche solo a pensare a lei dal semplice fatto che con lei ho un rapporto molto forte e semplicemente speciale. Ma ho deciso di farlo per lei, per tutto quello che ha fatto. Ho scelto lei perché pensavo che si dovesse portare qualcosa che ti fa smuovere qualcosa dentro e che ti faccia commuovere al solo pensiero e per me è così. Mia nonna è la persona più dolce che conosca e fin da quando sono piccola non c’è cosa che lei non abbia fatto per me. Lei ci tiene tanto a me, forse troppo, perché anche solo ad abbracciarmi o solo al pensiero che io debba andare si commuove. Vorrei far provare a tutti la sensazione che si prova ad un suo abbraccio, a una sua carezza: io non mi vorrei sentire in modo diverso e in luogo diverso. Lei, ogni volta che ci vediamo, mi ripete che mi darebbe tutto il suo cuore. Io so che purtroppo la vita non è eterna ed è per questo che anch’io voglio darle qualcosa per ricordarsi di me in futuro, spero il più lontano possibile. Io so che non rimarrò mai sola perché una parte di lei sarà sempre in me e viceversa. Io non riesco a dirle l’immenso bene che le voglio, ma anche in un singolo abbraccio le dimostro e le do tutto quello che ho. Dal covid in poi è stato tutto in salita e lei ha passato momenti non troppo facili e vedevo in lei spegnersi il suo sorriso che mi riservava sempre. E mentre lei superava le sue difficoltà, non c’era momento in cui io non mi preoccupavo per lei e che non piangevo sperando che riprendesse la luce che si portava dentro, che mi illuminava e la illuminava. Probabilmente anche la distanza ha giocato la sua parte ma finalmente ora la rivedo prendere in mano ciò che è rimasto e ricominciare qualcosa di nuovo o qualcosa di perso. Da piccola io vedevo i fatti, ma non vedevo ciò che c’era dietro e solo ora che ho imparato a conoscerla di più ho capito che tutto quello che ho l’ho preso da lei. Se io non avessi avuto la fortuna di avere una nonna così io non sarei minimamente la persona che sono oggi e oggi senza di lei cadrei e non riuscirei più ad alzarmi. Lei per me ha dato tutto, tutto l’amore, la fatica, l’affetto e la passione che aveva e ora è più che giusto che io faccia questo per lei. Ogni volta che sto per mollare penso a lei, a lei che non ha mai mollato per me e quindi neanche io lo farò. Tutte queste cose io le ho trovate dentro una parte di una canzone, a cui inizialmente non facevo caso ma poi ne ho capito il significato. “Parlarti di quello che sento mi sembra impossibile Perché non esistono parole per dirti cosa sei per me Tu mi hai insegnato a ridere Tu mi hai insegnato a piangere L’ho imparato con te che certe volte un fiore cresce anche nelle lacrime Ma non è facile Se non sei con me” Tutto questo per dirti nonna, che sei tutto e ti voglio un bene infinito e all’infinito. (S. classe prima).
“Il significato di questa gemma non risiede tanto nella canzone Kids degli MGMT, quanto nella persona che me l’ha mostrata. Fu mio padre a mostrarlo durante una delle nostre piccole sfide su chi riuscisse a trovare le canzoni più belle. Ogni volta, mio padre mi mostrava proprio questa. Questo mi fa riflettere sul fatto che il legame con i propri genitori si manifesta anche nei piccoli gesti quotidiani”(A. classe terza).
“L’anno scorso ho deciso di portare una canzone, che si potrebbe definire come la colonna sonora della mia vita. Per me è importante non tanto per quanto riguarda il testo, ma perché l’ho ascoltata nei momenti più significativi del mio percorso. Quest’anno ho scelto di portare come gemma il mio cane, che mi è stato a fianco per 10 anni e questo anello con il suo nome. Blue ha sempre fatto parte della mia vita ed è legato ai miei ricordi più felici come a quelli più tristi. Pensare a lui mi fa rivivere un po’ tutta quella che è stata la mia vita, fino ad ora, lasciandomi un sentimento di affetto ed è una cosa che trovo molto bella” (L. classe quinta).