Gemma n° 1999

“Come gemma ho deciso di portare, in generale, tutti i testi che scrivo quando sento emozioni particolarmente forti, nel caso particolare quello che ho scritto il 13 febbraio per una situazione amorosa finita a inizio gennaio. Tutto quello che ho scritto sono cose che sento ancora solo che ho imparato a gestirle, a non manifestarle più in maniera così forte. Aggiungo che a questa ragazza sono stato tanto affezionato perché arrivata in un periodo di semi-depressione durato da agosto a dicembre, un periodo durante il quale sentivo di non avere molto. Scrivo sempre in inglese, in questo caso l’ho tradotto.
Solo per tornare sconosciuti
E’ tutto finito. Sono stato costretto a bloccarla così che non possa contattarla e così che lei non debba nemmeno preoccuparsi di ciò che faccio, anche se non le è mai interessato. Oggi ho pianto più di quanto io abbia mai fatto in tutta la mia vita. Ho sentito così tanto dolore e rabbia nei miei pensieri e nelle mie stesse parole e per la prima volta ho buttato fuori tutto ciò che sentivo, senza nessun tipo di filtro. Mi sono sentito nella maniera peggiore immaginabile ed è stato orribile. E’ stato orribile continuare a piangere senza potersi fermare, è stato orribile sentire il mio viso bagnato senza avere la facoltà di fare nulla, è stato orribile sentire il naso gocciolare, è stato orribile sentire quella nebbia tornare, è stato orribile vedere tutte le mie speranze ed i miei bei ricordi frantumarsi davanti ai miei occhi. Ho iniziato a piangere e a sentirmi arrabbiato con tutto. Ero così arrabbiato che a malapena mi rendevo conto di ciò che mi accadeva attorno. Non ero in grado di pensare. Volevo solamente colpire qualcosa con tutta la mia forza. Poi, quella rabbia si è trasformata in solitudine e ho riniziato a piangere.
So che non dovrei dare così tanta importanza alle persone, ma l’averla conosciuta mi ha salvato. Sono stato bloccato in quella nebbia per così tanto tempo, senza riuscire a capire dove andare o dove dirigermi. Improvvisamente è comparso questo raggio di sole che mi ha mostrato la strada corretta. Ero finalmente in grado di muovermi senza timore e senza paura di perdermi di nuovo. Mi ha accompagnato fino a dove la nebbia smetteva di essere così fitta e, una volta uscito, quella luce scomparve, come se avesse finito il suo dovere.
Non ho intenzione di perdermi di nuovo però, perché ormai sono fuori. Posso vedere più chiaramente dove andare, anche se non ne sono sicuro.
Quel raggio mi ha aiutato davvero tanto, e vederlo dissolvere così mi ha portato a spaesarmi.
Domani è San Valentino e non ho nessuno da amare stavolta. Per la prima volta, non sarò in grado di indirizzare tutto l’amore che voglio dare a qualcuno.
Sono però contento di poter uscire di casa lo stesso, così da poter assistere alle manifestazioni d’amore degli altri e poter percepire l’amore altrui.
Addio, J… Mi hai fatto soffrire così tanto che preferirei non pensarci, così da poterti ricordare in maniera positiva.
Eravamo sconosciuti che hanno iniziato a conoscersi, solo per tornare sconosciuti.”

E’ sempre molto difficile commentare gemme così ricche, quelle che lasciano me e una classe intera a cuore aperto. Non voglio aggiungere qui le mie parole al testo di G. (classe quarta), ho già detto qualcosa in classe. Mi sento di appoggiare una colonna sonora, una canzone di una cantante italiana non certo giovane, Patty Pravo. Al Festival di Sanremo di qualche anno fa ha presentato un brano che mi è entrato nell’anima e che appoggio qui. Il titolo è Cieli immensi.
“E ridere guardando il mondo con la felicità di quando il cielo è immenso
E mai dimenticare quel che ci ha fatto vivere
Ma tu chi sei?
Che cosa vuoi?
E come mai mi pensi?
Poi dirsi addio, oppure mai
Ma i cieli sono immensi”

Danger!

Resto stupito dalle motivazioni contenute in questo articolo preso da Rainews24. Di certohelloween_power.jpg non riuscirò mai a sentire Helloween come una festa mia, anzi, neppure come una festa (il mio primo pensiero va sempre al mio gruppo metal preferito… gli Helloween, appunto…). Sulla mia pelle sono tracciate altre coordinate che mi portano ad entrare nei cimiteri il primo giorno di novembre e a far andare la mia mente a quel rosario detto in famiglia e “tenuto su” dal nonno pensando alle persone care che non ci sono più: strettamente in latino, un latino che risentiva di friulanismi e venetismi della tradizione contadina. La sensazione è quella di una festa prettamente commerciale, occasione di svago per una sera, occasione che si mischia ad altre occasioni. Forse tra qualche tempo non ci sarà più, o magari sarà diversa. Più che Helloween, mi fa pensare il fatto che il giorno dopo vedo sempre meno gente, meno giovani e meno bambini che entrano nei cimiteri, al di là dell’aspetto religioso della commemorazione.

“La festa di Halloween rappresenta “un grave pericolo per i bambini”, in grado di rovinarne la salute fisica e psichica. Queste le motivazioni con cui il ministero regionale dell’Istruzione a Krasnodar, Russia del sud, ha deciso di vietare ogni tipo di celebrazione dell’imminente festività di origini americane nelle scuole, adducendo pareri di psichiatri e psicologi. “I bambini che partecipano a questi festeggiamenti spesso si impauriscono, avvertono sentimenti di oppressione e aggressione, e sono inclini al suicidio”, ha scritto il dicastero in una lettera, riportata dall’edizione on-line del quotidiano Kommersant. Le autorità hanno invitato le scuole a organizzare, piuttosto, eventi ispirati ai valori tradizionali russi. La Chiesa ortodossa locale si è espressa contro la ricorrenza che, a suo dire, “celebra il culto della morte e del diavolo”.

La ‘rivolta anti-Halloween’ ha contagiato anche la vicina Stavropol dove, oltre a funzionari pubblici e religiosi ortodossi, persino i cosacchi si sono uniti nel chiedere la cancellazione di un party organizzato nel località termale di Pyatigorsk. Originariamente nata per celebrare la fine della stagione calda, Halloween ha acquistato sempre maggiore popolarità in Russia a partire dal crollo dell’Unione Sovietica, con i primi party organizzati a fine anni ’90. Nel 2003, ricorda l’agenzia di stampa statale ‘Ria-Novosti’, il dipartimento per l’Istruzione della città di Mosca ha ‘consigliato’ di non svolgere più festeggiamenti nelle classi elementari e medie. La festa del ‘dolcetto o scherzetto’, che per tradizione cade la notte del 31 ottobre, non è la sola considerata impropria dalla parte più conservatrice della società russa. Anche San Valentino è vittima di annuali censure, con le autorità ortodosse e alcuni funzionari pubblici che vi vedono “influenze negative sui valori morali e l’integrità spirituale dei giovani”.”