“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare tre persone per me molto importanti: A, V e M. Quando ci siamo conosciute qualche anno fa, non pensavo che avremmo costruito il rapporto che abbiamo oggi. Non so come sarebbe la mia vita senza di loro, probabilmente monotona e troppo tranquilla. Di esperienze non ne abbiamo vissute tantissime, perché è difficile mettere d’accordo tutte e quattro per trovarci, ma abbastanza per rafforzare la nostra amicizia e capire l’importanza che abbiamo l’una per l’altra. Quando siamo insieme, possiamo parlare di qualsiasi cosa, scherzare, ridere, piangere, riflettere e la cosa più bella è che ognuna di queste, anche un pianto o un litigio, finisce sempre con un sorriso. Se una di noi ha un problema, sa che può contare sulle altre; infatti, loro per me sono un punto di riferimento e ad ogni mio dubbio, pensiero, preoccupazione o consiglio mi hanno aiutata, rasserenata e supportata. Siamo tutte diverse, sia per aspetto che per carattere, ma allo stesso tempo tutte con qualcosa in comune e per questo le ringrazio, per essere parte della mia vita e di renderla ogni giorno migliore” (A. classe terza).
“Come gemma ho deciso di portare mia zia, una delle persone più importanti per me: c’è sempre stata per me nei momenti felici, ma anche in quelli tristi. Mi ha sempre detto, che se avessi avuto bisogno di parlare con qualcuno e di sfogarmi lei ci sarebbe stata, anche se ultimamente non l’ho fatto e me ne pento perché avrei potuto risolvere alcuni problemi più facilmente invece di tenermi tutto dentro. Quando ero piccola adoravo stare con lei, passavamo i pomeriggi e le serate a giocare, mi ricordo di quando doveva sistemare la sua camera e ci mettevamo a cantare le canzoni oppure di quando la domenica mattina si preparava per andare a lavorare e stavo in bagno con lei mentre si preparava. Ora ci vediamo meno spesso però mia zia resterà sempre la parte più importante di me” (D. classe prima).
“Come gemma di quest’anno, ho voluto portare questo charm di Pandora, un regalo che ho ricevuto per Natale da una persona davvero speciale per me: mia sorella V. Questo charm non è solo un semplice oggetto, ma rappresenta per me un legame profondo e indissolubile con lei. V. è sempre stata al mio fianco nei momenti di difficoltà, sostenendomi quando prendevo un brutto voto a scuola e aiutandomi a superare le mie insicurezze. Ma non solo: è stata anche la mia compagna nei momenti più belli della mia vita, condividendo con me gioie, risate e ricordi indimenticabili. Ora, però, le cose sono cambiate. V. non vive più con me, e in alcuni momenti sento molto la sua mancanza. La casa sembra un po’ più vuota senza la sua presenza quotidiana, e spesso mi capita di desiderare di poter tornare indietro nel tempo, a quando condividevamo ogni attimo della nostra giornata. Per fortuna, però, in famiglia abbiamo una bellissima abitudine: almeno una volta alla settimana, lei e il suo ragazzo vengono a cena da noi. Queste serate sono diventate un appuntamento fisso che aspetto sempre con impazienza, perché mi permettono di rivederla, chiacchierare con lei e sentirmi di nuovo vicina a lei, come un tempo. Ogni volta che penso a mia sorella, provo un’enorme gratitudine e ringrazio il Signore per avermi donato una persona così speciale. È la sorella migliore che potessi mai desiderare, e se avessi la possibilità di scegliere in un’altra vita, non avrei alcun dubbio: la risceglierei ancora e ancora”. (L. classe seconda).
“Come gemma ho deciso di portare Undisclosed desires dei Muse perché rappresenta la parte di me che tendo a mostrare di meno e anche perché la collego a V, una delle persone a me più care e che mi è stata vicina nei momenti migliori e peggiori della mia vita e con cui ho trascorso momenti indimenticabili e provato tantissimi sentimenti. Penso che se non l’avessi conosciuta non sarei come sono adesso ed è per questo che le voglio un mondo di bene” (G. classe seconda).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare un anello che mi ha regalato mia mamma al mio 18º compleanno. Per me ha un significato molto importante e profondo perché me l’ha regalato una persona molto speciale e importante a cui voglio molto bene. Questo anello è diventato ormai un mio portafortuna, lo tengo tutti i giorni ma allo stesso tempo ho la paura di perderlo quindi sto molto attenta ad indossarlo… Non è solo un accessorio, ma è molto di più perché è come se rappresentasse un po’ mia mamma ed è come se l’avessi sempre vicino a me: la presenza di mia mamma che mi aiuta sempre e mi è sempre vicina è fondamentale. Inoltre, anche mia sorella ha un anello simile e quindi simboleggia anche il nostro legame”. (G. classe quinta).
“Come gemma ho deciso di portare questa foto che rappresenta un po’ il legame tra me e mia cugina. Per il mio quindicesimo compleanno i miei genitori mi hanno regalato due biglietti per il concerto di Alfa. Ho deciso di chiedere a mia cugina A. di venire con me dato che condivide la stessa passione per le canzoni di Alfa. Da quando ho ricevuto il regalo, non aspettavo altro che quel giorno da vivere insieme a lei, per cantare a squarciagola tutte le canzoni, dall’inizio alla fine. Quella sera è stata una delle più belle della scorsa estate, trascorsa con una persona davvero speciale, una delle persone a cui tengo di più. Ci siamo ritrovate in un mondo tutto nostro, dove ogni canzone di Alfa sembrava parlare direttamente a noi, come se fossimo le uniche due persone presenti. A. mi è sempre stata vicina. I miei genitori mi hanno raccontato che quando sono nata lei, ancora piccolina, aveva 7 anni, è venuta in ospedale a farmi visita e mi ha donato uno dei suoi peluches preferiti, Panciotto, un adorabile orsetto con qualche toppa che ho consumato a forza di abbracci. Su lei posso sempre contare, mi ha sempre supportato anche nei momenti in cui avevo più paura e ansia come quando da bambina sono andata a fare il buco per gli orecchini e lei, che ce l’aveva già, ne ha fatto un altro insieme a me per darmi coraggio; oppure come il giorno dell’orale di terza media quando sono uscita da scuola e si è presentata con un magnifico e variopinto mazzo di fiori. A. c’è e c’è sempre stata, con lei al mio fianco mi sento più sicura. È la sorella maggiore che non ho, non smetterò mai di volerle un mondo di bene”. (E. classe seconda).
“Come gemma ho deciso di portare mio fratello gemello D. Anche se a volte mi capita di pensare che sia una delle persone più fastidiose del mondo, so che è uno dei pochi, se non l’unico, che effettivamente mi capisce fino in fondo. Con lui posso parlare di qualsiasi cosa senza sentirmi giudicata, e mi è sempre stato vicino, anche nei momenti in cui mi è sembrato di toccare il fondo e non essere in grado di risalire. D. è l’unico che non mi ha mai guardata con occhi che mi giudicavano, bensì ci siamo sempre sostenuti e supportati a vicenda. Nei giorni in cui a stento ho le forze di alzarmi dal letto, in qualche modo D. riesce sempre a strapparmi un sorriso anche se avrei solo voglia di cacciarlo via. Concludo dicendo che mio fratello è una spalla su cui posso sempre contare, e so che è una delle pochissime persone che non mi volterebbe mai le spalle (E. classe seconda).
“Come gemma ho deciso di portare Romeo. Romeo è venuto a mancare da poco e, da quel momento, dentro di me si è creato un vuoto incolmabile. Non era un semplice gatto ma un amico, un migliore amico e un fratello. È strano da dire visto che era un animale, ma si prendeva continuamente cura di me: se stavo male lui c’era e se piangevo mi leccava il viso. Quando andavo da mio padre mi aspettava sempre davanti al portone perché, non so in che modo, riusciva a capire che stavo per arrivare. Quando era ora di andare a dormire, lui si metteva davanti alla porta e iniziava a miagolare per andare in camera. Ogni notte dormiva con me, senza mai alzarsi. Da quando non c’è quel letto sembra vuoto. Mi manca veramente tanto, ma almeno so che adesso è felice”. (C. classe prima).
“Quest’anno ho deciso di portare la mia cagnolina, Lilly. L’abbiamo presa un anno fa in un periodo per me molto buio, nel quale ho sofferto particolarmente d’ansia, e dal quale sto ancora cercando di uscire. Lei è stata fondamentale nella crescita da me compiuta finora poiché la sua vicinanza era l’unica cosa che mi aiutava ad alleviare l’ansia. Non avevo mai capito prima quanto ci si potesse legare ad un animale ma lei per me è veramente tutto” (E. classe quarta).
“Fa strano dirlo, ma questa è la mia ultima gemma. Proprio per questo motivo ho pensato a lungo a cosa o chi portare, ma alla fine sono andata sul sicuro. Come ultima mia gemma infatti, ho deciso di parlare della mia nonna materna, B., per ringraziarla un po’ per tutto quello che ha sempre fatto per me. Io e mia nonna siamo sempre state molto legate, anche perché ho passato la maggior parte della mia infanzia e della mia adolescenza a casa sua. Molti dei ricordi più vividi della mia infanzia infatti sono proprio con mia nonna. Ricordo perfettamente tutti i pomeriggi passati a farla disperare, dato che non riuscivo ad addormentarmi in nessun modo e allora la costringevo a prepararmi la mia tazza a forma di orso piena di spremuta di arancia e zucchero e portarmi fino alla discarica di T. per vedere i gabbiani, promettendole che solo così mi sarei addormentata (ovviamente non mi addormentavo mai). Inoltre ogni tragitto in auto con mia nonna era sempre accompagnato da un’accurata selezione di CD di canzoni estive anni cinquanta e sessanta o di canzoni natalizie dello Zecchino d’Oro, che ascoltavamo indipendentemente dal periodo dell’anno (al 90% se ci avessero fermate in un pomeriggio di novembre ci avrebbero beccate mentre ascoltavamo Sapore di sale di Gino Paoli). Ricordo ancora perfettamente i pomeriggi passati a preparare le frittelle, a bere il the, a cucire, a trasformare la sua casa in un museo con i miei disegni o a ripeterle disperatamente gli argomenti delle mie interrogazioni. Infatti, nonostante mia nonna non abbia mai potuto continuare a studiare, ha sempre cercato di aiutarmi come poteva nei compiti e nello studio quando non potevano farlo i miei genitori, ricordandomi quanto io fossi fortunata a poter andare a scuola e dandomi quel pizzico di motivazione in più. Mia nonna inoltre è sempre stata (ed è ancora) un po’ la mia complice. Quando litigavo con le mie amiche o una verifica non andava come speravo infatti, era sempre lei la prima a saperlo (anche se poi andava subito a dirlo a mia mamma, pure quando le facevo promettere che non lo avrebbe fatto). Avrei ancora tantissime cose da dire, ma meglio finire qua perché sennò non la finisco più. Insomma, ci tenevo a concludere la mia serie di gemme ringraziando per bene la nonna B. per tutto quello che ha fatto e continua a fare per me”. (B. classe quinta).
“Quest’anno non ho avuto alcun dubbio su chi scegliere per la mia gemma: avrei parlato di A. e di mio fratello F., due tra le persone più importanti della mia vita. F. è sempre stato un punto fondamentale per me, il mio posto sicuro fin da quando è nato; un fratello è molto più di un semplice legame di sangue, è un compagno di avventure e a volte anche un complice. Con lui passo gran parte del tempo e a volte non mi sembra abbastanza; ormai ha già quasi nove anni e ogni compleanno sembra portarlo sempre più lontano da me. Lo ammiro profondamente, poiché nonostante la sua malattia non ha mai perso il sorriso; non l’ho mai confidato a nessuno, ma mio fratello ha una malattia rara e fin dai suoi primi giorni di vita ha dovuto affrontare moltissime sfide, tra cui anche vari ricoveri; ammetto di avere sempre avuto paura, anche quando affrontava per esempio un semplice ricovero, poiché il terrore di perderlo era ed é ancora molto; ammetto che a volte lo tratto male oppure gli rispondo in malo modo, però in cuor mio gli voglio estremamente bene e farei qualsiasi cosa per vederlo felice, anche prendermi tutto il dolore che ha affrontato in questi anni. Adora passare il tempo con me, soprattutto quando sono in compagnia delle mie amiche ed è la persona più solare che io conosca. Gli auguro di realizzare tutti i suoi sogni e di non farsi mai abbattere da nessuno. Nonostante conosca A. da poco più di cinque mesi, è diventata una persona veramente speciale nella mia vita. Fin da subito mi sono sentita a mio agio con lei, tantoché le racconto ogni cosa, bella o brutta che sia. Ammetto che all’inizio non mi stava tanto simpatica e sinceramente non so neanche il perché, ma poi ho iniziato a fidarmi e ho capito che mi sbagliavo di grosso. É una persona fantastica, una di quelle che semplicemente rendono tutto migliore e non saprei veramente cosa fare senza di lei. Ogni volta che siamo insieme ogni problema sparisce e se sto male, riesce sempre a tirarmi su il morale. Nonostante abbiamo avuto, soprattutto ultimamente, alcuni alti e bassi, ci siamo sempre state l’una per l’altra e non gliene sarò mai grata abbastanza. Ogni risata, ogni battuta e ogni avventura che abbiamo vissuto assieme rimarranno per sempre scolpite nel mio cuore. In classe basta un semplice sguardo per capirci e se dovessi parlare di un’amicizia senza odio o invidia, parlerei sicuramente della nostra. Ho sempre pensato che l’amicizia nata tra due banchi non facesse rumore, ma poi ho sentito la sua e la mia risata assieme e ho capito di sbagliarmi” (A. classe seconda).
“Come gemma ho deciso di portare mio padre. Per me lui è la persona più importante, lui è la spalla su cui so di poter piangere. Il mio papà c’è sempre stato per me, e non è una cosa da dare per scontata. Sono sempre andata molto d’accordo con mio padre, soprattutto perché abbiamo lo stesso carattere, anche se ci scontriamo qualche volta per questo motivo. Sono grata di tutto quello che fa per me, mi è stato vicino quando stavo più male e non volevo parlarne, e penso che questo conti più di mille parole” (G. classe prima).
“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare una canzone. Non una semplice canzone, ma una canzone che mi risveglia i forti sentimenti che provo verso una persona: I. Nel giro di qualche anno, è diventata una delle persone più importanti per me. Lei c’è sempre stata, ci siamo sempre aiutate e sostenute a vicenda, nonostante tutte le difficoltà. Le sono grata per avermi regalato alcuni dei migliori momenti della mia vita fino ad adesso. Quando sono con lei, mi si risveglia una felicità unica, pura, quella che si prova solo con le persone con cui si sta veramente bene. Con lei, è come se tornassi un po’ bambina: riesce a farmi ridere in modo spensierato, facendomi dimenticare ogni preoccupazione. Senza farlo apposta, abbiamo entrambe portato come gemma la medesima cosa: la nostra amicizia, la cosa più preziosa che abbiamo. Questa canzone ad un certo punto dice “I knew you in another life; You had that same look in your eyes; I love you, don’t act so surprised”, e credo che questa frase riassume perfettamente la nostra amicizia. Ogni volta che la ascolto, penso alla persona speciale che ho accanto, a cui sono infinitamente grata, e che spero non se ne andrà mai”. (B. classe quarta).
“Questa è la mia mamma. Per me lei rappresenta un punto fermo nella mia vita, è la mia spalla destra ed è colei che ci sarà sempre per me in ogni attimo della mia vita. Sono davvero grata di avere una mamma come lei, sempre pronta ad aiutarmi e sostenermi in ogni cosa e in ogni sfida che mi viene posta davanti. Anche se litighiamo, ogni tanto ci urliamo, resterà sempre la persona più importante della mia vita e non avrei mai potuto chiedere mamma migliore” (A. classe quarta).
“Questo braccialetto mi è stato regalato da una mia cara amica che mi è stata molto vicina in un periodo molto difficile per me: senza il suo aiuto non so proprio come ce l’avrei fatta” (E. classe prima).
“Generalmente, fin da piccola, non sono mai stata una persona diffidente nei confronti degli altri; anzi, facevo amicizia molto facilmente e mi affezionavo subito alle persone. Col tempo, però, come penso sia successo a molti, questa mia caratteristica è cambiata radicalmente, non perché avessi deciso di diventare improvvisamente diffidente, ma perché molte persone sono passate attraverso la mia vita e ciascuna ha lasciato qualcosa, nel bene e nel male. E soprattutto, ognuna di loro ha portato via con sé qualcosa di me. Una di queste persone è stata quella che ha segnato un cambiamento profondo. È stata una delle esperienze più dolorose della mia vita, che mi ha cambiata profondamente, da cima a fondo, non lasciandomi più la stessa di prima. Dopo averla persa, dopo aver sperimentato il dolore di ogni delusione, mi sono ritrovata a riflettere più volte su ogni nuova amicizia, a mettere una barriera tra me e gli altri. E anche quando ho provato a fidarmi di qualcuno, lo facevo solo dopo averci pensato più volte, anche cinque, chiedendomi se fosse davvero giusto aprirmi e mostrare lati di me che forse avrei preferito tenere nascosti. Mi sono spesso pentita, ma di una cosa sono certa: di quella decisione non mi pentirò mai. Poi, nel novembre 2022, la disposizione dei banchi in classe è cambiata. Mi è capitato di sedermi accanto a una persona che, inizialmente, non conoscevo. Non mi dispiaceva affatto la sua compagnia: era silenziosa, tranquilla, sembrava una persona pacata. E forse andava anche meglio così, pensavo. Tuttavia, un giorno l’ho vista triste, e, nonostante la mia reticenza a coinvolgermi emotivamente, ho fatto qualcosa che ha cambiato tutto: le ho scritto un bigliettino. Le ho detto che, se avesse avuto bisogno di parlare, sarei stata lì per ascoltarla, anche se non ci conoscevamo bene. Posso dire con certezza che molte volte mi sono pentita delle scelte fatte, avrei voluto tornare indietro e rimediare, cercando di capire se facendo le cose diversamente sarebbe andata meglio. Ma quella, di certo, è una delle pochissime cose di cui non mi pentirò mai. Sono passati ormai tre anni da quel bigliettino. Tanto è cambiato, quasi tutto. Le persone che mi stanno accanto sono diverse, sono cambiata io, ma lei è rimasta una costante nella mia vita. Ogni giorno che passa è sempre più bello averla accanto. B. mi ha insegnato molte cose, e io a lei. Abbiamo riso, abbiamo vissuto momenti che ci hanno arricchite reciprocamente. Da lei ho imparato la pazienza, ho capito cosa significa sentirsi apprezzata e perdonata anche quando si commettono errori. Ho imparato ad accettare i complimenti senza sentire il bisogno di aggiungere altro, se non un semplice “grazie”. Ho capito che è giusto riconoscere i propri limiti, senza pretendere sempre il massimo da se stessi, e soprattutto, ho imparato che a volte pensare a sé stessi non è un difetto, ma una necessità (anche se, forse, dovremmo farlo un po’ di più). Sono grata di poterla vedere ogni giorno in classe, di poter parlare con lei dall’altra parte della stanza. Sono grata di averla incontrata, di poterla chiamare amica. E soprattutto, sono infinitamente grata di averle scritto quel primo bigliettino, che ha cambiato la mia vita per sempre, arricchendola con qualcosa che non potrei mai scambiare con nulla al mondo. Senza di lei, mi sentirei come una metà vagante, incompleta”. (I. classe quarta).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una foto di me da piccola con mio papà: io e lui abbiamo un bellissimo rapporto, ci raccontiamo sempre tutto e ci fidiamo reciprocamente. Mi piace condividere i miei pensieri e le mie preoccupazioni con lui perché so che sicuramente mi capirà e non mi giudicherà. Mi ha sempre supportato nelle mie scelte e mi ha fatto capire che, qualunque cosa accadesse, avrei sempre potuto contare su di lui. Sia per me che per mia sorella è sempre stato un punto di riferimento, un esempio da seguire e non ci ha mai fatto mancare nulla. Mi sento fortunata ad avere un padre come lui e anche se qualche volta discutiamo non lo cambierei con nulla al mondo” (R. classe terza).
“Come mia ultima gemma ho deciso di portare la mia migliore amica C., io e lei ci conosciamo dalla prima elementare e siamo sempre state compagne di classe e vicine di banco, oltre che migliori amiche. È sempre stata una parte fondamentale e un punto di riferimento nella mia vita, abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto e ci siamo sempre sostenute e aiutate a vicenda. Scelgo di portare lei perché è una delle persone più importanti per me, abbiamo trascorso l’infanzia e l’adolescenza assieme, abbiamo fatto moltissime esperienze durante il corso della nostra amicizia e ognuna ci è servita a maturare sempre un po’ di più il nostro rapporto. Io la considero come una seconda sorella ormai, siamo cresciute insieme e abbiamo visto e vissuto ogni periodo e momento della vita dell’altra, da quelli più belli a quelli più brutti, ci siamo divertite, abbiamo pianto, ci siamo consolate e siamo cresciute, sempre insieme. Conosciamo tutto l’una dell’altra e ci capiamo con un solo sguardo. C. c’è sempre stata per me come io lo sono stata per lei, e adesso che finiremo il liceo e per la prima volta non ci vedremo più tutti i giorni, sono certa che nonostante ciò non ci separeremo e la nostra amicizia rimarrà. Le voglio un’infinità di bene e la ringrazio non solo per essere la mia migliore amica, ma la mia compagna di vita” (E. classe quinta).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una delle persone più importanti per me: il mio migliore amico. Io e M. ci conosciamo da quando avevamo tre anni. Siamo sempre stati molto uniti perché abbiamo un carattere abbastanza simile. Pur conoscendoci da molti anni non ho ricordi di un nostro litigio tranne qualche bisticcio quando eravamo piccoli. Abbiamo fatto asilo e elementari insieme, invece alle medie eravamo in classi diverse pur essendo nella stessa scuola e ora siamo di nuovo insieme. M. c’è sempre stato, mi ha sempre sopportata e supportata in tutto e per questo gli voglio molto bene” (A. classe seconda).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una persona molto importante per me: V., la mia compagna di banco da ottobre della prima superiore. Ho deciso di portare lei più che altro per ringraziarla per essermi stata sempre vicino, infatti, senza di lei probabilmente non avrei superato molti ostacoli della mia vita. V. è una di quelle persone che sanno sempre aiutarti e capirti nei momenti difficili. Lei per me è una parte fondamentale della mia vita proprio perché è la prima persona che mi fa ridere, è la prima persona a cui racconto ciò che mi succede, è la prima persona che mi aiuta a scuola ed è la prima persona che c’è sempre per me” (A. classe seconda).