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Gemme n° 471

Questo video mi ha colpito subito; è il provino di ragazzo ad America’s got talent. In seguito ad un incidente ha avuto problemi alla voce, ma ha trasformato il tutto nel suo punto di forza e riesce ad essere autoironico: è un grande esempio, mi commuove ogni volta che lo vedo.” Questa è stata la gemma di M. (classe quinta).
Il poeta portoghese Fernando Pessoa disse: “… il contrasto non mi opprime – mi libera; e l’ironia che c’è in esso è sangue mio. Ciò che dovrebbe umiliarmi diviene la mia bandiera, che dispiego e innalzo; e il riso con cui dovrei ridere di me, è un clarino con cui saluto e creo un’alba nella quale mi converto”.

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Gemme n° 295

La mia gemma è tratta da un concorso che sta avvenendo proprio in questi giorni, la Chopin Piano Competition. I partecipanti devono portare solo brani di Chopin, sono tutti eccezionali. Questo è il mio pezzo preferito: qui è eseguito da una partecipante dalla grande preparazione (a volte anche più di due anni di studio per un solo concorso). E’ una composizione particolare, composta nel 1831 mentre Chopin è a Vienna e si sente solo e impotente nei confronti dei motti di rivolti che stanno avvenendo in Polonia. Questa ballata rende molto bene il suo stato d’animo”. Per i quasi 10 minuti d’esecuzione non è volata una mosca nella classe quinta dove A. ha presentato la sua gemma.
Conosco il pianoforte da ascoltatore profano, non lo so suonare. Decido spesso di ascoltare Chopin perché è come se con lui lo strumento mi parlasse, dicesse delle cose. Oscar Wilde affermava: “Dopo aver suonato Chopin, mi sento come se avessi pianto su peccati che non ho mai commesso e mi fossi afflitto per tragedie che non ho mai vissuto”.

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La stessa musica

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Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che suona la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo tin tin, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all’insieme. Siccome il piacere dell’armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica”.
(D. Pennac, Diario di scuola, 2007)
Far conoscere la stessa musica, questa è la sfida.

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Tra ieri sera e stamattina: sguardi

Percoto 2015_0108 copia fbLasciarsi meravigliare, farsi stupire, permettere al nuovo di essere ospitato dentro di noi. Sono convinto che questa sia una delle più grandi risorse che possiamo avere. Penso si tratti di una capacità, non di un talento. Il talento lo puoi coltivare, ma o ce l’hai o non ce l’hai. La capacità la puoi costruire, allenare, far crescere. Cogliere il positivo in quello che si vive, accennare un sì invece che un no, aprire alla possibilità. Mi piacerebbe che diventasse abitudine, stile di vita; pena il perdersi delle cose. Arrivare ogni sera nel letto , rivolgere lo sguardo alla giornata che si è vissuta e poter dire: oggi mi porto a casa queste cose belle. E allenarci a guardarle, a scorgerle, a notarle: e sottolinearle.
Questo è lo scopo del lavoro delle gemme che ho impostato quest’anno. Questo è il motivo per cui vengo preso dal rammarico quando vedo dei ragazzi di 18-19 anni che dicono no a una possibilità di ascolto e conoscenza, QUALSIASI possibilità di ascolto e conoscenza (stamattina), e per cui decido di scrivere queste parole. Questo è quello che mi fa sobbalzare il cuore di gioia quando vedo ragazzi mettere la passione in quello che fanno (ieri sera).
Che quello sguardo non si chiuda: ritengo sia lo sguardo della vita sulla vita.

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Gemme n° 100

Il commento di C. (classe quinta) al filmato scelto come gemma è stato molto sintetico e “raffreddato”. “Questo film mi è molto piaciuto e soprattutto questa sequenza: dobbiamo inseguire quello a cui teniamo e che desideriamo”.
A commento e a ulteriore stimolo di riflessione, una scena di Coach Carter:

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Gemme n° 56

La prima volta che ho visto questo filmato mi sono commossa perché mi ha colpito molto: contiene un messaggio forte, con temi anche pesanti e impegnativi, ma verso la fine c’è un messaggio molto bello.” Sono le parole di E. (classe seconda), che così ha continuato: “Penso che nella vita si soffra, capiti di essere derisi, però bisogna andare oltre, senza credere a quanto ci viene detto. Se siamo qui, c’è un motivo; coloro che dicono queste cattiverie hanno torto, perché noi abbiamo un valore. Mi piacciono molto il tono di voce e la scelta delle parole.”

Propongo una storiella raccolta da Bruno Ferrero: basta poco, veramente poco a far scoppiare chi ha raggiunto il limite. Basta poco, altrettanto poco, a farlo stare meglio. Perché sempre più persone fanno fatica a vedere i talenti che hanno dentro?
Dimmi, quanto pesa un fiocco di neve?”, chiese la cinciallegra alla colomba.
Meno di niente”, rispose la colomba.
La cinciallegra, allora, raccontò alla colomba una storia: “Riposavo sul ramo di un pino quando cominciò a nevicare. Non una bufera, no, una di quelle nevicate lievi lievi, come un sogno. Siccome non avevo niente di meglio da fare, cominciai a contare i fiocchi che cadevano sul mio ramo. Ne caddero 3.751.952. Quando, piano piano, lentamente sfarfallò giù il 3.751.953esimo – meno di niente, come hai detto tu – il ramo si ruppe…”
Detto questo la cinciallegra volò via.”