Gemma n° 1973

“Ho portato come gemma questo braccialetto: me l’ha dato la mamma di una persona per me molto importante. Non mi aspettavo che diventassimo così vicine, infatti la considero quasi come una seconda mamma. Lo indosso dal mio compleanno, quando me l’ha dato”.

Credo che quello descritto da J. (classe terza) non sia solo un dono o un gesto d’affetto: è il riconoscimento che la presenza di J. è preziosa per la persona per cui condividono l’affetto. Come dire, è un ti voglio bene per il bene che vuoi ad un’altra persona. Penso sia una delle vie per far crescere un po’ questo mondo, per renderlo un posto migliore.

Gemme n° 359

nonni

Ho portato tre foto dei nonni paterni, le due persone che mi hanno cresciuta da quando avevo due anni. Sono stati sia nonni che genitori, ma anche amici e, soprattutto mio nonno, complici. Lui per me è sempre stato un punto di riferimento; ho passato molto tempo con lui visto che mia nonna lavorava; con lui scherzavo ed era il più permissivo (quando non mi piaceva una cosa gliela buttavo nel piatto senza che la nonna vedesse e lui la mangiava per me). In V elementare è venuto a mancare e questo mi ha segnato profondamente. Mia nonna è una figura più severa ma è grazie a lei se ora vivo una vita normale. Questo è un tentativo per ringraziarli visto che in famiglia non siamo capaci di esprimere i sentimenti: poi io e la nonna abbiamo caratteri contrastanti e non le ho mai detto un tvb o un grazie che si merita. Loro per me sono anche un esempio di coppia; non erano affettuosi in pubblico ma dai gesti e dagli sguardi si poteva capire molto”. Così D. (classe quarta) ha presentato la sua gemma.
Non so perché ma mi è venuto spontaneo pensare a questa:

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