Gemma n° 2480

“Quest’anno ero veramente indecisa sulla gemma da portare perché l’anno scorso per me è stato una giostra di emozioni.
Per quanto riguarda l’anno scolastico è stato probabilmente il peggiore: avevo totalmente perso me stessa, non mi riconoscevo più, mi ero totalmente dissociata da tutto e da tutti, mi sono autodistrutta; ho vissuto quello che definisco il periodo più buio della mia vita, durante il quale mi sembrava impossibile riuscire a vedere la luce. Mi trascinavo da sola sempre più in fondo, dilaniandomi sempre di più.
E poi è arrivata l’estate, la mia salvezza. Quei tre mesi mi hanno guarita ed ora sono riuscita a stare meglio, cosa che un anno fa sembrava impossibile. È proprio per questo che come gemma ho deciso di portare la mia estate 2023, che per me è stato un momento di enorme crescita.
Finita la scuola ero veramente sfinita e non vedevo l’ora di potermi finalmente riposare. Ma mia madre, che non sopporta vedermi a casa senza fare nulla, mi ha spinta a fare un’esperienza di volontariato per un paio di settimane. Inizialmente non ero molto felice di ciò, non perché non volessi fare un’esperienza del genere, ma perché ero veramente sfinita. Ho deciso comunque di fare quest’esperienza presso un centro diurno per persone ipovedenti. Durante quelle settimane aiutavo gli altri volontari a riordinare e a pulire e ad organizzare le attività da svolgere con i frequentatori del centro, che erano sia ragazzi che persone più anziane. Una volta terminata ho capito veramente quanto quest’esperienza mi abbia permesso di crescere; sono venuta a contatto con una realtà che prima conoscevo molto poco, e ho capito che ci sono 1000 modi per vedere il mondo e la vista è solo uno di questi.
Poi a inizio luglio sono andata come ogni anno dieci giorni in vacanza con i miei genitori: inizialmente avevamo optato per il Portogallo ma poi abbiamo dovuto ripiegare sulla Croazia a causa di alcuni problemi di salute in famiglia; io non ero molto contenta di ciò, poiché non volevo andare al mare. Io ho sempre amato il mare e l’acqua, ma da un po’ di anni non riesco più a viverlo serenamente. In più non mi entusiasmava l’idea di fare una vacanza con i miei perché le ultime non sono andate molto bene, infatti litigavamo e basta. E invece questa vacanza si è rivelata una piacevole sorpresa: dopo anni sono riuscita a godermela per bene, senza discussioni e litigate: erano anni che non vivevo una vacanza così serena. 
Quando siamo tornati si è aggiunto un nuovo componente alla nostra famiglia. Sono cresciuta con un cane, un piccolo maltese che avevo chiamato Milkie, a cui ero immensamente legata; purtroppo lo scorso novembre è mancato a causa di un tumore e sicuramente questo non mi ha fatto stare meglio, anzi. Mia madre aveva giurato che dopo di lui non avrebbe preso più un cane, ma solo dopo la sua scomparsa ci siamo accorti di quanto la sua presenza era diventata fondamentale nelle nostre vite. È per questo che abbiamo deciso di prendere un’altra maltesina, che abbiamo chiamato Luna: ci ha conquistati fin da subito; non pensavo che dopo Milkie sarei riuscita a legarmi ad un altro cane, ma mi sbagliavo: ad oggi infatti Luna è diventata fondamentale, riesce a strapparmi dei sorrisi ogni giorno, non so come farei senza di lei.
Dopo qualche giorno ho vissuto una piccola esperienza insieme alle mie amiche. Durante la primavera avevo visto che a Villa Manin a luglio ci sarebbe stato un piccolo concerto di una band a cui sono molto legata. La band in questione è l’Officina della Camomilla: ho iniziato ad ascoltarli a caso qualche anno fa e mi hanno conquistata fin da subito con le loro canzoni allegre e molto particolari. Questo concerto era decisamente inaspettato, poiché la band si era sciolta molto tempo fa; ma negli ultimi mesi una delle loro canzoni intitolata Un Fiore per Coltello, che tra l’altro è una delle canzoni a cui sono più affezionata in assoluto, è diventata virale e quindi hanno deciso di tornare insieme e di fare dei piccoli live: appena avevo letto la notizia ero al settimo cielo, dovevo assolutamente andarci. Non conoscevo però nessuno che li ascoltasse e non sapevo con chi andare. 
Alla fine ho “obbligato” le mie amiche ad accompagnarmi ed è stata una serata magica: si respirava un’atmosfera abbastanza intima, infatti non erano presenti moltissime persone, ma è stato magico: eravamo all’aperto, sotto la luce dorata del tramonto, cantando canzoni suonate con la chitarra e altri strumenti molto strani. Sicuramente mi sono divertita molto più delle mie amiche ma alla fine anche loro sono rimaste contente dell’esperienza: in fondo i concerti sono sempre speciali, anche se non si conosce l’artista.
Inoltre ero veramente grata perché nonostante loro non ascoltassero la band, hanno deciso di venire lo stesso con me per farmi felice.
Una volta tornata sono subito ripartita per passare dei giorni a Lignano con le mie amiche per il compleanno di R. Come l’anno scorso, sono stati dei giorni fantastici, eravamo un gruppo veramente unito. Se la me di quel periodo avesse saputo che quella sarebbe stata la nostra ultima vacanza insieme probabilmente non ci avrebbe mai creduto; ora, nonostante non siamo più unite come prima, però mi piace riguardare a quei momenti con molta felicità e anche un po’ di nostalgia.
Poi il 22 luglio è giunto un momento che ho aspettato per anni e anni. Era infatti il giorno del concerto di Harry Styles, a Reggio Emilia, il suo ultimo concerto del Love On Tour. Mi aspettava un lungo viaggio, il viaggio della speranza, iniziato su un treno alle 6 di mattina insieme ad un mio amico; durante questo viaggio è successa anche una cosa abbastanza divertente (anche se un quel momento non era proprio così divertente, anzi): una volta arrivati a Bologna saremmo dovuti salire su un treno per Reggio Emilia e invece siamo saliti su quello per Reggio Calabria; per fortuna ce ne siamo accorti qualche secondo prima che partisse e siamo subito scesi. Siamo corsi a prendere il treno giusto e non appena sono salita ho percepito subito una bella atmosfera: era pieno di persone provenienti da ogni dove, che indossavano vestiti colorati e stravaganti, avevano boa di piume ed erano piene di brillantini. Anche appena scesi dal treno ho visto una marea di colori e piume: era magico.
Dopo una lunga attesa trascorsa sotto il sole cocente e sotto la forte grandine improvvisa, parlando e cantando insieme a gente sconosciuta, la band che apriva lo show è salita sul palco: stava iniziando a diventare tutto reale. E poi le luci e la musica si sono spente, a farci luce c’erano solo le stelle e una splendida luna ed eccolo lì, non riuscivo a crederci: sono subito scoppiata a piangere.
Non ho mai trovato le parole adatte per descrivere l’affetto che provo verso Harry: è una costante nella mia vita da anni: non importa se sono triste, felice, affranta, serena, io trovo sempre conforto nelle sue parole. Mi ha sempre fatta sentire a casa.
Mi sono sentita serena, in pace, come se fossi parte di una grande famiglia, nonostante fossi in mezzo a più di 100 000 persone. 100 000 persone che erano lì per il mio stesso motivo: vedere quella persona che per tutti noi è così importante. Non mi sono mai sentita così bene come quel giorno: per due ore quella sera mi sono dimenticata tutti i problemi, tutte le preoccupazioni e ho cantato, pianto, ballato, come non mai (soprattutto pianto). Ha anche fatto un meraviglioso discorso tutto in italiano, dolci parole che porterò sempre con me. Non scorderò mai la spensieratezza di quella giornata… quanto vorrei poterla rivivere.
Poi a fine luglio è iniziata una grandissima avventura: io ancora non lo sapevo ma mi avrebbe stravolto la vita. Avevo infatti deciso di partire da sola per Edimburgo, dove avrei trascorso tre settimane in una famiglia. Inizialmente ero un po’ spaventata, poiché nonostante abbia viaggiato molto e abbia preso molti aerei nella mia vita, non ero mai partita totalmente da sola. Ma mi sono fatta coraggio e nonostante la forte ansia e tutte le preoccupazioni sono partita.
Una volta arrivata dopo qualche difficoltà sono riuscita a prendere un taxi che mi avrebbe portato a casa della famiglia che mi avrebbe ospitato. Ero molto agitata per la famiglia, non sapevo bene cosa aspettarmi; e infatti non è iniziata alla grande: la famiglia mi è sembrata subito molto fredda e poco accogliente. Io ero un po’ disperata, non sapevo bene come comportarmi in una situazione così, ero completamente spaesata: mi trovavo totalmente da sola, in un paese a me sconosciuto, a casa di estranei: mai mi sarei immaginata di dirlo, ma volevo tornare a casa.
Mi sono fatta coraggio e la notte è passata; il giorno dopo dovevo prendere il bus e andare a scuola, dove avrei frequentato un corso ‘intensivo’ di inglese. Da lì poi tutto è migliorato: non ho avuto problemi con i mezzi, gli insegnanti sembravano splendidi e così anche coloro che frequentavano la scuola. Quella scuola era frequentata da persone di tutte le età provenienti da tutto il mondo; c’erano anche molti ragazzi italiani della mia età che stavano vivendo la mia stessa esperienza. 
Ho fatto subito amicizia con moltissime persone; in particolare c’era una ragazza che mi ha totalmente stravolto la vita: si chiama S, ha la mia età e vive a Terni. Ho trascorso moltissimo tempo con lei e ciò ha avuto un enorme impatto sulla mia vita e sul modo in cui vedevo le cose; abbiamo legato fin da subito e non mi sarei mai aspettata di affezionarmi così velocemente a qualcuno, è stato veramente speciale. Nonostante ora abbiamo perso un po’ i rapporti, io la porterò sempre nel cuore e difficilmente mi dimenticherò di lei: ne ho incontrate veramente poche di persone così speciali. Quelle tre settimane sono veramente volate: nonostante le lezioni ho avuto molto tempo per visitare Edimburgo e questa città mi ha davvero lasciato un segno indelebile. Fin da subito mi sono sentita a casa, come se io appartenessi a quella città: era come se rispecchiasse la mia personalità.
Quando sono dovuta partire ho pianto veramente tanto, questa esperienza mi è entrata nel cuore. 
Io tendo sempre a svalutarmi (o almeno così dicono), ma mia mamma mi ha fatto capire quanto importante fosse quello che avevo fatto: mi ha spiegato infatti che non tutti riescono a partire totalmente da soli e rimanere in un paese sconosciuto a casa di estranei e riuscire ad adattarsi. Sarò per sempre grata ai miei genitori per avermi permesso di vivere un’avventura del genere.
E alla fine è iniziato settembre e si è preso un po’ di spensieratezza che solo l’estate sa donare. Siamo tutti tornati alla nostra routine quotidiana, è iniziata la scuola, i compiti, lo stress e l’ansia, la pioggia e le giornate un po’ grigie.
Ma nonostante ciò io quell’estate la porterò sempre nel mio cuore. Ho capito che dovrei vivere la vita con più leggerezza e spensieratezza, perché 17 anni si hanno solo una volta nella vita e bisogna goderseli appieno, perché non ritornano indietro. Tra risate e pianti sono cresciuta, ho imparato ad apprezzare molte cose che prima davo per scontate e ho anche imparato a credere un po’ di più in me stessa. Con il ricordo dell’estate inciso nel cuore sono riuscita a iniziare la scuola con più tranquillità e tutt’ora mi sento più serena; sto contando i giorni che mancano all’inizio della prossima estate, nella speranza di vivere altre mille avventure che mi cambieranno e mi segneranno. E come disse Harry Styles in una canzone “we’ll be alright”, perché ce lo meritiamo, noi meritiamo di stare bene.
Durante quei mesi sono riuscita a piantare delle radici, da cui sta crescendo una piccola piantina, che diventa ogni giorno più forte, che si lascia piegare ma non abbattere dalle intemperie. Perché i momenti di tristezza e difficoltà sono indispensabili, ma servono soprattutto tanti tanti momenti di spensieratezza e serenità.
Ho capito insomma che devo “colorare la mia vita con il caos dei problemi”.”
(S. classe quarta).

Gemma n° 2465

“Mi é andata bene la data della gemma, in quanto si colloca a quasi esattamente un anno da questa gita a Bruxelles che mi/ci ha svoltato la vita.
Eravamo già abbastanza legati come classe ma questa gita ci ha fatto diventare compagni di vita. Ho imparato ad apprezzare veramente tanto i compagni di classe, cosa che prima non facevo, e ho tratto da ognuno un insegnamento diverso. Ho conosciuto molti dei loro lati e aspetti del carattere e di come sono loro nella vita quotidiana.
D’altronde é stato come vivere assieme per 4 giorni. Abbiamo scoperto di avere molte cose in comune. Ci sono stati malintesi ma questi ultimi ci hanno portato al maturamento.
Spero che quando ognuno prenderà la propria strada potremo sempre trovarci in 106 (per pochi)”.
(M. classe quarta).

Gemma n° 2459

“La gemma che ho portato è un braccialetto che ho preso a Napoli; questo bracciale l’ho regalato anche alle mie amiche come simbolo della nostra amicizia e come ricordo del viaggio che ho fatto a Napoli” (S. classe terza).

Gemma n° 2439

“Questa è in assoluto la mia prima gemma di religione e per quanto possa sembrare facile trovare qualcosa di profondamente rappresentativo per sé, mi sono trovata in difficoltà.
In difficoltà perché per la prima volta mi sono chiesta cosa potesse rappresentarmi al meglio , e da quella riflessione sono nate tantissime idee, tutte pronte a raccontare qualcosa di me: dalle mie passioni, a momenti a persone per me importanti… tutto era chiaro nella mia testa, le idee nitide e ben allineate pronte a risplendere proprio come una gemma, ma a questo punto mi sono ricordata che, mi trovo in un ambiente nuovo e lì le idee tornano a correre all’impazzata per la mia testa.
Mi sono resa conto che, nonostante siano passati diversi mesi dal mio arrivo, non sono riuscita a trasmettere molto di me, del mio carattere, del mio modo di essere. La mia paura di risultare inappropriata, noiosa o deludente mi ha portata a chiudermi un pochettino, ma anche questo, se ci penso fa parte di me.
Fa parte di me l’essere pensierosa, silenziosa e distaccata, ma non per questo me ne faccio una colpa. Fa parte di me e basta.
Quindi per questa mia prima e purtroppo ultima gemma ho deciso di raccontarmi attraverso una parte indelebile di me: i miei tatuaggi.
Sul mio corpo da neo diciannovenne sono presenti 3 tatuaggi, 3 momenti della mia vita vissuta fino a presente. Le mie 3 filosofie del passato, presente e futuro.

Il primo tatuaggio l’ho fatto a 17 anni sulla clavicola sinistra, dal lato del cuore.
Avevo appena finito il percorso di latino, un mondo che mi ha affascinata proprio perché non lo riuscivo a capire a causa della sua complessità. La frase che ho scelto di incidermi sulla pelle è stata proprio «ad maiora» verso il meglio. Allora ero molto diversa da come mi vedete adesso, ero molto più insicura e meno determinata. Ancora non ero riuscita a crearmi uno spazietto nel mondo. Mi sentivo strana e fuori posto, come tutti gli adolescenti a quell’età. Ma qualcosa in me, ha voluto riprendere le redini, riprendere il controllo della mia vita e andare verso qualcosa di meglio.
«Ad maiora» perché non mi sono mai bastata, non mi sono mai piaciuta e tuttora faccio difficoltà a riconoscermi nel riflesso dello specchio, nonostante i cambiamenti e i miglioramenti (i primi di una lunga serie a venire). Per la prima volta sono riuscita a provare a me stessa di essere forte e determinata e questo è diventato un mio bellissimo punto di forza.
Ho lavato molto non solo sul mio aspetto estetico, ma anche sul mio carattere, per creare la versione migliore di me stessa. E nonostante ci abbia lavorato, ammetto che caratterialmente non sono facile da capire o da sostenere, proprio per gli innumerevoli problemi invisibili che si generano automaticamente nella mia testa e che a volte prendono il controllo.
«Ad maiora» perché racchiude il desiderio di non essere mai come ora, ma di trovare sempre nuovi stimoli per migliorare.

Il secondo tatuaggio, l’ho fatto sul costato destro, perché la simmetria è sempre stata un mio punto debole. Si tratta sempre di una frase, ma questa volta in francese, tratta da una poesia. L’ho fatto dopo essere tornata da una delle esperienze che più mi ha cambiata e aperto gli occhi sul mondo: l’anno all’estero in Francia.
Là ho avuto modo di conoscere una realtà totalmente differente, ho incontrato delle persone fantastiche che hanno contribuito a creare delle memorie uniche e inimitabili.
Questa citazione racchiude un sacco di ricordi, significati e di speranza: nous allons fleurir (fioriremo). É tratta da una poesia di Jules Laforgue, «triste triste», titolo molto allegro, mi sono davvero superata in questo. Come suggerisce il titolo, il tono della poesia é malinconico e estremamente grigio, ma proprio in mezzo a tutto quel grigiore, si apre uno spiraglio luminoso dato da questa frase. Come un sole in mezzo alle nuvole di pioggia, «nous allons fleurir» ha il compito di ricordarmi che nonostante le difficoltà, nonostante gli ostacoli sul mio percorso, se ho la forza e la volontà di superarli, alla fine riuscirò a fiorire. Ma come lo auguro a me stessa, lo auguro a tutte le persone che mi circondano, perché nessuno merita di appassire sotto il peso di una giornata tempestosa. Per fiorire, oltre alla forza, ci vogliono tempo e un sacco di pazienza e determinazione, per riuscire a coltivarsi e a coltivare ciò che ci circonda nel modo migliore possibile.
Ognuno di noi, è un bocciolo di fiore diverso, c’è chi è più delicato, chi più tenace, chi sboccia prima e chi dopo, ma tutti siamo pronti a fiorire i nostri migliori colori.

L’ultimo tatuaggio di cui voglio parlarvi, è la sintesi del mio presente, ciò che sono e ciò che voglio ricordare.
È sempre legato all’esperienza all’estero, un pezzo del mio presente che ricordo con affetto e molta felicità. L’idea mi é venuta da una frase  del nonno ospitante, un uomo molto fragile, ma sempre sorridente, saggio e spiritoso, che prima della mia partenza per tornare in Italia, mi disse delle bellissime parole: lui era riuscito a leggere i miei silenzi per trarne qualcosa di bello, delle memorie preziose che custodisce tuttora. Aveva visto il mio potenziale, la mia voglia di crescere e di sperimentare. Aveva visto che sono fragile come lui, che la mia sensibilità e le mie insicurezze talvolta prendono il sopravvento creando delle tempeste che distruggono le mie casette di carta pesta, e proprio per questa mia fragilità anche lui mi ha donato una gemma di saggezza, dandomi delle certezze. Per tutto ci vuole tempo: per crescere, per imparare, per cadere e per rialzarsi, ma non dobbiamo affrontare tutto questo da soli: ci sono delle persone che ci accompagnano e che ci aiutano a ricostruire quelle casette di carta pesta oramai disintegrate dalla potenza della tempesta. Quelle persone, non sono delle persone qualunque, sono dei «funghi». Che strana cosa che mi disse quel giorno il nonno Dardinier: siamo dei funghi, tutte le persone che incontriamo e che ci aiutano, ci sopportano e che fanno il tifo per noi sono dei funghi che si legano a noi. E per quanto ci possiamo allontanare e perdere di vista, per quanta distanza ci sarà, le radici ci terranno uniti e ci terranno in contatto.

Questa è stata la mia prima e purtroppo ultima gemma di religione, non sarà perfetta, ma l’ho scritta io. Le parole che sono qui presenti sono una parte imperfetta di una imperfetta me.
Sono una ragazza che sbaglia senza paura di sbagliare, che ha delle insicurezze che prima o poi metterà a tacere, che ha delle passioni… ma che soprattutto ha delle persone che fanno il tifo per lei…. Sono un fungo che presto fiorirà verso il meglio. Grazie per l’ascolto.”
(G. classe quinta).

Gemma n° 2434

“Come prima gemma ho deciso di portare questa immagine.
Ho scattato questa foto a luglio dell’estate 2023, sull’aereo diretto a Dublino, dove ho trascorso due settimane in vacanza studio.
É stata un’esperienza magnifica, ho conosciuto nuovi ragazzi provenienti dalla Spagna, Portogallo, Francia… ma ho anche legato di più con le persone con cui sono andata e che giá conoscevo. lo e la mia migliore amica siamo state ospitate da una famiglia irlandese molto numerosa, erano in 7, più noi due e altre tre ragazze, due italiane e una spagnola. Erano molto simpatiche e ci sentiamo ancora spesso.
È stata un’esperienza stupenda, forse addirittura il viaggio più bello che abbia mai fatto in compagnia di altri ragazzi a cui tengo molto. Se potessi lo rifarei ancora, ma sono sicura che non sarà mai come la prima volta” (E. classe prima).

Gemma n° 2427

“Inizialmente cercavo qualcosa che potesse concludere questi 5 anni poi però, a dicembre, ho creato un video recap del 2023. Ho pensato che fosse la gemma giusta da portare perché il 2023 è stato un anno particolare per me, diverso dagli ultimi. Di per sé il video non è speciale, lo sono invece i frammenti che lo compongono, i momenti, i ricordi, le emozioni che ho provato durante questi 12 mesi.
È stato un anno intenso, pieno di nuove prime esperienze e come dice la canzone che ho messo nel video “I did it all”. È stato un anno anno di rinascita dove veramente sento di aver vissuto. Ho preso per la prima volta un volo, sono stata in due nuovi Stati, ho partecipato a due progetti dove sono risultata vincitrice, ho fatto la mia prima certificazione, ho compiuto i miei 18 anni, ho passato momenti in famiglia e con gli amici, ho ritrovato vecchie amicizie, ho cercato di guidare per la prima volta, sono andata in discoteca per la prima volta, sono finita per essere intervistata alla radio, ho visto albe e tramonti.
È stato un anno ricco, che mi ha fatto crescere e mi ha fatto vedere le cose da una nuova prospettiva”.
(A. classe quinta).

Gemma n° 2411

“Come gemma ho scelto di portare questa foto scattata sull’aereo diretto in Inghilterra perché per me è un po’ il simbolo di questa esperienza. Sono stata per due settimane a Canterbury in una famiglia ospitante, la mattina andavo a scuola di inglese mentre il pomeriggio visitavo la città o facevo qualche attività nella scuola. È stata una bella esperienza in quanto mi sono trovata bene con il mio gruppo di italiani e con la famiglia ospitante, ma soprattutto ho conosciuto un sacco di ragazzi provenienti da tutto il mondo, e con alcuni mi scrivo ancora ogni tanto” (G. classe terza).

Gemma n° 2407

“Chi sei? Non lo so. Forse un amico, anzi un fedele amico viaggiatore, che però ritorna sempre al punto di partenza. Voli, voli in alto, plani, meglio di un aeroplano, sul balcone, di mattina. Attendi il mio arrivo con la pazienza di un vecchietto, sprofondando il collo tra le tue piume calde e morbide, tattili a dire il vero. Per farti notare, attraversi la soglia di pietra con passi lenti e decisi come un ragazzo, che passeggia fischiettando con le mani dietro la schiena. Ti vedo e tremo di gioia, pk non sei un gabbiano qualunque, e chissà, forse non sei nemmeno un gabbiano, forse ti travesti e ti trasformi e viaggi in dimensioni agli umani sconosciute, ma sono sempre le tue lunghe ali a farmi volare. E così attraverso i tanti tuoi mondi che solchi dall’alto come in un disegno di Moebius” (E. classe quarta)

Gemma n° 2378

“Ho scelto questa foto perché quest’estate per il mio compleanno sono andata a Parigi con la mia famiglia. E’ stato un viaggio molto speciale e che non dimenticherò mai. Vedere il castello di Disneyland che ho sempre visto nei film è stata una vera emozione, un sogno che avevo fin da piccola. La sera prima di tornare in hotel siamo rimasti a vedere lo spettacolo, e la parte che mi è piaciuta di più è questa, la parte dedicata a Rapunzel, che è sempre stata la mia principessa preferita. E vedere questo spettacolo con la canzone e i fuochi d’artificio sarà una memoria per sempre impressa nel mio cuore” (N. classe terza).

Gemma n° 2371

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare questo album di fotografie che è stato realizzato dalla mia sorella ospitante in America e che mi è stato regalato in occasione del giorno della mia partenza per tornare in Italia.
Questo racchiude moltissime prime esperienze che ho vissuto mentre ero in Colorado, dal primo all’ultimo giorno. Come ad esempio il giorno del mio arrivo, i viaggi fatti con la famiglia, l’homecoming e il prom, il giorno del ringraziamento e via dicendo…
Dunque, possiamo dire che la mia gemma è proprio il mio anno all’estero.
Questo è stato un anno per me bellissimo che mi ha aiutato tanto a crescere e mi ha cambiato completamente, in positivo, mi ha reso molto più indipendente e specialmente mia ha aiutato a sconfiggere la mia timidezza.
Sfogliare questo album mi fa venire in mente tantissimi bei ricordi e mi fa sempre commuovere”.
(S. classe quinta).

Gemma n° 2346

“La foto ritrae uno dei momenti più belli che ho vissuto durante il corso di quest’anno. Questa foto è stata scattata a giugno, durante il mio viaggio negli Stati Uniti. Le persone intorno a me sono state i miei compagni di viaggio per due settimane, dei compagni di viaggio che si sono tramutati poi in una seconda famiglia. Ci trovavamo esattamente a Forsyth Park, a Savannah, in Georgia. In questa attività organizzata abbiamo avuto la possibilità di scoprire come gli eserciti romani marciavano nell’antichità, e tra la pesantezza degli scudi, gli ordini in latino urlati dalle guide, il sole estivo che batteva forte su di noi, le occhiatacce strane lanciate dai passanti e le videocamere e i telefoni puntati addosso non ci stavamo rendendo conto di star vivendo uno dei momenti più divertenti e spensierati di tutta la nostra vita. Era tutto così fuori dal normale che sembrava di vivere in un film, ed è per questo che voglio ricordare con piacere questo momento, per ripensare ai sentimenti positivi vissuti e alle persone importanti con le quali li ho condivisi” (V. classe quinta).

Gemma n° 2335

“Ho deciso di portare queste foto perché rappresentano le persone importanti che hanno fatto parte della mia più grande avventura. Quest’anno infatti sono stata due settimane a Miami per un viaggio-studio. Ero completamente sola dall’altre parte del mondo, lontana da tutti, ma per fortuna ho conosciuto tante persone fantastiche che mi sono state vicine in quei giorni. Ho conosciuto ragazzi italiani e americani, infatti in una foto ci sono tutti i ragazzi che facevano parte della mia classe di business alla Mater (la scuola che ho potuto frequentare quelle due settimane); in un’altra c’è E., la mia buddy, che mi ha accompagnato e spiegato ogni cosa all’interno della scuola, e con cui ho molto legato. In un’altra foto invece c’è A., un ragazzo americano che mi ha subito accolta e con cui ho fatto molta amicizia. Nell’ultima foto ci sono invece le ragazze italiane con cui ho condiviso questo viaggio. Sono diventate la mia seconda famiglia e sono molto grata di averle potuto conoscere.
È stata un’esperienza unica che mi ha cambiato, mi ha fatto conoscere una nuova cultura e mi ha resa una persona indipendente” (R. classe terza).

Gemma n° 2333

“Qualche giorno fa ho ritrovato questa piccola macchina fotografica appartenente a mia madre e ho riscoperto l’esistenza di tantissime foto della mia infanzia. Ho dedicato del tempo a me stessa per osservare tutte le fotografie e rivivere tutti i ricordi racchiusi nelle stesse. Avere la possibilità di riprendere in mano queste immagini mi ha suscitato un’emozione particolare che mi ha fatto riflettere sul valore dei ricordi.
Io riconosco di essere una persona molto legata al passato, perché durante tutta la mia vita ho vissuto dei momenti bellissimi che mi hanno lasciato delle memorie indimenticabili. Tuttavia, non so se definire il mio atteggiamento un pregio o un difetto, dal momento che io sono così strettamente legata ai miei ricordi che mi sembra di vivere continuamente una condizione di permanente malinconia, consapevole del fatto che tendo spesso a rivivere il passato e a dimenticarmi di ciò che mi circonda nel presente. Io penso che ricordare sia quel valore umano che consente di legare tutte le fasi della propria vita, di rivivere gli stessi momenti con le stesse emozioni, e riconosco la mia paura del tempo, una forza irrefrenabile, che determina l’avanzare del presente e un abbandono del passato. Ed è proprio questa la mia preoccupazione, ovvero il dimenticare i momenti speciali e le memorie più belle, determinato da un proseguire del tempo al quale io non riesco a stare dietro. Proprio per questo motivo, mi prendo del tempo per dedicarmi a dare importanza ai miei ricordi, che sono una parte essenziale di me e che mi danno un senso di sicurezza, perché so di poterli rivivere attraverso la memoria.
Dalle foto che ho velocemente guardato, sono emerse alcune che mi hanno consolato del fatto che io stessa, in questo momento, mi sento serena e in un certo senso anche soddisfatta nei confronti della mia vita. In particolare, mi hanno colpito principalmente delle foto raffiguranti me e la mia famiglia, che mi hanno fatto realizzare il valore della stessa e una foto che mi ritrae con una farfalla posata sulla mia mano. Quest’ultima, nel suo complesso, risulta essenzialmente semplice, ma, per me, racchiude la mia personalità, e, in un certo senso, mi lascia un senso di sicurezza, perché so che dentro di me lei è ancora chiaramente presente”.
(C. classe quarta)

Gemma n° 2332

La mia gemma quest’anno è il mio anno all’estero: in dieci mesi sono cresciuta e cambiata tantissimo e decidere di partire è stata la decisione migliore che avessi potuto prendere. Mi fa piacere che in tanti abbiano notato il mio cambiamento: dicono che sembri più felice, espansiva e disinvolta. Oggi ho portato in classe una delle testimonianze più belle che mi sono rimaste, una delle più preziose per me, ovvero tutte le lettere e i biglietti che le persone più importanti che ho incontrato negli Stati Uniti mi hanno scritto e regalato poco prima che io ripartissi per tornare in Italia. È stato davvero il regalo più bello che avessero mai potuto farmi perché ora ho le loro parole da rileggere tutte le volte che voglio. In quei mesi ho scoperto una nuova cultura, un diverso stile di vita, mi sono sentita parte di una comunità, ho viaggiato, riso, pianto, ho esplorato ed apprezzato un nuovo sistema scolastico, ho provato nuovi sport e vissuto al massimo. In dieci mesi ho incontrato delle persone che hanno lasciato un segno indelebile nella mia vita e con cui sono ancora in contatto tutti i giorni: amici, famiglia ospitante e insegnanti mi hanno sempre accolta, incoraggiata e fatta sentire inclusa. Custodirò per sempre la mia esperienza all’estero nel cuore come l’anno più felice che ho vissuto finora…adesso posso davvero dire di avere una seconda casa dall’altra parte del mondo, e se ci penso mi commuovo.

Gemma n° 2311

“Come gemma ho deciso di portare la vacanza studio che ho fatto quest’estate in Inghilterra. Era sempre stato il mio sogno andare in Inghilterra e questa è stata la mia prima volta. È stata un’esperienza bellissima perché ho conosciuto molte persone anche da altri paesi, visitato molti posti interessanti e stando in famiglia ho potuto migliorare il mio inglese. Ci sarebbero moltissime cose da raccontare su questa vacanza ma per rappresentarla ho dovuto scegliere solo alcune foto. 1. Shrewsbury Flower Show 2. Llandudno (Galles) 3. Fermata dell’autobus che prendevo ogni mattina per andare a scuola. 4. Chester 5. Betws-y-Coed (Galles) 6.Liverpool” (V. classe terza).

Gemma n° 2292

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una vacanza fatta quest’estate in Spagna, a Barcellona, un luogo che sognavo fin da piccolina.
A luglio sono partita per 5 giorni in questa nuova città con i miei genitori. Per me si trattava, di fatto, di un nuovo Stato da visitare: gente con cultura, tradizioni, usanze e maniere per me nuove e diverse da quelle a cui sono sempre stata abituata. Di quei giorni mi ricordo benissimo la velocità con cui sono terminati ma ancor di più la felicità che mi hanno dato. Penso che sia proprio vero che viaggiare a volte possa essere la cura ai nostri problemi: la sensazione di scappare dai propri pensieri, il fatto di recarsi in una città totalmente sconosciuta, dove nessuno ti conosce e dove tu non conosci nessuno, la meraviglia nel camminare per le sue strade per la prima volta dopo averle guardate e riguardate su uno schermo centinaia di volte, la gioia nel provare nuovi cibi e nuovi piatti di cui hai da sempre sentito parlare. Durante l’intero anno non ho molte occasioni per passare del tempo con i miei genitori e la nostra unica vacanza estiva di quest’anno mi ha fatto avvicinare veramente molto a loro. Crescendo mi sto accorgendo che non sono più loro a dovermi coinvolgere nella scelta ma sono io invece che gli do delle proposte riguardanti ogni possibile viaggio. Questi giorni mi hanno fatto sentire veramente spensierata, nel vero senso della parola, mi hanno permesso di avverare uno dei tanti sogni tenuti nel cassetto che la me di qualche anno fa non avrebbe mai pensato di avverare, ma più di ogni altra cosa mi hanno trasmesso al massimo l’amore per il viaggiare.
Ho amato ogni momento di queste giornate, soprattutto l’allegria ed il coinvolgimento degli spagnoli, che anche con poco sanno farti sentire nuovamente a casa, ma più di tutto ricorderò con grande nostalgia le passeggiate fatte alla sera sul lungomare illuminato e nella città storica accesa dal calore degli artisti di strada, con i quali ti senti subito in compagnia. Alla magia delle serate devo aggiungere però anche la bellezza delle sue case dallo stile art nouveau, da sempre viste nei libri di storia dell’arte, che nella realtà risultano ancora più affascinanti che in foto. Quello che ancora ad oggi, tuttavia, riesce a strapparmi un sorriso è il ricordo della vista panoramica che si ha dal punto più alto del parco Güell, situato su un promontorio, dal quale si ha una vista spettacolare dell’intera città fino alla sua costa”.
(G. classe seconda).

Gemma n° 2247

“Ciao piccola G.,
finalmente sei maggiorenne, non è proprio come te lo eri immaginato ma infondo non è così male.
Da dove cominciare? Ci sarebbero tante cose da dirti. Non abito più a Roma, inaspettato vero? sì anche per me, so che ami tanto quella città  ma non hai potuto farci nulla e ti sei dovuta trasferire a Udine, sempre meglio di tutte le precedenti proposte di papà. La Germania, la Svizzera, l’Austria, l’Ungheria, la Romania anche se per quest’ultima non vale. Ci andrò questa estate, non in vacanza come al solito, bizzarro anche questo? Ricordo come piangevi perché non volevi trasferirti lì ma crescendo hai capito di dover dare un’opportunità anche a quel luogo. In fondo hai pure una casetta carina, eh sì non dobbiamo più dormire sui divani dei vari parenti. Hai trovato lì anche persone con cui ti diverti e con cui hai vissuto tante avventure. Adesso hai anche un piccolo cane, beh oddio ha 4 anni e mezzo e pesa 7kg quindi tanto piccolo non è, si chiama Ivy e nonostante tutti dicessero che ti saresti stufata è diventata letteralmente tua figlia. In primavera facciamo lunghe scampagnate con la bici e lei ovviamente è nel cestino. So che non è un periodo felice per te ma purtroppo andrà peggio. Cadrai tante volte e ti sembreranno senza uscita ma, a volte da sola, a volte con l’aiuto di alcune persone che ti hanno voluto bene, sei riuscita a superarle. Finalmente ho fatto la richiesta per la cittadinanza, specialmente per te in modo che nessuno possa più dire che non sei italiana. Ho iniziato scuola guida, sta andando benino. Ho deciso di fare l’università, contro ogni pronostico e contro l’opinione di tutti, imparando anche dallo sbaglio nella scelta del liceo. Certe cose non sono mai cambiate, il tuo amore per la neve, il mare, le passeggiate nella natura, fare gite, escursioni, visitare luoghi, i lamponi raccolti dall’orto della nonna. Purtroppo non si è mai instaurato quel rapporto che avresti voluto con i nonni, un po’ con tutti i parenti data la lontananza. La cosa più bella dopo l’arrivo di Ivy è stata sicuramente l’incontro di una persona speciale, il nostro rapporto non è perfetto come tutti i rapporti, però ho finalmente trovato una persona uguale a me che mi capisce.
Ti riscriverò tra qualche hanno per vedere come saranno cambiate le cose.”
(G. classe quinta).

Gemma n° 2192

“Ho deciso di portare un anello che mi portò mia nonna tempo fa dall’Egitto. Per me ha un grande valore affettivo anche se non di valore; lo vedo come un portafortuna. È rappresentativo del luogo che lei visitò e che anche io spero di vedere tra poco” (E. classe terza)

Gemma n° 2171

“Come gemma ho deciso di portare il valore che ha per me viaggiare e conoscere cose nuove. Da quando sono bambina i miei genitori hanno reputato il viaggio una parte fondamentale della crescita sia mia che di mia sorella: esso mi ha aiutata a sviluppare un certo senso di tolleranza verso il diverso, che comprende verso città e culture nuove, ma soprattutto verso le persone. Amo viaggiare anche perché in qualsiasi posto dove io sia stata sono andata alla ricerca dell’arte e dell’architettura, cose che porterò nella gemma del prossimo anno. Partire rappresenta anche un momento per unire la mia famiglia dato che per la scuola non passo tanto tempo con loro.
Ho scelto questa foto perché rappresenta il primo viaggio che ho fatto senza restrizioni per il covid.
Durante il periodo della quarantena e poi di tutte le restrizioni tra regioni ho sofferto parecchio il distacco da quella che ormai era diventata un’abitudine. Questa è una foto che ho scattato a Sappada, luogo molto caro a me e tutta la mia famiglia perché era una delle mete predilette dei miei nonni. Mi ricorda quindi tutti quei momenti che non potrò più passare con loro ma allo stesso tempo mi torna in mente la felicità di quegli attimi” (G. classe quarta).

Gemma n° 2165

“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare un oggetto che a molti può sembrare qualcosa di banale e semplice. Si tratta di un vasetto di burro d’arachidi. Oltre al fatto che adoro questa pietanza, ho deciso di portare questa gemma per il valore simbolico che ha nella mia vita. Infatti, questo barattolo in particolare mi è stato regalato il giorno prima che tornassi dall’anno all’estero da persone molto importanti per me. Quindi ogni volta che apro il cassetto e vedo questo vasetto mi tornano in mente tutte le avventure, le esperienze e le persone che sono state così importanti per la mia vita e che l’hanno resa mille volte più interessante, felice e migliore in generale. Mi è piaciuto notare come oggetti tanto semplici che per molti non solo altro che semplici cose, per altre persone possono rappresentare qualcosa di tanto più profondo di quello che sembrano” (R. classe quinta).