Guardare le stelle


Già il 9 ottobre ho citato il gesuita Silvano Fausti. Posto un estratto delle sue parole che si possono trovare qui per esteso.

“… Tutte le religioni presentano dei doveri dell’uomo verso Dio, presentano una norma di vita, una legge: se la fai sei bravo, e se sei bravo sei salvato; se non sei bravo sei condannato. Questo è il mondo che conosciamo. Ora è il principio di un mondo nuovo e diverso: il mondo del Vangelo della buona notizia, di un Dio che è diverso da come lo pensavi. Di un Dio che non giudica, un Dio che non è legge, un Dio che non è dovere, non è giudizio, non è condanna. Quel Dio che da sempre l’uomo ha pensato non è così. E tutto il Vangelo sarà per mostrare un nuovo Dio che è il contrario di come noi pensiamo Dio. Quindi, è davvero il principio, e questo principio è una persona: è Gesù. Il Cristianesimo non è una ideologia, non è una legge, non è una morale. È una persona concreta. Che differenza c’é tra un principio e una legge? Un abisso! Il primo abisso è questo: uno è vivo e l’altro ti fa morire. Poi l’idea ce l’ho in testa io e grazie a Dio la cambio spesso; la persona non ce l’ho in testa e non posso cambiarla. Sulle idee ci ragiono, con la persona c’è un rapporto dinamico, di scoperta, di intesa, di interesse, di litigio, di incomprensione. È tutta un’altra cosa. Per noi normalmente il Cristianesimo, se non stiamo attenti, è ridotto a un insieme di norme, di leggi, di regole. Ma non è questo.

… Tutto l’A.T. è una protesta contro la fatalità del male. Si ritiene che ci sia il male, lastelle.jpg storia, i potenti che dominano, e che quindi non c’è rimedio. No, no. Arriverà l’angelo del Signore che liquida il male. È la nostra utopia. È importante però che ci sia. Perché se all’uomo togli i desideri, l’hai già ucciso, un uomo che non ha desideri è morto. La parola “desiderare” vuol dire smettere di guardare le stelle. L’uomo per prima cosa “con-sidera”. Considerare vuol dire guardare le stelle. Nelle stelle guarda qual è il suo destino: dov’è che bisogna andare? Interroga il cielo, l’alto, il mistero. Quando poi ha capito qual è la sua stella, qual è la sua direzione, allora smette di guardare e desidera. Va in quella direzione. I desideri sono la direzione profonda della nostra vita. Se abbiamo nessun desiderio, la nostra direzione è nessuna-direzione: è il nulla. Per questo sono importantissimi i desideri. E il primo desiderio è che le cose siano diverse. Questo si intende con la giustizia.

… Nel libro dell’Esodo si narra l’uscita degli israeliti dall’Egitto verso Gerusalemme. Gerusalemme è la città santa, luogo di Dio, della religione, del tempio, del culto. Ora, invece, si esce da lì. Cioè: bisogna anche uscire dalla nostra religione, dalle nostre persuasioni, dalle nostre liti per incontrare Dio. La vera conversione non è quella diventare religiosi – ce ne sono tanti di religiosi! –, la vera conversione è quella di uscire dalla religione che ti costruisci tu per conoscere davvero Dio. Dio non lo trovi in nessun luogo sacro. Lo trovi nell’uomo Gesù, lo trovi nei fratelli.”

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