Pubblicato in: Etica, Filosofia e teologia, opinioni, Pensatoio, Scienze e tecnologia, Società

10. Non perderti nel mondo virtuale


  1. Rispetta la diversità degli altri
  2. Rispetta il Dio degli altri
  3. Tutela sempre la dignità di vita e di morte
  4. Proteggi i bambini e gli anziani
  5. Non sprecare le risorse
  6. Non maltrattare gli animali
  7. Non abusare del tuo corpo
  8. Non deturpare la bellezza
  9. Non tradire il patto fiscale
  10. Non perderti nel mondo virtuale

Su «La Lettura» #285 (maggio 2017) dieci studiosi hanno proposto i sopraelencati precetti etici in sintonia con i nostri tempi. Il decimo è esplicato da Giulio Giorello, professore ordinario di Filosofia della Scienza all’Università di Milano. Lo si può trovare a questo link.

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“La rivoluzione informatica ha profondamente mutato, e continua a cambiare, la nostra vita. Due fattori rilevanti: le modalità di elaborazione dell’informazione e le vie rapide ed efficaci con cui comunicarla. Per dirla con una battuta: prima avevamo potentissime automobili (i computer), ma poi sono venute anche le comode strade su cui farle viaggiare. C’è da stupirsi o da scandalizzarsi che soprattutto le nuove generazioni ne siano affascinate? Sarebbe come se, in passato dopo aver scoperto la stampa, si fosse deplorata la diffusione dei libretti a basso costo, che nel giro di pochi decenni avrebbero rimpiazzato gli eleganti manoscritti illustrati da incantevoli miniature. Lo aveva ben capito Martin Lutero, che pensava che il rinnovamento della comunicazione avrebbe giovato immensamente alla Riforma; lo avrebbe ripetuto circa un secolo dopo Galileo Galilei, alludendo allo sviluppo della scienza della natura.
Fin qui dunque nulla da eccepire: la rete ci riserverà nel prossimo futuro altre sorprese. Ma questo non vuol dire che si debba incoraggiare un tipo di immersione che rappresenta (almeno ai miei occhi) una nuova forma di totalitarismo. La Rete ci apre al mondo in maniere che ci sarebbero parse impossibili quando noi si era ragazzi, ma questo non significa che la rete sia il mondo! Troppo spesso ci sentiamo ripetere giudizi del tipo: se non sei su internet, non esisti. Ma le cose e le persone del mondo non sono mai su internet, dove ci sono invece le loro rappresentazioni che gli utenti prediligono.
In un sistema che è dominato molto più di quanto ingenuamente si sia portati a credere, tali informazioni possono venire «manipolate» senza che magari ce ne accorgiamo. È già successo, e con tutta probabilità si ripeterà, magari in forma più subdola. Ma è possibile trovare qualche rimedio, senza limitarsi a una denuncia moralistica?
Spesso chi va in rete cerca le facili rassicurazioni di coloro che la pensano come lui, e tutto questo favorisce il conformismo, ancor prima della diffusione di notizie «false e tendenziose». Sarebbe meglio prendere esempio dalla scienza (che sa utilizzare la rete con intelligenza): vagliare attentamente le «notizie» che si ritengono interessanti, valorizzando soprattutto chi la pensa diversamente. È poco? Ma forse è un inizio, perché così ci ricordiamo – per rovesciare la battuta di Martin Heidegger – che alla domanda: «Cosa c’è fuori (della Rete)?», dovremmo rispondere non «fuori c’è il nulla», bensì «fuori c’è l’universo».”

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