Il senso della vita tra scelte autentiche, “guastafeste” e massi da spingere: tre filosofi a confronto

Vi siete mai chiesti che valore abbiano le vostre scelte quotidiane, o vi siete mai sentiti schiacciati da una routine che sembra non portare a nulla? Ho preparato una nuova serie di tre video in cui esploriamo le risposte di tre giganti del Novecento: Heidegger, Sartre e Camus. Ognuno di loro ci offre una prospettiva radicalmente diversa per guardare alla nostra esistenza, mettendoci faccia a faccia con il limite più grande dell’uomo.
Nel primo video ci immergiamo nel pensiero di Martin Heidegger: e se la consapevolezza della nostra fine fosse, paradossalmente, l’unico “strumento” in grado di dare vero valore al nostro tempo? Scopriamo come smettere di fuggire nella comoda ma banale “mentalità di massa” per iniziare a progettare la nostra vita in modo davvero unico e autentico.

Nel secondo video le carte in tavola cambiano completamente con Jean-Paul Sartre. E se la fine non ci insegnasse assolutamente nulla, ma fosse solo un assurdo “incidente” improvviso che rovina i nostri progetti sul più bello? Sartre ci fa riflettere su cosa succede alla nostra identità quando diventiamo “preda” dei giudizi altrui, suggerendoci una soluzione inaspettata: divorare la vita accumulando il maggior numero di esperienze possibili, proprio come davanti a un buffet che sta per chiudere.

Infine, nel terzo video, affrontiamo il silenzio irragionevole del mondo con Albert Camus. Avete mai avuto l’impressione che la vita sia una fatica infinita, come quella di Sisifo condannato a spingere in eterno un masso su una montagna per poi vederlo rotolare giù? Camus ci svela perché l’unica via d’uscita onesta non è la resa, ma la “Rivolta” appassionata e la solidarietà, insegnandoci a trovare la felicità anche nell’Assurdo.

Quale di queste visioni vi rappresenta di più? Siete guidati dalla qualità delle vostre scelte, dalla quantità delle vostre avventure o dalla pura e semplice ribellione?
Personalmente la strada su cui mi trovo più a mio agio è quella del video che a breve pubblicherò… (spoiler: quella tracciata da Emmanuel Levinas).

Gemma n° 2950

“Fin da piccola ho coltivato la passione per cantare: mi sentivo sempre rilassata e in pace, quand’ero arrabiata, triste, felice io cantavo, ovunque. La prima volta che mia mamma mi ha sentita era molto contenta per questo mio “talento”. A scuola avevano fatto un concorso in cui tutte le classi dovevano sciegliere una ragazza; il bello è che io non sapevo che avevano messo me per partecipare. Nel momento in cui hanno detto la vincitrice del concorso mi è venuta l’ansia: avevano detto il mio nome, non avevo mai cantato davanti a tanta gente. Dopo essermi rifiutata molte volte, sono stata costretta ad andare sul palco: non mi uscivano le parole ma ho pensato che niente potesse andare così male e ho cominciato a cantare, prima con molta vergogna, poi ho cominciato a sciogliermi e ad avere piu fiducia in me” (C. classe prima).