Gemma n° 2958

“La gemma che ho deciso di portare è Shanti, il mio gatto. Il suo nome è un termine sanscrito che significa “pace”, ed è effettivamente lo è, un gatto pacifico. Per descriverlo meglio diró che è un peloso siberiano dagli occhi color resina, di temperamento tranquillo, molto curioso e ghiotto di patè al fegato.
La scelta è ricaduta su di lui dopo un episodio di qualche giorno fa, quando gli abbiamo trovato una zecca. Era la prima volta che accadeva, e non sapendo come comportarmi, mi sono spaventata molto; ho persino temuto che fosse troppo tardi per lui. Avendo avuto così tanta paura di perderlo, mi sono resa conto di quanto ci tengo.
Infatti, con le nostre passeggiate pomeridiane mi ha insegnato molto: innanzitutto la forza dell’empatia, senza la quale non avrei deciso di iniziare a portarlo a spasso con il guinzaglio in strada, per permettergli di vivere un po’ all’esterno.
Per di piú, con il suo passo incostante che lo porta a spostarsi di un metro ogni mezz’ora, ho esercitato molto la mia pazienza. Cosí mi ha anche aiutata a riscoprire i momenti sospesi, quando posso veramente godermi il fatto di essere lí con lui, mentre mordicchia l’erba, e non ho fretta nè preoccupazioni.
Diciamo che mi tira fuori dalla routine quotidiana, frenetica e mi porta nel suo mondo, insegnandomi anche a cambiare prospettiva e guardare la vita con i suoi occhi mielati.
La sera, invece, rivendica il suo momento di gioco. Miagolando a piú non posso mi svincola dal torpore serale, vittima dei dispositivi elettronici da cui non riesco a staccare gli occhi. Lui mi ricorda dove sono, e per un po’ torno bambina, giocando insieme a rincorrerci e farci gli agguati.
Mi sembra meraviglioso come la sua presenza confortante che mi accompagna durante la giornata possa insegnarmi cosí tanto, silenziosamente (o quasi)”.
(M. classe terza).

Gemma n° 2957

“Questo è il mio blocco schermo e significa molto per me: sono con mio fratello, gli voglio bene più di quanto riesca a dire a parole, anche quando litighiamo. Il bene che provo per te non cambia mai. Anche se non te lo dico spesso sei la persona più importante per me. Ci sarò sempre per te, e spero che un legame come il nostro non si rompa mai” (W. classe terza).

Gemma n° 2956

“Chi ti ama ti sbuccia la frutta,
chi ti ama ti porta il tè in un pomeriggio freddo di dicembre mentre studi
chi ti ama gioisce per i tuoi successi più di quanto lo fai tu
chi ti ama ti prepara il tuo piatto preferito dopo una brutta giornata solo per vedere il tuo sorriso,
chi ti ama mette la sveglia 10 minuti prima solo per prepararti la colazione,
chi ti ama racconta di te come se fossi la sua più grande vittoria,
chi ti ama risparmia e si sacrifica per la certezza del tuo futuro al quale forse non parteciperà.
Chi ti ama lo dimostra nei più piccoli e silenziosi dettagli, non lo fa in un video, in una foto o con mille parole elaborate ma nella semplice, e forse un po’ banale, quotidianità;
è un sentimento che profuma di bucato steso al sole e che si riflette negli occhi, che non riescono a non vedere la versione migliore di te.
Quando alle elementari mi hanno chiesto di scrivere un tema sulle mie persone preferite il mio pensiero è subito ricaduto sui miei nonni, delle vere forze della natura. Quella forza che solo crescendo, ho capito che non risiede solo nei muscoli ma nella capacità di restare in piedi nonostante tutto.
A voi nonni, che mi avete sostenuto e cresciuto come un figlia, quando dopo intere giornate insieme il papà mi veniva a prendere e io cercavo di nascondermi per rimanere con voi perché anche tutto il tempo del mondo con voi non mi basterà mai. Tutte le estati, le vacanze di natale e di pasqua  trascorse nella vostra casa che diventa sempre un hotel per tutta la famiglia, “serviti e riveriti” come dice nonna. È in quel “serviti e riveriti” che nascondete la vostra missione più grande: farci stare bene e al sicuro sempre. In ogni angolo della casa sento l’eco delle risate ma soprattutto delle litigate e il rumore della tavola apparecchiata per tutti.
Il mio studio e il mio impegno sono un atto di gratitudine verso di te, nonna. Tu, che hai dovuto rinunciare ai libri, sei diventata la mia lezione di vita più grande. Ogni pagina che sfoglio è un modo per onorare la tua curiosità e la tua intelligenza. Con la tua cucina “a occhio”, i tuoi gelati segreti e la tua pazienza infinita, sai sempre come rimettere insieme i miei pezzi e ricordarmi chi sono.
E a te, nonno, devo la strada che oggi posso percorrere. La tua schiena piegata dal lavoro e i tuoi silenzi generosi sono stati il sacrificio necessario per permettermi di sognare. Anche se la tecnologia ti sembra un mondo lontano, insegnarti a usare un telefono è il mio piccolo modo per restituirti un po’ della tua pazienza. Mi resterà sempre nel cuore la tua immagine fissa sul divano alle prese con i cruciverba e quel tuo modo pudico, ma protettivo, di stringermi la mano.
Siete il mio tesoro più prezioso: la dimostrazione che l’impegno è un privilegio e che l’amore si manifesta nei piccoli gesti quotidiani, fatti di complicità, fiducia e infinita dolcezza.
Ovunque io vada, porterò con me il sapore di quei dolci fatti a caso, il rumore delle penne sui giornali e il calore di quel divano. Spero che un giorno, guardandomi, possiate dire che ne è valsa la pena.
Tutto ciò che faccio, lo faccio per voi. Studio, fatico e guardo al futuro con determinazione perché voglio che i vostri sacrifici abbiano il finale che meritano.
Perché alla fine, la verità è una sola: chi ti ama come mi amate voi, non ha bisogno di grandi gesti per cambiare il mondo, gli basta restare sulla porta a guardarti partire, sapendo di averti dato le ali per volare più in alto di quanto loro abbiano mai potuto fare”.
(V. classe terza).

Gemma n° 2955

“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare il ciondolo di Wall-e. Questo robottino per me non rappresenta soltanto il mio film preferito di quando ero piccola, ma dentro di sé racchiude un duplice significato.
Da una parte infatti l’ho sempre associato alla mia famiglia. Mi ricordo che quando ero piccola, guardavamo spessissimo questo film tutti insieme sul divano e, ogni singola volta, si creava un’atmosfera di tranquillità e spensieratezza che mi faceva sentire al sicuro. Quelle due ore, solo due, in cui sentivo la mia famiglia ancora più unita. La cosa che rendeva quei momenti ancora più nostalgici è sicuramente il fatto che l’abbiamo sempre guardato in inglese, che soprattutto io non l’abbia mai voluto vedere in italiano, anche dopo essere arrivati in Italia, perché per qualche strano motivo pensavo che avrebbe perso la sua magia.
Dall’altro lato, però, questo ciondolo ha un significato ancora più profondo perché a volte mi sono rivista in lui. Mi sono rivista in Wall-e, che era stato abbandonato sulla terra e dimenticato da tutti; non uno si ricordava di lui e i pochi che erano a conoscenza della sua presenza sul pianeta, davano per scontato il suo lavoro. Ma il robottino non ci dava molto peso, anzi, ha continuato costantemente a fare quello che ha sempre fatto dall’inizio, mettendo da parte il senso di solitudine e consolandosi, insieme alla piccola blatta, guardando spezzoni di film romantici che aveva trovato in giro. Nessuno ha mai riconosciuto veramente lo sforzo di Wall-e il quale, nonostante non ci fossero persone che continuassero ad imporglielo, ha continuato a pulire la Terra spronato dal pensiero che un giorno, tutto il lavoro che in mezzo a quel mondo abbandonato poteva sembrare superfluo e inutile, sarebbe servito a qualcosa, oppure soltanto a qualcuno” (C. classe terza).

Gemma n° 2954

“Ci sono alcune canzoni che non restano solo canzoni. A volte diventano ricordi, persone, oppure momenti della nostra vita. Per me è così con Diversi di Shiva. È una canzone che avevo smesso di sentire e solo negli ultimi mesi ho ripreso ad ascoltare ma ogni volta mi fa pensare a qualcosa di diverso. Parla del sentirsi diversi dagli altri, del crescere con certe mancanze e del cercare di capire chi si è davvero. C’è una frase che mi ha colpito più di tutte: “Ogni figlio a cui manca il padre lo odia, ma poi è tale e quale.” È una frase impattante , perché fa capire quanto alcune assenze possano segnare una persona anche senza che si dica troppo. Ci sono cose che restano dentro e che in qualche modo ti cambiano, anche se da fuori magari non si vedono. Questa canzone però per me non parla solo di questo. Mi fa pensare anche a una persona molto importante per me, il mio migliore amico. Ci sono persone che diventano un punto fermo nella tua vita, quelle che riescono a capirti anche quando non spieghi tutto. E poi è una canzone che mi riporta a un periodo della mia vita, a momenti e ricordi che mi sono rimasti dentro. Per questo ogni volta che la sento non è solo musica: è qualcosa che mi fa pensare a chi sono e a quello che ho vissuto. Per questo per me questa frase è importante: perché mi ricorda che anche quando ci sentiamo diversi o un po’ persi, ci sono sempre persone e momenti che ci aiutano ad andare avanti” (N. classe terza).

Gemma n° 2953

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma questa foto che ho scattato quando sono andata in Grecia per la gita di quinta. Ho deciso di portare questa foto perché è stata un’esperienza indimenticabile. Da quando mi sono appassionata alla civiltà greca e alla mitologia ho sempre sognato di andare in Grecia e visitare luoghi come Atene e Delfi. Quest’esperienza mi ha permesso di vedere luoghi che non avrei mai pensato di riuscire a visitare” (E. classe quinta).