Gemma n° 2956

“Chi ti ama ti sbuccia la frutta,
chi ti ama ti porta il tè in un pomeriggio freddo di dicembre mentre studi
chi ti ama gioisce per i tuoi successi più di quanto lo fai tu
chi ti ama ti prepara il tuo piatto preferito dopo una brutta giornata solo per vedere il tuo sorriso,
chi ti ama mette la sveglia 10 minuti prima solo per prepararti la colazione,
chi ti ama racconta di te come se fossi la sua più grande vittoria,
chi ti ama risparmia e si sacrifica per la certezza del tuo futuro al quale forse non parteciperà.
Chi ti ama lo dimostra nei più piccoli e silenziosi dettagli, non lo fa in un video, in una foto o con mille parole elaborate ma nella semplice, e forse un po’ banale, quotidianità;
è un sentimento che profuma di bucato steso al sole e che si riflette negli occhi, che non riescono a non vedere la versione migliore di te.
Quando alle elementari mi hanno chiesto di scrivere un tema sulle mie persone preferite il mio pensiero è subito ricaduto sui miei nonni, delle vere forze della natura. Quella forza che solo crescendo, ho capito che non risiede solo nei muscoli ma nella capacità di restare in piedi nonostante tutto.
A voi nonni, che mi avete sostenuto e cresciuto come un figlia, quando dopo intere giornate insieme il papà mi veniva a prendere e io cercavo di nascondermi per rimanere con voi perché anche tutto il tempo del mondo con voi non mi basterà mai. Tutte le estati, le vacanze di natale e di pasqua  trascorse nella vostra casa che diventa sempre un hotel per tutta la famiglia, “serviti e riveriti” come dice nonna. È in quel “serviti e riveriti” che nascondete la vostra missione più grande: farci stare bene e al sicuro sempre. In ogni angolo della casa sento l’eco delle risate ma soprattutto delle litigate e il rumore della tavola apparecchiata per tutti.
Il mio studio e il mio impegno sono un atto di gratitudine verso di te, nonna. Tu, che hai dovuto rinunciare ai libri, sei diventata la mia lezione di vita più grande. Ogni pagina che sfoglio è un modo per onorare la tua curiosità e la tua intelligenza. Con la tua cucina “a occhio”, i tuoi gelati segreti e la tua pazienza infinita, sai sempre come rimettere insieme i miei pezzi e ricordarmi chi sono.
E a te, nonno, devo la strada che oggi posso percorrere. La tua schiena piegata dal lavoro e i tuoi silenzi generosi sono stati il sacrificio necessario per permettermi di sognare. Anche se la tecnologia ti sembra un mondo lontano, insegnarti a usare un telefono è il mio piccolo modo per restituirti un po’ della tua pazienza. Mi resterà sempre nel cuore la tua immagine fissa sul divano alle prese con i cruciverba e quel tuo modo pudico, ma protettivo, di stringermi la mano.
Siete il mio tesoro più prezioso: la dimostrazione che l’impegno è un privilegio e che l’amore si manifesta nei piccoli gesti quotidiani, fatti di complicità, fiducia e infinita dolcezza.
Ovunque io vada, porterò con me il sapore di quei dolci fatti a caso, il rumore delle penne sui giornali e il calore di quel divano. Spero che un giorno, guardandomi, possiate dire che ne è valsa la pena.
Tutto ciò che faccio, lo faccio per voi. Studio, fatico e guardo al futuro con determinazione perché voglio che i vostri sacrifici abbiano il finale che meritano.
Perché alla fine, la verità è una sola: chi ti ama come mi amate voi, non ha bisogno di grandi gesti per cambiare il mondo, gli basta restare sulla porta a guardarti partire, sapendo di averti dato le ali per volare più in alto di quanto loro abbiano mai potuto fare”.
(V. classe terza).

Rispondi

Scopri di più da oradireli

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere