Gemma n° 2955

“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare il ciondolo di Wall-e. Questo robottino per me non rappresenta soltanto il mio film preferito di quando ero piccola, ma dentro di sé racchiude un duplice significato.
Da una parte infatti l’ho sempre associato alla mia famiglia. Mi ricordo che quando ero piccola, guardavamo spessissimo questo film tutti insieme sul divano e, ogni singola volta, si creava un’atmosfera di tranquillità e spensieratezza che mi faceva sentire al sicuro. Quelle due ore, solo due, in cui sentivo la mia famiglia ancora più unita. La cosa che rendeva quei momenti ancora più nostalgici è sicuramente il fatto che l’abbiamo sempre guardato in inglese, che soprattutto io non l’abbia mai voluto vedere in italiano, anche dopo essere arrivati in Italia, perché per qualche strano motivo pensavo che avrebbe perso la sua magia.
Dall’altro lato, però, questo ciondolo ha un significato ancora più profondo perché a volte mi sono rivista in lui. Mi sono rivista in Wall-e, che era stato abbandonato sulla terra e dimenticato da tutti; non uno si ricordava di lui e i pochi che erano a conoscenza della sua presenza sul pianeta, davano per scontato il suo lavoro. Ma il robottino non ci dava molto peso, anzi, ha continuato costantemente a fare quello che ha sempre fatto dall’inizio, mettendo da parte il senso di solitudine e consolandosi, insieme alla piccola blatta, guardando spezzoni di film romantici che aveva trovato in giro. Nessuno ha mai riconosciuto veramente lo sforzo di Wall-e il quale, nonostante non ci fossero persone che continuassero ad imporglielo, ha continuato a pulire la Terra spronato dal pensiero che un giorno, tutto il lavoro che in mezzo a quel mondo abbandonato poteva sembrare superfluo e inutile, sarebbe servito a qualcosa, oppure soltanto a qualcuno” (C. classe terza).

Rispondi

Scopri di più da oradireli

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere