Gemma n° 2960

“Ho cercato di riflettere molto a lungo sulla gemma che avrei potuto portare quest’anno. A dire il vero non è mai stato facile per me trovare un qualcosa che spiccasse e che sentissi di dover categoricamente e inconfondibilmente portare come gemma, soprattutto da quando cominciai a notare una strana e ricorrente concatenazione di eventi negativi associati alle gemme che decidevo di portare l’anno prima.
Quest’anno è l’ultimo anno di liceo, quest’anno è l’ultimo anno in cui mi ritroverò a dover compiere questa scelta, e la verità è, semplicemente, che pensavo di aver più tempo. Pensavo davvero di avere più tempo, ma so che anche se avessi altri cinque anni, quelli non mi basterebbero. Ci sarebbero così tante cose che vorrei portare come gemma: poesie, film, canzoni, foto, ricordi. Mi sono trovata così angosciata dall’idea di dover compiere una scelta, soprattutto quella della mia ultima gemma, che pensavo di portare l’ultima canzone che mi partiva in riproduzione casuale su Spotify, delegando completamente il caso e affidandomi alle mie capacità interpretative! Tuttavia ho pensato dopo una lunga, lunghissima riflessione, di portare qualcosa che parlasse di me, qualcosa che mi definisse sia direttamente che indirettamente e che possibilmente non fosse soggetto alla “maledizione della gemma” e perciò ho deciso di portare il mio frigorifero! Ho deciso in particolare di portare come gemma le calamite del mio frigo, perché sono una cosa che ho sempre collezionato e che trovo siano una parte molto importante di casa mia, nonché un ricordo dei miei viaggi e della mia infanzia e un pensiero, un regalo, da parte delle persone che tengono a me e che pensano a me anche se distanti centinaia di chilometri, così come una delle forme più alte ma allo stesso tempo democratiche di regalo che possa fare in vacanza anche a persone conosciute da poco. Credo si possa facilmente intuire che sia una persona estremamente sentimentale, lievemente influenzabile dalla fomo e dal capitalismo e che apprezza le piccole cose e penso che il mio esser così legata alle calamite sia una cosa che mi riassuma a pieno” (R. classe quinta).

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