Partire prima del via

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“Per certi viaggi non si parte mai quando si parte. Si parte prima. A volte molto prima” (F. Ervas). Tra poco inizia il viaggio di un nuovo anno scolastico e quest’anno mi sento veramente già partito per un viaggio del tutto nuovo, una sorta di ritorno alle origini del mio essere insegnante…

Dissipando la nebbia

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Sono state settimane di pensieri e riflessioni “professionali”. Ci sono delle volte che, senza che ce ne accorgiamo, si fa largo nella nostra mente un pensiero; all’inizio è fumoso, come avvolto nella nebbia e siamo costretti a percorrere la strada che ci porta ad esso per cercare di sollevare un po’ quella coltre. Altre volte, anche se vicini, dobbiamo aspettare le ore calde del sole per cogliere la portate di quel pensiero. Una volta messo a fuoco, non è finita la strada… Quel pensiero ci piace o no? Fa per noi o no? Ci coinvolge? Ci chiede un’adesione? Solo teorica o anche pratica? Cosa comporta? Quali conseguenze? Questo è stato nelle ultime settimane. Ora la decisione è presa. Non si torna. Fatto bene? Non lo posso dire ora. Francesco Bacone, citato da Ravasi in “Breviario laico”, sosteneva che “chi scava in profondità nella realtà attraverso il pensiero scopre orizzonti sempre nuovi che lo conducono ad essere molto più esitante nell’attribuire alla ragione risposte definitive”. Di certo questo è il momento delle risposte parziali. Il futuro dirà. Forse…

Anime in topless

Varie_0081 fb.jpgCome promesso, rieccomi qui. Le ferie del “più fuori casa che a casa” sono andate. Un giorno al mare, uno in piscina, uno ai laghi di Fusine. Qualche saldo: scarpe, vestiti, libri 😉 Sto aspettando che il corriere mi consegni un combo vhs-dvd che ho trovato in offerta su internet: voglio buttare le vecchie videocassette che occupano troppo spazio. Questa settimana sarà essenzialmente casalinga, tra blog, letture, postproduzione di scatti fotografici e… olio di gomito per stendere un velo protettivo sugli scuri in legno della casa. La prossima settimana, invece, dedicherò le mattine al corso biblico che mi regalo ogni anno per ossigenarmi lo spirito. Il tema di quest’anno è corpo, spirito e anima nella Bibbia. E a questo proposito riporto quanto ieri ha scritto Massimo Gremellini su La Stampa:

“Socrate ha appena terminato il grande discorso sull’amore quando nella sala del Simposio fa irruzione Alcibiade, giovane leader del Partito Democratico (esisteva anche ad Atene, ma ogni tanto vinceva). A giudicare da come lo tratta, Platone non doveva avere una grande opinione degli uomini politici della sua epoca. Alcibiade arriva alla festa in ritardo, senza che nessuno lo abbia invitato e per giunta ubriaco fradicio. Rumoroso e invadente, si va a sdraiare accanto al padrone di casa Agatone, finché qualcuno gli fa notare che anche lui dovrebbe rispettare le regole della serata e tessere un elogio di Eros. Il politico rispetta le regole a modo suo: rovesciandole. Anziché tenere un’orazione su Eros, ne terrà una su Socrate. Invece che dell’Amore, parlerà dell’Amato. Così il racconto di Platone torna indietro, ma non per fare retromarcia: per prendere la rincorsa.

Il monologo di Alcibiade è la cronaca di un fallimento sentimentale. La storia di come lui – giovane, bello, ricco e potente – sia andato a sbattere contro l’indisponibilità di Socrate: vecchio, brutto, povero e inerme. Alcibiade era rimasto attratto dalla bellezza interiore del Maestro e avrebbe voluto diventarne l’amante, offrendo la propria avvenenza fisica in cambio delle sue virtù morali. Ma lungi dall’essere sconvolto da tale richiesta (quando mai, nei ventiquattro secoli successivi, capiterà ancora di vedere un politico andare a caccia di virtù morali?) Socrate aveva tenuto a bada Alcibiade con la lucida ferocia che caratterizza gli amanti irraggiungibili. «In cambio dell’apparenza del bello tu cerchi di guadagnarti la verità del bello: pensi di poter scambiare armi di bronzo con armi di ferro». Tradotto in prosa: caro Alcibiade, poiché la bellezza eterna della mia anima vale assai più di quella fuggevole del tuo corpo, lo scambio che mi prospetti è sbilanciato.

Ai tempi nostri (ma anche a quelli di Platone) non capita spesso che sia il «bello dentro» a respingere il «bello fuori», così come sulle copertine delle riviste si trova di rado un’anima in topless. Ma è per questo che amiamo il Simposio, vero? Per ricordarci che in un mondo ossessivamente materialista la vera trasgressione è la spiritualità. Socrate, non Alcibiade. Senza però diventare bacchettoni, perché il grande insegnamento di Platone è che all’anima ci si arriva sempre e solo passando dal corpo.”

Ferie!

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Penso che un blog debba essere aggiornato frequentemente. Onde per cui, mi prendo due settimane di break, così faccio un po’ di ferie con la mia dolce metà. Penso di riaggiornare il blog dal 22 luglio. Mandi!

Età

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“Chiunque smetta di imparare è vecchio, che abbia 20 o 80 anni. Chiunque continua ad imparare resta giovane.” (H. Ford)

A presto

Torno venerdì… o sabato… o domenica… sul blog intendo. Mandi

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Un virtuale molto reale

Afferma Philippe Queau: “Ci sono diverse specie di realtà. Il cyberspazio ci insegna che la url.jpgrealtà non è qualcosa di statico, ma che ci sono diversi livelli di realtà. Platone avrebbe detto che ci sono dei livelli intermedi di realtà. Dunque io credo che bisogna evitare di opporre il reale e il virtuale. E’ troppo semplicistico. Bisogna cercare di comprendere che cosa c’è di virtuale nel reale e che cosa c’è di reale nel virtuale.” Facebook, twitter, ask, myspace, google+… non sono estranei alle nostre vite; dobbiamo avere la consapevolezza che nel momento in cui decidiamo di starci abbiamo la responsabilità di quello che scriviamo, postiamo, tagghiamo, askiamo… E tutto questo ha a che fare con le nostre vite, smettendo ben presto di essere virtuale per divenire molto molto reale e concreto. Penso sia necessario fare uno sforzo fondamentale: mettersi nei panni degli altri, provare a calzare le loro scarpe, provare a leggere quanto scriviamo con gli occhi di un’altra persona. Sul blog cerco di farlo e non sempre ci riesco e mi dico, magari a distanza di settimane o mesi “beh, questo avrei potuto scriverlo in un’altra maniera”… E’ un esercizio continuo, magari pesante, ma, ritengo, necessario.

Chi viene alla luce illumina

Proprio l’altroieri ho letto in un libro il testo della canzone “Attesa e inaspettata” che Niccolò Fabi ha dedicato alla piccola figlia Olivia, spentasi improvvisamente a due anni di meningite fulminante quasi tre anni fa. Stamattina ho saputo della morte di don Simone, un giovane sacerdote della diocesi di Udine che ha combattuto a lungo la battaglia della malattia. Il pensiero è andata a lui… “perché chi viene alla luce illumina”

Attesa e inaspettata arriva la seconda vita

in quell’istante in cui si taglia il velo e sei dell’altra parte

non sei preparato mai abbastanza ma sei pronto da sempre

la naturale conseguenza all’essere nato

la naturale conseguenza dell’amore

un pensiero che rende liquida la mente

che ti fa sentire tutto che ti fa sentire niente

come andare dritti al centro della terra

o a ritrovare sulla luna un senno nuovo

come cambia il peso delle cose

il valore del denaro, della forza delle braccia

del sonno e del risveglio, del pianto del sorriso

dell’aria che respiri, di ritornare a casa

ora il mio posto è qui

che bellezza abbagliante, la tua

a volte manca il fiato, da qui non si torna indietro

hai paura che il tempo non stia più al tuo guinzaglio

hai paura che il gioco adesso sia finito

così ti trovi a quell’incrocio tra l’impegno e il disimpegno

e devi toglierti dal centro, devi farti spazio dentro

e poi dividere l’inutile da ciò che è necessario

non c’è più un giorno da perdere nel tuo calendario

e poi serenamente a ciò che non ti rappresenta dire no finalmente

perché chi viene alla luce illumina

Il piacere di leggere…

In alcune classi ho spiegato che ho aperto un account su Anobii e ho iniziato a inserire i miei libri. In fondo alla colonna di sinistra trovate uno scaffale con 10 libri: sul piede dello scaffale potete decidere di trasferirvi su Anobii per vedere tutta la libreria o se sfogliarla con la freccetta restando sul blog. Se poi trovate qualcosa di interessante potete scrivermi una mail per chiedermi in prestito il libro. Penso possa esservi utile…

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Buon anno!

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Prof, lei ci crede?

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“prof, lei ci crede alla questione del 21 dicembre?”

“certo”

“sul serio?”

“sicuro! ma ve lo spiego il 22”

🙂

Twittermania

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La mia opinione su @pontifex (che in questi attimi sta per sfondare quota 500.000 follower) è molto semplice, elementare. Ho sempre pensato che sui social, su twitter… se ci si sta, ci si sta, altrimenti è meglio non starci. Aprire un account su fb per fare i guardoni o per andarci due volte all’anno non ha molto senso; certo lo puoi fare, ma non dire che sei su fb. Aprire un account su twitter e usarlo solo per fare pubblicità alle tue attività di personaggio famoso dopo un po’ diventa stucchevole: è la differenza tra chi fa stare qualcuno in rete al posto suo e chi,invece, ci sta direttamente; è la differenza tra Ligabue (748.000 follower, 960 tweet) o Vasco (260.000 follower e 163 tweet), e Jovanotti (1.277.000 e oltre 5.000 tweet). Sono mezzi di cui ti devi appropriare se vuoi esserne protagonista, se vuoi utilizzarli per le loro potenzialità, e non semplicemente perché vanno di moda. Se i follower percepiscono che dietro ci sei tu, allora ne scoprono un senso, altrimenti nel giro di poco tempo cliccheranno su “smetti di seguire” le parole di un portavoce… Ovviamente sono pronto a essere smentito dai fatti.

Scoltaimi ben

Un sorriso da domenica sera preso da facebook…

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Per chi necessita di traduzione: “Ok, ragazzi… adesso ascoltatemi bene, che poi vengono fuori 4 versioni diverse…”

Consigli… in ogni senso!

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Impegni

Mi aspettano due settimane di consigli di classe, per cui non so quanto riuscirò ad aggiornare il blog… Buon inizio novembre a todos

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Grazie no

Nuovi criteri di accesso al Paradiso…

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Pazienza

Interpreto le espressioni di alcuni colleghi dopo il pomeriggio di oggi 🙂

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La pazienza è l’arte di sperare (Luc de Clapiers de Vauvenargues)

Puff puff pant pant

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Tra inizio anno scolastico, corso d’aggiornamento, assistenza al cagnolino che si sta riprendendo, sono giornate intense. A breve darò un saluto e un buon anno scolastico più degni a tutti. Ciao ciao

Bando

Ma perché tieni un blog? Ti porta via tanto tempo? Ne vale la pena? Queste domande mi sono state rivolte diverse volte, da amici, ma soprattutto da colleghi. Stamattina, leggendo sul blog Il canto delle sirene una poesia, ho trovato le parole giuste per una risposta unica. La poesia è di Karmelo C. Iribarren e si intitola “I giorni normali”

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e se ne vanno

senza lasciare traccia,

e li vedi

allontanarsi

sui tetti

– e con essi

gli anni -,

e non senti quasi niente,

o senti qualcosa

di vago,

che non sai

decifrare…

 

Sono i giorni normali,

quotidiani,

quelli che sembrano passare lontano,

 

gli assassini

dell’amore.

 

Ecco, il blog è un po’ lasciare una traccia, una scia, un segno. E’ mettere una bandierina in ogni giorno. E’ un fare attenzione, un rendersi conto. E’ un fermarsi nella corsa. E’ il “bando” di quando si giocava da bambini.