Gemme n° 117

leleganza-del-riccioHa presentato un libro come gemma G. (classe seconda): “L’eleganza del riccio”. “L’ho letto la scorsa estate, mi ha colpito perché tratta temi profondi”. Ha poi raccontato la vicenda ai compagni, cosa che non faccio qui per non rovinare la sorpresa a chi voglia leggerlo. “Desidero regalare una delle pagine che più mi sono piaciute”.
Non bisogna dimenticare.
Non bisogna dimenticare i vecchi con i corpi putrefatti, i vecchi vicinissimi a quella morte a cui i giovani non vogliono pensare. Non bisogna dimenticare che il corpo deperisce, che gli amici muoiono, che tutti ti dimenticano e che la fine è solitudine. E neppure bisogna dimenticare che quei vecchi sono stati giovani, che il tempo di una vita è irrisorio, che un giorno hai vent’anni e il giorno dopo ottanta.
Io ho capito molto presto che la vita passa in un baleno guardando gli adulti attorno a me, sempre di fretta, stressati dalle scadenze, così avidi dell’oggi per non pensare al domani…
In realtà temiamo il domani solo perché non sappiamo costruire il presente, e quando non sappiamo costruire il presente ci illudiamo che saremo capaci di farlo domani, e rimaniamo fregati perché domani finisce sempre per diventare oggi, non so se ho reso l’idea.
Quindi non bisogna affatto dimenticare. Occorre vivere con la certezza che invecchieremo e che non sarà né bello né piacevole né allegro. E ripetersi che ciò che conta è adesso: costruire, ora, qualcosa, a ogni costo, con tutte le nostre forze. Avere sempre in testa la casa di riposo per superarsi continuamente e rendere ogni giorno imperituro. Scalare passo dopo passo il proprio Everest personale, e farlo in modo tale che ogni passo sia un pezzetto di eternità.
Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il presente con veri progetti di vita.”
Posto un video a commento, la canzone “Ora” di Jovanotti.

Gemme n° 115

cioccolatino

La gemma di K. (classe quarta) è la carta di un cioccolatino, al centro di questo episodio: “Scorsa settimana, venendo a scuola, mi sono fermata a parlare con un’amica, e stavamo progettando di non venirci. Ci siamo sedute sui gradini della porta d’ingresso di una casa; è arrivata la padrona di casa che ci ha chiesto di spostarci per entrare. Poco dopo si è riaperta la porta; era la signora: ho pensato ci fosse venuta a dire di spostarci, invece ci ha portato due cioccolatini dicendoci che le avevamo rallegrata la giornata. Lei, con quel gesto, ha rallegrato la nostra… e mi ha anche fatto venire a scuola… L’ho molto apprezzato.” L’ho già citata, ma non importa; nella canzone “In continuo movimento” i Tiromancino cantano “Aiutami a ritrovare l’interesse per le piccole cose che sono alla base di tutte le promesse del futuro che cresce, perché sono le sfumature a dare vita ai colori e a farci tornare in mente le cose più pure dei giorni migliori.”.

Gemme n° 114

Questa canzone mi fa pensare a una certa persona che anche con piccoli gesti mi fa stare bene e sentire al sicuro. Bisogna tenersi strette le persone che dimostrano di esserci nel momento del bisogno e si fanno in quattro per aiutarti a rialzarti”. Con queste parole R. (classe seconda) ha presentato la sua gemma. Penso che la fiducia sia alla base di sentimenti forti come l’amicizia e l’amore: sentire di poterti lasciar andare, di poterti abbandonare nell’abbraccio di qualcuno, di sapere che qualcuno c’è sempre e comunque, è una delle grandi gioie della vita.

Gemme n° 113

La canzone che ho fatto ascoltare va pensata al femminile con una mamma e una figlia. L’ho sentita la prima volta a Sanremo nel 2009, e ha molto colpito mia madre e me. Si parla anche di un rapporto di amicizia, e l’ho scelta per un problema personale che ora lei sta affrontando. Con questo video voglio dire a mia madre «Sono fiera di te»: nel brano viene detto due volte e una volta è cantato insieme. Dedico la canzone a mia mamma perché sono orgogliosa di lei, proprio per il fatto di essermi amica e spero che il suo problema si risolva il più presto possibile. Ne sento molto la mancanza soprattutto come amica”. Così, emozionandosi, A. (classe quinta) ha presentato la sua gemma. Mi ha portato alla mente una delle canzoni più famose tra un padre e un figlio, la nota “Father and son” di Cat Stevens, e in particolare una delle scene più clamorose di un film che adoro e che mi ha profondamente emozionato. “I love radio rock” è un film sulle radio pirata dell’Inghilterra anni ’60. Nella sequenza che pubblico, una barca che ospita “Radio Rock” sta imbarcando acqua ed è lì lì per affondare: un ragazzo, Carl, si preoccupa perché non vede il padre Bob, che sta ascoltando musica con le cuffie nella sua cabina. Lo trova e fa di tutto per salvarlo, nonostante il padre cada nell’acqua con tutti i suoi vinili e… La dedica musicale di A. per la madre mi ha ricordato da vicino il gesto d’amore di Carl per il padre.

Gemme n° 111

Secondo me Last to Know è una canzone molto bella, parla del sentimento di base degli uomini: l’amore, che può portarci a compiere gesti buoni o cattivi, come avviene alla fine della canzone. Penso sia il migliore dei sentimenti, fondamentale”. Questa è stata la gemma presentata da L. (classe seconda). Appena sottolineato da parte sua il contrasto tra amore e odio, è emersa dalla memoria una reminiscenza latina del liceo:
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.”
Sono le parole con cui Catullo si riferisce a Lesbia. Salvatore Quasimodo le traduce così:
Odio e amo. Forse chiederai come sia possibile;
non so, ma è proprio così e mi tormento .”

Gemme n°110

Iniziare una lezione con i Led Zeppelin? Fatto. Grazie ad A. (classe terza) che ha proposto “Rock and roll” nella versione live del 1973 al Madison Square Garden. “Ho scelto i Led Zeppelin perché sono il mio gruppo preferito, anche se non con questa canzone. In realtà la mia gemma è la musica; fin da piccola suono chitarra e pianoforte, uno sfogo per i momenti in cui sono tesa. Questo gruppo è fonte di ispirazione con i numerosi assoli di chitarra. Tra le tante passioni, fotografare e cucinare, suonare è la maggiore”.
Una delle cose che mi piacciono di più della storia del rock è la ricchezza di aneddoti (spesso mischiati a vere e proprie leggende metropolitane). Ne riporto uno che riguarda due icone: «E’ la fine del 1969, negli Stati Uniti in un volo in partenza da Phoenix i due “capelloni” più famosi di quel momento, il biondo Robert Plant ed il moro Jim Morrison per fatalità del destino si ritrovano seduti uno di fianco all’altro. I due si guardano e ghignano, si riconoscono, nessuno dei due apre bocca. Dopo un po’ è Jim Morrison a rompere il ghiaccio chiedendo: “cosa fai nella vita?”, Plant: “sono un cantante” e Morrison nuovamente: “ah, interessante e che genere di musica fai?”, così Plant risponde: “mah, un rock nuovo, la mia band si chiama Led Zeppelin”. Jim Morrison: “mai sentita!” Plant a sua volta: “e tu cosa fai per guadagnarti da vivere?”, Morrison: “oh, io sono un poeta”, e Plant subito: “ah, anch’io una volta facevo il poeta, poi ho avuto successo!”» (fonte web)

Gemme n° 109

La gemma presentata da M. (classe seconda) è la canzone “Guerriero” di Marco Mengoni. “Chiunque deve avere vicino a sé delle persone su cui contare sempre evitando di chiudersi in se stesso. A volte si pensa di poter superare tutto da soli ma con l’aiuto di qualcuno si apre un altro mondo, quello della fiducia. E’ facile fingere di essere fedeli a qualcuno, più difficile è esserlo sul serio”.

Desidero soffermarmi anche sul video e sul gesto finale del bambino che abbraccia il ragazzino che gli aveva strappato di mano il fumetto del suo eroe: lo abbraccia. Mi ha ricordato una frase del film “Sette anni in Tibet”: “Quando non sei in grado di combattere abbraccia il tuo nemico. Se ha le braccia intorno a te non può puntarti contro il fucile”.

Gemme n° 107

Sono una fan di Lana e ascolto anche musica elettronica: ho allora deciso di portare un mix. E’ conosciuta per le sue canzoni gioviali e i suoi sorrisi… No, scherzo… Il fatto è che tanti la vedono come una cantante depressa, ma questo è frutto di una visione superficiale. Il suo è un messaggio di ironia e le sue canzoni vanno ascoltate più profondamente”.

Con queste parole M. (classe quarta) ha presentato “Born to die”. Ho trovato in rete una frase che bene fa capire lo stile della cantante: a chi le chiede dell’utilizzo delle tonalità più basse della canzone, Lana risponde: “la gente non mi stava prendendo molto sul serio, così ho abbassato la mia voce, credendo che questo mi avrebbe aiutato a distinguermi”.

Gemme n° 106

diapasonHo portato un diapason che simboleggia il mio amore per la musica: ha sempre fatto parte della mia vita e spero continui. Senza la musica non penso di poter vivere. Per me cantare è una cosa bellissima, la più bella che possa fare”. Queste sono state le parole di G. (classe quinta). Ogni volta che ho assistito a un concerto mi ha sempre incuriosito questo strumento che alcuni direttori utilizzano: è usato per dare l’intonazione alle voci di un coro o per accordare strumenti. Lascio come commento una domanda per una riflessione personale: qual è il diapason della nostra vita, con cosa le diamo l’intonazione?

Gemme n° 104

Afferma M. (classe quarta): “Tendo a legare le canzoni che ascolto al periodo che sto vivendo in quel momento. Questo brano è importante ora: mi fa pensare a una persona in particolare e in certi punti rivedo anche la mia personalità. Mi piace Emma, la sua forza mi aiuta molto soprattutto quando mi sento a terra.” Appare essere la storia di un amore finito (“mi illudo ancora di non averti perso”) con la scarsa voglia di risollevarsi, anzi… (“non voglio trovare la pace ma restare a guardare il confine tra il mio cuore ed il tuo… amo sbagliare, amo farmi del male…”). Poi però sembra che la storia continui, tra alti e bassi, tra avvicinamenti e allontanamenti: “Le nostre mani non si toccano ma la mia bocca chiede ancora della tua, da te che non mi cerchi e non mi vuoi ma poi mi prendi mi riprendi e poi mi mandi via”. Per contrasto mi sono venute in mente le parole di “Io amo”, il libro di Vito Mancuso che ho terminato di leggere pochi giorni fa: “Fare spazio. Alla fine, a pensarci bene, l’amore significa fare spazio. Fare spazio dentro di sé a un’altra persona, aprirle la nostra anima e farle piantare la sua tenda nel mezzo. Non pensare più, non sentire più, non vedere più solo sulla base dell’io, ma cercare, ogni giorno di nuovo, di farlo sulla base del noi”.

Gemme n° 103

Ho scelto questo video sia per la canzone (una delle mie preferite, è quel tipo di canzoni di cui ascolto ogni singola parola e che sento almeno una volta al giorno) sia per il momento in cui l’ho ascoltata di più: ero in crisi con la danza, disciplina che pratico da quando ho quattro anni. Grazie a questo brano mi sono resa conto di cosa rischiavo di perdere.” Sono parole di B. (classe quarta).
Tempo fa avevo letto qualcosa di Christian Bobin sulla danza. Sono riuscito a rintracciarla: “Stamattina, davanti al vetro di sinistra, un ragno appeso a un filo invisibile faceva ginnastica. Guardando quel corpicino scuro salire e scendere nell’aria nitida, ho pensato che avevamo ricevuto entrambi il dono dell’esistenza. Ero di pessimo umore, mi ero svegliato male. Il ragno, invece, danzava. Della vita, che ci era stata donata nello stesso modo, in quel momento esso faceva un uso migliore del mio. Questo appunto è un po’ lungo, lo riassumo: stamattina ho preso lezioni di danza da un ragno e questo pomeriggio sto molto meglio.” (Autoritratto al radiatore)

Gemme n° 101

Ho scelto come gemma una canzone un po’ vecchia, che ho scoperto pochi anni fa, e che contiene un messaggio importante. Andrebbe ascoltata spesso per riflettere su quello che sta succedendo”. A. (classe seconda) ha presentato in questo modo “Heal the world” ai compagni di classe. Il brano è un invito a prendersi cura del mondo, a darsi da fare per renderlo un posto migliore. Nella seconda parte riecheggiano toni biblici: “E il sogno in cui stavamo credendo rivelerà un volto migliore e il mondo in cui una volta credevamo splenderà ancora nella grazia. Allora perché continuiamo a reprimere la vita, a ferire questa terra crocifiggendo la sua anima anche se è semplice da capire che questo mondo è luce di Dio? Noi potremmo volare così in alto. Lasciamo che i nostri spiriti non muoiano mai. Nel mio cuore io sento che voi siete tutti miei fratelli, create un mondo senza paura, insieme noi piangeremo lacrime di felicità guardando le nazioni trasformare le loro spade in vomeri.” In Isaia 2, 4 si legge:
Egli giudicherà tra nazione e nazione
e sarà l’arbitro fra molti popoli;
ed essi trasformeranno le loro spade in vomeri d’aratro,
e le loro lance, in falci;
una nazione non alzerà più la spada contro un’altra,
e non impareranno più la guerra.”

Gemma n° 99

Questa canzone è la mia gemma: non è la mia preferita e non la ascolto spesso, ma è importante perché mi rimanda a momento preciso, quando ho vinto il campionato con la mia squadra, dove gioco fin dall’inizio. Non è una squadra grande, però ci sono molto legato perché è la squadra del mio paese; avrei potuto andare via, ma non ho voluto. Considero i miei compagni come dei fratelli. In questi anni sono anche stato preso in giro perché ho scelto di restare a giocare in una “squadretta”, ma mi sono sempre trovato bene. Mi ero ripromesso di mettere a tacere tutti, soprattutto gli ex compagni che avevano sputato nel piatto in cui avevano mangiato. Dopo tre anni siamo riusciti a vincere. In questa canzone, nel ritornello c’è qualcosa di importante: il lavoro duro, vedere negli altri lo stesso tuo obiettivo. «E ci hanno detto che non saremo mai stati in grado di farcela. Ma ci siamo messi in cammino».” Così M. (classe terza) ha voluto presentare la propria gemma.

Nella seconda strofa della canzone i Linkin Park raccontano la difficoltà prima di prendere la decisione di darsi da fare e poi il momento risolutivo: “Quando tutto questo è cominciato eravamo costantemente rifiutati e sembrava che non avremmo potuto fare nulla per essere rispettati. Nel migliore dei casi, eravamo presi di mira. Al peggio si è detto probabilmente che siamo patetici. Avevo tutti i pezzi del puzzle e solo il modo di collegarli. Combattevo con ogni verso, rafforzando ogni rima senza mai smettere di chiedermi se fossi fuori di testa. E alla fine è arrivato il momento di farlo o lasciar perdere. Quindi abbiamo messo le carte in tavola e detto che era ora di prendere in mano la situazione”. Sembra di ascoltare la parte finale de “La linea d’ombra” di Jovanotti che abbiamo ascoltato in classe poco dopo: “domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire, getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte, quando si parte e quando passerà il monsone dirò “levate l’ancora, diritta, avanti tutta, questa è la rotta, questa è la direzione, questa è la decisione””.

Gemme n° 97

Una canzone “colonna sonora” è stata quella scelta da G. (classe terza) come sua gemma. Non le interessa il testo, ma il ruolo che “Heroes” ha nella sua vita: “mi ricorda momenti belli passati in estate a Lignano insieme a degli amici e a persone appena conosciute ma diventate presto importanti; inoltre mi fa pensare all’addio a una persona cara che si è trasferita in un’altra scuola: il brano di Alesso è stato suonato alla sua festa di addio.”
Afferma Gibran: “I sentimenti sono la musica della nostra anima, tocca a noi trarne dolci armonie o confusi suoni”.

Gemme n° 96

Life Starts Now è una canzone che ascolto sempre. Dice di vivere la propria vita e questo mi fa continuare a essere positivo e ottimista e ad andare avanti”. Lo ha detto T. (classe seconda).


La canzone dei Three Days Grace (che sembra rispondere immediatamente alla gemma 95) incoraggia chi sta attraversando un brutto periodo: “Tutto questo dolore, prendi questa vita e falla tua, tutto questo odio, prendi il tuo cuore e lascia che ami ancora, tu in qualche modo sopravviverai a questo”. E’ una spinta a lasciarsi il dolore alle spalle, prendere la vita e piene mani e buttarsi con coraggio e fiducia verso il futuro. C’è una frase di Hemingway che mi pare calzare bene qui: “Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi” (Per chi suona la campana).

Gemme n° 95

Ho scelto la canzone Weight of Living dei Bastille perché rappresenta un’amicizia importante. Il peso della vita citato nel titolo rappresenta entrambi perché non abbiamo avuto una vita facilissima: avrei potuto scegliere altre tremila amicizie, ma questa è quella più importante, anche se ci conosciamo da poco. Il mio amico mi ha aiutato e supportato in ogni cosa”. Questo è quanto è riuscita a dire D. (classe terza) commuovendosi e trasmettendo la sua emozione ai compagni di classe. Cantano i Bastille: “Tutto ciò che desideravi quando eri un bambino era essere grande, era essere grande. Adesso che lo sei, improvvisamente temi di aver perso il controllo, hai perso il controllo. Ti piace la persona che sei diventato?”. Ecco allora che mi sento di citare un pensiero di Gandhi che spesso è stato fonte d’aiuto e d’ispirazione:
Mantieni i tuoi pensieri positivi,
perché i tuoi pensieri diventano parole.
Mantieni le tue parole positive,
perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti.
Mantieni i tuoi comportamenti positivi,
perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini.
Mantieni le tue abitudini positive,
perché le tue abitudini diventano i tuoi valori.
Mantieni i tuoi valori positivi,
perché i tuoi valori diventano il tuo destino.”

Gemme n° 89

La parte finale del film “La musica nel cuore” è stata la gemma proposta da E. (classe quarta). “Non sono esperta di musica, però questo concerto mi piace molto e ho bei ricordi legati a questa sequenza. Inoltre, nel finale del film, qui non presente si dice: “La musica è ovunque, basta saperla ascoltare”. Secondo me anche nel silenzio c’è la musica, basta saperlo ascoltare.”
C’è una vecchia canzone del 1968 di Tony Del Monaco che qualche anno fa è stata reinterpretata da Andrea Bocelli (qui insieme ad Elisa): tocca l’argomento del silenzio e secondo me è molto affascinante.

Gemme n° 88

Ho portato una canzone che è la colonna sonora di un anime. Quando la ascolto mi sento come estratto dalla realtà. Questo è anche il motivo per cui amo fantasy, anime e manga: tralasciare la realtà e scoprire altro mondo. Devo però ammettere che è piuttosto complicato, anche se ci si sforza di capire.” Sono state le parole di A. (classe quarta).

Riporto come ulteriore spunto di riflessione una frase di Tsubasa Reservoir Chronicle.
«Kurogane: “Se ci si sforza di non piangere, è inevitabile che poi ci si rafforzi… è bene cavarsela senza piangere, qualsiasi cosa succeda…”
Fay: “Sì… però… quando si vuole piangere, bisogna pure possedere la forza per farlo!”».

Gemme n° 87

La gemma proposta da S. (classe quarta) è consistita in un video mostratole dalla sorella e per lei molto significativo. Ho concordato con S. che non lo pubblicherò nella versione originale ma in quella con la traduzione, in quanto il video è eccessivamente esplicito: “Penso che in esso sia rappresentata parte della verità, cioè che si giudica spesso senza conoscere. Mi piace la parte finale perché penso che un amico possa salvare una vita”.

Una delle frasi ripetute nel testo è “Non potrei mai essere ciò che tu vuoi”. Penso che una parte della formazione dell’autostima passi per l’autoaccettazione e per l’accettazione di sé da parte degli altri. Si ha bisogno di qualcuno a cui importi di noi, soprattutto nelle prime fasi della nostra esistenza. Amicizie e relazioni sono fondamentali, anche se non sempre possono bastare. Senz’altro l’amicizia è significativa e importante, uno dei valori essenziali della vita, ma non può essere caricata troppo di aspettative e responsabilità.

Gemme n° 85

Propongo una delle canzoni che più mi affascinano per il tema che tratta : il suicidio della razza umana. Mi interessa molto il video, zeppo di scritte che riportano dati e con alcune citazioni di poeti, scrittori, scienziati… Una di quelle che più mi ha colpito è in apertura: “la razza umana si estinguerà per civilizzazione” di Ralph Waldo Emerson. Se civilizzazione significa portare cemento e inquinamento là dove esistono foreste concordo pienamente”. Questo è stato il modo con cui F. (classe quarta) ha presentato il video di Serj Tankian, cantante dei System of a down, dal titolo emblematico “Harakiri”.

Un’altra frase che mi ha colpito è quella di Jean Paul Sartre: “L’uomo è pienamente responsabile della propria natura e delle proprie scelte”. Si può ferire anche con le parole non solo con i fatti.
In apertura il testo dice: “Siamo il branco ingrigito, ci feriamo a vicenda con le nostre vite” a dire che l’unico pericolo per l’uomo è l’uomo stesso. L’accusa è esplicita: “Il futuro vedrà la storia come un crimine”. In fondo, penso sia quello che abbiamo fatto e stiamo facendo alla terra.”
Nel video compare un indiano con una lacrima a rigargli il volto. In classe ho letto una frase con cui avrei voluto commentare il video di F., ma avendola già pubblicata qui sul blog, ne metto un’altra che è un proverbio navajo: “Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli”. E il poliedrico Andy Warhol ha affermato: “Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare”.