Gemma n° 2357

“La gemma che voglio portare oggi è una cantante famosa: Britney Spears. È stata da sempre una grande ispirazione per me e l’ho sempre stimata per ciò che fa, poiché con la sua musica mi ha dato sempre la forza per rialzarmi in momenti difficili.
Ho incominciato ad ascoltare le sue canzoni in prima media, e anche se adesso ascolto un altro tipo di musica, sarà sempre la mia cantante preferita” (V. classe seconda).

Gemma n° 2356

“Quest’anno ho deciso di condividere una canzone che s’intitola Da zero di Nayt. Ero molto indecisa se portarla o meno, in quanto parla dell’amore, e non mi sento molto a mio agio a discuterne, dal momento che su ciò sono molto riservata. Però ho pensato che questa potesse essere anche un’opportunità per aprirmi. Questa canzone per me significa molto, perché descrive perfettamente i miei sentimenti nei confronti della persona che è stata sempre presente in questo ultimo anno e mezzo. Nonostante sia molto un anno e mezzo a quest’età, i nostri sentimenti non sono mai cambiati, anzi, forse sono diventati ancora più forti. Non mi vengono in mente molte parole per descrivere i miei sentimenti, ma penso che il testo di questa canzone li riesca a spiegare in modo molto più completo e con delle parole decisamente migliori di quelle che potrebbero mai venirmi in mente. Forse, dopotutto, è proprio a questo che servono le canzoni” (G. classe terza).

Gemma n° 2352

“Come gemma ho deciso di portare dei braccialetti che mi sono stati dati (scambiandoli con gli altri fan) quando ero in fila per il concerto dei 5 Seconds of Summer. Ci sono andata con S., una mia amica di quinta. Ho deciso di portarli perché per me sono un bellissimo ricordo, visto che è il primo concerto a cui vado da sola insieme ad una mia amica a cui voglio un mondo di bene e inoltre è una delle mie band preferite” (G. classe terza).

Gemma n° 2349

“Ad aprile di quest’anno ho visitato una mostra immersiva dedicata a Gustav Klimt intitolata Sinfonia di arte immersiva.
Il filo conduttore della mostra era la “sinfonia”, il suono che nasce da ogni immagine, da ogni quadro, da ogni decorazione e dai pensieri dell’artista.
Verso la fine del percorso si entrava in una enorme sala con alcuni divanetti e su tutte le pareti, perfino sul pavimento, erano proiettati motivi geometrici, dipinti dell’artista e immagini relative al suo stile ma anche alla sua biografia. Da questo luogo era possibile accedere ad altre due salette minori: la prima conteneva un’installazione intitolata “La danza dei sensi” che consisteva in un recinto dentro al quale erano installati dei teli che si alzavano e si abbassavano, grazie a delle ventole, a creare delle onde.

La seconda si chiamava “Stanza degli specchi” ed era una saletta interamente ricoperta di specchi, anche il pavimenti e il soffitto, a eccezione della parete di fondo dove si trovava uno schermo sul quale erano proiettati diversi motivi scintillanti e glitterati che si riflettevano in tutta la stanza in modo tale che sembrasse di essere all’interno di un caleidoscopio. Ricordo di essermi seduta in un angolo di questa stanza in modo tale da essere completamente circondata dalle immagini e di essermi sentita estremamente piccola in confronto a quello che sembrava essere l’infinito.

Stanza degli specchi

La musica classica e maestosa che si sentiva rendeva il tutto ancora più avvolgente e pareva proprio di stare dentro ad un vortice.
Nella prima sala sono invece rimasta seduta per minuti interi a osservare quei teli che si muovevano e che mi donavano una sensazione di leggerezza e spensieratezza, tanto che il mio respiro vi si era quasi sincronizzato.
Ho apprezzato molto questa esperienza perché mi ha permesso di staccare la testa, almeno per qualche ora, dalla vita quotidiana e di dimenticarmi completamente della realtà, proiettandomi in un’altra dimensione più calma e meno frenetica”.
(A. classe quarta).

Gemma n° 2343

“Ho scelto questa canzone perché rientra nel gruppo di canzoni che sento mie, ora la condivido anche con altri. Mi piace perché esprime gioventù, ingiustizia ed essenza di vita” (C. classe quinta).

Gemma n° 2338

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una persona e quindi una parte della mia vita, mia mamma. Mia mamma è una persona buona, sempre presente con tutti e molto profonda. Mia mamma ha 48 anni e da 18 si prende cura di me e mia sorella, facendoci sentire protette. Quello da cui non ci poteva proteggere erano però le cose incontrollabili, il destino, il corso della natura. Mia mamma da 3 anni e mezzo ha un tumore maligno ai polmoni al quarto stadio, con metastasi alla colonna vertebrale. Per fortuna (e so che non si può definire così) è un cancro particolare, non una massa come si è soliti pensare, bensì uno strato di cellule che coprono l’intera superficie. Di conseguenza la cura non prevede chemio ma terapie staminali mirate ad una determinata zona. Tante volte mi sono chiesta perché a lei, tante volte ho pensato che avrei preferito averlo io pur di non vederla soffrire e non nego che ho la costante paura di non poter fare più le cose quotidiane che faccio con lei. Questa malattia per quanto sia disgustosa mi ha fatto maturare e capire che la vita è da vivere al 100%. Mi ha insegnato che probabilmente chiunque potrebbe combattere una guerra che tiene nascosta. Io l’ho fatto: per molto tempo ho tenuto nascosto una cosa più grande di me, forse perché dicendolo si sarebbe concretizzato o forse perché non volevo (e non voglio) essere trattata in modo diverso. Questa malattia mi ha insegnato ad essere forte, a combattere per quello che voglio, a stringere i denti e ad andare avanti, a proteggere gli altri prima di proteggere me stessa. Mi ha insegnato che la vita è fatta da alti e bassi e che se voglio davvero qualcosa non devo aspettare il momento giusto.
Questa gemma ha un unico scopo ossia di farvi capire quello che un cancro ha fatto capire a me. La vita corre più veloce di quanto si pensi e non aspetta che tu prenda il treno giusto. Potresti riuscire a beccare quella coincidenza che tanto aspettavi, ma potresti benissimo aspettare le due ore di ritardo prima del prossimo treno. Ma quando lo aspetti, ricordati che a destinazione ci sono l’amore, la fiducia, la speranza: c’è semplicemente l’aria.
Per rappresentare questo messaggio che spero vi arrivi con tutto il cuore, porto una canzone di Ligabue Certe Notti. Mia mamma e mio papà la cantavano nei sedili anteriori della macchina ma io non l’ho mai apprezzata. Ora mi ritrovo a cantare la stessa canzone, sempre in macchina, con il mio ragazzo che guida.”
(B. classe quinta).

Gemma n° 2337

“Ci sono poche canzoni che collego a dei momenti specifici della mia vita ma Thunderstruck degli AC/DC è sicuramente una di queste. Non è una canzone che ascolto e questo non è il mio genere di musica preferito eppure ogni volta che sento questa canzone o ci penso mi viene in mente un flashback ben preciso: una bambina che si scatena e salta sulle note di questa canzone con il suo papà nello studiolo della propria casa. Ora non sempre io e mio papà andiamo d’accordo, abbiamo due caratteri diversi che capita si scontrino. Nonostante questo non rinuncio mai a una buona chiacchierata con lui e non posso negare di volergli bene.
Qualche tempo fa mi ha chiesto di portare ogni tanto un po’ di musica da “boomer” (come la chiama lui) a scuola (Sì, ha imparato la parola boomer e adesso la usa sempre, anche quando non serve). Non sapeva però che stavo già pensando di portare questa canzone come gemma ed ora eccomi qua a parlarne” (R. classe quarta)

Gemma n° 2323

“La mia ultima gemma è una lettera che dedico alla mia classe, grazie alla quale sono cresciuto molto in questi cinque anni e alla quale darei il mondo per quanto mi hanno dato.

Alla lettera ho unito anche due canzoni: Sunny side of London dei Joker Out e On my way di Alex Lahey (dal film “I Mitchell contro le macchine”).

La prima canzone è speciale per me perché nel ritornello viene cantato “hug your best friends (abbraccia i tuoi migliori amici)” e non è un segreto il fatto che io ami abbracciare i miei amici, ma soprattutto nell’urlo che si sente dopo “scream as loud as you can” ci sono anche le voci mia e di una mia cara amica, con la quale sono stato al concerto in cui la band ha registrato l’urlo usato nella canzone; perciò l’ho scelta come simbolo dell’affetto che provo per i miei compagni.

La seconda canzone invece parla del proprio percorso di vita, del procedere verso il futuro guardando con felicità al passato; poche canzoni sono riuscite a commuovermi come questa e a farmi sentire nostalgia di qualcosa che non ho ancora superato. L’ho scelta perché nonostante sarà molto difficile per me separarmi dalla mia classe, so che dovrò andare avanti per me stesso e per i miei amici.
(T. classe quinta).

Gemma n° 2315

“Ho scelto di portare questa foto di mia sorella e una mia amica che mi hanno accompagnata due anni fa al mio primo concerto della mia cantante preferita: Ariete. È stato molto importante perché nonostante a loro non piacesse e non sapessero neppure una canzone, mi hanno comunque sostenuta, consapevoli che per me fosse una cosa molto importante” (G. classe quarta).

Gemma n° 2308

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una canzone: Sparks dei Coldplay.
Ho deciso di portare questa canzone perché mi ricorda la mia sorellina G. G., in realtà, è la mia sorellastra ma non mi piace chiamarla così perché sembra quasi dispregiativo. È nata dal matrimonio tra mio papà e la sua nuova moglie. Io e mio papà non siamo mai andati d’accordo e abbiamo sempre avuto un rapporto difficile, a tal punto da non parlarci per mesi. Con la nascita di G. però qualcosa è cambiato. Ho sempre voluto una sorellina, e quando ho scoperto che sarebbe arrivata, ho cercato di riaggiustare quello che tra me e mio padre si era rotto. Il primo anno e mezzo è andato bene, ma a febbraio di quest’anno il papà si è trasferito lontano per lavoro, portando con sé anche la mia sorellina. Non l’ho vissuta bene questa cosa, e continuo a non farlo, ma col tempo sto imparando a conviverci.
Pur non avendo visto crescere mia sorella ogni giorno, e pur non avendo instaurato un rapporto stabile con lei, sempre a causa dei litigi costanti tra me e mio padre, c’è quel qualcosa che mi lega a lei in un modo indescrivibile. Ho deciso di portare questa canzone proprio per questo: anche se lontane kilometri e kilometri io le sarò sempre vicina e mi preoccuperò sempre per lei, proprio come dice la canzone “I’ll always look out for you”.”
(M. classe quinta).

Gemma n° 2301

“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare una foto che ho anche come sfondo del cellulare. L’ho scattata quest’estate al mare a Lignano con la mia migliore amica, eravamo andate a vedere l’alba come ormai è abitudine. Questa volta però l’esperienza è stata particolarmente emozionante, sia per la sua bellezza, sia per il momento in sé: io e questa mia amica ci eravamo riunite dopo tempo che non ci vedevamo e che ci eravamo anche un po’ allontanate. Abbiamo avuto l’occasione di parlare, riflettere, ascoltare qualche canzone degli One Direction come quando eravamo piccole.
Un altro aspetto fondamentale di questa immagine è il luogo in cui è stata fatta, Lignano. È ormai meta indiscussa di vacanza mia e della mia migliore amica; da quando siamo nate trascorriamo settimane qui, divertendoci ogni giorno sempre di più, è come una seconda casa.
Senza alcun dubbio, non vedo l’ora di rivivere queste emozioni, non mi resta che aspettare le prossime vacanze estive!” (A. classe quarta).

Gemma n° 2297

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma un oggetto che può sembrare un po’ stupido: il biglietto del film-concerto di Taylor Swift. Non è tanto il film ciò che mi ha fatto scegliere questa gemma, ma il valore che le sue canzoni hanno per me. Nonostante io non conosca lei personalmente e lei non sappia che io esisto, c’è sempre qualche sua canzone, o addirittura intero album, che mi fa sentire in qualche modo capita e ascoltata anche nei momenti in cui non mi sento di parlare con nessuno” (C. classe terza).

Gemma n° 2294

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una canzone di Cesare Cremonini, intitolata Nessuno vuole essere Robin; ho scelto proprio questa perché mi ricorda un periodo felice e di cambiamento della mia vita, dal momento che ha caratterizzato l’inizio della relazione con il mio fidanzato e tutt’ora quando la ascolto penso a quel periodo molto bello della mia vita” (A. classe terza).

Gemma n° 2293

“Oggi ho portato il CD di Neima Ezza, uno dei miei cantanti preferiti. Questo album è il mio preferito e le sue canzoni mi hanno aiutato a superare tanti momenti difficili in cui mi sono ritrovata. Inoltre mi hanno colpito davvero molto le frasi che ci sono in ogni canzone, all’interno del CD. Per me questo CD è stato ed è tuttora molto importante perché grazie alle sue canzoni sono riuscita ad uscire da certi momenti complicati. In più sono molto felice di essere stata al suo concerto dove ho sentito le canzoni di questo album dal vivo” (E. classe seconda).

Gemma n° 2287

“Come gemma ho deciso di portare un gruppo di rapper romani che ho scoperto questa estate grazie a mia cugina. Fanno canzoni satiriche e ironiche, utilizzando un linguaggio volgare con riferimenti a meme. Non ascolto praticamente mai il “LOL rap”, non è il mio genere, ma loro mi piacciono un sacco. Questa estate io e mia cugina abbiamo ascoltato le poche canzoni che hanno fatto uscire in loop ogni volta che ne avevamo l’occasione. Tuttora quando le ascolto mi fanno sorridere e ripensare alle vacanze” (L. classe terza).

Gemma n° 2276

What’s My Age Again? è una canzone del 1999, il cui testo è pressoché autobiografico e scritto da Mark Hoppus, bassista e voce del brano.
Hoppus parla di come nonostante la sua età (27 anni al tempo dell’uscita della canzone e 23 nel testo della canzone), continui a comportarsi come un ragazzino. Nonostante nel testo evidenzi i problemi che questo suo modo di essere comporta, la canzone si chiude con il cantante che riconferma di voler continuare a comportarsi così, quasi considerando strani coloro che lo criticano.
Sia chiaro, non ho 23 anni e nemmeno 27, e non mi comporto esattamente nel modo descritto da Hoppus, ma in questa canzone mi ci rivedo comunque moltissimo.
In questa canzone ritrovo esattamente il sentimento che spesso provo: non riconoscere la mia età. Questo sentimento si manifesta dentro di me sia osservando alcuni miei modi di comportarmi che sono considerabili infantili o comunque non consoni alla mia età, mai mutati nel tempo, sia nella mia concezione del tempo e di me stesso: non riesco a concepire il fatto di avere ormai 18 anni ed essere praticamente un adulto.
Ho come la sensazione che il tempo, veloce e impetuoso, mi sia scivolato di mano e di non aver metabolizzato molte delle cose che mi sono successe, come se a volte non mi appartenessero.
Perciò ho la sensazione di trovarmi troppo avanti nel corso della vita.
La parte della canzone che trovo più suggestiva è contenuta nel ritornello:
“My friends say I should act my age
what’s my age again?
What’s my age again?”
Hoppus, all’osservazione o critica dei suoi amici sembra quasi cadere dalle nuvole rispondendo con una domanda, “qual è la mia età?”, come se in fondo non lo sapesse davvero”.
(L. classe quinta).

Gemma n° 2274

“Fin  da piccola ho sempre avuto il vizio di attaccare cose sui muri, dagli stickers di Hello Kitty ai poster delle band che più amo.
Sia i miei muri sia la mia stanza sono un riflesso della persona e di ciò che io sono e provo, quindi almeno una volta al mese ricambio tutto, ma c’è un angolo che non ho mai toccato e che mai cambierò. In quest’angolo, vicino al mio letto, ho attaccato biglietti del cinema, foto con le amiche, foto di casa mia, foto di persone molto importanti per me, fotografie e biglietti di mostre e altre cose che hanno meno o più valore” (I., ex classe 2BL, una gemma che era rimasta indietro… ma, si sa, gli ultimi saranno i primi…).

Palla al centro

Settembre ha sempre un po’ il sapore di primavera. Primavera in friulano si dice vierte, che significa apertura. E settembre si porta dentro l’inizio di un un nuovo anno scolastico, un’apertura a ciò che deve venire, una vierte, appunto. E’ un atteggiamento che auguro a me stesso, a colleghe e colleghi, e soprattutto a studentesse e studenti che incrocerò. Si tratta del momento in cui si rimette la palla al centro. Che sia l’inizio della partita, che sia la ripresa dopo aver subito il goal o dopo averlo fatto, che sia l’inizio del secondo tempo o dei tempi supplementari, poco conta: ecco la colonna sonora per oggi!

“Non scrivere mai la parola “fine”
Non dare a tutto un nome, ma goditi le attese
Non inseguire le cose, non stare sulle spine
Lascia stare le offese, sono acqua di rose
Staccare gli occhi dallo schermo, fare un giro più al largo
Non è quante volte sbaglio, sono quelle in cui mi rialzo
E non è da dove vengo, è dove sto andando
Non è quello che sembro, è quello che faccio
Di dire, di dire, no, no, palla al centro
Di dire, di dire, no, no, palla al centro
Di dire, di dire, no, no, palla al centro
Siamo le onde, siamo le onde di un mare grande (di un mare grande)
Siamo le stelle, siamo le stelle sopra le Ande
Siamo le bande (Sopra le Ande)
Che suonano nei cortei
Correnti che soffiano sui Pirenei
Siamo le onde, siamo le onde di un mare grande (Grande)
Non è quello che ti dico è il sorriso che ti strappo
Sai che colpo, scacco matto, ti basta essere te
Non so fare quello che conviene, mi lascio i dolori alle spalle
Si corre più veloce, ci si ferma per le cose belle
Staccare gli occhi dallo schermo, fare un giro più al largo
Non è quante volte sbaglio, sono quelle in cui mi rialzo
E sono felice quando siamo liberi come il vento
Non chiedermi dove sto andando che un posto vale l’altro
Non è quello che sembro, ma è quello che faccio (Palla al centro)
Non è quello che sembro, ma è quello che faccio (Palla al centro)
Non è quello che sembro, ma è quello che faccio (Palla al centro)
Non è quello che sembro, ma è quello che faccio
Siamo le onde, siamo le onde di un mare grande (di un mare grande)
Siamo le stelle, siamo le stelle sopra le Ande
Siamo le bande (Sopra le Ande)
Che suonano nei cortei
Correnti che soffiano sui Pirenei
Siamo le onde, siamo le onde di un mare grande (Grande)
Grande, grande, grande
Stacco gli occhi dallo schermo Vado avanti, non sto fermo
Non è quello che sembro, è quello che faccio
Non è quante volte sbaglio Sono quelle che mi rialzo
Con gli anfibi oppure scalzo Prima un passo, poi un balzo
Liberi come il vento Palla al centro
Siamo le onde, siamo le onde di un mare grande (di un mare grande)
Siamo le stelle, siamo le stelle sopra le Ande
Siamo le bande (Sopra le Ande)
Che suonano nei cortei
Correnti che soffiano sui Pirenei
Siamo le onde, siamo le onde di un mare grande (Grande)
Quando cado mi rialzo Con gli anfibi oppure scalzo
Prima un passo, poi un balzo Liberi come il vento
Palla al centro”

Gemma n° 2273

“Come gemma ho deciso di portare “una parte di me”, la musica.
Per questa gemma ho deciso di “rubare” l’idea di Marracash utilizzata in Persona e quindi di dividere me stesso, le mie abitudini e i miei sentimenti associandoli a degli album o canzoni specifici.

Testa/Ragione: la testa, questa è la mia parte più razionale dunque come album ho deciso di portarne 3 che rimandino a questa cosa.
Il primo è Carattere speciale di Thasup, ormai mio cantante preferito (italiano) da 6 anni. In questo album si può notare un cambiamento e una maturazione da parte sua sia nella voce e nelle basi sia nei testi i quali mi sono sempre piaciuti e mi aiutano a ragionare e a risolvere problemi con me stesso da parecchio tempo. Il secondo album che ho deciso di portare è Fighting Demons di Juice WRLD, il suo secondo album postumo. Se il primo di questi due era incentrato sulla celebrazione e il ricordo, questo non ha uno scopo ben preciso ma è sicuramente più profondo in quanto tocca argomenti come l’abuso di sostanze e le sue cause, il pentimento e principalmente la salute mentale, che ultimamente, nel mio caso, non è in gran forma. Io devo tutto a lui, il primo tatuaggio è dedicato a lui, i poster in camera sono quasi tutti suoi, insomma la mia vita gira quasi tutta intorno a lui e a ciò che credeva, 999! (cercate il numero angelico se volete il significato). L’ultimo album che ho deciso di portare per questa parte di me è Fuck Love: over you, già dal titolo si può capire parecchio. Dare precedenza alla ragione e allontanare quasi il cuore per superare una rottura, cosa c’è di meglio che ascoltarsi un disco triste dopo che ci si è lasciati? Penso molte cose ma io la affronto così.

Petto/Cuore: il petto, cuore, amore, farfalle nello stomaco. Se quando sto male il cuore lo lascio da parte, quando mi prendo bene per una persona o qualcosa divento cieco e i prossimi album lo rappresentano parecchio.
Il primo è sempre di Juice WRLD, Death Race For Love: in quest’album Juice dà il meglio di sé riguardo ai sentimenti, la cosa incredibile è che non ha mai scritto nulla, ogni album è un insieme di freestyle registrati a raffica come una mitragliatrice. Il secondo album è letteralmente un pezzo del mio cuore, 23 6451 (le basi) di Thasup, primo album di Davide, mi ricordo ancora le emozioni del primo ascolto, incredibili. Pensare che alla mia età lui faceva uscire quest’album e io sono qui a piangerci sopra fa ridere. Anche in quest’album possiamo trovare parecchi riferimenti ai sentimenti e al fatto di isolarsi quando si sta male. L’ultimo album riguardante il cuore è Oceano Paradiso di Chiello, artista che ho scoperto relativamente da poco grazie ad un mio amico del piano di sopra. Che dire, è struggente, la sua musica mi entra dalle orecchie ed esplode nel cuore, trasmette veramente tanto ed è solamente al primo album, non vedo l’ora di ascoltarne di nuovi (in aggiunta vorrei mettere due canzoni, Ribbon in the sky di Stevie Wonder e Where does your spirit go di Laroi. Una era la canzone preferita di mio zio e la ascolto se devo sfogarmi e piangere per ricordarlo, l’altra è in memoria di Juice e tendo a non ascoltarla per evitare di piangere).

Braccia/Movimento: le braccia. Ho associato i prossimi album al movimento in quanto si distaccano completamente dai precedenti (a parte Blanco che ho messo a caso) e sono più felici e caotici quindi meno tristi.
Il primo stranamente è di Juice, Goodbye & Good Riddance, album di debutto che contiene Lucid dreams, la sua canzone più famosa mezza plagiata a Sting. In questo album trovo delle sonorità che mi fanno muovere tutto, cantare, ballare e chi più ne ha più ne metta. Il secondo è appunto Blu Celeste di Blanco e l’ho messo perché più che ballarlo mi piace cantarlo sotto la doccia con quel suo timbro strano (un po’ copiato da Thasup) e basta, bravo Blanco. L’ultimo album è di Machete, Bloody Vinyl 3 che a parer mio è una bomba. È colmo di artisti che si incastrano alla perfezione e varia di generi e sonorità, l’ho riscoperto da poco, l’avevo comprato autografato da thasup, young miles, low kidd e slait (i principali compositori di quest’album) e quindi è stato piacevole riscoprirlo per scuoterci la testa a tempo come quando è uscito.

Gambe/Routine: le gambe le ho associate alla routine che compio ogni giorno, quindi sveglia alle 5, caffè, sigaretta in fermata e camminata dalla stazione delle corriere fino a scuola. Questi album vanno a tempo con le mie gambe difatti la prima cosa che faccio è mettere spotify una volta alzato dal letto.
Il primo è una raccolta dei Bee Gees, gruppo anni 70/80 dei quali mi ha fortunatamente trasmesso la passione mio padre con i suoi vinili. il ritmo di quegli anni mi fa camminare come se fossi nella febbre del sabato sera, unico. Il secondo si allontana completamente dai bee gees infatti è la raccolta dei Nocturnes di Chopin, il mio compositore classico preferito, un genio, un pazzo, con la sua musica mi fa volare e la stanchezza alle gambe nemmeno la sento. L’ultimo non è un album ma sono i miei 830 brani preferiti su spotify che quando ho voglia metto in ordine casuale per farmi il tragitto stazione-scuola.

Conclusioni: questa era dunque una parte di me ma è solo la punta dell’iceberg. Devo tanto alla musica, se non fosse stato per lei in certi momenti probabilmente non sarei qui. Devo anche tanto a Juice che grazie alla sua musica non mi fa sentire troppo inutile e grazie a lui riesco a dare peso ai miei momenti no e a capirli.
I miei brani preferiti di ogni album:
fighting demons – DOOM
carattere speciale – mi ami o è fake
Fuck love – about you
Death Race For Love – make believe
23 6451 – bubb1e 9um
Oceano Paradiso – pietra di luna
bee gees – more than a woman
Chopin – nocturne n.20
Grazie”
(G. classe quarta)

Gemma n° 2272

“Ho portato semplicemente una canzone di un album che ascolto durante i momenti di blocco e mi fa sentire compreso” (C. classe quarta)