Gemma n° 3001

“Ricordo la prima volta,
Riconosco quanto sono cambiata,
Non so il motivo oppure la svolta,
So quanto ti sei detta “sei odiata”

Non sei tu il problema,
Non sono loro il problema,
Bensì il tuo senso di colpa,
Io dissi “nessuno ha colpa”

Ti ricorderai dei bei momenti,
Ma anche di quelli tremendi.

Non sappiamo perché ce la prendiamo con noi,
In effetti Tu dicevi sempre “sono affari tuoi?”

Ormai la tempesta è passata,
Ora c’è il sole,
Alla porta bussata,
Diciamo insieme “chi è?”

Io e te,
Differenti sembriamo,
Tu chiedi, io dico “me”,
Io e te ci apriamo.

Io sono te, e tu me,
Non abbiamo timore per il futuro,
Bensì se qualcosa succede,
Ci rinchiudiamo nella nostra “armatura”.

Io e te,
Sole siamo state,
Io e te,
Due facce della stessa medaglia; 

Una si sente in colpa,
L’altra non capisce.
Però sappiamo entrambe in cuor nostro,
Che non riusciamo a dimenticare.

Noi siamo come l’ancora di una nave,
Non ce ne andiamo,
Anche se in fondo rimaniamo,
Io e te non siamo brave. 

Recenti amici almeno abbiamo fatto,
Anche se noi non siamo nell’atto, 

Tutte le genti sono diverse,
Ciascuno per propri difetti e pregi,

Anche io e te, tu ed io,
Ci dobbiamo accettare per ciò che siamo
Perché solo così si può essere felici”.
(L. classe terza).