Gemma n° 3020

“Mi fa strano pensare che questa sia la mia ultima gemma. Per quattro anni ho sempre iniziato il discorso con “come gemma di quest’anno ho scelto di portare..” ma quest’anno è l’ultimo e non voglio che abbia un incipit uguale a tutti gli altri. Ovviamente rimarrà la solita frase del “premetto che non ero molto sicura sul soggetto che volevo portare ma alla fine credo di aver fatto la scelta giusta.”
La gemma di quest’anno è l’Abbraccio. Con Abbraccio non intendo uno qualsiasi, ma quella specifica connessione che si crea tra due persone quando, avvicinandosi, è possibile sentire il battito del cuore dell’altro, il calore della pelle o i capelli sugli occhi. L’idea di questa gemma è nata circa 2 settimane fa, subito dopo aver dato uno degli Abbracci più importanti della mia vita a mia sorella. Non voglio spiegare le dinamiche del perché ci siamo abbracciate ma il come mi ha fatto sentire.
Quella sera è come se tutto il mondo intorno a noi si fosse fermato e fossimo rimaste solamente io e lei. Non è servita nessuna parola per far capire che io ci sono per lei perché, con questo abbraccio lo sapeva già. L’ho stretta forte e, facendo ciò, è come se l’abbraccio fosse stato sinonimo di: io ci sono per te. Non gliel’ho mai detto a voce ma sono sicura che lei abbia capito quello che volevo farle intendere. Credo che quell’Abbraccio abbia risvegliato qualcosa sia in me che in lei, perché da quel momento in poi, mi sono sentita legata a mia sorella da un filo invisibile come mai prima d’ora.  Vorrei concludere la mia gemma dicendo che molto spesso un Abbraccio parla molto di più di frasi improvvisate per colmare un silenzio ed è proprio per questo che gli Abbracci di questo tipo sono i più rari e rimangono incisi per sempre sulla nostra pelle. Certe volte tutto quello che ci serve per rialzarsi è solamente un Abbraccio e niente di più.” (C. classe quinta).

Gemma n° 2606

“La gemma di quest’anno è stata la più difficile da scegliere, ci ho pensato per mesi e fino all’ultimo sono stata molto indecisa. Questo è stato l’anno più complicato della mia vita, e dico complicato perché anche se mi sembra che mi siano successe solo tante cose brutte, devo riconoscere che quest’anno me ne ha anche donate tante belle ma soprattutto mi ha insegnato tanto.
Quindi come gemma ho deciso di portare la scena iniziale del film “Love actually” dove il narratore racconta di come, se ci prestiamo attenzione, siamo circondati dall’amore, sempre e comunque. Questo film mi ha dato tanta speranza, soprattutto questa scena.
Prima del 2024 non ho mai creduto in cose come l’aldilà né tanto meno al destino o alle coincidenze, ma quest’anno ho vissuto esperienze che mi hanno fatto dubitare di tutto, soprattutto mi hanno fatto dubitare di essere circondata da amore.
Una in particolare è stata la morte di un mio amico molto giovane. Questo ragazzo è una delle persone più buone che io abbia mai conosciuto. Non è che avessimo questo rapporto incredibile, ma lui è una di quelle persone di cui ho solo bei ricordi, l’ho adorato dal primo istante in cui l’ho visto e qualsiasi momento passato insieme lo ricordo come un momento particolarmente felice.
Beh ecco da quell’incidente il mio modo di pensare è completamente cambiato, e soprattutto il mio modo di relazionarmi con le persone.
Da tutto questo ho imparato una cosa, a non dare per scontato neanche un momento e soprattutto a non dare per scontate le persone che ci vogliono bene. Quest’anno ho avuto modo di conoscere tante persone, di riavvicinarmi a vecchi amici e di non separarmene più, ma anche di perderli di nuovo.
Non ho dato per scontato neanche un momento trascorso con loro.
Adesso ogni volta abbraccio le persone che amo una volta in più, perché è sempre meglio che stringerle una volta in meno, in particolare le mie amiche, senza le quali probabilmente non starei raccontando questa gemma.
Incredibilmente, la morte mi ha insegnato cosa vuol dire amare”.
(E. classe quarta).

Gemma n° 2323

“La mia ultima gemma è una lettera che dedico alla mia classe, grazie alla quale sono cresciuto molto in questi cinque anni e alla quale darei il mondo per quanto mi hanno dato.

Alla lettera ho unito anche due canzoni: Sunny side of London dei Joker Out e On my way di Alex Lahey (dal film “I Mitchell contro le macchine”).

La prima canzone è speciale per me perché nel ritornello viene cantato “hug your best friends (abbraccia i tuoi migliori amici)” e non è un segreto il fatto che io ami abbracciare i miei amici, ma soprattutto nell’urlo che si sente dopo “scream as loud as you can” ci sono anche le voci mia e di una mia cara amica, con la quale sono stato al concerto in cui la band ha registrato l’urlo usato nella canzone; perciò l’ho scelta come simbolo dell’affetto che provo per i miei compagni.

La seconda canzone invece parla del proprio percorso di vita, del procedere verso il futuro guardando con felicità al passato; poche canzoni sono riuscite a commuovermi come questa e a farmi sentire nostalgia di qualcosa che non ho ancora superato. L’ho scelta perché nonostante sarà molto difficile per me separarmi dalla mia classe, so che dovrò andare avanti per me stesso e per i miei amici.
(T. classe quinta).