Gemma n° 3045

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare il discorso che ho fatto al funerale di mio nonno questa estate. Può essere molto triste come cosa, ma tramite quel discorso sono riuscita a capire il vero rapporto che avevo con lui e, di conseguenza, ho deciso di trasmettere anche a voi i miei sentimenti facendomi forza.

«Non è facile trovare le parole oggi, soprattutto perché il mio rapporto con il nonno non è stato sempre semplice e non siamo stati sempre così vicini.
Quando ero piccola, a volte mi sgridava, e allora non capivo che dietro quei rimproveri c’era anche il suo modo di preoccuparsi per me. Aveva un carattere particolare, era geloso delle persone a cui volevo bene, persino del mio moroso, e forse non sempre era facile capire quello che provava.
Eppure, ripensandoci oggi, mi accorgo che ci sono piccoli gesti che raccontano molto di lui.
Ricordo le sere in cui rimanevo sveglia fino a tardi per studiare e lui si preoccupava per me. Mi chiedeva cosa stessi facendo, se non fosse troppo tardi, se stessi studiando abbastanza. E poi c’erano i suoi consigli sul latino.
Una materia che, devo ammetterlo, ho sempre odiato e in cui non sono mai stata particolarmente brava. Ma lui cercava comunque di aiutarmi, a modo suo.
Forse sono proprio questi piccoli ricordi quelli che oggi voglio conservare. Non un’immagine perfetta di mio nonno, ma quella vera: con il suo carattere, le sue preoccupazioni, le sue sgridate, le sue stranezze e il suo modo, forse non sempre facile da riconoscere, di volerci bene.
Gli ultimi anni sono stati difficili. La malattia e il dolore lo hanno cambiato e hanno reso tutto ancora più difficile. Oggi però voglio ricordarlo anche prima della sofferenza, per le piccole cose che faceva e per quelle attenzioni che, forse, ho capito davvero soltanto adesso.
Nonno, non so se sono mai riuscita a dirtelo, ma grazie per esserti preoccupato per me, per aver cercato di proteggermi e persino per aver insistito con quel maledetto latino.
Ti saluto con i ricordi che ho di te, quelli belli e quelli più complicati, perché sono tutti parte della nostra storia.
Riposa in pace».

Tutti mi dicevano che non sarei mai riuscita a leggere questo discorso davanti a tutti e in parte hanno avuto ragione dato che come sono arrivata all’altare ho iniziato a piangere, eppure sono riuscita ad esporre i miei sentimenti e a raccontare la storia mia e di mio nonno mai raccontata e mai capita nemmeno da me stessa.
Il mio desiderio di oggi è farvi capire due cose: la prima è che c’è sempre una base di amore anche senza un rapporto fantastico in cui ci si dice di volersi bene ogni giorno e la seconda è che non dovete avere paura di parlare davanti a tutti in situazioni come queste perché non state parlando a loro ma solo alla persona a cui vi riferite, che nel mio caso è mio nonno.
Spero tu mi senta, ti voglio bene nonno.”
(C. classe terza).

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