Gemma n° 2939

“Quest’anno, come ultima gemma, ho deciso di portare la gita di quinta. È stato un viaggio che, oltre ad avermi regalato ricordi importanti, mi ha dato anche la possibilità di condividerlo con le mie migliori amiche. Penso che la Grecia sia stata la meta perfetta per concludere nel migliore dei modi questi cinque anni di scuola superiore. Aver vissuto questa esperienza insieme a loro mi ha fatto capire quanto la nostra amicizia sia forte e indissolubile. Sono certa che questo legame non si concluderà con la fine della scuola, ma continuerà ad accompagnarci per tutta la vita” (A. classe quinta).

Gemma n° 2938

“Come gemma ho portato uno dei regali che la mia migliore amica mi ha regalato per il mio compleanno, cioè un CD. È un regalo molto speciale perché fatto da una persona speciale che mi conosce davvero, e comprende alcune delle mie canzoni preferite e, oltre a quelle, una canzone che ha detto le fa pensare a me e un sonetto scritto da lei. È molto importante per me perché mi fa ricordare che al mondo ci sono persone che tengono a me e, nonostante la distanza, è una delle persone più importanti per me. Quando mi vengono dei dubbi, guardo questi suoi regali e mi ricordo che almeno una persona che tiene veramente a me c’è sicuramente. Nel pacco regalo che ho ricevuto c’erano anche altre cose, ma ho scelto questo perché è il più personalizzato e significativo, ma soprattutto qualcosa di inaspettato che nessuno mi aveva mai regalato prima. Mi fa piacere sapere che ci sono cose che le ricordano me, ed è molto importante per me anche perché considerando la distanza tra noi e il fatto che non ci siamo mai viste dal vivo, è bello sapere di toccare qualcosa che è stato precedentemente nelle sue mani” (D. classe seconda).

Gemma n° 2932

“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare qualcosa che per me non è solo un oggetto o un’esperienza, ma un ricordo diventato simbolo di crescita, amicizia e promesse mantenute. Il 22 agosto 2025 ho assistito al concerto degli Psicologi all’Arena Alpe Adria, a Lignano Sabbiadoro, insieme a una delle mie più care amiche. Ma questa storia inizia molto prima. Tutto risale all’estate della seconda media, quando eravamo ancora due ragazzine entusiaste, fan accanite che sognavano di vedere dal vivo il loro gruppo preferito. Per noi gli Psicologi non erano solo musica: erano parole in cui ci riconoscevamo, emozioni che finalmente qualcuno riusciva a dire ad alta voce. Quando si presentò l’occasione di andare a un loro concerto, ci sembrava un sogno che stava per realizzarsi. Purtroppo, per una serie di inconvenienti, non riuscimmo a prendere i biglietti. Ricordo ancora la delusione, quella sensazione di occasione persa che a quell’età sembra enorme. Ma proprio in quel momento facemmo una promessa: se fossero tornati vicino a casa nostra, non importa quanti anni sarebbero passati, noi ci saremmo andate. Lo avremmo fatto per mantenere la parola data e per rendere felici le “noi” bambine che ci avevano creduto così tanto. Quel momento arrivò a gennaio 2025, quando il duo annunciò le date del nuovo tour. Appena vedemmo che ci sarebbe stata una data vicina, non esitammo un secondo: questa volta non ce lo saremmo lasciato scappare. E così, a luglio, eravamo lì. Non più le ragazzine della seconda media, ma nemmeno così diverse da allora. Cantavamo le stesse canzoni, con qualche esperienza in più sulle spalle e forse una consapevolezza diversa. In mezzo alla folla, tra le luci e la musica, ho capito che non stavamo solo assistendo a un concerto: stavamo mantenendo una promessa, celebrando un’amicizia che è cresciuta insieme a noi. Questa è la mia gemma: il ricordo di un sogno rimandato ma non dimenticato, la prova che alcune promesse meritano di essere custodite nel tempo, e la certezza che, a volte, rendere felici le versioni più piccole di noi è il regalo più grande che possiamo farci”.
(G. classe quarta).

Gemma n° 2931

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma mia sorella: la persona più importante che ho.
Crescere con lei ha significato avere sempre qualcuno davanti da seguire, qualcuno che mi insegnava le cose anche senza che me ne accorgessi.
Non è solo mia sorella: è la persona che c’è sempre stata per me, nei momenti belli e in quelli brutti. È la prima che chiamo quando mi succede qualcosa di importante, sia una cosa bella sia una cosa che mi fa stare male. Con lei posso essere me stessa senza vergognarmi di niente. So che con lei posso parlare di tutto e che ci sarà sempre per me.
Da tre anni non viviamo più insieme perché si è trasferita a Milano, e per me non è stato per niente facile. Prima era tutto più semplice: bastava andare nella sua stanza per parlarle, chiederle un consiglio o anche solo stare insieme. Adesso invece possiamo sentirci solo al telefono e ci vediamo poche volte all’anno. E non è la stessa cosa.
Mi mancano le cose più normali, quelle che sembrano piccole ma in realtà non lo sono: ridere insieme senza motivo, raccontarci la giornata la sera, condividere le cose di tutti i giorni.
Però questa distanza mi ha fatto capire una cosa importante: anche se è lontana, per me non è mai davvero distante. So che c’è sempre e che posso contare su di lei in qualsiasi momento. La distanza non ha cambiato quello che è per me, e non lo cambierà mai. Anzi, mi ha fatto capire ancora di più quanto sia fondamentale nella mia vita.
Per me non è solo mia sorella: è la mia migliore amica, il mio esempio e il mio punto fermo”.
(G. classe terza).

Gemma n° 2930

“Quest’anno, come ultima gemma, ho deciso di portare A. e S. Loro due racchiudono perfettamente tutto il mio percorso di questi cinque anni: sono state le persone che mi sono sempre state accanto, senza mai mollarmi, nemmeno per un attimo. Le considero vere e proprie sorelle, perché con loro ho condiviso tutto: le risate, le lacrime, le giornate leggere e quelle pesanti, i momenti più belli e quelli più difficili. Per qualsiasi cosa ho sempre potuto contare su di loro, anche, e soprattutto, nei momenti più bui, quando sembrava impossibile andare avanti. Mi hanno sostenuta, capita, spronata e fatta sentire meno sola. Senza di loro questo percorso non sarebbe stato lo stesso, e probabilmente nemmeno io sarei la persona che sono oggi. Sono state un punto fermo, una certezza, un rifugio sicuro. E per questo le ringrazierò sempre. Spero davvero con tutto il cuore che, una volta uscite da qui, resti tutto così: che la nostra amicizia continui a crescere, a rafforzarsi, e che possiamo portarci dietro questo legame speciale anche fuori da queste mura, nella vita vera. Perché loro non sono state solo delle compagne di classe, ma la famiglia che mi sono scelta” (S. classe quinta).

Gemma n° 2925

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare il mio gruppo di amici dell’infanzia: ci conosciamo da quando abbiamo tre anni e, ancora adesso, ci troviamo spesso in giro, soprattutto nel nostro paese. Abbiamo fatto le scuole insieme (fino alle medie) e frequentiamo il catechismo da quando abbiamo 7 anni. Da ottobre 2025 siamo diventati “il gruppo dei cresimandi” e adesso quasi ogni mese organizziamo un’attività diversa per la comunità: dal “concorso dei presepi” alla “tombola per i nonni” e la festa di carnevale. Loro sono molto importanti per me perché so che posso parlare liberamente e dire tutto quello che voglio, ma anche ridere, piangere e, qualche volta, litigare. Sono figlia unica, ma è come se loro fossero i miei fratelli e le mie sorelle. So che ci vedremo ancora per molto tempo e che condivideremo insieme ancora molto tempo, divertente, noioso o triste che sia!” (A. classe seconda).

Gemma n° 2923

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“Per la mia prima gemma ho deciso di portare la musica, perché la musica riesce a dire quello che a parole spesso non si sa come spiegare. È un modo di comunicare che arriva a tutti, anche quando non si trovano le parole giuste. Tramite lei si possono anche fare amicizie e, cosa molto importante, si impara a migliorare, capendo che non si deve essere perfetti quando ci si esibisce.
Non importa quanti errori fai, l’importante è vivere quel momento. Una sensazione bellissima è quando sali sul palco e cominci a suonare: è un’emozione che non scomparirà mai. Non importa quante volte lo fai, non ti ci abitui mai. E secondo me è proprio questo il bello: se diventasse un’abitudine, perderebbe tutto il suo significato. La cosa bella della musica è che una performance o un concerto non saranno mai uguali a un altro: dipende sempre da chi si esibisce, dalla circostanza, dall’emozione e anche un po’ dalla fortuna. Questo mostra la bellezza della diversità, una cosa che purtroppo non tutti riescono ancora ad apprezzare. Spesso, infatti, chi è ‘diverso’ viene giudicato, mentre la musica ci insegna che è proprio quella differenza a rendere unico e prezioso ogni essere umano” (S. classe prima).

Gemma n° 2922

“Ho scelto di parlare di Stranger Things, che è una serie televisiva non solo che parla di fantascienza , ma una storia che parla di amicizia, crescita personale e il timore di affrontare le nostre paure più grandi. Anche se ambientata negli anni ‘80, i ragazzi vivono la vita, le pressioni sociali e l’ansia in modo simile a come le viviamo noi oggi. Infatti, mi sono ritrovata più volte nei loro sentimenti e nelle loro paure. Le emozioni dei personaggi sono molto attuali ed è facile sentirsi coinvolti.
La serie è ambientata a Hawkins, in America, dove iniziano ad accadere una serie di eventi strani collegati a un mondo parallelo, che però un gruppo di ragazzi (e anche alcuni adulti) affronta tutto insieme. Ognuno di loro ha un lato fragile, è proprio questo che li accomuna. Mi ha fatto commuovere il fatto che negli ultimi episodi vengano mostrati i loro ricordi più tristi e i momenti che all’inizio sembravano impossibili da risolvere.
Un argomento toccante è anche il non sentirsi accettati, soprattutto in quel periodo, quando essere se stessi aveva molti limiti. I limiti ancora oggi ci sono, ma sono molto più ridotti e le generazioni attuali cercano di non far sentire nessuno “diverso” o “sbagliato”. Oggi i limiti sono ridotti e le generazioni attuali cercano di non far sentire nessuno “diverso” o “sbagliato”. I personaggi hanno vissuto momenti in cui pensavano di non essere abbastanza o di non essere adatti, e alla fine hanno trovato un modo insieme per non sentirsi soli durante questi momenti bui.
Un’altra cosa che mi ha colpito è la sensibilità della serie nel comprendere l’importanza dei sentimenti dei bambini e degli adolescenti, che molto spesso ricevono indifferenza o parole come “non sanno quello che fanno” nel momento più fragile. I bambini vengono etichettati come “innocenti” o “facili da persuadere” dai più cattivi della storia, perché non tutti capivano che quello che sembrava un piano per salvare il mondo in realtà era un piano per distruggerlo.
Guardare la serie dall’inizio alla fine, vedere i bambini crescere e diventare ragazzi, e osservare come tutti scoprono chi sono veramente e quali sono i propri valori è veramente prezioso. Ho apprezzato inoltre gli elementi fantascientifici, come ad esempio la teoria del Ponte, che avevano iniziato a studiare scienziati come Einstein. Infine, posso dire che Stranger Things ha lasciato un segno molto significativo su di me e mi ha dimostrato che l’amicizia non è solo divertirsi insieme, ma restare vicini l’uno accanto all’altro nonostante tutto”.
(M. classe prima).

Gemma n° 2915

“Migliore amica = La persona con cui si ha il rapporto di amicizia più stretto, profondo e privilegiato, caratterizzato da grande fiducia, affetto e condivisione. Certo, i dizionari di italiano cercano di dare la definizione migliore a questo termine, ma secondo me ognuno ha la sua. Per me, migliore amica = B., C. e S.. Banale, sì; ma non ci sono parole per esprimere cosa loro rappresentano per me.
B. è la mia migliore amica dalle elementari, siamo veramente l’una l’opposto dell’altra. Lei bionda, io mora, lei occhi azzurri, io occhi scuri, lei carnagione chiara, io scura, lei paziente e sempre sorridente, io… insomma… il contrario. Sin da piccole abbiamo trovato un equilibrio vincente: in 12 anni di amicizia non abbiamo mai litigato, mai una volta che una delle due ha alzato la voce, mai una volta che non ci siamo capite. Quando siamo insieme tutto ciò che ha anche solo un piccolo aspetto negativo, si trasforma in qualcosa di divertente e sensato. Insieme abbiamo fatto taaante, ma tante cose, tra cui: travestimenti assurdi, muffin spettacolari, giornate in spiaggia con la pioggia (e no, non perché avevamo scelto di provare l’ebbrezza di una fresca giornata estiva piovosa, ma semplicemente perché, sfigate come siamo, sceglievamo sempre di andare al mare nei giorni sbagliati, pioggia, vento… insomma mai una volta che ci siamo godute una bella spiaggia con il sole).
“Siete sempre insieme”, classica frase dei nostri genitori. Sì, sempre insieme, una a fianco all’altra, a supportarci e sopportarci in tutti i momenti difficili, in tutti quelli di gioia e di tristezza. Sempre insieme a giudicare tutto ciò che ci circonda senza mai, o almeno quasi, mostrare i nostri pensieri. Sempre insieme a tutte le noiosissime mostre in cui i nostri genitori ci portano lasciandoci ogni volta ampia scelta per la partecipazione. Sempre insieme a divertirci tra i bambini, tipo a intagliare e colorare una zucca. Insomma, chiaro il concetto? Da sempre, sempre e per sempre insieme.
Tutti i miei amici, anche quelli che magari non hanno mai visto B., la conoscono. Lei è una parte fondamentale della mia vita, è la prima persona che chiamo quando mi succede qualcosa, è la prima che bombardo di messaggi quando ho bisogno di un consiglio.
Siamo state separate da scuola, sport, hobby, ma siamo sempre riuscite a ritagliare un momento solo per noi, per vederci, per raccontarci di tutto e di tutti. Questo credo sia il segno del fatto che, se veramente tieni a una cosa o a una persona, fai di tutto pur di viverla.
Si, nella mia vita ho conosciuto altre “b.”, ma lei sarà sempre l’unica “mia B.”.

C. e S., pronunciate sempre insieme una dopo l’altra. Le ho ri-conosciute nell’estate del 2023, quando durante una vacanza in barca da lontano ho sentito chiamare il nome di mia mamma. Da lì hanno iniziato a far parte della mia vita due ragazze meravigliose. In soli pochi giorni abbiamo legato come se fossimo migliori amiche da anni, ci capivamo con uno sguardo. Complicità, fiducia, sincerità, c’era e c’è tutto. Purtroppo abitiamo tutte abbastanza distanti, ma non appena troviamo un weekend libero organizziamo un’uscita per vederci e passare un po’ di tempo insieme. Ponderatezza, entusiasmo e responsabilità, ognuna bilancia le altre.
In loro tre ho trovato la mia seconda famiglia.
Mi auguro veramente di poter essere per sempre al loro fianco e viceversa, perché in questo momento io un mondo senza loro non me lo immagino proprio”.
(M. classe quarta).

Gemma n° 2914

“Ho scelto di portare questa gemma perché è un anello speciale e importante per me.
È stato uno dei regali ricevuti questo Natale, e lo abbiamo ricevuto sia io che G. da uno nostro amico stretto.
Questo anello si chiama “Claddagh ring” e il nostro amico in una lettera ci ha spiegato il vero significato di questo anello irlandese” (E. classe quinta).

Gemma n° 2913

“Oggi come gemma ho voluto portare D., uno dei miei migliori amici; lui non è uno qualunque, non è il classico amico con il quale fai le solite cavolate e ti diverti, lui è l’amico con cui puoi parlare davvero, che ti dirà sempre le cose più scomode e vere, e trovo che sia una cosa fantastica, che ti permette di vivere la vita con più serenità.
Sinceramente auguro a tutti di avere un “D.” nella propria vita, perché gli amici non servono solo a scherzare, ma a essere lì per te ogni cosa succeda” (T. classe terza).

Gemma n° 2912

“L’amicizia per me è una delle cose che si trovano alla base della vita, in quanto un amico è colui che sai sempre ci sarà, sia nei momenti difficili che in quelli semplici; è colui che ti sostiene nelle tue scelte, che ti incita a fare qualcosa se sa che ti farebbe stare bene e che non ti giudica quando sbagli, bensì ti aiuta a comprendere i tuoi errori e ti aiuta a migliorare. Purtroppo, soprattutto al giorno d’oggi, è difficile trovare amici che possano essere definiti tali, perché spesso è più facile sparlare o girare le spalle quando è più conveniente.
Quando ero piccola ho sempre avuto tanti amici, ma poi, la maggior parte di questiultimi, si è dimostrata non tale e ha dimostrato di non tenere a me come pensavo. Così ero quasi arrivata alla convinzione che le amicizie fossero, per la maggioranza delle volte, false. Fino a quando non è arrivata lei: E. Solo lei mi ha dimostrato, nel corso degli anni, cosa vuol dire essere veramente amico di qualcuno e tenerci davvero a quella persona. E. mi ha fatto capire cosa vuol dire sapere di avere una persona a fianco che è sempre pronta a supportarti in qualsiasi momento, nonostante tutto. Questo non vuol dire che E. sia perfetta, anzi, è piena di difetti, ma proprio come lo sono anche io, ma la perfezione in lei sta nel non farmi pesare ogni mio difetto e ogni mio sbaglio e a farmi sentire sempre apprezzata. Ogni persona che mi conosce, conosce pure lei e sa quanto io ci tenga, in quanto ormai la reputo come mia sorella.
Io sono inoltre dell’idea che nell’amicizia si dimostri amore, ovviamente non come quello che si prova nelle relazioni, perché E. è la forma di amore più vera e genuina che io conosca e che da sempre mi ha fatta sentire perfetta.
Spero e auguro a tutti di trovare una persona come E. nella vostra vita e un’amicizia così pura e vera”.
(M. classe prima).

Gemma n° 2907

“L’atletica è la mia passione da 6 anni, ma in realtà ho iniziato quasi per caso. Nel 2020, a causa del Covid, hanno chiuso tutte le palestre e io allora facevo ginnastica artistica. Volevo comunque continuare a fare sport, ma molti non si potevano praticare perché erano al chiuso. Uno dei pochi che si poteva fare all’esterno era proprio l’atletica, così i miei genitori mi hanno proposto di provarla…e io ho accettato. Non pensavo che sarebbe diventata una parte importante della mia vita. All’inizio facevo tanta fatica e mi sembrava tutto difficile, però con il tempo ho capito che era normale. Nessuno migliora subito e, andando avanti, avevo capito che sarei cresciuta. E infatti è stato così: non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Inoltre in questi anni si è creato un gruppo di amiche davvero speciali. Siamo molto legate: condividiamo allenamenti, risate, gare, momenti difficili e soddisfazioni. Vado ad allenamento non solo per migliorare, ma anche per divertirmi e stare con loro. E’ il mio modo per sfogarmi, per liberare la testa e sentirmi bene. Spero di continuare ancora a lungo questo sport e di riuscire a organizzare al meglio studio e allenamenti. Spero anche che le mie amiche riescano a fare lo stesso, perchè se qualcuna dovesse lasciare si sentirebbe tantissimo la sua mancanza: il gruppo non sarebbe più lo stesso. Siamo molto unite, e proprio per questo l’atletica per me non è solo uno sport, ma un pezzo della mia vita che non voglio perdere” (G. classe prima).

Gemma n° 2900

“Quest’anno come ultima gemma ho deciso di portare una delle esperienze più belle che io abbia fatto in vita mia. Grazie al lavoro come assistente bagnanti, ho avuto la possibilità di mettermi alla prova, di conoscere persone meravigliose che tutt’ora fanno parte della mia vita. Abbiamo riso tanto e condiviso questa esperienza non facile tutti insieme, supportandoci a vicenda. Mi sono affacciata anche al contatto umano e all’empatia verso i bambini anche se terribili, seppur di passaggio, in vacanza con i propri genitori, hanno reso le giornate migliori con i loro sorrisi. È stato tutto inaspettato e bellissimo e lo farei altre mille volte; grazie a queste persone che hanno reso questo lavoro speciale, anche quando volevo mollare tutto” (A. classe quinta).

Gemma n° 2898

“Onestamente, fino a poco tempo fa, non avevo la più pallida idea di che cosa portare come gemma. Avevo la testa piena di idee, ma allo stesso tempo vuota. Non riuscivo a decidermi, come mio solito. Poi, ieri sera, mi sono seduta sul letto, con la musica nelle cuffiette, e mi sono messa a pensare, pensare davvero. Che cosa, nella mia vita, potrei chiamare davvero una vera e propria gemma? Che cosa c’è di così tanto prezioso che mi porterebbe con sicurezza a definirla tale? Trovando più risposte a queste domande che mi ponevo, ho notato che una continuava a venirmi in mente più e più volte. Il gruppo delle mie migliori amiche. Questo gruppo è formato da me, A., K., M. ed M. Ho conosciuto M. ed M. alla fine del 2020, mentre A. e K. circa tre anni fa. Ci siamo conosciute tutte tramite la nostra passione, la danza. Per quanto all’inizio fossero solo delle mie compagne a cui stavo antipatica, e per quanto la cosa fosse reciproca, con il passare del tempo, degli allenamenti condivisi, delle esibizioni e dei dietro le quinte pieni di tensione, ci siamo avvicinate sempre di più. Il 2024 non è stato un anno semplice per me, per molti motivi, ma nel periodo in cui il mio umore ha toccato il fondo, sono arrivate loro a rialzarmi. Ci siamo avvicinate all’improvviso, come se il destino avesse voluto mettere lungo il mio cammino delle persone che sarebbero riuscite a farmi sentire meno sbagliata e farmi capire che mi meritavo qualcuno che mi volesse bene davvero. E’ stato molto ironico il modo in cui siamo diventate ufficialmente più che compagne di danza: M., in spogliatoio, stava parlando della sua festa di compleanno che sarebbe avvenuta di lì a poco, e io scherzosamente avevo detto che sarei venuta lì per darle fastidio anche quel giorno. Loro non pensavano che mi sarei davvero presentata, ma è stato così. Mi ricordo perfettamente quella serata, e non penso che me la scorderò mai. Da quel giorno abbiamo iniziato a vederci molto più spesso. Mi hanno accolto nel loro gruppo nonostante loro fossero amiche d’infanzia, senza farmi sentire di troppo nemmeno per un secondo. Sono quel tipo di migliori amiche che avevo sempre sognato: quelle amiche che ti fanno ridere fino al mal di pancia, ma che di lì a poco possono passare a ragionare insieme sulle cose più profonde in assoluto, nonostante la maggior parte delle volte K. ci mette un po’ di minuti a capire di cosa si sta parlando. Sono quelle amiche con cui urli a squarciagola le vostre canzoni preferite in macchina in una sera d’estate, sono quelle con cui esci quando sembra tutto troppo pesante e hai voglia solo di divertirti. A volte mi fermo a guardarle e sorrido tra me e me, pensando a quanto sia bizzarro il modo in cui la vita rimescola le carte. Chi l’avrebbe mai detto che quelle ragazze che guardavo con diffidenza dall’altra parte dello specchio in palestra sarebbero diventate le persone che tutti i giorni mi ricordano che cosa significa la parola amicizia? Il 2024 mi ha tolto molto, ma mi ha regalato la consapevolezza di non essere sola. Ricordo i pomeriggi in cui la stanchezza mentale sembrava prendere il sopravvento su tutto, eppure bastava un loro messaggio o una serata passata a ridere per le battute orribili di ognuna di loro (perché le mie ovviamente sono sempre bellissime) per farmi respirare di nuovo. È questa la loro magia: hanno la capacità di sgonfiare i miei problemi con una naturalezza disarmante, trasformando i miei ‘non ce la faccio’ in ‘ce la facciamo insieme’. Spesso si pensa che una gemma debba essere qualcosa di statico, un oggetto prezioso chiuso in un cassetto o incastonato in un anello. Ma la mia gemma è viva, rumorosa, a volte troppo. È fatta di cinque cuori che battono allo stesso ritmo, anche quando la musica si ferma. È la sicurezza di sapere che, nonostante i miei difetti e i miei momenti di fragilità, c’è un posto in cui non mi sentirò mai quella fuori posto, ma un pezzo di un puzzle bellissimo. Porto questo gruppo come mia gemma non solo per celebrare il bene che (a volte) ci vogliamo, ma perché loro rappresentano una delle mie più grandi vittorie: quella di aver scoperto che, a volte, i tesori più preziosi si nascondono proprio dietro le persone che pensavi fossero più lontane da te, avendo trovato il coraggio di aprirmi, di presentarmi a quella festa anche se non ero invitata ufficialmente. Oggi so che non importa quanto sarà duro il prossimo allenamento o quanto sarà ripida la strada nel mio futuro: finché avrò A., K., M. ed M. al mio fianco, non avrò più paura dei miei momenti di buio, perché so che avrò vicino a me le mie sorelle anche se non di sangue, e che nonostante tutto troveranno sempre un modo per riportare ogni volta la luce.
P.S: Ciao ragazze, so che state leggendo questo, e so che avevo detto a M. ed M. che non avrei parlato di voi, ma quando mai vi dico qualcosa di carino in faccia? Vi voglio bene anche se non ve lo dico mai, grazie di tutto<3
(A. classe prima)

Gemma n° 2895

“Quest’anno ho scelto di portare come gemma questo braccialetto che mi ha regalato una mia amica durante un concerto.
Questo braccialetto per me rappresenta soprattutto la forte amicizia che ho con lei, ma anche il legame profondo che ho creato quella sera con un’altra ragazza, con cui ho instaurato un rapporto importante e a cui sono stata vicina durante un periodo difficile.
Quella serata è stata speciale sotto ogni punto di vista. Prima del concerto aveva piovuto tantissimo e si pensava addirittura che lo annullassero. Eravamo rimaste sotto la pioggia per molto tempo, completamente bagnate e stanche. Quando però è iniziato il concerto, tutto il resto è passato in secondo piano.
Durante il concerto ero completamente presa dal momento e mi sono goduta ogni istante fino alla fine. È stata un’esperienza indimenticabile, non solo per la musica, ma soprattutto per le persone con cui l’ho condivisa e per quello che ha rappresentato per tutte noi. In qualche modo mi ha fatto stare meglio e mi ha aiutata a capire quanto per me sia importante l’amicizia.
Questo braccialetto mi ricorda che per me l’amicizia viene prima di tutto, e quando ce l’hai non senti il bisogno di altro”.
(G. classe quinta).

Gemma n° 2893

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“Come gemma di quest’anno ho deciso di non portare un oggetto, come gli anni precedenti, ma una persona fondamentale nella mia vita: la mia migliore amica G.
Ci siamo conosciute in prima media e ricordo che c’è stata subito affinità tra di noi. Abbiamo iniziato fin da subito a condividere tutto: esperienze belle e brutte, momenti felici e difficili che ricorderemo per sempre.
G. è una persona sensibile e premurosa, un’amica unica che c’è sempre stata nei momenti di bisogno. Mi è stata vicino anche nei periodi più brutti, a volte senza fare nulla di speciale, ma semplicemente ascoltandomi, ed è proprio questo che per me ha fatto la differenza.
Finite le medie eravamo preoccupate che le nostre strade si separassero. Non essendo più in classe insieme, il nostro rapporto è cambiato, ma non si è mai indebolito. Anche se le nostre vite hanno preso direzioni leggermente diverse, riusciamo comunque a vederci tutti i giorni e a condividere esperienze assieme.
In 6 anni di amicizia G. è diventata una delle persone più importanti della mia vita, è davvero speciale per me e sono felice di averla al mio fianco e di poter condividere con lei ogni momento, sapendo che ci saremo sempre l’una per l’altra”.
(A. classe terza).

Gemma n° 2891

“La gemma che ho scelto di portare oggi è la mia vacanza studio di quindici giorni a Eastbourne, nel sud dell’Inghilterra. Sono partita senza grandi aspettative, pensando soprattutto di migliorare l’inglese, ma alla fine è stata un’esperienza molto più importante di quanto immaginassi.
Ho conosciuto persone da tutto il mondo e ho stretto legami davvero forti, soprattutto con alcune ragazze di Barcellona, con cui ancora oggi sono in contatto. Ci siamo legate tantissimo anche grazie alle piccole cose, come il fatto che il cibo della mensa fosse terribile e finissimo sempre da Tesco a comprare noodles, trasformando anche quei momenti in ricordi divertenti.
Non è stata solo un’esperienza di studio, ma anche di grande divertimento: tra risate, piccoli casini, serate passate insieme e momenti super caotici come quando abbiamo visto tutti insieme la partita Paris Saint-Germain contro Real Madrid, è stato tutto molto intenso. Anche le lezioni erano leggere e piacevoli, nonostante a volte fossimo stanchissimi per le nottate passate a chiacchierare.
È un’esperienza che mi ha fatto crescere tanto, mi ha aiutata a mettermi in gioco e a creare legami veri in pochissimo tempo. Sono davvero grata ai miei genitori per avermi dato la possibilità di viverla, perché è qualcosa che porterò sempre con me”.
(C. classe terza).

Gemma n° 2890

“Quest’anno come gemma ho scelto di portare il mio migliore amico M.
lo e lui ci conosciamo dai tempi dell’asilo: è stato il mio primo vero amico e, da quel momento, siamo sempre stati inseparabili.
Crescendo insieme abbiamo condiviso tantissimi momenti: alcuni dei più belli, e anche tra i più recenti, sono stati il concerto di Tate McRae e quello di RAYE, cantare insieme le nostre canzoni preferite, senza preoccuparci di essere stonati come due campane e ridere fino ad avere il mal di pancia e le lacrime agli occhi resterà sempre uno dei ricordi più preziosi.
Con M. ho imparato cosa vuol dire avere un amico vero, qualcuno su cui puoi sempre contare, indipendentemente da tutto.
M. è una persona molto importante per me: è simpatico, sincero ma soprattutto leale.
Lui mi ascolta davvero perché tiene al mio bene.
Ci sono stati momenti in cui avevo bisogno di supporto e conforto, e lui è sempre stato lì, senza esitazioni, dimostrandomi quanto sia importante avere qualcuno di  fidato accanto.
Per esempio quando lo scorso anno sono stata ricoverata in ospedale, avevo paura e lui era presente.
La sua vicinanza è stata fondamentale per me perché mi distraeva dai miei pensieri.
Ho ricevuto tanti messaggi da persone con cui nemmeno parlavo che mi chiedevano che cosa avessi o come stessi. Ero stanca di rispondere, perché sapevo che a loro non interessava davvero come stavo: erano solo curiose. Ed è proprio in momenti come questi che si riconoscono i veri amici.
È grazie a lui che so cosa significa crescere insieme, condividere sogni e sfide, ridere fino alle lacrime e sentirsi capiti senza bisogno di spiegazioni.
C’è però una cosa che mi fa rimanere male: non si ricorda il mio compleanno. È successo anche l’anno scorso, quando, arrivato alla fermata, si è avvicinato a me e alle nostre amiche. Eravamo in silenzio e lui ha detto: «Devo notare qualcosa? Hai fatto qualcosa di nuovo ai capelli?». Alla fine sono stata io a ricordargli che era il mio compleanno, ma ormai so che è fatto così.
Ormai sono 14 anni che ci conosciamo e posso dire che la nostra amicizia è senza filtri e sono così grata per questo perché a lui posso raccontare tutto e parlare di qualsiasi cosa, senza paura di essere giudicata.
E come disse Herman Melville: «Un vero amico è più vicino di un fratello.»”
(A. classe terza).

Gemma n° 2887

“Quest’anno come mia ultima, ma sicuramente non meno importante, gemma ho scelto di portare le mie due amiche più care.
Sicuramente non avrei potuto chiedere delle amiche migliori.
Nei momenti in cui mi sento giù loro in qualche modo sono sempre presenti, ad esempio con una parola di conforto o semplicemente un sorriso.
Qualche giorno fa ho cambiato scuola e quando sono arrivata alla fermata dell’autobus alle 7 del mattino avevo molta paura, ma subito dopo quel timore è svanito quando ho visto le mie amiche aspettarmi per accompagnarmi fino a scuola.
Questo loro gesto mi fa capire quanto io sia fortunata ad avere delle persone cosí belle al mio fianco e ne saró sempre molto grata” (A. classe seconda).