Gemma n° 2886

Immagine creata con Gemini®

“Come gemma ho voluto portare una delle persone più importanti della mia vita: E.
L’ho scelta perché per me rappresenta l’amicizia vera, quella che nasce quasi per caso ma che poi diventa indispensabile, una di quelle che ti cambiano la vita senza chiedere permesso. Io ed E. abbiamo iniziato a conoscerci meglio nell’estate della prima superiore. All’inizio eravamo semplicemente due compagne di classe, nulla di più. Poi, giorno dopo giorno, tra una chiacchierata, una risata e del tempo passato insieme, quel rapporto semplice si è trasformato in qualcosa di enorme. Senza nemmeno accorgercene è nata un’amicizia profonda, sincera, che col tempo è diventata una delle parti più importanti della mia vita. Da quel primo “conosci anche tu gente di Pagnacco?” è iniziato tutto, e da lì non ci siamo più fermate. Con E. ho capito davvero cosa significa non sentirsi mai soli. È una di quelle persone di cui non riesci a fare a meno, perché sai che c’è sempre. Siamo una spalla l’una per l’altra in ogni momento: in quelli felici, quando ridiamo fino alle lacrime e ci divertiamo come matte, ma soprattutto in quelli difficili, quando basta la sua presenza per stare un po’ meglio. Condividiamo tutto, senza maschere, sapendo di poterci fidare completamente. E. è una persona che sa esserci davvero. Mi sostiene, mi incoraggia, è fiera di me anche quando io faccio fatica ad esserlo. Mi calma quando sto male, mi ascolta per ore senza stancarsi, mi capisce anche solo da uno sguardo. È quella che mi ha asciugato le lacrime, che è rimasta nonostante il mio carattere difficile, che non se n’è mai andata nei momenti complicati. È quella che mi abbraccia quando sa che ne ho bisogno, anche senza che io dica nulla. Grazie a lei sono cresciuta, ho imparato a conoscermi meglio e a credere di più in me stessa. La sua presenza è un regalo enorme: è solare, altruista, premurosa…speciale e unica. Una di quelle persone rare che illuminano la vita di chi hanno accanto. Non servono mille amici, ma una che ne vale un milione, e lei per me è esattamente questo”.
(G. classe quinta).

Gemma n° 2879

“La mia gemma è una spilla che mi ha regalato una mia vecchia amica. Ci siamo conosciute in seconda media, quando arrivò da un’altra scuola: era timida ma molto gentile. Ci hanno messe di banco vicine e, parlando, abbiamo scoperto di avere tante cose in comune. Col passare del tempo siamo diventate migliori amiche e per Natale mi regalò questa spilla, che ancora oggi conservo e indosso durante le feste. Purtroppo l’anno scorso si è trasferita in un’altra città e, a causa di questo, abbiamo perso i contatti, ma resta per me un bel ricordo della nostra amicizia” (G. classe terza).

Gemma n° 2876

Immagine creata con Gemini®

“Questa volta, come gemma, ho deciso di portare qualcosa di diverso: non più una singola e precisa cosa o persona, bensì un insieme di persone. Quest’anno è un anno speciale ma allo stesso tempo doloroso, perché sarà il mio ultimo anno qui. Questo mi provoca una sensazione di curiosità, ma anche di nostalgia.
Questa gemma non vuole essere melodrammatica né ricordare la sofferenza che inevitabilmente la distanza mi provocherà; al contrario, vuole celebrare con felicità tutte le persone che per me ci sono sempre state in modo incondizionato. Queste persone mi hanno insegnato ad apprezzare la vita e mi hanno regalato momenti indimenticabili.
Ho scelto di non dedicare questa gemma a una persona specifica proprio perché ogni mia amica è stata indispensabile per me.
C., a cui avevo dedicato la gemma l’anno precedente, mi ha insegnato il significato dell’amore incondizionato e fraterno, pur non essendo sangue del mio sangue. C. è sempre stata quella bambina calma e serena che, fin dal primo giorno, mi ha trasmesso fiducia e lealtà. Ricordo che la prima volta che la vidi le chiesi di mettermi un cerotto sulla schiena, per coprire la mia più grande insicurezza da bambina, affinché gli altri bambini non potessero vederla e giudicarla. Da quel giorno diventammo inseparabili, due pezzi di puzzle che si completano, proprio come il braccialetto che portiamo al polso.
M., invece, era quella bambina che da piccola faticavo a tollerare a causa dei nostri caratteri forti e spesso in contrasto. Con il tempo abbiamo imparato ad accettare questa nostra diversità e a costruire un legame solido e indistruttibile.
S. è stata la mia compagna di avventure e di divertimento sfrenato. È sempre stata l’amica più simile a me, e con lei ho imparato a fregarmene di tutto e di tutti, come se insieme il resto del mondo scomparisse.
E. e V. sono le mie amiche d’avventura: con loro ho scalato montagne senza conoscere la strada, ho dormito nel Tagliamento nel bel mezzo di una tempesta perché il telefono non prendeva, ho organizzato scherzi indimenticabili e sono scappata da inseguimenti di animali.
L. è la persona a cui mi sono legata di più negli ultimi anni. Nonostante all’inizio non mi avesse fatto una buona impressione, ho scoperto quanto la sua presenza quotidiana fosse capace di rendermi felice e viva, tanto da provare una sensazione di vuoto nei giorni della sua assenza. Anche se la conosco solo da due anni, mi sembra di conoscerla da una vita intera, e questo mi fa capire quanto tenga a questo nostro legame.
S. è il mio compagno di vita e il mio amico di viaggi: con lui ho lasciato libero il mio lato più selvaggio e istintivo, permettendomi di fare le pazzie tipicamente associate al mondo maschile.
Anche L., con il suo umorismo, mi ha fatto vivere momenti unici e irripetibili, riuscendo ad allontanarmi dai momenti no e dai pensieri negativi.
Tutte queste persone, e molte altre, nel loro piccolo mi hanno trasformata e mi hanno resa la persona solare e socievole che sono oggi. Hanno accettato e abbracciato i miei difetti, talvolta con difficoltà, diventando parti fondamentali del mio cuore e della mia vita”.
(S. classe quinta).

Gemma n° 2874

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma la mia migliore amica G. Ci siamo conosciute tre anni fa, quando io cominciavo le superiori e lei era in seconda, grazie ad una persona che ringrazio ancora profondamente per averci fatto incontrare. Il legame fra me e lei è speciale. Fin dal primo giorno, ci siamo sentite a nostro agio assieme e ci siamo rese conto di avere molte cose in comune. Una delle passioni più grandi che condividiamo è la musica; ogni giorno la ascoltiamo in corriera, quando siamo assieme ci sono sempre le canzoni di sottofondo e poi ci siamo noi due, che cantiamo facendo il nostro piccolo concerto, ricordando quello della scorsa estate.
All’inizio dello scorso luglio, siamo andate insieme al concerto di Irama, il nostro cantante preferito. Era il primo concerto per entrambe e non lo dimenticheremo mai, sia per il contesto che per le persone che abbiamo conosciuto.
G. sa tutto di me, sia le cose belle che quelle brutte e io so tutto di lei. Quando mi vede la mattina, se è successo qualcosa o se sono triste perchè la giornata è cominciata male, lei lo capisce subito. Un secondo dopo essere scese dalla corriera, mi chiede cosa c’è che non va e lo stesso faccio io con lei.
Le voglio un mondo di bene e, nonostante fra pochi giorni diventi maggiorenne, per me resterà sempre la mia piccola G.”
(F. classe terza).

Gemma n° 2871

“La mia gemma di quest’anno è l’estate 2025. Per me è stata un’estate piena di esperienze, emozioni e persone.
Esperienze come il viaggio a Roma per il Giubileo; le lunghe camminate, il caldo torrido, i pranzi e le cene per strada, le serate insieme a ridere e a parlare fino a tarda notte ignorando la fatica che ci avrebbe aspettato il giorno dopo, i discorsi profondi, i “ma quanto manca” a ogni passo, i saluti e i sorrisi tra noi e le persone degli altri paesi, tutti insieme, tutti uguali. Essere una pellegrina, vivere di cose semplici e condividere riempie il cuore di cose vere; infatti tutto ciò mi ha permesso di crescere, creare ricordi indelebili e ampliare i miei orizzonti.

Poi, le giornate a Lignano da sola con le mie amiche e il viaggio a Paestum con la scuola grazie al quale ho potuto visitare luoghi antichi meravigliosi e fare nuove amicizie.
Emozioni perché ho sentito di aver vissuto quest’estate al massimo, di essermi goduta ogni attimo senza pensarci troppo. Ho provato amore, affetto, delusione, tristezza, rabbia, felicità, spensieratezza; è vero che non sono tutte positive, ma anche quelle negative fanno parte della vita e vanno affrontate.
Sicuramente non ce l’avrei fatta senza la parte più importante della mia estate, ovvero le persone, o meglio gli amici, quelli vecchi e quelli nuovi, che mi hanno circondato. Non essendo molto brava con le parole, ho scelto una canzone di Gio Evan per descrivere cosa rappresentano loro per me. Il testo dice:

“Nonna le chiamava “persone medicina”
Diceva che ci sono persone che quando le guardi guarisci
Che appena le senti calmano i battiti
Aggiustano i polsi
Ti aprono le persiane del cuore e fanno entrare la luce vera
Quella del sole
Persone che con un abbraccio ti fermano la tachicardia di dentro
Quella che per notti e anni
Hai collezionato a colpi di ansie
Che nemmeno ti appartenevano
Nonna diceva che esistono persone che hanno le tisane dentro gli occhi
Camomilla nello sguardo
Che tu le vedi e ti si tranquillizza il respiro, i pensieri
E dopo averle incontrate anche i sogni diventano più puliti
Dopo averle incontrate pure i sogni sognano meglio
Diceva che esistono persone che non si spaventano dei tuoi dolori
Che non hanno paura di abbracciarti i traumi
Che sanno dove metterti dentro le parole giuste
Persone che hanno imparato a frequentare così bene il sole
Che sanno addirittura accompagnarti fino al tuo tramonto
Nonna le chiamava “persone medicina”
Diceva che ci sono persone che quando le guardi guarisci
A detta sua le uniche persone da frequentare
A detta sua le uniche persone da diventare”.
Coloro a cui sto pensando sono proprio quelle persone che la vita ti fa incontrare al momento giusto, in modo inaspettato, come sapesse, senza che tu lo esprima, che ne hai proprio bisogno”.
(A. classe quarta).

Gemma n° 2866

Et gaudium vestrum,
nemo tollet a vobis

(E la vostra felicità,
nessuno ve la toglierà)
Gv 16;22

Questa frase tratta dal Vangelo di San Giovanni mi ha dato l’ispirazione per l’ultima gemma. Infatti ho deciso di seguire il fil rouge della felicità, o meglio dire delle persone che in questi ultimi 5 anni mi hanno portato felicità.
Sono stati anni lunghi, con alti e bassi, ma che guardando indietro mi lasciano una grandissima quantità di ricordi. Posso dire di aver costruito molte relazioni, che per me sono estremamente importanti, azzarderei dire quasi essenziali.
Dai miei gruppi a scuola, ai miei compagni d’avventure campanarie, ai miei “pastori” ed alla mia più grande amica, persone veramente preziose che porterò sempre nel cuore” (D. classe quinta).

Gemma n° 2863

“Ci sono persone che arrivano nella nostra vita senza fare troppo rumore e con il passare del tempo diventano fondamentali, A. per me è una di quelle. Mi entusiasma sempre ripensare a quanto velocemente abbiamo legato, in modo semplice e spontaneo, quando entrambe ne avevamo più bisogno, infatti mi piace pensare alla nostra amicizia come un raggio di sole arrivato al momento giusto. Con lei riesco a essere completamente me stessa e posso parlare di tutto, senza la paura di essere giudicata o criticata. Per quanto ami ridere non potrei mai stare con qualcuno che non mi faccia morire dalle risate, per questo lei è una parte fondamentale della mia vita. È la prima persona che chiamo quando mi succede qualcosa, bella o brutta, ma anche quella che mi fa ragionare e ha il coraggio di dirmi la verità quando ne ho più bisogno. È una presenza costante nella mia vita, infatti mi spaventa l’idea di non averla accanto fisicamente quando finiremo il liceo e prenderemo strade diverse, ma so che qualsiasi cosa accada il nostro legame non potrà sciogliersi, e questo penso riassuma quanto A. sia importante per me” (G. classe quarta).

Gemma n° 2858

“Care I. e C., voi che siete le mie due anime gemelle: questa gemma la dedico a voi, che vi meritate tutto l’universo intero. Siete le mie due migliori amiche in assoluto, due migliori amiche che mi sopportano già da anni e che hanno sempre trovato un modo per comunicare con me. Abbiamo costruito ormai tanti ricordi insieme: la scuola media, il centro estivo, la vacanza del giugno 2025, i gossip in corriera ci hanno rese inseparabili, un trio. Non mi immagino nemmeno come sia riuscita a legare con voi così tanto, anche perché mi conoscete, inizialmente ero piuttosto introversa e timida quando sono arrivata qua, ma voi mi avete dimostrato che con piccoli passetti si può arrivare ai grandi traguardi insieme, mi avete dimostrato cosa significhi un’amicizia forte e quanta fatica richiede. Prima di voi sono stata in altri trii, ma non riuscivo mai a sentirmi inclusa veramente; con voi è stato diverso, legami e sentimenti diversi. Se qualcuno mi chiedesse chi siete voi per me, risponderei semplicemente che siete le mie migliori amiche da tantissimo tempo, ma se me lo chiedessero in un momento di debolezza, risponderei che siete due persone di cui non posso fare a meno. Persone che sono sempre riuscite a starmi vicino, a colmare il vuoto interiore e a placare la solitudine durante le discussioni o i disaccordi. Persone con cui io posso sempre affidarmi e aprirmi in qualsiasi momento, senza magari essere giudicata. Viviamo praticamente le nostre vite tutte e tre insieme, condividendo momenti, persone, esperienze, ricordi, nostalgie, che siano da ricordare o da dimenticare. Provo un’immensa gratitudine verso di voi, anche solo per la vostra presenza nella mia vita, per avermela migliorata. Spero solo di portare la nostra amicizia avanti per sempre e migliorare sempre di più, in modo che tutte e tre possiamo stare unite e in compagnia l’un dell’altra.
Voglio dedicare queste parole anche a un’altra mia amica, R, che mi salva ogni giorno e mi sta accanto in ogni momento. È da tanto tempo che ci legano la passione (come per la musica e la chitarra ad esempio), il sostegno e la capacità di comprenderci reciprocamente quando ne abbiamo bisogno. So che non mi giudicherà mai e non mi lascerà mai in un momento di difficoltà, ma dedicherà tutta sé stessa per aiutarmi. E questo tipo di amiche è da tenere molto stretto a sé: sono molto difficili da trovare le amiche vere”.
(V. classe seconda).

Gemma n° 2851

“Le prime tre persone di cui vorrei parlare in questa mia terza gemma si chiamano S. V. e G.
Con S. e V. ero in classe insieme l’anno scorso, ma non subito siamo diventati amici tutti e tre. Con V., la conoscenza è stata nettamente più veloce, dato che al secondo giorno di scuola lei mi si avvicina e da subito andiamo d’accordo. Con S. invece non so quando precisamente siamo diventati amici stretti, ma nonostante ciò, la considero lo stesso una delle persone a cui voglio più bene. Con G. è stato tutto molto casuale, e ci siamo conosciuti al Bearzi due anni fa, perché abbiamo fatto gli animatori insieme. Io e G. abbiamo stretto molto di più questa estate, dato che ho passato quasi tutti i giorni a casa sua. Devo dire che questo è stato un periodo magnifico, abbiamo condiviso intere giornate insieme passando dal parlare di cose fondamentalmente stupide alle cose più importanti. Loro tre sono le persone che mi conoscono meglio, a cui devo moltissimo, dato che quando sto con loro, il tempo vola e mi distraggo da tutti i problemi della mia vita, pensando solamente a divertirmi.

Il 4 Dicembre 2025 mio padre ci dà l’orrenda notizia del suo tumore al polmone, e da quel giorno ho capito che dovevamo combattere tutti insieme una guerra molto difficile e lunga. Per i successivi 2 giorni l’illusione di un leggero miglioramento in mio padre mi stava risollevando le giornate, dato che prima passava le intere giornate vicino all’ossigeno, che è ‘’ritornato’’ nelle nostre vite dopo che la nonna è andata via. Ma la mattina del 7 Dicembre, precisamente alle 6:30, mi sono svegliato a un ‘bip’ continuo e una voce femminile che conversava con mamma. Sul momento non ho capito cosa stesse succedendo, dato che mi ero svegliato bruscamente, ma nel momento in cui sono sceso in salotto ho capito tutto: mio padre stava tornando in ospedale. Quel giorno sono iniziati i 10 giorni peggiori che mai vivrò nella mia intera vita. La situazione era degenerata, mio padre aveva il liquido nel polmone, e prima di iniziare la chemioterapia questo liquido doveva essere tirato via. Per tutta la giornata ho combattuto la mia “paura” per gli ospedali e per i macchinari dell’ospedale, e quel pomeriggio, con una forza di volontà che non saprò mai da dove mi è venuta, sono andato a visitarlo. Nel momento in cui sono entrato nella stanza, l’intero mondo mi è crollato sulle spalle, mi sono seduto accanto a lui e mi ha detto una frase che mi porterò dietro per tutta la vita “vedervi crescere è stato il film più bello che io abbia mai visto, e voglio continuare a vedervi crescere, io non mollo”. Questa frase detta da mio padre con una voce flebile e affannata che non sembrava la sua, una voce sempre molto alta di volume e profonda. Per i dieci giorni successivi, andare in ospedale il pomeriggio per fargli compagnia, era parte della mia routine giornaliera. Mercoledì 17 è un giorno che sicuramente non potrò mai dimenticare. Torno a casa, pronto a raccontare la mia giornata a mamma, ma a casa c’era solo l’acqua sui fornelli ma nessuno in casa. Dopo una decina di minuti mamma torna, poi tornano i miei fratelli e mamma ci dà l’orrenda notizia: mio padre non ce l’ha fatta, un’insufficienza respiratoria lo ha portato via da noi. Quel giorno ho perso tutto, mi sentivo povero, senza un arto, senza un appoggio sul quale potessi contare, un appoggio, che quando ero più piccolo, era l’unica persona che poteva consolarmi. Da quel giorno ho imparato tanto, ho imparato che amare è lasciare andare, ma ho imparato moltissimo anche su chi mi circonda: c’è chi parla con frasi fatte, e chi se dice qualcosa lo intende veramente. Ho ricevuto tanti messaggi dicendo “se vuoi parlare ci sono” ma in realtà sono poche le persone che attualmente vogliono sapere come sto, anche meno chi mi propone di uscire. Ho imparato che la virtù più importante tra tutte è l’intelligenza, che va contro l’ignavia, che sia nella vita quotidiana oppure come spessissimo accade nella politica, di non avere un pensiero politico, perché “la politica non è per me”.
Ho mille  domande a cui mai avrò risposta da fare a F. e a Buba, ci conoscevamo  da troppo poco e chissà quante avventure ci avrebbero aspettato, come quando in Senegal ti ho rotto gli occhiali da sole solamente perché mi stavo dimenando troppo perché stavamo ridendo insieme. Ma ora chi mi darà nozioni di pura sapienza? chi abbraccerò quando sarò triste e voglio solo essere consolato? chi suonerà quel pianoforte che hai tanto desiderato? Chi suonerà ‘’Spain’’ di Chick Corea a ripetizione? e chi mi racconterà storie della sua gioventù, dei suoi viaggi per il mondo e delle sue esperienze passate? chi verrà a vedere ogni mia partita? con chi farò le parole crociate? nessuno prenderà mai il tuo posto, un vuoto nel petto che non verrà mai ricolmato. Al suo funerale era presente tantissima gente, tra colleghi, amici miei e dei miei fratelli, tutta gente che mi ha fatto capire una cosa: che l’obiettivo di mio padre è stato compiuto. Lui ci ha fatto venire qui nella speranza di crearci una nuova vita e più opportunità, e quel giorno ho capito che siamo riusciti a crearci una nuova vita, ci siamo fatti nuovi amici, e a lui stava svanendo lo stress che il lavoro gli portava, dato che qua aveva dei colleghi che gli volevano del bene puro.
Forse può sembrare una frase  da megalomane, ma so che da quel giorno nessuno potrà mai farmi del male, perché vedere un genitore freddo, asettico, e privo di qualsiasi emozione, è un dolore che nessuno potrà mai farmi provare.
Poco prima che andasse via ho preso una felpa con una frase della canzone Il filmografo di Kid Yugi che dice “perché l’amore è come andare in tandem, uno guarda già al futuro e l’altro gli guarda le spalle”: questa canzone tratta l’amore principalmente di una relazione, ma io quando sento quella canzone sull’amore penso che l’amore a cui mi riferisco è proprio quello per mio padre. Molte frasi posso ricollegarle soprattutto al nostro ultimo incontro”.
(D. classe terza).

Gemma n° 2848

“Questo bracciale l’ho preso durante il viaggio di istruzione a Bruxelles. A esso sono collegati molti ricordi e molte nuove amicizie” (S. classe seconda).

Gemma n° 2845

“Come gemma ho deciso di portare il gruppo degli animatori e il gruppo degli sbandieratori di cui faccio parte ormai da 4 anni. Questi due gruppi, per me, sono tra i più importanti e i ragazzi che ne fanno parte sono quelli con cui passo più tempo: infatti mi alleno due volte a settimana con gli sbandieratori e ogni sabato faccio un’ora di catechismo ai bambini di prima e seconda elementare, poi a seguire due ore di oratorio. Può sembrare una cosa molto pesante ma in realtà lo faccio molto volentieri, anzi mi sentirei vuota senza questi impegni.
Gli animatori del gruppo sono le persone migliori che conosca, sempre disponibili per tutto e tutti. Grazie al centro estivo e all’oratorio, ho conosciuto un sacco di animatori super simpatici, da cui sono nate tante amicizie e molto altro. I bambini mi fanno stare bene e soprattutto senza pensieri, sono così spontanei e felici, così tanto che, con il loro sorriso, riescono a strapparne uno anche a me. Il gruppo degli sbandieratori è un gruppo tanto grande (che comprende anche persone del gruppo animatori) quanto bello e accogliente. Abbiamo un legame molto forte, soprattutto tra i più “piccoli”. Con loro ogni uscita, allenamento ed esibizione diventa un bellissimo ricordo, poi condividere la stessa passione rende tutto migliore. Senza questi due gruppi non so come farei!” (G. classe seconda).

Gemma n° 2842

Immagine creata con Gemini®

“Come gemma ho voluto portare il mio gruppo di amici. Ci conosciamo da una vita: qualcuno c’è sempre stato, qualcun altro è arrivato dopo, ma comunque abbiamo sempre fatto tutto assieme. Con loro ho condiviso molti ricordi, molte risate e anche molte incazzature e, nonostante tutto, siamo sempre rimasti legati come fossimo una famiglia. Non so cosa ci riserverà il futuro: molti di loro hanno in programma di andare a studiare lontano, ma sono sicuro che il legame che abbiamo creato in questi anni non andrà perso e sono certo che, tra qualche anno, ci ritroveremo al bar di sempre, a parlare delle solite cose come se non fosse passato un solo giorno” (F. classe quarta).

Gemma n° 2840

“Quest’anno la scelta della gemma non è stata affatto semplice ma alla fine ho scelto di portare una foto, che mi hanno scattato i miei amici, dove siamo presenti io e i miei genitori. Era il giorno del mio compleanno nonché giorno in cui ho organizzato la mia festa. Certo i 17 anni mi spaventano un pochino, perché mi rendo conto che è il mio ultimo anno da minorenne e le responsabilità iniziano ad aumentare sempre più, però sono tranquilla perché sono sicura che riuscirò a godermi appieno questa estate vivendola ogni giorno al massimo.
Ho deciso di portare più precisamente la mia festa non perché fosse il giorno in cui tutti mi festeggiano, bensì perché quel giorno mi sono resa conto di quante persone illuminano la mia vita. Alla festa erano presenti tutti coloro a cui tengo di più.
Inizio parlando dei miei genitori nonché gli unici pilastri della mia vita. Senza loro io sarei completamente persa. È vero litighiamo spesso, io specialmente con mia madre perché abbiamo due caratteri molto diversi infatti sono la copia esatta di mio padre. Però nonostante i mille litigi loro sono e saranno sempre le persone che amo di più al mondo. Dopo loro voglio passare a M. ed A., le mie migliori amiche. Io e M. ci conosciamo dall’asilo e il nostro duo è diventato poi un trio alle medie conoscendo A. Con A. ormai sono già 6 anni di amicizia e lei è veramente la mia metà. È stata la mia salvezza perché mi ha fatto aprire gli occhi e uscire da un amicizia tossica mentre io sono stata la sua prima vera migliore amica perché lei non si fidava di nessuno causa il suo passato molto duro. Senza di lei io non esisto e ormai ci siamo promesse di passare tutta la vita assieme. Con M. invece avevo perso i rapporti per 1 anno circa ma sarò per sempre grata al 2025 che ci ha avvicinate più che mai facendoci ritornare inseparabili come un tempo. Loro due sono le anime più belle e rare che io possa aver mai trovato. Il 2025 mi ha aperto tante amicizie rafforzando ancora di più alcuni rapporti. Quell’anno però mi ha anche fatto riflettere sul concetto vero di amicizia facendomi maturare e compiere scelte dolorose ma necessarie per raggiungere la serenità. Adesso voglio passare alle mie compagne ad A, C, S, E, C, L. Averle avute con me al mio compleanno è stato il regalo più bello perché  loro ormai sono diventate il mio posto sicuro. Assieme affrontiamo le dure giornate scolastiche e senza di loro non riuscirei a liberarmi dall’ansia dei voti e dalla paura di fallire. Loro sono la mia forza e il bene che voglio a queste ragazze è veramente indescrivibile perché alla fine per me non sono solo delle compagne di classe bensì le sorelle che ho sempre desiderato di avere.
Al mio compleanno erano presenti anche altri amici che spero di portare con me anche nel 2026 e negli anni che verranno.
Infine c’è lui, M. il mio primo e unico amore.
Lo avevo già portato l’anno scorso come gemma quando eravamo solo migliori amici o almeno quando avevamo ancora troppa paura di esternare i nostri sentimenti.
La verità è che io e M. ci amiamo dal primo giorno che ci siamo conosciuti, solo che ci è voluto tempo prima di comprendere questo grande sentimento ma va bene così perché non rimpiango affatto i 2 anni di amicizia che hanno solo migliorato il rapporto di adesso. Lui è il primo ragazzo che io abbia mai avuto e con lui voglio passare il resto della mia vita perché senza lui il mio futuro non c’è.
Ecco con questa gemma voglio ringraziare tutte queste persone per avermi scelta al loro fianco. Sono eternamente grata al destino per aver messo nella mia strada queste persone ma che sia chiaro che con loro voglio passare il resto della mia vita.
Perché alla fine sono loro che compongono la mia famiglia”.
(A. classe terza).

Gemma n° 2838

“La mia gemma è il ricordo del primo viaggio a Parigi con una mia amica. È stato un momento speciale perché abbiamo vissuto la città con leggerezza, riso insieme e scoperto posti nuovi. C’era anche la neve, che ha reso tutto più magico e indimenticabile. Mi ha lasciato una bella sensazione di libertà e spensieratezza, per questo lo porto con me come un ricordo prezioso” (F. classe quinta).

Ho vinto un amico

“Come state?”. Le classi sanno che inizio tutte le lezioni con questa domanda e sanno anche che non è una domanda di circostanza: se ci sono delle cose che non vanno le affrontiamo, così come se c’è qualcosa da festeggiare. In molte classi succede che ci sia sempre qualcuno che poi domanda: “E lei, prof, come sta?”.
Così è successo anche oggi in tre classi e, ovviamente, è valso anche per me che quella non era una domanda di circostanza. Per cui ho risposto che sono stati giorni difficili perché ho salutato un caro amico, il compagno di banco del liceo, il compagno di appartamento per un pezzo dell’Università, il marito di un’amica carissima, il confidente di sofferenze e il destinatario di condivisioni gioiose. Ma ho anche detto: “Vi sembrerà strano quello che sto per dire, ma oggi sono felice”.
Ho raccontato che il tuo funerale, Chicco, è stato “bello”, ricco di speranza e d’amore. Ho detto che hai lasciato un messaggio incentrato sulle parole de Il piccolo principe “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Hai commentato queste parole scrivendo: “… sono giunto alla conclusione che per me “relazione” vuol dire lasciare un pezzetto di me nel cuore dell’altro e lasciare che l’altro lasci un pezzetto di sé nel mio. Ecco volevo lasciarvi con questo augurio: che sappiate sempre lasciare un pezzetto di voi in chi incontrerete e che, allo stesso modo, chi incontrerete sappia sempre lasciare un pezzetto di sé nel vostro cuore”.
Mi sono molto commosso. Tu non lo sapevi, ma il saluto finale che lascio alle quinte ogni anno è incentrato su alcune parole dello stesso libro di Antoine de Saint-Exupéry, quelle sull’addomesticarsi:
“”Che cosa vuol dire addomesticare?”.
“È una cosa molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”. “Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo… La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano! Io non mangio il pane e il grano per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticata. Il grano che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…”.
E quando l’ora della partenza fu vicina: “Ah!”, disse la volpe, “piangerò”.
“La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”.
“È vero”, disse la volpe.
“Ma piangerai!”, disse il piccolo principe.
“È certo”, disse la volpe.
“Ma allora che ci guadagni?”.
“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”.”
Carissimo Chicco, amico mio, ho guadagnato un colore del grano oro intenso che dà un tono caldo, accogliente, caloroso al ricordo che ho di te e ai pezzetti di te che custodisco nel cuore e che continuerò a far vivere nella mia vita in tutti i gesti di affetto.
Stavo per dire, stamattina, che ho perso un amico, ma la sensazione è quella opposta: ho vinto un amico, ho vinto tutte le esperienze fatte insieme, quel mio 2 e quel tuo 3 nel compito di disegno passato a confidarsi (e solo perché tu eri riuscito a mettere anche l’asse delle altezze, mentre io mi ero fermato alla linea dell’orizzonte), gli sguardi ricambiati, i silenzi parlanti, la fede condivisa, la passione per questa vita, quell’ultima interrogazione di inglese su tutto il programma con il bigliettino fronte retro su Ezra Pound in mezzo a un foglio A3, essere testimone del sì tra te e la Do, i tuoi abbracci sempre veri.
Quanto mi piacerebbe regalare queste sensazioni alle ragazze e ai ragazzi che incontro ogni giorno: lo sentite questo amore? la sentite questa amicizia? lo sentite come in amore, in ogni amore, 1+1 faccia 3 e che a un certo punto quel 3 possa tendere a infinito? lo percepite quanto sia meraviglioso, gratificante, creativo, ricco, vitale? lo sentite come vada oltre la morte? lo sentite quanto ne valga la pena?
“Eccola lì la risposta, sempre stata sotto i miei occhi, cosa si vede dunque bene solo con il cuore, l’essenziale? Risposta: i legami, le relazioni”.
Ho vinto un amico che ha vinto la vita.

Gemma n° 2837

“Anche quest’anno la scelta della gemma non è stata semplice, anzi non è stata nemmeno completata, oggi infatti parlerò di due persone molto importanti per me: la mia migliore amica e il mio fidanzato. Io e B. ci conosciamo da quando eravamo bambine, siamo cresciute insieme e siamo sempre state legate nonostante qualche disaccordo. Condividiamo tutto, dai vestiti ai segreti più profondi, ci fidiamo l’una dell’altra e sappiamo che non ci giudicheremo mai e poi mai. Quando siamo insieme non esiste nessun altro, ridiamo e scherziamo sempre, anche se la gente ci guarda male. Riusciamo a parlare di qualsiasi cosa e passiamo dal ridere per cose inutili al parlare e fare discorsi riguardanti argomenti molto più seri, come l’amore. Ci consigliamo e confidiamo tutto, lei sa tutto di me e io so tutto di lei. È stata proprio lei a sapere per prima di me e G. (il mio ragazzo), è stata lei a starmi vicina quando credevo di non avere possibilità ed è ancora lei a supportarmi in qualsiasi cosa. G. invece è un ragazzo che è entrato nella mia vita da circa un anno. L’ho conosciuto quasi per caso e abbiamo legato tantissimo. Gli voglio un sacco di bene anche se non sono sempre brava a dimostrargli i miei sentimenti. Mi ritengo molto fortunata ad averlo accanto perché è un ragazzo fantastico, pensa sempre al bene degli altri e cerca di essere disponibile per tutti. Abbiamo avuto fin da subito un legame sincero e ci siamo fidati l’uno dell’altro come se ci conoscessimo da una vita. Siamo due persone molto simili e allo stesso tempo molto diverse, ci piacciono le stesse cose e siamo molto timidi entrambi ma lui è ordinato e io no, lui è organizzato e io no, io sono orgogliosa e lui no. Mi fa sempre ridere e ogni volta che stiamo insieme mi sento bene, mi sento libera di essere me stessa perché so che non devo cambiare per piacergli ma gli piaccio così come sono. Nonostante io lo conosca da relativamente poco lo ritengo una persona importantissima per me, come lo è B. Per loro farei di tutto”.
(B. classe terza).

Gemma n° 2836

“All’inizio di quest’anno, ho trascorso una settimana in montagna, assieme a tutti gli altri animatori dell’Oratorio. In questa settimana, oltre che a divertirci e ad avere alcuni momenti seri di riflessione, abbiamo avuto l’occasione di formare un gruppo ancora più unito e di conoscere i nuovi animatori. Questo ci ha permesso non solo di creare un unico grande gruppo, ma anche di conoscere molto meglio ciascuno di noi, nonostante tra di noi ci fosse già un rapporto di amicizia” (M. classe seconda).

Gemma n° 2833

“Come ultima gemma ho deciso di portare la famiglia: il luogo dove la vita inizia e l’amore non finisce mai. Il mio papà è il mio eroe, la mia roccia, il mio sorriso. La mia mamma è la mia migliore amica, la mia forza e il mio punto di riferimento.
Infine, P. è il mio fratellone, il mio scudo e il mio bodyguard. C. è il mio fratellino, il mio umorismo e la mia protezione.
Mi hanno insegnato valori che si possono trasmettere con l’amore del nido familiare: il rispetto, l’educazione, affrontare i problemi con grinta e adrenalina. Di certo senza di loro non sarei la N. di oggi. Sono molto orgogliosa di loro e sono onorata di far parte di questa famiglia stupenda da 19 anni.
Però, è anche vero che la famiglia è dove c’è casa.

E questa è la mia seconda casa. Le vere amicizie sono quelle che si trasformano in famiglia e ci si sente sempre a casa con loro. D., B., M., A., M., B., F. e M. hanno contribuito a perfezionare la N. che sono oggi. Con loro ho imparato a lasciarmi andare, a mettere al primo posto la mia felicità e a pensare di meno al giudizio degli altri.
Con loro, ho finalmente capito che “vera amicizia” non è solo un concetto: non vuol dire condividere certe passioni, certi hobby… ma significa esserci sempre l’un per l’altra e unire le forze per raggiungere un obiettivo comune.
Tutti loro hanno messo un mattoncino per costruire la casa che ci ospita ogni volta che siamo assieme e un cerotto per aiutare quelle ferite piccole ma profonde degli anni  precedenti”.

Gemma n° 2829

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare la gita a Bruxelles che abbiamo fatto nel periodo natalizio. È stato tutto bellissimo, partendo dal viaggio in aereo, che è stato il primo per me, la città tutta decorata, le mie compagne di stanza, le nostre lamentele per la stanza decisamente piccola, se camminavamo un po’ troppo, per il cibo in hotel, la porta della camera troppo pesante e per le attese, insomma un po’ tutto, poi c’erano le nostre canzoni, le notti a dormire tutte insieme, il gioco dell’impostore, la serie dopo cena e infine l’allarme antincendio e “la donna con il coltello”. Ma soprattutto le continue risate anche per il nulla. Mi sono divertita moltissimo, non tanto per la gita in sé, ma stando con delle persone che mi fanno ridere, piangere e stare bene” (G. classe seconda).