Gemma n° 2073

“Quando rifletto su una parola che mi possa rappresentare penso alla creatività.
Io sin da piccola sono stata una ragazza che non sta mai ferma o con le mani in mano, che preferisce spendere il suo tempo ad esprimersi … come?
Ho diversi modi per farlo, ma i due che preferisco di più sono ballare e disegnare.
Ho iniziato a ballare danza classica e moderna a 3 anni e non ho mai smesso. Anche sotto la doccia o davanti allo specchio mi piace ascoltare musica senza badare a chi mi sta vicino.
Quando ballo posso definirmi me.
Quando ballo non m’interessa cosa possa accadere in quel momento, io continuerò ad essere me stessa. Di certo non ho paura di sbagliare, perché anche se sbagliassi saprei che quell’errore farebbe parte di me.
Ora mi ritrovo in una situazione in cui non posso utilizzare le punte, ma nonostante questo la mia passione per la danza non è svanita.
Ballare trasmette pensieri e idee senza parole. La creatività di questa disciplina sta nel credere in tutti questi pensieri e idee attraverso il cuore e l’anima.
Questo, di sicuro, è valido per qualsiasi passione che ognuno ha.

Anche il disegno è una passione che porto con me da bambina e non mi sono mai stancata a prendere la penna per sprigionare le mie emozioni. Un aspetto che mi piace di questa attività  è di poter prendere qualsiasi cosa astratta e renderla concreta.
Ogni volta che finisco un disegno sono soddisfatta e felice, perché nella fase d’opera mi diverto a scoprire nuove tecniche e colori (proprio come una bambina).
Credo che la creatività sia il modo migliore per esprimermi, spero di non perderla per strada” (G, classe prima).

Gemma n° 2054

“Queste sono due mie scarpe di danza; una è “vecchia” perché oramai non pratico più danza classica, mentre l’altra è “nuova” perché ora ballo. Ho portato questi due oggetti come gemma perché grazie a loro ho potuto e posso concedermi una pausa dai pensieri e dallo studio. Ho smesso danza classica dopo 8 anni che la praticavo ed ho iniziato a ballare il genere del latino-americano. Siccome non potevo continuare a fare due sport ho dovuto fare una difficile scelta che mi ha portato a smettere di danzare sulle amate e dolorose punte. Ovviamente mi manca il classico ed il contemporaneo ma, quando ballo, non ci penso!” (M. classe prima).

Gemma n° 2048

“In questi ultimi anni ho veramente capito che la cosa che voglio portare avanti e continuare nella vita è decisamente la danza. Penso che negli ultimi tempi, e soprattutto durante la pandemia sia stata la cosa che, nonostante tutto, è riuscita a farmi andare avanti. Quando ballo non mi sento giudicata anche se magari lo sono. Riesco a sfogarmi e a buttare fuori tutte le energie negative che dominano quel giorno. Per fortuna ho questo tipo di sfogo ogni giorno. A danza c’è un bel clima, non di competizione ma di divertimento. Facciamo danza perché ci piace e non perché vogliamo essere migliori uno dell’altro. Poi magari prenderemo strade diverse perché siamo persone diverse ma ora come ora è la danza che ci lega. Spero di poter intraprendere questo percorso perché è veramente l’unica cosa che mi ha SEMPRE fatto stare bene. Grazie danza!” (M. classe terza).

Gemma n° 2047

“Ho deciso di portare “Someone to Stay” come gemma perché è una canzone molto importante per me, che mi ha accompagnato sia in momenti felici sia in quelli tristi. È la canzone che mi lega al mio gruppo di danza, soprattutto per la frase ripetuta varie volte nel testo “We all need someone to say” (Abbiamo tutti bisogno di qualcuno che rimanga). Io e il mio gruppo ci consideriamo come una seconda famiglia, ci siamo sempre l’uno per l’altro, un luogo dove ti puoi aprire a 360 gradi, senza avere paura di essere giudicato, dove puoi piangere, sfogarti, ma anche condividere la tua felicità e le tue “vittorie”. Venerdì scorso io e il mio gruppo abbiamo dovuto salutare T. (un mio compagno di danza) perché si è trasferito a Roma per frequentare il “Balletto di Roma” e il suo percorso durerà 4 anni. Venerdì è stato un giorno molto difficile per me perché T. è una delle poche persone vere che ho incontrato e che posso ritenere un AMICO. T., nel mio gruppo era il punto di riferimento, che ti dava la carica per affrontare al meglio la lezione, e c’era sempre per te quando avevi un problema o semplicemente per parlare e sfogarti. Venerdì per salutarlo abbiamo ballato questa canzone, un momento bellissimo che porterò sempre nel mio cuore.
Ho voluto raccontare questo “episodio” perché raccoglie, come ho detto all’inizio, tristezza e felicità: tristezza per averlo salutato e felicità per lui che sta realizzando il suo sogno” (A. classe terza).

Gemma n° 2035

“La gemma che ho deciso di condividere non è la maglia che si vede in foto, bensì le persone che ne indossano una: il mio gruppo di danza. 
Questo era un capo del nostro outfit il giorno in cui abbiamo partecipato allo spettacolo di fine anno della nostra scuola di danza e ho deciso di portarlo perché mi fa riaffiorare alla mente molti ricordi condivisi con persone a dir poco stupende, da cui ho e sto tuttora imparando molto. La mia gemma consiste nel ricordo indelebile dei miei amici che ormai considero come una seconda famiglia e dell’insegnante che avevamo in quel periodo, alla quale sono riconoscente per avermi insegnato parte delle cose che mi rendono la ballerina che sono. Concludo dicendo che sono grata ad ognuno di loro per le risate condivise, le esperienze affrontate durante gli anni e per il tempo che passeremo ancora insieme” (M. classe terza).

Gemma n° 1993

“Ho portato le punte da danza classica perché rappresentano la mia passione, anche se non le ho usate molto. Le ho utilizzate all’inizio, poi mi sono presto diventate piccole. Il sogno da piccola era danzare sulle punte e riuscire a starci sopra è già un gran risultato: è stato molto più difficile di quanto pensassi!”

Per commentare la gemma di S. (classe prima) riporto la frase di un filosofo che ballerino non è stato pur citando spesso la danza nei suoi scritti, Friedrich Nietzsche: Il ballerino ha le orecchie sulla punta dei piedi.

Gemma n° 1944

Fonte immagine

“Come gemme ho deciso di portare la musica e la danza: due elementi fondamentali della mia vita. Ho deciso di portare queste due perché sono fortemente e inevitabilmente legate l’una all’altra. La danza per me é tutto, è un intersecarsi di gioia, dolore, frustrazione, delusione, realizzazione, emozione e talvolta é ciò che mi motiva a migliorarmi quasi ogni giorno, anche se fare la ballerina non è la mia aspirazione. Il movimento lo sento parte di me, nella danza ci sono forza, grazia, agilità, espressione, delicatezza, ma anche impetuosità. Anche quando non sono a lezione io ballo, esprimendomi attraverso ciò.
La danza e la musica hanno per me un elemento in comune, sono una specie di terapia per qualsiasi cosa, che sia positiva o negativa. Sto con la musica praticamente tutto il giorno, che io la ascolti, che io canti, che suoni uno strumento o che mi risuoni nella mente, lei c’è. È proprio una presenza che da piccola mi ha aiutato a superare paure e tensioni, che alle medie mi aiutava a fare i compiti di matematica e che ora mi dà la motivazione giusta per affrontare ogni giornata. Non penso sarei me stessa senza la musica e la danza, ed è qualcosa difficile da immaginare se non lo si prova. Una delle sensazioni più belle che la danza mi abbia mai fatto provare è quando, iniziando una lezione piena di rabbia, delusione o frustrazione, ne uscivo fisicamente esausta e sfinita e ciò mi dava una pace mentale e una riconciliazione con me stessa incredibile.
Per concludere e riassumere tutto potrei dire che la danza e la musica fanno respirare la mia anima.”

Platone diceva che “La musica è per l’anima quello che la ginnastica è per il corpo”. In E. (classe seconda) i due elementi si fondono e danno vita alle bellissime parole della sua gemma. Il respiro della sua anima lei lo trova lì e ognuno ha il compito di trovare come far respirare la propria. Goethe suggerisce una possibilità: “Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, se possibile, dire qualche parola ragionevole.” Grazie a E. per la sua parola ragionevole e appassionata.

Gemma n° 1921

“Questa canzone di Sia doveva essere quella di un passo a due che dovevo fare con una mia compagna di danza per il saggio 2020 che poi, per ovvie ragioni, non abbiamo potuto fare. Ogni volta che la ascolto mi dà la speranza che tutto questo finisca e si possa tornare a ballare normalmente senza distanza”.

Non ha fatto una diretta correlazione tra le sue parole e il significato di Elastic heart A. (classe seconda). Però quella pelle resistente, quel cuore elastico, quel combattere ancora… tutte armi messe in campo per far fronte a questi due anni. E l’ammissione della debolezza “sono come un elastico fino a quando non lo tiri troppo”. Sia non lo dice, ma ad un elastico troppo teso possono succedere due cose: rompersi in due pezzi o allungarsi, perdere elasticità e diventare corda. Combattiamo ancora…

Gemma n° 1903

“Ho portato una foto di me mentre ballo al mio primo saggio di quattro anni fa. Ho deciso di portare questa perché è da qui che è nato tutto, sia i concorsi a cui ho partecipato col mio gruppo, sia la stessa passione per la danza che sta diventando parte della mia vita”.

Non sono mai andato del tutto d’accordo col mio corpo che balla. Di certo non come B. (classe prima). Penso che una parte della colpa sia legata alle vacanze estive della prima liceo: in quei tre mesi sono passato da 181 cm a 193 cm. Un’altra parte della colpa risiede nel Ballo di Simone e in tutte quelle simpatiche volte che hanno tentato di mettermi in mezzo alla stanza per farmelo ballare. L’esperienza più positiva è stata sicuramente quella di un corso di salsa e merengue: ecco, lì sono riuscito a divertirmi. Ma è del tutto evidente che quello di cui ha parlato B. sia tutt’altra cosa, pertanto lascio spazio alle parole di Shirley Maclaine: “Ballare significa confrontarsi con se stessi. È l’arte dell’onestà. Si è completamente allo scoperto quando si balla. La propria salute fisica è allo scoperto, la propria autostima è allo scoperto. La propria salute psichica è allo scoperto, è impossibile ballare senza essere se stessi. Quando si balla si dice la verità. Se si mente, ci si fa male.”

Gemma n° 1889

“Ho portato un’esperienza vissuta in prima persona tra danza e teatro. Il regista dello spettacolo, amico della mia maestra di danza, le ha chiesto due ballerine della sua scuola. Una delle due sono stata io. Abbiamo prima imparato la coreografia per conto nostro e poi abbiamo provato con gli attori a Palmanova, Latisana e Udine. Per me è stata una novità, un inizio nel mondo del teatro, diverso da quello della danza: abbiamo dovuto imparare nuovi movimenti, nuove espressioni e maggiore espressione, abbiamo imparato i diversi ruoli (sarta, costumista, truccatrici). Ho conosciuto nuove persone. Ho ballato per la prima volta da sola sul palco. E’ stata un’esperienza che mi ha fatto crescere e ha rinforzato la mia autostima”.

Così G. (classe quinta) ha presentato la sua gemma. Giorgio Strehler, uno dei più grandi registi teatrali che ha avuto l’Italia, diceva: “Io so e non so perché lo faccio il teatro ma so che devo farlo, che devo e voglio farlo facendo entrare nel teatro tutto me stesso, con quello che sono e penso di essere e quello che penso e credo sia vita. Poco so, ma quel poco lo dico”.

Gemma n° 1855

“Come gemma ho portato un segnalibro che mi ha regalato tempo fa per Natale una mia vecchia compagna di danza. L’aveva regalato a me e a due altre amiche: eravamo un gruppetto che aveva questa tradizione di farsi i regali per Natale. La danza è stata una parte importante della mia vita, sin dall’infanzia, e l’ho praticata per cinque anni e mi rendeva molto felice. Noi quattro eravamo molto unite, ora ci sentiamo raramente ma abbiamo mantenuto l’abitudine di incontrarci una volta l’anno e passare il tempo assieme”.
C’è un libro di Susanna Tamaro in cui lei scrive una lettera a settimana ad una amica che è tornata a vivere in Sud Africa, suo paese natale. Vi trovo delle parole che ben si adattano alla gemma di N. (classe prima): “L’amicizia è uno dei sentimenti più belli da vivere perché dà ricchezza, emozioni, complicità e perché è assolutamente gratuita. Ad un tratto ci si vede, ci si sceglie, si costruisce una sorta di intimità; si può camminare accanto e crescere insieme pur percorrendo strade differenti, pur essendo distanti, come noi due, centinaia di migliaia di chilometri” (Cara Mathilda. Lettere ad un’amica, Rizzoli).

Gemme n° 477

Faccio danza da 10 anni e ora posso dire che la contemporanea è quella che preferisco perché non ha le leggi rigide della classica e non è commerciale come l’hip hop. Per praticarla ci vogliono una buona base fisica con impegno, costanza e preparazione. La danza mi fa sentire meglio nelle giornate no. E’ importante anche il gruppo che diventa una piccola famiglia. E’ una disciplina che mi ha fatto crescere personalmente”. Il video del saggio del 2013 è stato la gemma di S. (classe terza).
L’aula in cui S. ha mostrato il suo video era molto luminosa e le immagini mostrate dal proiettore non erano chiarissime. Un peccato perché non si è apprezzato pienamente quel che avveniva sul palcoscenico: “La danza non è spiegabile a parole e nulla di quanto se ne possa dire potrà sostituire ciò che alla fine si vedrà sul palcoscenico”. (George Balanchine)

Gemme n° 475

In questo video compaiono dei ballerini che descrivono cosa sia la danza per loro; sono cose che penso anche io, come il fatto che ci siano sacrifici da fare se si vuol diventare bravi. Inoltre, un paio di loro dicono che la danza li ha salvati: lo stesso è stato per me nell’ultimo periodo in cui la danza mi ha aiutato ad essere più serena”. Questa è stata la gemma di G. (classe quinta).
Sono molte le gemme legate alla danza e alla musica. Penso sia dovuto a molteplici motivi e uno di essi a mio avviso è il legame che essi anno con qualcosa di ancestrale nell’uomo. Claude Debussy diceva: “Sono esistiti, ed esistono tuttora, malgrado i disordini che la civiltà reca, piccoli deliziosi popoli che appresero la musica con la semplicità con cui si apprende a respirare. Il loro conservatorio è: il ritmo eterno del mare, il vento tra le foglie, e mille piccoli rumori percepiti con attenzione, senza mai ricorrere a trattati arbitrari. Le loro tradizioni vivono negli antichissimi canti associati alla danza, in cui ciascuno, durante i secoli, ha rievocato il suo rispettoso contributo.”

Gemme n° 448

Ecco la gemma di M. (classe terza): “Ho portato questo video per presentare una mia passione: la danza classica. Qui, tra l’altro, si prende un po’ in giro la danza classica per eccellenza con questo famoso adagio”.
Una poesia di Rabindranath Tagore:
La stessa corrente di vita
che scorre nelle mie vene,
notte e giorno scorre per il mondo
e danza in ritmica misura.
E’ la stessa vita che germoglia
gioiosa attraverso la polvere
negli infiniti fili dell’erba
e prorompe in onde tumultuose
di foglie e di fiori”.

Gemme n° 434

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Ecco le mie prime punte di danza. Rappresentano una grande passione, iniziata quando avevo 6 anni: sono state un piccolo traguardo. Le ho potute mettere dopo anni di prove e fatica. Già da subito volevo dare il massimo per arrivare a indossarle: sono il frutto di fatica e determinazione. Ora cerco sempre di dare il massimo e di immedesimarmi nei vari ruoli che interpreto.” Queste le parole di N. (classe seconda).
Uno degli ultimi allenatori della nazionale di calcio non ha terminato bene la propria esperienza in azzurro, eppure era stato uno dei più apprezzati per la sua umanità. Mi sto riferendo Cesare Prandelli, che ha affermato: “La pratica sportiva è un microcosmo della vita fatto di sacrifici, applicazione nel lavoro, rispetto delle regole, successi e delusioni. Ma è soprattutto un modo sano di intendere la vita, a prescindere dai risultati che ciascuno può ottenere.”

Gemme n° 402

Punte

Ho portato le mie punte di danza; ho praticato tanti sport ma la danza è quello che mi è piaciuto di più e a cui tenevo di più. Mi è dispiaciuto moltissimo non andarci più, anche perché nella scuola che frequentavo avevo trovato una specie di seconda famiglia. Queste sono state le prime e le ultime punte. Ho iniziato tardi a fare classica e il fatto di riuscire a raggiungere comunque un traguardo mi ha dato sicurezza e fiducia in me stessa”. Questa la gemma di E. (classe seconda).
Ho avuto un’unica sequenza davanti aglio occhi mentre E. parlava:

Gemme n° 354

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Ho scelto questa foto perché penso sia bella e perché rappresenta il mio amore per la danza. E’ un amore particolare perché lei mi odia; ultimamente ho avuto problemi fisici e penso che questo sarà il mio ultimo anno. Volevo mostrare questa passione che mi ha accompagnato per tutta la vita”. Così si è espressa V. (classe seconda) presentando la propria gemma.
Il web attribuisce all’attore Donald Sutherland queste parole: “C’è un poeta russo che durante un discorso ai ragazzi che si laureavano disse: “la vostra vita d’ora in poi diventerà molto noiosa, perché penserete a fare soldi e carriera. L’unica cosa che potete fare è rimanere appassionati, perché la passione è l’unico rimedio contro la noia.” E io sono appassionato di quello che faccio, amo molto il mio lavoro”. Chi era in classe ad ascoltare V., ha sentito vibrare nella sua voce e visto nei suoi occhi quella passione.

Gemme n° 339

danza

Ho portato due foto, una del 2010 e una del 2015: rappresentano la crescita nel ballo e nella vita. Danzare mi ha fatto crescere: ho conosciuto molte persone e tanti insegnanti e ballerini che mi hanno aiutato a superare le difficoltà. Ho fatto anche amicizie importanti. Ballando riesco a liberarmi, a esprimere le mie emozioni e spero di continuare il più possibile. E ringrazio i miei genitori che mi permettono di farlo e mi sostengono.” Questa è stata la gemma di S. (classe seconda).
Penso che le gemme legate alla danza siano le più numerose, tanto che inizio a far fatica a trovare dei commenti originali. Ma ecco che succede una di quelle cose secondo me meravigliose. Mentre scrivo ascolto musica, una raccolta appena uscita di brani di Mia Martini, Loredana Berté, Patty Pravo e Donatella Rettore. Porgo l’orecchio e resto basito alle parole di Mia Martini che calzano a pennello: “Danza sul velluto sul cristallo del tuo tempo meno bello, e qualcuno con te. Danza sulle ceneri antiche sulle ombre svanite e qualcuno con te. Se il tuo viso da ritratto scompare è che forse stai imparando a camminare. Danza nella tua casa fra le erbe e l’odore d’inverno e qualcuno con te. Danza bella donna piccola donna, distorsione del tempo e qualcuno con te…”. Segni.

Gemme n° 329

Avrei potuto scegliere qualsiasi video di breakdance. La danza negli ultimi tempi è un elemento molto importante, soprattutto dopo l’infortunio: mi fa sentire libero, mi rilassa e mi fa vedere la vita in modo tranquillo. Quando ballo non ci sono problemi o cose che mi rattristano o mi fanno arrabbiare. E poi basta il corpo, non servono strumenti o attrezzi; l’uomo è fatto bene, sentiamo una cosa venire dal cuore e ci mettiamo a seguirla”. Così T. (classe quinta) ha presentato la sua gemma.
Mentre T. parlava non ho potuto fare a meno di pensare: “Non lo so… una bella sensazione… Sto lì, tutto rigido, ma dopo che ho iniziato, allora, dimentico qualunque cosa. E… è come se sparissi. Come se sparissi. Cioè, sento che tutto il corpo cambia, ed è come se dentro avessi un fuoco, come se… volassi. Sono un uccello. Sono elettricità. Sì, sono elettricità.”

Gemme n° 323

saggio saggio_2015_06 saggio1

Le foto che ho portato rappresentano un saggio fatto a giugno: Alice nel paese delle meraviglie. Io impersonavo Alice, personaggio che mi rispecchia molto perché piena di incertezze e dubbi, e soprattutto l’anno scorso ho avuto un periodo particolare. Quest’esperienza è stata importante e ancora più bella perché fatta con le mie amiche. Le foto rappresentano i momenti più belli vissuti quel giorno”. Così S. (classe seconda) ha presentato la propria gemma.
C’è un passo del libro di Carroll che mi piace particolarmente e che riguarda la strada, il procedere, il camminare, il viaggio, il trovare:
Un giorno Alice arrivò ad un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero.
“Che strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda:
“Dove vuoi andare?”
“Non lo so”, rispose Alice.
“Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza”.”
Abbino queste parole a quelle di Antoine de Saint-Exupéry: “Conta solo il cammino, perché solo lui è duraturo e non lo scopo, che risulta essere soltanto l’illusione del viaggio”.

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