Gemma n° 2149

“La mia gemma è mia cugina, mia cugina è una persona a cui tengo moltissimo, Siamo stati sempre molto legate fin da quando eravamo bambine, e lo siamo molto anche ora anche se per molti motivi riusciamo a vederci poche volte, ma in quelle poche volte ci divertiamo tantissimo insieme punto è l’unica persona che sa tutto di me e viceversa, che sa la mia storia e che c’è sempre quando ne ho più bisogno come per esempio nei momenti difficili. con lei mi sento me stessa e so che posso sempre contare su di lei, sono grata di avere questo incredibile rapporto con lei” (M. classe seconda).

Gemma n° 2148

“Ho deciso di portare questo angioletto fatto di argilla perché è un oggetto a cui sono legata da quando ho un anno. Mi è stato regalato al mio battesimo  da due miei cugini che erano fratelli. Loro abitavano a Verona, ed erano venuti qua per il mio battesimo. Mi avevano fatto questo regalo che davvero è stato una cosa che non avrei mai immaginato mi  avrebbe aiutato tanto. Nel 2010 sono venuti a mancare a causa di un incidente stradale. Da quando ne ho coscienza sono sempre stata legata a questo angioletto che è l’unica cosa che mi resta di loro. Ad oggi sono 12 anni che loro non ci sono più e mi dispiace di non avere un ricordo ben preciso di loro ma vivo delle storie che mi racconta mia madre su di loro e di come erano. Saranno per sempre due persone che io amerò con tutto il mio cuore e che saranno sempre parte integrante di me” (A. classe seconda).

Gemma n° 2147

“Come gemma ho portato il cd Harry’s House, il nuovo album di Harry Styles.
Ho scelto questa gemma perché ho molti ricordi legati a questo cd.
Mi è stato regalato dai miei genitori per il mio compleanno quando io e la mia famiglia siamo andati a Gardaland per il compleanno mio e di mio fratello e quindi mi ricorda molto la spensieratezza e la felicità di quel periodo.
L’ho scelto anche perché sono molto legata a Harry Styles come cantante e come persona, perché è il mio cantante preferito e inoltre c’è sempre nei momenti più difficili per me, ogni volta che ho bisogno di essere felice ma anche triste lo ascolto sempre e per me è una persona molto importante” (N. classe seconda).

Gemma n° 2146

“Ero molto indecisa su cosa portare oggi. Alla fine ho deciso di parlare di una cosa che ho tanto a cuore di cui però faccio molta fatica a parlare. La mia migliore amica il 9 agosto dell’anno scorso è venuta a mancare a causa di un malore improvviso. È stato il giorno più straziante della mia vita. L’ultimo ricordo che ho di lei era del venerdì della settimana prima: eravamo a Grado dove passavamo insieme tutte le estati, ci siamo salutate e abbracciate perché quel weekend sarei andata a Lignano. All’ora di pranzo di quel lunedì mia mamma mi raccontò cosa era successo quella mattina. La mia migliore amica se n’era andata nel giro di 5 minuti davanti agli occhi di sua sorella minore. G. non era solo la mia migliore amica, era la mia compagna di vita ed eravamo come sorelle. Siamo cresciute insieme e abbiamo vissuto insieme tante delle esperienze della nostra vita. Ci siamo conosciute a 2 anni all’asilo e siamo andate a scuola assieme da allora. È una delle cose più difficili che affronterò nella vita perché avevamo un rapporto davvero indescrivibile. Ero così felice di rivederla quel giorno che da allora sono ancora in shock. Sento come se ci fosse un grande vuoto dentro di me e ogni giorno mi manca tantissimo. Sento di aver ancora bisogno di lei e la vorrei qui con me. Non riesco ancora a realizzare tutto ciò infatti la sto aspettando come se fosse andata in viaggio. Adesso tutto quello che facevamo insieme lo devo fare anche per lei, ma è una cosa durissima. Il fatto che lei non sia qui con me mi spaventa. Io ho ancora tanto bisogno di lei e nessuno la rimpiazzerà mai. Le voglio tanto bene e rimarrà per sempre nel mio cuore. Non dimenticherò mai l’affetto che ci univa e i bellissimi momenti e ricordi che avevamo condiviso. Non avrei mai pensato di dirle addio così presto. Mi manca tantissimo e vorrei tornare indietro solo per abbracciarla un’altra volta e dirle quanto le voglia bene. Lei era come famiglia per me, infatti il dolore è talmente forte e lacerante che è come se avessi vissuto un trauma. Credevo che il giorno peggiore sarebbe stato quello in cui G. se n’è andata oppure il giorno del suo funerale ma in realtà erano una passeggiata a confronto con il resto. Durante  quella settimana avevo sempre persone attorno che avevano paura a lasciarmi da sola, qualcuno che mi chiedeva come stessi e a cui potevo risospendere sinceramente; il peggio è iniziato dopo, quando non c’era più niente, solo silenzio. Il mio piccolo angelo che mi protegge da lassù è volato via, all’improvviso, andandosene per sempre” (N. classe prima).

Gemma n° 2141

“La gemma di oggi la voglio dedicare a mia sorella G.. A volte penso a quanti rapporti tra fratelli e sorelle sono stati distrutti per sciocche motivazioni senza senso, e mi sento fortunata ad avere un rapporto meraviglioso con lei, infatti più che una sorella la considero un’amica con la quale posso parlare di tutto e confidarmi. Sono molto fortunata ad averla” (E. classe quinta).

Gemma n° 2139

“Ho deciso di portare come gemma mia mamma.
Mia mamma è sempre stata una persona molto forte, determinata e mi ha sempre aiutata in qualsiasi momento.
Purtroppo un po’ di mesi fa, ha scoperto di avere una malattia grave.
Inizialmente questa notizia l’ha buttata giù di morale come tutti noi, perché non ce l’aspettavamo.
I mesi seguenti non sono stati duri per lei, perché aveva sempre quella forza e quella determinazione che la portava avanti.
Dopo l’intervento si è ripresa in fretta.
Dopo un po’ di mesi ha cominciato le terapie. Queste terapie sono state abbastanza lunghe, ma lei con la sua forza e la sua determinazione le ha fatte tutte fino alla fine.
Finalmente il ciclo di terapie si è concluso, un sollievo per lei e per tutti noi.
Anch’io in molte situazioni vorrei avere la forza e la determinazione con cui mia mamma è riuscita a superare la malattia” (C. classe quarta).

Gemma n° 2137

“Io, G., come gemma ho deciso di portare questo quadro che mi ha disegnato mio nonno. Sono io, da piccola, seduta sulla scacchiera mentre gioco con i pezzi degli scacchi. Ne ha disegnato uno simile con mio fratello quando lui era piccolino: ha iniziato il mio nello stesso modo ma ha dovuto fermarsi per problemi di salute. Infatti ha finito di disegnarlo quando io avevo circa 11 anni e appena mi ha mostrato il quadro finito sono scoppiata in lacrime di gioia. Adesso questo quadro è appeso in soggiorno, insieme a quello di mio fratello. In questo momento mio nonno è in una situazione difficile ed è bloccato in ospedale, ma lui e questo quadro hanno un posto speciale nel mio cuore” (G. classe terza).

Gemma n° 2135

“Questo che vedete è un piccolo scatto rubato, una foto del 10 settembre che ho scattato durante il primo ballo di quei due ragazzi innamorati, e che sono anche i miei zii. Li chiamo ragazzi perché l’amore di cui si inondano l’un l’altro ho avuto solo la possibilità di immaginarlo, un po’ come nelle commedie romantiche che danno quasi la nausea o in quelle lettere dei vostri bisnonni alle loro mogli cariche di speranza e amore. Dovete sapere che mio zio detesta ballare, si definisce “un tronco d’albero rinsecchito” e sbuffa ogni volta che qualcuno prova anche solo a porgli la domanda “ti va di ballare?”. Ma quella sera non ha smesso di muoversi un secondo e dal suo sorriso deduco si stesse anche divertendo abbastanza. Tutto merito della donna che ha a fianco, anzi direi dell’amore perché si sa, quando si è davvero innamorati si fanno cose che non ci aspetteremmo pur di rendere la nostra persona contenta, anche solo per un minuto.
Effettivamente chi mi conosce sa che non sono una persona su cui la parola “amore” sta proprio bene addosso: non sono particolarmente empatica, non dimostro affetto facilmente, probabilmente quasi mai, e non credo nemmeno nell’atto del matrimonio.
Forse perché fin da bambina ho visto amori tramontare e innamorati diventare sconosciuti, o forse perché l’idea di rendermi vulnerabile a qualcuno mi terrorizza.
E allora perché questa foto?
Quella sera è scattato qualcosa in me, ho sentito un’impercettibile scossa travolgermi da un lembo all’altro del mio corpo e che mi ha portato a riflettere e rivedere degli aspetti che regolano i meccanismi della mie mente e conseguenti riflessioni.
Sono sempre stata convinta che questa generazione non è mai stata in grado di riconoscere il vero significato dell’amore e per questo ha dato vita ad un’altra versione di questo per tentare di colmare l’inevitabile vuoto creatosi, anche se non ne ha nulla a che vedere. I ragazzi si circondano di relazioni false, di breve durata, ingannevoli, dolorose e immature. È un ciclo tossico che non ha fine.
Eppure quella sera il mio occhio ha captato qualcosa di diverso, qualcosa di finalmente autentico. Ho visto una luce nei loro occhi che non avevo mai visto prima, un senso di rispetto, di sostegno, un legame profondo che mi ha colpito immensamente.
Nonostante i miei protagonisti non appartengano ovviamente alla mia generazione, mi hanno comunque fatta riflettere molto sulle mie idee poiché queste partivano sempre da una concezione relativamente pessimista delle relazioni sentimentali. Non che non ne abbia mai viste di vere prima d’ora, eppure vedendoli così innamorati e insieme proprio davanti ai miei occhi mi ha fatto nascere in me l’idea per la prima volta che forse, in fondo, è ancora possibile tutto ciò e non è solo una stupida fantasia nell’anticamera del mio cervello.
Tutto questo per invitare gli altri, ma soprattutto me stessa, a buttarci un po’ di più nelle situazioni che ci mettono potenzialmente paura o in quei legami o conoscenze che ci sembrano voler solo fare del male. Magari si scopre qualcosa di bello, qualcosa di inaspettato, qualcosa di autentico” (V. classe quinta).

Gemma n° 2131

“Nonostante possa sembrare una cosa molto infantile, la mia gemma è questo peluche. Non mi ricordo bene la sua storia visto che ero molto piccola, ma so per certo che me l’ha regalato mia zia. L’aveva messo in una cesta assieme ad altri peluche e mi aveva fatto scegliere. Avevo scelto questo peluche perché il giallo per me era simbolo di felicità e in più la faccina sorridente mi ha incoraggiata a sceglierlo. Mia zia ha solo 16 anni in più di me ed essendoci cresciuta assieme mi sento molto legata a lei. Purtroppo da tre anni ha intrapreso un percorso di vita molto complesso che l’ha costretta ad una lontananza dalla sua famiglia. Volevo solo dire che con questo peluche io penso sempre a lei con la continua speranza che lei un giorno possa cambiare idea” (R. classe prima).

Gemma n° 2129

“Trieste è una città a cui sono sempre stata particolarmente legata. Lì abita una parte della mia famiglia ed è per questo che ci vado spesso. Dato che vengo da un paesino poco popolato, da piccola l’ho sempre vista come New York, piena di persone e tanti modi diversi per divertirsi. Anche se adesso non è più ancora tutto da scoprire come prima, non mi stanco mai di guardarla e di visitare i miei posti preferiti. Trieste mi piace a partire dal paesaggio marittimo, il forte vento e lo stile antico degli edifici. Adoro soprattutto come l’atmosfera cambia di stagione in stagione. D’estate è bello camminare lungo le rive, passare per il viale pieno di cinema e ristoranti di svariate culture, andare a teatro e girare per le librerie; inverno sta invece per pattinaggio sul ghiaccio, mercatini, frittelle e succo di mela caldo. Più di tutto, però, amo Trieste per i bei ricordi che mi regala ogni volta che ci torno. Mi fa ripensare a tempi più spensierati prima del covid quando vedevo la vita in modo diverso. Inoltre sono grata a Trieste per avermi sempre donato una sensazione di rifugio quando nel luogo in cui vivo la situazione non era delle migliori” (S. classe prima).

Gemma n° 2128

“Come gemma ho deciso di portare la mia collana. Sul ciondolo è raffigurata mia nonna. A lei ero molto legata ma purtroppo è venuta a mancare 7 anni fa. Da quando non c’è più ho sempre pensato di non riuscire a fare certe cose e mi sono chiusa in me stessa. Grazie a mia mamma e ai suoi aiuti ho ritrovato la fiducia in me stessa e quando la stringo a me mi dà protezione” (G. classe prima).

Gemma n° 2124

“Per me la famiglia è molto importante. La mia famiglia è stata presente in ogni momento della mia vita. Hanno capito tutto ciò che sono io. Apprezzano tutti i miei successi e quando sono triste o delusa sono sempre lì per confortarmi e sempre al mio fianco. Voglio che i momenti trascorsi insieme siano dei bei ricordi. Anche se ci sono alcuni conflitti ci hanno fatto capire meglio reciprocamente” (P. classe terza).

Gemma n° 2113

“Ho scelto la canzone Canzoni alla radio degli Stadio perché è una canzone che mi ricorda la mia infanzia: era la canzone che cantavo sempre in macchina con mio papà e che ancora cantiamo. Lui mi prende sempre in giro dicendomi che quando ero piccola volevo sempre mettere quella canzone ma ora è lui che ogni volta che siamo assieme si diverte a cantare e a ballare con me in macchina o per strada diverse canzoni.
Ha un significato molto profondo questa canzone perché rappresenta il rapporto fantastico e molto stretto che ho da sempre con mio papà, che è e sempre sarà l’uomo più fantastico ed importante della mia vita.
Ho scelto poi questo video in particolare perché è l’esibizione a Sanremo del 1986, quindi quando mio papà aveva 16 anni e lui aveva scoperto questa canzone in quel periodo quindi quando aveva la mia stessa età. E questo accresce il nostro legame con questa canzone” (M. classe quarta).

Gemma n° 2101

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una foto, una foto della mia mamma.
Con lei in realtà, non ho mai avuto un grandissimo rapporto perché abbiamo caratteri identici che molto spesso ci portano allo scontro.
Ci sono stati periodi, quando io avevo circa 14/15 anni, in cui nemmeno ci parlavamo per colpa un po’ dell’orgoglio, ma ad oggi, crescendo e diventando più matura ho capito che senza di lei io non potrei andare da nessuna parte.
Mi ricordo che da piccolissima non riuscivo ad addormentarmi senza la sua mano nella mia oppure senza toccare un pezzo del suo braccio o della testa o qualsiasi altra parte, solo così mi sentivo al sicuro e protetta.
Ad oggi, non trascorriamo molto tempo assieme a causa del suo lavoro e dei miei impegni però vorrei dirle tante cose come che la ringrazio per tutto ciò che fa per me da sempre.
Non le dico spesso questa cosa però davvero la amo con tutto il mio cuore e senza lei, e papà, sarei persa.
Io ci sarò sempre per lei, come lei c’è sempre stata per me anche nei periodi più difficili che ho dovuto affrontare. Molto spesso abbiamo pianto assieme, riso assieme e ci siamo divertite.
La mia mamma merita tutto l’amore di ‘sto mondo perché ha sempre lottato e faticato per me, per mia sorella e i miei fratelli e spero, un giorno, di poterla ripagare per questo” (M. classe quinta).

Gemma n° 2095

“Oggi come gemma, ho deciso di portare il mio braccialetto preferito, un bracciale Pandora che mi è stato regalato in occasione della mia Comunione.
Agli occhi degli altri può sembrare un oggetto banale e puramente estetico, ma per me non è così! Ogni pendente infatti ha un significato ben preciso e rappresenta una persona o un momento particolare del mio percorso.
Da quando mi è stato regalato si è già arricchito di diversi elementi e spero in futuro di riuscire a mettere tanti altri charms quanti saranno i sogni che spero di realizzare.
Per me indossarlo significa un po’ portare con me tutte le cose più care: la famiglia, gli amici, il mio cane, il mare, la pallavolo…

Tra tutti i charms quello a cui tengo di più è indubbiamente quello che mi hanno regalato i miei genitori in occasione dell’esame di terza media. E’ un ciondolo composto da due cerchi uniti con all’interno una piccola targhetta con incisa una frase che mi sta molto a cuore: “always together”, ossia “per sempre insieme”, molto semplice ma dal grande significato.
Mi fa sentire protetta, al sicuro, qualunque strada io sceglierò di intraprendere, soprattutto facendo un indirizzo linguistico, che potrebbe portarmi a viaggiare in paesi lontani. Guardare questo pendente mi rassicura perchè so che qualunque cosa succeda non l’affronterò da sola. Questa sicurezza è la mia gemma più preziosa!” (G. classe prima).

Gemma n° 2094

“Come gemma voglio portare il mio viaggio in Sudafrica. È stato circa 4 anni fa, sono andata con la mia famiglia, siamo andati in aereo e quelle 12 ore mi sembravano infinite. Era tutto così strano, così diverso che non ci credevo. Sono stata lì due settimane, piene di avventure diverse, per esempio ho fatto il safari dove ho visto diversi animali. Abbiamo fatto molti giri per la città, precisamente sono andata a Johannesburg ma però non l’ho visitata perché è molto pericolosa. Ho visto la piazza di Mandela e la sua statua sono andata a visitare anche una miniera, insomma ho visto parecchie cose che mi hanno proprio stupita. Lì abitano i parenti di mia mamma e ho avuto la fortuna di vederli per la prima volta e di spendere del tempo assieme. Sono state due settimane intense piene di gioia, ecco perché ho deciso di raccontare questo viaggio, il mio preferito” (N. classe prima).

Gemma n° 2093

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare alcune foto della mia famiglia (parenti compresi), perché da un anno a questa parte è diventata il mio punto di forza. Il rapporto che ho con loro è cambiato completamente in seguito ad alcuni fatti accaduti e mi sono resa conto che durante la prima parte dell’adolescenza l’avevo trascurata, in particolare i miei genitori e mia sorella, che hanno sempre vissuto per me e a fianco a me. Ad oggi mi sono resa conto che probabilmente la famiglia è l’unica cosa fondamentale nella vita e, ovviamente, ringrazio infinitamente la mia per quello che ha sempre fatto e per quello che sta facendo per me, per tutti i loro sacrifici e per l’amore che mi danno tutti i giorni, nonostante tutto; per i valori con cui mi ha cresciuta e per le diversità che la caratterizzano, perché mi hanno insegnato tanto” (C. classe quinta).

Gemma n° 2092

“Ho scelto di portare questo portachiavi risalente a quando ho visitato Parigi con la mia famiglia. Oltre al ricordo di un bel viaggio, mi fa pensare alle gite che facevo con la mia famiglia qualche anno fa che adesso non faccio più” (M. classe seconda).

Gemma n° 2090

“Questa è una foto che ho scattato quest’estate quando ero a casa dei miei nonni. Ho deciso di portare questa gemma perché è uno dei miei posti preferiti e ogni volta che mi trovo lì mi sento spensierata e rilassata, soprattutto quando è sera e si possono vedere le luci lontanissime della città” (A. classe terza).

Gemma n° 2085

“La mia gemma rappresenta una scena, un ricordo e i suoi protagonisti. Il ricordo è anteriore al momento della foto ed è legato al periodo dell’asilo: mio zio aveva deciso di travestirsi da Babbo Natale per farmi una sorpresa, ma a me non piaceva Babbo Natale. Quando entrò in casa iniziai a piangere e corsi verso mia madre implorandola di mandarlo via e infatti mio zio fu cacciato di casa . Ogni anno mi ricordo di questa scena e mi fa ridere” (D. classe terza).