Gemma n° 2177

“Come gemma ho deciso di portare mia mamma.
Lei rappresenta la mia famiglia e l’ho sempre vista come un’amica mancata, ma allo stesso tempo un punto di riferimento stabile.
Ad oggi lei è una tra le poche persone che riescono a rendermi felice davvero e con cui so di poter parlare liberamente. Certamente, non le racconto proprio tutto di quello che succede, ma come è giusto che sia.
Non sono molto brava e non mi piace molto esprimere i miei sentimenti e parlare di ciò che prvo, ma ho capito nel corso del tempo che un gesto vale molto di più di mille parole.
Sono una persona alla quale non piacciono i gesti eclatanti o ricevere abbracci, ma piuttosto quella che li dà per far sentire meglio gli altri.
Anche mia mamma è abbastanza simile a me, ma molto più premurosa e affabile; lo è sempre stata.
E’ sempre riuscita a farmi vedere la luce nel buio e a spronarmi per raggiungere i miei obbiettivi quando avevo un po’ perso quella voglia.
Ci sono stati periodi durante i quali i ruoli sono diventati gli stessi e quindi sono maturata, per permettere a entambe di vedere quella luce che tanto ci veniva annebbiata.
Non saprei esprimere a parole, ma neanche a gesti, l’amore che provo per mia mamma, ma so che lei sarà sempre lì a sostenermi e io ci sarò sempre a sostenere lei.
Una persona, se quella giusta, riempie il vuoto che hanno lasciato altre venti”

(G. classe prima).

Gemma n° 2174

“Come gemma ho portato questa foto dove ci siamo io e mio papà. Per me è una persona molto importante e fin da piccola ho avuto un bellissimo rapporto con lui. Soprattutto in questo periodo, quando non mi sono sentita tanto bene, mi è stato sempre accanto e l’ho apprezzato veramente tanto perché per me è molto importante sapere di poter contare su una persona quando sto male sia che sia un familiare sia che sia un amico. Quando ho dei momenti di sconforto dove mi sembra che non mi vada niente bene vado da mio papà e passo un po’ di tempo con lui e anche solo stare lì mi tranquillizza e mi rassicura. Una cosa che ci accomuna è la musica; fin da quando ero piccola mio papà mi faceva ascoltare le canzoni che gli piacevano e le metteva in macchina, questa è una cosa che facciamo tutt’ora; infatti mi piace molto viaggiare in macchina con lui perché questi per me sono dei momenti dove riesco a distrarmi e a stare tranquilla, cosa che per una persona ansiosa come me è un po’ difficile” (A. classe seconda).

Gemma n° 2171

“Come gemma ho deciso di portare il valore che ha per me viaggiare e conoscere cose nuove. Da quando sono bambina i miei genitori hanno reputato il viaggio una parte fondamentale della crescita sia mia che di mia sorella: esso mi ha aiutata a sviluppare un certo senso di tolleranza verso il diverso, che comprende verso città e culture nuove, ma soprattutto verso le persone. Amo viaggiare anche perché in qualsiasi posto dove io sia stata sono andata alla ricerca dell’arte e dell’architettura, cose che porterò nella gemma del prossimo anno. Partire rappresenta anche un momento per unire la mia famiglia dato che per la scuola non passo tanto tempo con loro.
Ho scelto questa foto perché rappresenta il primo viaggio che ho fatto senza restrizioni per il covid.
Durante il periodo della quarantena e poi di tutte le restrizioni tra regioni ho sofferto parecchio il distacco da quella che ormai era diventata un’abitudine. Questa è una foto che ho scattato a Sappada, luogo molto caro a me e tutta la mia famiglia perché era una delle mete predilette dei miei nonni. Mi ricorda quindi tutti quei momenti che non potrò più passare con loro ma allo stesso tempo mi torna in mente la felicità di quegli attimi” (G. classe quarta).

Gemma n° 2163

“Non essendo né uno bravo con le parole né tantomeno un poeta, mi è difficile spiegare a parole con una frase di senso compiuto, quella che posso considerare oltre che la mia fonte di felicità, la mia vera e propria essenza di vita.
Perciò, ho pensato che realizzare un video sulle note di moscowmule con tutti i momenti migliori vissuti nell’ultimo periodo fosse la maniera perfetta per dimostrare come le persone che mi circondano, mi riempano le giornate di gioia e di sorrisi nonostante giornate storte e ostacoli che la vita giornalmente presenta. Quindi vi presento, come potete vedere nella copertina del video, la mia “fortuna” (simboleggiata da un quadrifoglio trovato in giardino) che ho avuto l’enorme possibilità di trovare e cogliere” (L. classe quarta).

Gemma n° 2161

“L’idea di portare questa gemma mi è venuta in mente passeggiando per le strade decorate di Udine ed ho pensato subito al fatto che si stia avvicinando il Natale, e che io non me ne stia quasi accorgendo. Mi sono ritornati in mente tutti i Natali trascorsi, soprattutto quelli di quando ero più piccola. Era davvero un periodo bellissimo perché l’atmosfera, la musica mi facevano stare bene ed ero molto felice. Mi sono sempre piaciuti di più i giorni precedenti piuttosto che il giorno in sé, anche se lo passavo con la mia famiglia, perché quella giornata sembrava che durasse davvero poco. Ora che ci penso mi dispiace di non riuscire più a sentire questa atmosfera come una volta, e al contrario di quando ero bambina, non sono più felice spontaneamente in questo periodo che mi fa pensare troppo a tutto. Vorrei riuscire a vivere a pieno ogni momento, perché anche se non lo rivivremo mai più, diventerà un bellissimo ricordo” (S. classe terza).

Gemma n° 2160

“Io ho deciso di portare come gemma due foto di quando ero piccola. Nella prima sono con mio cugino: mangiavamo i grissini mentre guardavamo i cartoni. Ho scelto questa foto perché quando la guardo ora mi trasmette felicità e mi fa tornare in mente tanti bei ricordi e momenti passati insieme a lui. Nella seconda ci sono io da piccola: rivedendola adesso mi trasmette gioia e tenerezza” (L. classe terza).

Gemma n° 2159

“Come gemma ho deciso di portare dei collage della mia estate, ovviamente non possono esserci tutte le foto ma ho inserito solamente le esperienze e i luoghi del cuore che sono stati fondamentali nella mia estate. Quest’anno è stata molto importante, direi un periodo di ripresa non solo a livello mentale ma anche a livello fisico. Dopo la fine della scuola mi trovavo sfinita, senza energia, dimagrita e avevo bisogno di rallentare, di prendermi dei momenti per me stessa e cercare di recuperare, di essere felice e di non far preoccupare le persone che mi circondano. Ho potuto collezionare nuove esperienze come si può vedere nel primo collage, ho partecipato ai miei due primi concerti ma ovviamente sono contate anche le amicizie che ho cercato di mantenere durante questi mesi. Un’altra esperienza è stata proprio la visita al museo della Ferrari a Maranello, essendo una grande tifosa. Ho ricominciato a disegnare sperimentando nuove tecniche e nuovi materiali. Ho approfittato per ricominciare a viaggiare insieme alla mia famiglia, per rigenerarci e prendere una boccata d’aria. Altri luoghi del cuore sono il Tagliamento, mi trasmette sempre serenità, tranquillità sentendo lo scorrere dell’acqua ma anche la località Valinis, questa montagna conosciuta per essere il punto di partenza dei parapendii. Quando ci vado provo un grande senso di libertà e spensieratezza di fronte alla vista dell’intera pianura friulana. Infine c’è la Toscana, il luogo dove sono felice, mi rilasso e mi rigenero, la mia seconda casa con la mia seconda famiglia. Ho voluto aggiungere anche le foto del cibo perché dopo aver consumato molte energie durante l’anno scolastico dovevo riprendere un po’ di sostanza persa” (A. classe quarta).

Gemma n° 2155

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare una maglia che ho preso al concerto di Cesare Cremonini domenica 13 novembre a Milano.
Sono stata al concerto assieme a mia mamma, nonostante fossimo già state al concerto che aveva fatto a Lignano a giugno di quest’anno durante il tour estivo. Dato che il concerto di Lignano ci era piaciuto molto, mia mamma ha deciso di regalarmi i biglietti per una data al Mediolanum Forum di Assago per il compleanno! Ho iniziato ad ascoltare Cremonini da piccola, proprio grazie a mia mamma che metteva i suoi cd in auto, per questo motivo ci sono molto affezionata! Considero questa maglia molto importante dato che la collego a un momento particolarmente felice che ho vissuto insieme a mia mamma” (B. classe terza).

Gemma n° 2153

“La mia ultima gemma ho deciso di dedicarla alle mie tre sorelle. Si chiamano E., G. e A.. E. è la più grande ed è quella che diciamo ha “aperto la strada”. Mentre G. e A. sono le più piccole. Ogni volta che le persone ci vedono insieme ci dicono sempre che siamo uguali, ma noi dopo tutti gli anni che sono passati non abbiamo ancora capito come fanno le persone a vederci uguali o per lo meno simili. Se siamo “simili” di aspetto, di carattere siamo totalmente diverse. E. è la più riservata e timida. Lei è quella che cerca sempre di non litigare o dopo un litigio è la prima che viene a chiedere scusa perché non le piace bisticciare. G. è la terza ed è quella che prende la vita con calma. Per lei la vita va presa con leggerezza e per lei i problemi si trovano in fondo alla lista delle cose da fare. La prima cosa invece è dormire e mangiare (me l’ha detto lei di dirlo. Per lei sono cose essenziali). A. invece è l’ultima ed è l’artista della famiglia. Ha un’immaginazione fuori dal comune. A. però è anche “l’animalista”. Adora gli animali e per il compleanno ha convinto i miei genitori a farsi comprare una papera. 
Come tutte le sorelle e i fratelli non andiamo sempre d’amore e d’accordo. Io direi che andiamo a periodi. Ci sono periodi in cui facciamo ogni cosa insieme; mentre ci sono periodi in cui non siamo capaci di stare insieme per più di 5 minuti. 
Nonostante ciò ci vogliamo un sacco di bene, anche se non ce lo diciamo così spesso. Per noi non è importante dirsi “ti voglio bene”, perché è come se fosse una cosa “scontata”. È un po’ come una regola non scritta ma tu sai che c’è ed esiste e che niente e nessuno potrà mai cambiarla. 
Loro sono le mie rocce. Sono quelle persone che in mezzo alla tempesta mi terrebbero la mano. Sono le mie complici perché ogni cosa stupida da fare si fa insieme. Ma sono anche “maestre di vita” perché da ognuna di loro imparo qualcosa. 
Loro hanno un pezzo del mio cuore che nessuno potrà mai avere” (M. classe quinta).

Gemma n° 2149

“La mia gemma è mia cugina, mia cugina è una persona a cui tengo moltissimo, Siamo stati sempre molto legate fin da quando eravamo bambine, e lo siamo molto anche ora anche se per molti motivi riusciamo a vederci poche volte, ma in quelle poche volte ci divertiamo tantissimo insieme punto è l’unica persona che sa tutto di me e viceversa, che sa la mia storia e che c’è sempre quando ne ho più bisogno come per esempio nei momenti difficili. con lei mi sento me stessa e so che posso sempre contare su di lei, sono grata di avere questo incredibile rapporto con lei” (M. classe seconda).

Gemma n° 2148

“Ho deciso di portare questo angioletto fatto di argilla perché è un oggetto a cui sono legata da quando ho un anno. Mi è stato regalato al mio battesimo  da due miei cugini che erano fratelli. Loro abitavano a Verona, ed erano venuti qua per il mio battesimo. Mi avevano fatto questo regalo che davvero è stato una cosa che non avrei mai immaginato mi  avrebbe aiutato tanto. Nel 2010 sono venuti a mancare a causa di un incidente stradale. Da quando ne ho coscienza sono sempre stata legata a questo angioletto che è l’unica cosa che mi resta di loro. Ad oggi sono 12 anni che loro non ci sono più e mi dispiace di non avere un ricordo ben preciso di loro ma vivo delle storie che mi racconta mia madre su di loro e di come erano. Saranno per sempre due persone che io amerò con tutto il mio cuore e che saranno sempre parte integrante di me” (A. classe seconda).

Gemma n° 2147

“Come gemma ho portato il cd Harry’s House, il nuovo album di Harry Styles.
Ho scelto questa gemma perché ho molti ricordi legati a questo cd.
Mi è stato regalato dai miei genitori per il mio compleanno quando io e la mia famiglia siamo andati a Gardaland per il compleanno mio e di mio fratello e quindi mi ricorda molto la spensieratezza e la felicità di quel periodo.
L’ho scelto anche perché sono molto legata a Harry Styles come cantante e come persona, perché è il mio cantante preferito e inoltre c’è sempre nei momenti più difficili per me, ogni volta che ho bisogno di essere felice ma anche triste lo ascolto sempre e per me è una persona molto importante” (N. classe seconda).

Gemma n° 2146

“Ero molto indecisa su cosa portare oggi. Alla fine ho deciso di parlare di una cosa che ho tanto a cuore di cui però faccio molta fatica a parlare. La mia migliore amica il 9 agosto dell’anno scorso è venuta a mancare a causa di un malore improvviso. È stato il giorno più straziante della mia vita. L’ultimo ricordo che ho di lei era del venerdì della settimana prima: eravamo a Grado dove passavamo insieme tutte le estati, ci siamo salutate e abbracciate perché quel weekend sarei andata a Lignano. All’ora di pranzo di quel lunedì mia mamma mi raccontò cosa era successo quella mattina. La mia migliore amica se n’era andata nel giro di 5 minuti davanti agli occhi di sua sorella minore. G. non era solo la mia migliore amica, era la mia compagna di vita ed eravamo come sorelle. Siamo cresciute insieme e abbiamo vissuto insieme tante delle esperienze della nostra vita. Ci siamo conosciute a 2 anni all’asilo e siamo andate a scuola assieme da allora. È una delle cose più difficili che affronterò nella vita perché avevamo un rapporto davvero indescrivibile. Ero così felice di rivederla quel giorno che da allora sono ancora in shock. Sento come se ci fosse un grande vuoto dentro di me e ogni giorno mi manca tantissimo. Sento di aver ancora bisogno di lei e la vorrei qui con me. Non riesco ancora a realizzare tutto ciò infatti la sto aspettando come se fosse andata in viaggio. Adesso tutto quello che facevamo insieme lo devo fare anche per lei, ma è una cosa durissima. Il fatto che lei non sia qui con me mi spaventa. Io ho ancora tanto bisogno di lei e nessuno la rimpiazzerà mai. Le voglio tanto bene e rimarrà per sempre nel mio cuore. Non dimenticherò mai l’affetto che ci univa e i bellissimi momenti e ricordi che avevamo condiviso. Non avrei mai pensato di dirle addio così presto. Mi manca tantissimo e vorrei tornare indietro solo per abbracciarla un’altra volta e dirle quanto le voglia bene. Lei era come famiglia per me, infatti il dolore è talmente forte e lacerante che è come se avessi vissuto un trauma. Credevo che il giorno peggiore sarebbe stato quello in cui G. se n’è andata oppure il giorno del suo funerale ma in realtà erano una passeggiata a confronto con il resto. Durante  quella settimana avevo sempre persone attorno che avevano paura a lasciarmi da sola, qualcuno che mi chiedeva come stessi e a cui potevo risospendere sinceramente; il peggio è iniziato dopo, quando non c’era più niente, solo silenzio. Il mio piccolo angelo che mi protegge da lassù è volato via, all’improvviso, andandosene per sempre” (N. classe prima).

Gemma n° 2141

“La gemma di oggi la voglio dedicare a mia sorella G.. A volte penso a quanti rapporti tra fratelli e sorelle sono stati distrutti per sciocche motivazioni senza senso, e mi sento fortunata ad avere un rapporto meraviglioso con lei, infatti più che una sorella la considero un’amica con la quale posso parlare di tutto e confidarmi. Sono molto fortunata ad averla” (E. classe quinta).

Gemma n° 2139

“Ho deciso di portare come gemma mia mamma.
Mia mamma è sempre stata una persona molto forte, determinata e mi ha sempre aiutata in qualsiasi momento.
Purtroppo un po’ di mesi fa, ha scoperto di avere una malattia grave.
Inizialmente questa notizia l’ha buttata giù di morale come tutti noi, perché non ce l’aspettavamo.
I mesi seguenti non sono stati duri per lei, perché aveva sempre quella forza e quella determinazione che la portava avanti.
Dopo l’intervento si è ripresa in fretta.
Dopo un po’ di mesi ha cominciato le terapie. Queste terapie sono state abbastanza lunghe, ma lei con la sua forza e la sua determinazione le ha fatte tutte fino alla fine.
Finalmente il ciclo di terapie si è concluso, un sollievo per lei e per tutti noi.
Anch’io in molte situazioni vorrei avere la forza e la determinazione con cui mia mamma è riuscita a superare la malattia” (C. classe quarta).

Gemma n° 2137

“Io, G., come gemma ho deciso di portare questo quadro che mi ha disegnato mio nonno. Sono io, da piccola, seduta sulla scacchiera mentre gioco con i pezzi degli scacchi. Ne ha disegnato uno simile con mio fratello quando lui era piccolino: ha iniziato il mio nello stesso modo ma ha dovuto fermarsi per problemi di salute. Infatti ha finito di disegnarlo quando io avevo circa 11 anni e appena mi ha mostrato il quadro finito sono scoppiata in lacrime di gioia. Adesso questo quadro è appeso in soggiorno, insieme a quello di mio fratello. In questo momento mio nonno è in una situazione difficile ed è bloccato in ospedale, ma lui e questo quadro hanno un posto speciale nel mio cuore” (G. classe terza).

Gemma n° 2135

“Questo che vedete è un piccolo scatto rubato, una foto del 10 settembre che ho scattato durante il primo ballo di quei due ragazzi innamorati, e che sono anche i miei zii. Li chiamo ragazzi perché l’amore di cui si inondano l’un l’altro ho avuto solo la possibilità di immaginarlo, un po’ come nelle commedie romantiche che danno quasi la nausea o in quelle lettere dei vostri bisnonni alle loro mogli cariche di speranza e amore. Dovete sapere che mio zio detesta ballare, si definisce “un tronco d’albero rinsecchito” e sbuffa ogni volta che qualcuno prova anche solo a porgli la domanda “ti va di ballare?”. Ma quella sera non ha smesso di muoversi un secondo e dal suo sorriso deduco si stesse anche divertendo abbastanza. Tutto merito della donna che ha a fianco, anzi direi dell’amore perché si sa, quando si è davvero innamorati si fanno cose che non ci aspetteremmo pur di rendere la nostra persona contenta, anche solo per un minuto.
Effettivamente chi mi conosce sa che non sono una persona su cui la parola “amore” sta proprio bene addosso: non sono particolarmente empatica, non dimostro affetto facilmente, probabilmente quasi mai, e non credo nemmeno nell’atto del matrimonio.
Forse perché fin da bambina ho visto amori tramontare e innamorati diventare sconosciuti, o forse perché l’idea di rendermi vulnerabile a qualcuno mi terrorizza.
E allora perché questa foto?
Quella sera è scattato qualcosa in me, ho sentito un’impercettibile scossa travolgermi da un lembo all’altro del mio corpo e che mi ha portato a riflettere e rivedere degli aspetti che regolano i meccanismi della mie mente e conseguenti riflessioni.
Sono sempre stata convinta che questa generazione non è mai stata in grado di riconoscere il vero significato dell’amore e per questo ha dato vita ad un’altra versione di questo per tentare di colmare l’inevitabile vuoto creatosi, anche se non ne ha nulla a che vedere. I ragazzi si circondano di relazioni false, di breve durata, ingannevoli, dolorose e immature. È un ciclo tossico che non ha fine.
Eppure quella sera il mio occhio ha captato qualcosa di diverso, qualcosa di finalmente autentico. Ho visto una luce nei loro occhi che non avevo mai visto prima, un senso di rispetto, di sostegno, un legame profondo che mi ha colpito immensamente.
Nonostante i miei protagonisti non appartengano ovviamente alla mia generazione, mi hanno comunque fatta riflettere molto sulle mie idee poiché queste partivano sempre da una concezione relativamente pessimista delle relazioni sentimentali. Non che non ne abbia mai viste di vere prima d’ora, eppure vedendoli così innamorati e insieme proprio davanti ai miei occhi mi ha fatto nascere in me l’idea per la prima volta che forse, in fondo, è ancora possibile tutto ciò e non è solo una stupida fantasia nell’anticamera del mio cervello.
Tutto questo per invitare gli altri, ma soprattutto me stessa, a buttarci un po’ di più nelle situazioni che ci mettono potenzialmente paura o in quei legami o conoscenze che ci sembrano voler solo fare del male. Magari si scopre qualcosa di bello, qualcosa di inaspettato, qualcosa di autentico” (V. classe quinta).

Gemma n° 2131

“Nonostante possa sembrare una cosa molto infantile, la mia gemma è questo peluche. Non mi ricordo bene la sua storia visto che ero molto piccola, ma so per certo che me l’ha regalato mia zia. L’aveva messo in una cesta assieme ad altri peluche e mi aveva fatto scegliere. Avevo scelto questo peluche perché il giallo per me era simbolo di felicità e in più la faccina sorridente mi ha incoraggiata a sceglierlo. Mia zia ha solo 16 anni in più di me ed essendoci cresciuta assieme mi sento molto legata a lei. Purtroppo da tre anni ha intrapreso un percorso di vita molto complesso che l’ha costretta ad una lontananza dalla sua famiglia. Volevo solo dire che con questo peluche io penso sempre a lei con la continua speranza che lei un giorno possa cambiare idea” (R. classe prima).

Gemma n° 2129

“Trieste è una città a cui sono sempre stata particolarmente legata. Lì abita una parte della mia famiglia ed è per questo che ci vado spesso. Dato che vengo da un paesino poco popolato, da piccola l’ho sempre vista come New York, piena di persone e tanti modi diversi per divertirsi. Anche se adesso non è più ancora tutto da scoprire come prima, non mi stanco mai di guardarla e di visitare i miei posti preferiti. Trieste mi piace a partire dal paesaggio marittimo, il forte vento e lo stile antico degli edifici. Adoro soprattutto come l’atmosfera cambia di stagione in stagione. D’estate è bello camminare lungo le rive, passare per il viale pieno di cinema e ristoranti di svariate culture, andare a teatro e girare per le librerie; inverno sta invece per pattinaggio sul ghiaccio, mercatini, frittelle e succo di mela caldo. Più di tutto, però, amo Trieste per i bei ricordi che mi regala ogni volta che ci torno. Mi fa ripensare a tempi più spensierati prima del covid quando vedevo la vita in modo diverso. Inoltre sono grata a Trieste per avermi sempre donato una sensazione di rifugio quando nel luogo in cui vivo la situazione non era delle migliori” (S. classe prima).

Gemma n° 2128

“Come gemma ho deciso di portare la mia collana. Sul ciondolo è raffigurata mia nonna. A lei ero molto legata ma purtroppo è venuta a mancare 7 anni fa. Da quando non c’è più ho sempre pensato di non riuscire a fare certe cose e mi sono chiusa in me stessa. Grazie a mia mamma e ai suoi aiuti ho ritrovato la fiducia in me stessa e quando la stringo a me mi dà protezione” (G. classe prima).