Gemma n° 3025

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare E Johnny prese il fucile di Dalton Trumbo. Questo romanzo del 1939 parla di un soldato statunitense della prima guerra mondiale di nome Joe Bonham che perde tutti e quattro gli arti, alcune parti del viso, la vista, l’udito, l’olfatto e la parola diventando così un pezzo di carne con una mente funzionante. Joe racconta dei suoi ricordi passati, delle sue speranze e di ciò che vorrebbe sentire, con la consapevolezza di essere destinato a morire. Lo stesso scrittore divenne il regista del film, uscito nel 1971 con Timothy Bottoms protagonista e riuscì a vincere il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes oltre che a diventare l’ispirazione per uno dei brani più celebri dei Metallica: “One”. Questo libro mi ha colpita particolarmente proprio per l’onestà e il grande senso di responsabilità che il protagonista provava, pur essendo consapevole di non avere nulla di funzionante oltre alla mente e di essere solo un esperimento agli occhi dei medici dell’epoca. Consiglio vivamente sia il romanzo che il film e li ritengo abbastanza sottovalutati nonostante il forte messaggio” (I. classe seconda).

Gemma n° 2238

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare la gratitudine verso il mio cambiamento positivo.
L’anno scorso stavo passando un brutto periodo della mia vita: mi sentivo sola, senza nessun obiettivo e senza quella motivazione che ero solita avere, ma cercavo di nasconderlo. Facendo un giro in libreria, trovai questa raccolta di poesie di Franco Arminio, Studi sull’amore. Lessi tutte le poesie in un giorno ed evidenziai quelle che in quel periodo mi sembravano stupende.
Una di queste si chiama “Sono due giorni che soffro”:

Sono due giorni che soffro
per paura. E ho sofferto
per tutto il tempo che ho vissuto,
e qui nel petto un vago allarme,
un cuore che mi punta
e io scappo dal mio sangue,
mi faccio aria, mi nascondo
in tutte le parole che dico,
non c’è più nessun me
a cui posso appigliarmi,
c’è solo un cenno antico,
un cenno d’infanzia
fatto di neve e del petto di mia madre.
Ti prego, tienimi in vita,
stendimi al sole,
prestami un respiro.

Recentemente ho riletto il libro, per curiosità, e mi sono accorta di come tutto sia cambiato nel giro di pochi mesi. Ora sono grata per come la mia vita sia e per i miei obiettivi che sono riuscita a portare a termine anche se con molta difficoltà. Ma soprattutto sono grata per chi ho vicino: ho amici che mi supportano sempre, una famiglia che mi accetta per come sono e una persona che mi ama nonostante i miei difetti.
Come poesia di questo periodo ho scelto “Contro la morte esiste solo l’amore”:

Contro la morte esiste solo l’amore.
Le donne lo sanno meglio degli uomini,
meglio delle donne lo sa la luna,
meglio della luna lo sa il vento.
Lascia correre il tuo amore,
dentro di te e dentro gli altri.
Chi ama non esce mai di scena,
siamo tutti qui,
sangue della stessa vena.

(B. classe quarta).