
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare E Johnny prese il fucile di Dalton Trumbo. Questo romanzo del 1939 parla di un soldato statunitense della prima guerra mondiale di nome Joe Bonham che perde tutti e quattro gli arti, alcune parti del viso, la vista, l’udito, l’olfatto e la parola diventando così un pezzo di carne con una mente funzionante. Joe racconta dei suoi ricordi passati, delle sue speranze e di ciò che vorrebbe sentire, con la consapevolezza di essere destinato a morire. Lo stesso scrittore divenne il regista del film, uscito nel 1971 con Timothy Bottoms protagonista e riuscì a vincere il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes oltre che a diventare l’ispirazione per uno dei brani più celebri dei Metallica: “One”. Questo libro mi ha colpita particolarmente proprio per l’onestà e il grande senso di responsabilità che il protagonista provava, pur essendo consapevole di non avere nulla di funzionante oltre alla mente e di essere solo un esperimento agli occhi dei medici dell’epoca. Consiglio vivamente sia il romanzo che il film e li ritengo abbastanza sottovalutati nonostante il forte messaggio” (I. classe seconda).
