“Come gemma ho scelto di portare il biglietto del concerto di Lana del Rey che si è tenuto il 4 giugno 2024 a Milano. Ho scelto questo oggetto perché ogni volta che lo vedo mi ricordo di quel fantastco giorno che ho trascorso con una mia amica. Nonostante le 12 ore di viaggio (tra andata e ritorno) e le 9 ore di attesa sotto il sole é stata un’esperienza fantastica che non dimenticherò mai e spero di vivere un momento simile di nuovo” (M. classe seconda).
“Quest’anno ho deciso di portare come gemma questi calzetti antiscivolo. Me li ha regalati mia nonna paterna e li ha regalati anche a mio fratello e ai miei cugini. Ce li ha comprati perché aveva paura che scivolassimo mentre giocavamo ad acchiapparella e a nascondino dentro la sua casa in quanto ha un pavimento molto scivoloso. Questi calzetti mi ricordano molto i nostri pomeriggi passati a divertirci giocando a questi due giochi, ci giochiamo ancora oggi nonostante la nostra età . Ho deciso di portarli anche perché dall’anno prossimo non sarà più la stessa cosa in quanto mio cugino e mio fratello andranno via di casa per frequentare l’università e quindi di questi pomeriggi non ce ne saranno più di tanti come prima, ma nonostante ciò e i nostri anni sono sicura che ci giocheremo ancora e ancora in quanto quando stiamo assieme ritorniamo sempre piccoli e questa a parer mio è la cosa più bella al mondo” (E. classe seconda).
“La gemma di quest’anno è la Polaroid che mi ha regalato il mio ragazzo al mio compleanno, quest’estate. È stata una sorpresa bellissima che non mi aspettavo, anche se ho sempre desiderato avere una macchina fotografica istantanea. Infatti ci sono molto affezionata perché penso sia stupendo poter immortalare dei ricordi che dureranno nel tempo e che riguarderò con felicità e un po’ di nostalgia” (A. classe quinta).
“Devo essere onesta, non ci ho messo tanto a scegliere di che cosa parlare, avevo già le idee abbastanza chiare. Ho deciso di portare questa foto di me e mia sorella con una persona per noi molto importante: nostro zio. Mio zio rappresenta tutto per me: gioia, tristezza, rabbia, risate e purtroppo anche delusione. Da piccola, andavo sempre a giocare a casa dei miei nonni, dove c’era anche lui, visto che abita con loro, e i miei genitori andavano a lavorare. Giocavamo con tutti i giochi che lui mi regalava ad ogni compleanno, infatti ormai quella casa ne è piena, e oltre a tutte le risate che facevamo insieme, ricordo anche diversi momenti di rabbia, come quando stavamo giocando ad un gioco inventato da me, e lui continuava a non rispettare le regole: gli ho tirato un calcio nella gamba, con conseguente ghiaccio e livido. Ricordo che alla notizia del mio trasloco lui ci è rimasto molto male, visto che abita da solo con i miei nonni e io gli movimentavo un po’ la giornata, ma nonostante ciò facciamo un sacco di chiamate e videochiamate dove ci raccontiamo di tutto e ridiamo insieme. Adesso ci vediamo soltanto una volta all’anno, ma tutti i giorni che passiamo insieme sono i giorni più belli della mia vita” (A. classe seconda).
“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare questo anello che mi è stato regalato questa estate da mio padre mentre eravamo a Londra. Questo anello per me ha un significato speciale perché mi ricorda di questa vacanza che mi ha aiutata a “staccare la mente” da un brutto periodo che stavo passando ed è stata anche un modo per trascorrere più tempo assieme a mio padre, con il quale non ho molte occasioni di stare durante la settimana” (A. classe seconda).
“Oggi come gemma ho deciso di portare i biglietti di una partita che sono andata a vedere. Il 5 maggio 2024 sono andata a Bologna a vedere una partita di basket della Virtus Segafredo Bologna contro Dolomiti Energia Trentino. Credo sia stata la giornata più bella di sempre e avrà sempre un posto nel mio cuore. Ho regalato questi biglietti a una persona davvero importante, sapendo quanto a lei piaccia questa squadra. La sua reazione è stata indescrivibile ed è rimasta senza parole! Siamo andate a Bologna in macchina e, una volta trovato parcheggio, abbiamo girato un po’ la città. Bologna è meravigliosa e si è guadagnata il prima posto tra le mie città italiane preferite. Credo che questo sia legato principalmente ai ricordi che si sono creati qui. Verso le 17 siamo andate verso l’arena e una volta entrate ho provato una sensazione incredibile. È stato tutto pazzesco: il riconoscimento, il riscaldamento, la partita e il tifo. PAZZESCO! Siamo andate poi a mangiare in una fantastica trattoria: abbiamo diviso una lasagna e una cotoletta alla bolognese, erano buonissime! Dopo siamo tornate alla macchina e abbiamo fatto ritorno in Friuli. La mia gemma quindi non è solamente un biglietto di una partita, bensì una giornata indimenticabile”. (R. classe terza).
“Quest’anno come mia gemma ho deciso di portare qualcosa di diverso, non una persona bensì un’esperienza intera. Frequento il campus Anbima da tre anni, anche se da piccola andavo spesso con mio padre, perciò per me è come una seconda casa. Questo campus consiste in una settimana intensa di prove con due concerti alla fine dove si riuniscono giovani provenienti dalle bande di tutto il Friuli, perciò quella che io chiamo la mia seconda famiglia raggiunge ogni anno circa le 160/170 persone. Appena il campus finisce inizio il conto alla rovescia per il campus seguente, e mi capita ogni volta di passare i giorni seguenti al ritorno nel letto a piangere: è un’esperienza che sento veramente molto e mi insegna sempre qualcosa di nuovo. Lì conosco di anno in anno nuove fantastiche persone, ognuna diversa da un’altra, persone che lasciano un segno indelebile nella mia vita e con le quali si stabiliscono sempre rapporti diversi e sorprendenti. Non so spiegare il sentimento che provo verso queste persone e verso questa esperienza, non riesco a spiegare le emozioni che provo quando guardo le foto o quando qualcuno mi nomina Piani di Luzza, però i miei occhi brillano ad ogni ricordo, come questo, catturato in questa foto: avevamo una settimana in cui potevamo contare massimo 2 ore di sonno a notte, 9/10 ore di prove al giorno, era l’una di notte eppure stavamo cantando Maledetta primavera sulle spalle dei nostri amici. Mi manca tutto e tutti di Piani e non vedo l’ora che questi 293 giorni finiscano e che sia finalmente il 25 agosto”. (R. classe terza).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una frase che fotografai 4 anni fa mentre ero in vacanza a Matera. Camminando per le vie della città durante le ore più calde della giornata decisi di sedermi su un muretto per riposare e sotto i miei piedi trovai scritto: “prendere o lasciare?”. Decisi subito di fotografare queste parole, non sapevo neanche io il perché ma oggi, ripensandoci, forse il motivo dentro di me lo sapevo già. Dopo tutti questi anni, andando avanti con la mia vita e facendo ogni giorno nuove esperienze, mi sento rappresentata a pieno da questa domanda: poche parole che però riassumono il mio modo di relazionarmi con le altre persone e di affrontare le situazioni che mi trovo davanti. Personalmente non ho un carattere molto deciso, spesso mi ritrovo a pensare fin troppe volte prima di prendere una decisione, che sia una cosa banale o veramente molto importante.
Tuttavia, trovo che questa frase rispecchi benissimo il mio modo di relazionarmi, sia in amicizia sia in amore. Sono una ragazza semplice e convinta, che sa quello che vuole. Questo però non dev’essere frainteso col buttarsi a capofitto in qualcosa ma semplicemente cogliere un’opportunità e non come molto spesso capita, lasciarla andare. Nonostante io sia la prima a dire che nella vita bisogna provare e lasciarsi una porta aperta a nuove conoscenze, non nego che spesso e volentieri questa domanda vaga nella mia mente ma alla resa dei conti vincerà sempre la parte di me che vede tutto come una sfida e un’occasione per migliorarsi, non lasciando alcuno spazio al rimorso per una scelta non compiuta”. (G. classe terza).
“Ho scelto questa collana perchè mi ricorda molto il rapporto che ho con mia mamma. Un giorno, mentre stavamo uscendo, volevo a tutti i costi mettermi una collana ma non ne avevo una che mi piacesse particolarmente, quindi sono andata fra le sue cose e ho preso questa. L’ho tenuta anche i giorni seguenti e mia mamma mi ha detto di tenerla perché mi stava molto bene. Dopo che mamma si era fidanzata con papà, sua nonna le aveva regalato questa collana. Io amo il rapporto che ho con mamma perché è una delle persone più genuine e vere che ho. Con lei posso parlare di tutto, anche di cose negative senza essere giudicata e ho sempre la certezza che lei ci sarà sempre per me e non mi lascerà mai” (A. classe quinta).
“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare uno tra i miei film preferiti: Inception di Christopher Nolan. In breve, questo film tratta della storia di un uomo in grado di inserirsi nei sogni altrui per prelevare i segreti nascosti nel più profondo del subconscio e fa capire anche come i sogni di una notte possano talvolta essere collegati l’uno all’altro. Di questo film non mi ha colpito solo la trama (già molto avvincente) ma il significato che vi si cela dietro: i sogni come percezione della realtà. Questa definizione mi appartiene molto perché sono sempre stata una ragazza “sognatrice” ma decisa a far sì che un giorno ciascuno di essi si realizzi; sognare o viaggiare con la mente mi aiuta a essere determinata perché mi stimola ad andare fino in fondo (non amo lasciare le cose sospese). I sogni poi mi hanno sempre affascinato: da piccola mi chiedevo continuamente come la nostra mente potesse proiettarci delle immagini nel momento in cui siamo tranquilli e liberi da qualsiasi preoccupazione (il sonno) e proprio per questo mi sento molto rappresentata dal messaggio di questo film che continua a cambiarmi ogni anno”. (S. classe seconda).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare il mio nonno ungherese, C. Mio nonno, quando ne aveva la possibilità, quindi durante i periodi nei quali andavamo in Ungheria durante la mia infanzia, sfruttava ogni occasione per stare con me, e faceva tutto ciò che gli era possibile per far sentire a casa me, i miei genitori e mio fratello, non facendoci mancare niente. I momenti migliori erano quelli dove giocavamo a carte, mi portava in giro con lui, o quelli dove cucinavamo insieme piatti tipici ungheresi. Durante l’anno ci telefonava spesso per chiederci come stavamo, e ci chiedeva di come andasse la nostra vita. Questo lo fa anche adesso, ed il nostro rapporto è tuttora molto solido, anche se, essendo cresciuto, è un po’ variato. Negli ultimi tempi ha aiutato molto i miei cugini, e sta proponendo anche a noi il suo aiuto per dei problemi in famiglia. Quest’anno mi è venuto in mente di scrivere proprio di lui, perché durante la scorsa estate, abbiamo passato molto tempo assieme, visitando nuove città che non avevo mai visto dell’Ungheria, e passando anche dei giorni, in una località dell’Ungheria dove si trova uno degli acquapark con più piscine d’Europa. Queste esperienze mi hanno fatto molto piacere, anche se purtroppo ho potuto notare che era molto più stanco e affaticato degli ultimi anni. Spero tanto di poter ancora avere esperienze simili con lui, e di poterlo vedere più spesso”. (G. classe seconda)
“Come gemma quest’anno, siccome è l’ultima, ho deciso di portare qualcosa che io considero una parte di me. Quindi ecco quello che credo sia l’oggetto a me più caro e intimo e di cui sono più gelosa: un diario in cui sono custoditi tutti i miei ricordi. Recentemente mi è capitato di leggere una frase che secondo me cade proprio a pennello: “usa i ricordi non per rimpiangere ciò che è passato ma per ricordarti di quanto sei stato fortunato a viverlo”. Io credo da sempre che i nostri ricordi siano uno muro portante per la nostra esistenza perché, riportandoci indietro nel tempo, fungono da promemoria di ciò che siamo stati e di quello che abbiamo vissuto; non mi riferisco solo ai ricordi piacevoli, ma anche a quelli che, se ci ripensi, ti lasciano un po’ di amaro in bocca. Questo diario è il mio di muro portante: mi ha accompagnato per tutta la mia adolescenza ma si espande anche all’infanzia, ed è una raccolta di veri e propri frammenti della mia vita che a me piace collezionare: qui dentro ci sono io al 100% e sono convinta che se qualcuno ci sbirciasse sarebbe in grado di cogliere perfettamente la mia personalità, i miei desideri o le mie paure. Il contenuto spazia tra pensieri, riflessioni ma anche cose più materiali che tante volte sono le più semplici: biglietti scritti a mano, la cartina dei miei cioccolatini preferiti, biglietti del cinema, fiori seccati, i braccialetti luminosi di qualche festa… insomma c’è davvero tanto. Riempire queste pagine è un’esperienza che mi fa tornare un po’ bambina, infatti il titolo di questo quaderno è proprio il soprannome che ho sin da quando sono piccina. Ogni tanto mi capita di sfogliarlo e, passando attraverso le diverse fasi della mia vita, proprio come dice la citazione, mi fa sentire fortunata e grata di averle potute vivere”. (A. classe quinta).
“Anche per me è arrivato il momento di presentare la mia ultima gemma e devo dire che avevo tante idee che mi frullavano in testa ma poi quella di portare G. come gemma è prevalsa su tutte. Questa è una delle nostre prime foto insieme e risale al giorno dell’anno scorso quando, in gita a Lubiana, abbiamo comprato un draghetto di peluche ciascuna nonostante il loro prezzo assurdo per dare loro nomi altrettanto assurdi tipo “Comodino” e metterli a dormire con noi nel letto dell’hotel; è stata una delle prime cose che abbiamo fatto assieme e penso di poter dire che questa sia un’esperienza che rappresenta molto bene il nostro modo di essere. Ho deciso di portare G. perché nell’ultimo anno è diventata una delle persone più importanti della mia vita e mi ha aiutata a crescere in tutti i modi in cui avrei potuto farlo. La sua presenza è stata per me fondamentale soprattutto in alcuni periodi recenti: quando avevo bisogno di qualcuno lei c’è sempre stata e spero questa cosa valga e sia valsa anche per lei. Questa gemma per e su G. è una specie di ringraziamento, molto singolare lo ammetto, perché dirle queste cose direttamente sarebbe stato troppo normale e per me un po’ difficile quindi niente, solo grazie”. (I. classe quinta).
“Fortunatamente, quest’anno non ho avuto alcun dubbio su cosa portare come gemma. Sin dal primo momento, sapevo esattamente cosa avrei scelto, perché si tratta di un’esperienza a cui sono stata particolarmente legata nel 2024. Ho deciso di portare il concerto di Sfera Ebbasta, al quale ho assistito il 15 giugno a Lignano. È stata un’esperienza indimenticabile, ed è proprio per questo che ho scelto questa foto scattata alla fine del concerto, quando purtroppo tutto stava per finire. Quel concerto è stato, senza dubbio, uno dei più belli della mia vita, se non il più bello in assoluto. Ha segnato per me l’inizio dell’estate, di quel periodo dell’anno che aspetto per la sua leggerezza e spensieratezza. Per quell’oretta e mezza la musica mi ha fatto dimenticare le preoccupazioni e le ansie quotidiane, comprendendo a pieno il vero significato della musica. È stato come un simbolo del passaggio a una stagione in cui mi sento finalmente libera di vivere a pieno, senza pensieri o stress. Inoltre, c’è un altro motivo per cui questo concerto è stato così speciale per me: è stato il primo concerto di una persona a me cara e vederla finalmente felice è stata la cosa migliore di quella serata. Condividerlo insieme ha reso l’esperienza ancora più unica. Per me, questo concerto rappresenta molto più che un semplice concerto: è stato l’inizio di un’estate speciale, un’estate che mi ha regalato momenti di felicità e spensieratezza, e che porterò sempre nel cuore”.
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare il mio gatto. Si chiama Robin Hood e ha 6 anni. È un gatto a cui piace stare da solo, si fa anche coccolare, ma solo quando vuole lui. Fin da piccola ho sempre desiderato un gatto e finalmente nel 2018 ne ho ricevuto uno. Abbiamo passato molto tempo insieme a giocare e una delle cose che mi rendeva più felice era tornare a casa sapendo che era vicino alla porta ad aspettarmi. Purtroppo a Febbraio è venuto a mancare ed è stato uno dei dolori più forti. Avrei voluto restare con lui ancora un bel po’ di tempo, ma so che sarà sempre al mio fianco” (G. classe terza).
“Per la gemma di quest’anno ho deciso di portare un anello che mi è stato regalato da mia zia. Lei e mia sorella ne hanno uno uguale. Noi tre siamo cresciute praticamente insieme, e mia zia ha scelto di donarci questo anello come simbolo del nostro legame. Sono molto affezionata a questo anello; non lo tolgo mai ed è sempre con me” (F. classe quarta).
“La mia gemma è una foto con mia sorella di quando eravamo piccoli. Questa foto, che è anche il mio sfondo del telefono, rappresenta per me il pensiero che lei stia sempre vicino a me, anche se adesso stiamo a 700km di distanza, e che lei ci sarà sempre per me come io ci sarò sempre per lei e la distanza non cambierà mai il rapporto che abbiamo. Sin da quando ero piccolo lei mi ha sempre curato e protetto come un figlio e di questo gliene sarò per sempre grato e ora che siamo diventati grandi ci sosterremo sempre anche nei momenti di difficoltà” (L. classe terza).
“Come gemma ho deciso di portare qualcosa di molto personale ovvero un quaderno con dei francobolli. Questo libretto me l’ha regalato mio nonno prima di andarsene e, come a me, l’ha regalato anche a mio fratello e ai miei quattro cugini. Ognuno ha attaccati diversi francobolli in base ai propri interessi, ad esempio io ho le farfalle. È molto importante per me perché è l’ultimo ricordo che ho prima che venisse ricoverato in ospedale e prima di andarsene. Mio nonno non era un uomo di molte parole e all’apparenza sembrava un po’ scorbutico ma in realtà era molto buono e cercava in tutti i modi di prendersi cura dei suoi nipoti inclusa me. Di lui mi piaceva che a volte mi raccontava le sue storie di quando era giovane e io mi mettevo lì ad ascoltarlo. Nonostante adesso non ci sia più, la casa, dove adesso vive mia nonna, mi ricorderà sempre le cene e i momenti passati in famiglia assieme a lui. Adesso ho davvero la consapevolezza di dire che i nonni sono la nostra più grande fortuna ed è importante goderseli perché non saranno sempre con noi. Io adesso ho le mie due nonne che sono le mie rocce e sarò sempre grata per quello che mi hanno dato sin da piccola”. (C. classe quinta).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare l’estate 2024. È stata una delle migliori estati di tutta la mia vita, ho fatto nuove (fantastiche!!) conoscenze ed esperienze. È stata l’estate giusta al momento giusto. Durante i mesi di Giugno e Luglio ho “lavorato” ad un centro estivo in spiaggia ed è stata un’esperienza veramente meravigliosa! Mi sono affezionata molto ai bimbi nonostante stessero con noi solo pochissime settimane. Ad Agosto, invece, sono partita per una vacanza differente dalle precedenti, perché non c’era solo la mia famiglia ma molte di più. Ho trascorso la prima parte del mese assieme a dei ragazzi già noti che ho potuto conoscere meglio, aggiungerei fortunatamente. Dopo un po’ di giorni ci hanno raggiunto altre 6 famiglie e insieme abbiamo passato dei giorni unici e spensierati, in luoghi tranquilli che quasi sembravano “riservati” per noi, perché raggiungibili solamente in barca. Purtroppo tutti abitiamo distanti tra noi e riuscire a vedersi anche d’inverno è molto difficile. Fortunatamente, però, siamo sempre in contatto e riusciamo a far sembrare di essere sempre insieme! In poco tempo sono diventate tra le persone più importanti nella mia vita. Spero di passare un’estate altrettanto magnifica nel 2025!” (M. classe terza).
“Comincio dicendo che sono una persona molto sensibile a livello olfattivo, e mi viene sempre istintivo associare determinati odori e profumi a determinate persone o momenti. Questo ovviamente si riflette inevitabilmente sul loro aspetto emozionale, infatti mi é capitato un sacco di volte di ritrovarmi sorpresa in modo completamente inaspettato nel riconoscere, per esempio, il profumo di una persona che in quel determinato contesto non c’entrava niente. Da piccola i profumi fungevano da rifugio, mi davano sicurezza ovunque andassi. In modo specifico, mia mamma possedeva un profumo che metteva ogni giorno. Era un profumo molto semplice, ma io non l’ho mai sentito addosso a nessun altro se non lei. Per tutto il periodo della scuola materna e i primi anni di elementari ho provato ogni giorno una malinconia fortissima di casa, e anche se era una cosa assolutamente banale, mi capitava spesso di entrare in crisi, e ricordo che la mia mamma per donarmi la sensazione di casa ovunque andassi mi metteva ogni mattina uno spruzzo del suo profumo. Ricordo anche che quando doveva uscire la sera a cena si metteva sempre quello stesso profumo prima di darmi la buonanotte. Era una sicurezza e un punto fermo riconoscibile. La mamma mi ha regalato l’ultima boccetta di quel profumo due anni fa e adesso non lo riesco più a trovare in commercio, il che è abbastanza triste, però è un pilastro che mi rimarrà sempre nell’anima richiamando quella sensazione che mi faceva sentire come se tutto andasse bene e io fossi al sicuro”. (E. classe quinta).