“La gemma che ho deciso di portare è questa collana che mi ha dato mia nonna. È speciale non solo perché me l’ha data lei, ma perché l’ha presa a Gernica, il paese dove è nata e in cui è cresciuta, e che poi ha dovuto lasciare. Era un piccolo ricordo della sua terra e della sua adolescenza, e ha pensato di lasciarlo per darlo a me. Ogni volta che la indosso, sento di portare con me una parte della sua storia e delle sue radici. Perciò, per me, questo è l’oggetto più prezioso che possiedo” (E. classe seconda).
“Come gemma ho deciso di portare la foto dell’accampamento che abbiamo tirato su io e i miei amici quest’estate in campeggio. Siamo stati lì 4 giorni a giugno perché volevamo vedere il concerto di Calcutta ma nessuno aveva la casa a Lignano. Quei 4 giorni sono stati decisamente i più belli dell’anno per svariati motivi: è stata la mia prima vacanza in autonomia e l’ho trascorsa con alcune delle persone a cui voglio più bene. Ho sempre trascorso le mie estati in campeggio, ma negli ultimi anni io e la mia famiglia abbiamo optato per altre mete turistiche. Tornare lì mi ha fatto riaffiorare un sacco di ricordi ed è decisamente uno dei posti che mi porterò sempre nel cuore. C’è una libertà che ti dona lo stare in mezzo alla natura che un appartamento non potrà mai darti. È stata inoltre una vacanza significativa perché è stata l’ultima vacanza trascorsa nel camper dei miei nonni, visto che l’hanno venduto qualche giorno fa, dopo averci viaggiato per 50 anni e aver donato a tutta la famiglia dei ricordi di viaggi che raramente si dimenticano. Dal campeggio si sentivano le prove del concerto e non vedevamo l’ora di ascoltare Calcutta dal vivo. Dopo il concerto siamo andati in spiaggia e siamo rimasti lì fino all’alba. È stato uno dei primi after che io abbia mai fatto ed è stato tutto veramente speciale. Anche se quest’estate ho visto parecchi concerti di artisti ben più famosi di lui, posso dire che il suo è stato quello che mi porterò nel cuore, grazie alle persone con le quali ho trascorso quei 4 giorni”. (E. classe quarta).
“Come gemma ho scelto di portare un animale molto importante per me: il mio cane Maggie. È sempre stata speciale, mi ha vista nascere e crescere, ed è stata al mio fianco in tantissimi momenti felici. Da piccola, spesso dormiva con me, e giocavamo sempre insieme, anche se probabilmente la stressavo un po’. Nonostante questo, sono convinta che anche per lei fossi molto importante. Negli ultimi anni, purtroppo, Maggie ha sviluppato alcuni tumori che, anche se benigni, l’hanno portata a stare molto male, soprattutto a causa della vecchiaia e operarla non era una buona soluzione. Con il tempo ci siamo resi conto che non riusciva più a vivere come prima, e abbiamo capito che la scelta migliore per lei era sopprimerla. La sua morte mi ha causato un grande dolore, soprattutto perché sono stata con lei fino agli ultimi istanti, tenendola in braccio mentre se ne andava” (V. classe terza).
“La barriera corallina delle Maldive, il deserto ventilato negli Emirati, le persone che ballano per strada a Santo Domingo, il tramonto a Roma, i grattacieli di New York dall’alto, il cibo in sud Italia, le moschee a Istanbul e le bici in Olanda sono solo alcuni dei bei ricordi che mi balzano in mente non appena chiudo gli occhi per dormire. In questa gemma volevo sottolineare quanto per me, sin da piccola, sia stato importante viaggiare. Le esperienze che si fanno durante i viaggi sono a mio parere le più belle: nuove conoscenze, nuove culture, nuove religioni, nuovo cibo, nuovi pensieri, nuove curiosità…anche inconsapevolmente si raccolgono così tante informazioni utili e interessanti che ti spingono a visitare sempre un posto nuovo. I viaggi costituiscono saggezza e ricordi in più che nella vita mi sono sempre stati utili e che spero di portare con me per sempre” (G. classe terza).
“Come mia ultima gemma ho deciso di portare la mia migliore amica C., io e lei ci conosciamo dalla prima elementare e siamo sempre state compagne di classe e vicine di banco, oltre che migliori amiche. È sempre stata una parte fondamentale e un punto di riferimento nella mia vita, abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto e ci siamo sempre sostenute e aiutate a vicenda. Scelgo di portare lei perché è una delle persone più importanti per me, abbiamo trascorso l’infanzia e l’adolescenza assieme, abbiamo fatto moltissime esperienze durante il corso della nostra amicizia e ognuna ci è servita a maturare sempre un po’ di più il nostro rapporto. Io la considero come una seconda sorella ormai, siamo cresciute insieme e abbiamo visto e vissuto ogni periodo e momento della vita dell’altra, da quelli più belli a quelli più brutti, ci siamo divertite, abbiamo pianto, ci siamo consolate e siamo cresciute, sempre insieme. Conosciamo tutto l’una dell’altra e ci capiamo con un solo sguardo. C. c’è sempre stata per me come io lo sono stata per lei, e adesso che finiremo il liceo e per la prima volta non ci vedremo più tutti i giorni, sono certa che nonostante ciò non ci separeremo e la nostra amicizia rimarrà. Le voglio un’infinità di bene e la ringrazio non solo per essere la mia migliore amica, ma la mia compagna di vita” (E. classe quinta).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una delle persone più importanti per me: il mio migliore amico. Io e M. ci conosciamo da quando avevamo tre anni. Siamo sempre stati molto uniti perché abbiamo un carattere abbastanza simile. Pur conoscendoci da molti anni non ho ricordi di un nostro litigio tranne qualche bisticcio quando eravamo piccoli. Abbiamo fatto asilo e elementari insieme, invece alle medie eravamo in classi diverse pur essendo nella stessa scuola e ora siamo di nuovo insieme. M. c’è sempre stato, mi ha sempre sopportata e supportata in tutto e per questo gli voglio molto bene” (A. classe seconda).
“Ho deciso di portare il referto di una partita di basket a cui ho partecipato, perché per me è una delle più importanti. In questa partita, risalente al 2017, ho stabilito il mio record di punti (37) in soli venti minuti. Ero veramente bravo, ma purtroppo ho deciso di smettere di giocare. Ancora oggi, quando guardo il referto, provo un po’ di nostalgia di quei tempi” (F. classe terza).
“Nella mia gemma vorrei raccontare delle mie esperienze memorabili e indeminticabili come animatrice di un gruppo formato da volontari, chiamato “Ragazzi Si Cresce”. Faccio l’animatrice quasi da 2 anni e posso dire che sacrificando il mio tempo durante le riunioni serali per organizzare le attività e i giochi per bambini solo poi per vedere i loro sorrisi sul viso e sentirsi dire “mi sei mancata”, è un’altro tipo di gioia. Ogni volta che il bambino si diverte, mi regala un abbraccio o mi confessa di volermi bene, mi riscalda il cuore e mi fa venire ancora più voglia di continuare a dare tutta me stessa per farli stare bene. Il momento più fantastico con cui premiamo i bambini per aver passato il mese assieme a noi, è la serata finale. Una serata dove si balla, si fa festa, si mostra ai genitori cosa si è imparato durante il mese ed è un momento bellissimo di sfogo e uno splash di emozioni. Di certo non nego che durante il percorso ci siano state difficoltà, certo, ci sono sempre, ma gli ostacoli si superano se siamo tutti uniti e ognuno fa la sua parte. Mi ricordo come la mia coordinatrice una volta ci disse “il centro estivo non è formato solo dai bambini, ma parte tutto da voi animatori”. Quella frase è come se fosse una motivazione che ci fa andare avanti. Per me è sempre un piacere trascorrere il mio tempo all’interno del gruppo, perché col tempo si è allargato e abbiamo formato un gruppo solido e unito, dove ognuno viene accettato e capito, dove ognuno può sempre sentirsi libero di fare la sua scelta e di esprimere la propria opinione e allo stesso tempo creare nuove amicizie e rapporti. Avete presente un prato appena fiorito d’estate con dei fiori? Ecco questa metafora rappresenta il mio centro estivo. Noi animatori siamo il prato, la base da cui partono tutte le nostre idee sfruttando al massimo la creatività, mentre i bambini sono i fiorellini che abbelliscono questo prato con i loro sorrisi, abbracci e affetto. Questi ricordi passati me li terrò sempre nel cuore con cura e tenerezza. Ringrazio le persone con cui ho legato moltissimo all’interno del gruppo e i bambini che mi danno la positività, e se potessi dare un consiglio agli adolescenti di oggi, è di provare queste sensazioni e conoscere un po’ il mondo della bontà com’è”. (V. classe prima).
“Quest’anno vorrei portare come gemma la collana con il mio nome che mi ha regalato la mia ex migliore amica delle medie in seconda. Questa collana l’aveva fatta lei, uguale per tutte e due: sulla mia aveva scritto Vunni e sulla sua Guga perché era il soprannome che lei aveva dato ad entrambe. Era fatta da un materiale simile alla madreperla a forma di cuore legata a un laccio di cuoio. L’aveva fatta durante un suo viaggio in Serbia. Quando mel’ha consegnata mi ha detto una frase che mi é rimasta impressa e non riuscirò mai a cancellare: “Vunni adesso che abbiamo queste collane uguali non ci dimenticheremo mai l’una dell’altra perché abbiamo l’una il cuore dell’altra”. Però la vita ha voluto separarci, infatti lei è andata a vivere in Serbia e ci siamo perse di vista, ma nonostante tutto ho sempre tenuto al collo la collana finché non si è rotta e ora la conservo sul mio comodino” (V. classe seconda).
“Questo braccialetto me lo ha regalato mia nonna esattamente un anno fa quando era il mio compleanno. Questo bracciale per me vale molto perché quando lei stava male lontana da me e dalla mia famiglia sentivo la sua vicinanza semplicemente guardandolo” (A. classe prima).
“Circa 6 anni fa, in estate, io e la mia famiglia ci trovavamo in un campeggio nei pressi di Roma. Quest’ultimo era anche la casa di numerosissimi gatti e gattini. Come sempre io impazzivo dalla voglia di poterne acchiappare uno, soprattutto se piccolo, per tenerlo tra le braccia e fargli tante coccole. Una mattina, dietro ad un cancello socchiuso, sorpresi due piccoli gattini giocare teneramente tra di loro, il mio cuore iniziava a battere e la voglia di provare ad acchiapparne uno aumentava. Lentamente mi avvicinai, cauta, poi feci un balzo e iniziai a corrergli dietro, ma svelti come sono, avevano già trovato un nascondiglio adatto al loro corpicino minuto. Allora mi arresi e trovai altre distrazioni e passatempi anche se questa era la più spassosa. Quel pomeriggio, io e mio fratello ci avviammo per andare in piscina, lui camminava sbadatamente guardando sempre dritto, io continuavo a volgere la testa da tutte le parti ansiosa di avvistare qualche animaletto. All’improvviso, scendendo le scale, mi voltai a sinistra e vidi un piccolo gattino grigio accovacciato davanti ad un tunnel. Era il mio momento, dovevo fare qualcosa, dovevo approfittare del fatto che non si era accorto della mia presenza. Svelta mi piegai e l’afferrai, presa! Finalmente ero riuscita a prendere un gattino ma poco dopo averlo sollevato notai che era molto magra, troppo per la sua età, aveva anche un occhio chiuso dalle croste pieno di pus per via dell’herpes che se non viene curato subito rischia di creare danni permanenti. Provai subito compassione e mi avviai decisa verso il camper dove stavano i miei genitori. Mia mamma non fu sorpresa di vedermi con un gatto in braccio, ci era abituata, ma questa volta io scoppiai a piangere e continuai a ripetere che dovevamo salvarlo, che stava male e che se non l’avessimo fatto sarebbe morto visto lo stato in cui era. Mio padre non mi diede retta, continuava a dire che prima o poi mi sarei stufata e sarebbero stati loro a doversene occupare, io non lo ascoltavo e insistevo con le lacrime agli occhi che dovevamo portarla da un veterinario. Riuscii a convincere mia madre e pensandoci adesso, ne sono ancora sorpresa. Arrivammo alla clinica veterinaria verso sera, al gatto, che scoprimmo essere una femmina, vennero tolte le larve di mosca che aveva attaccate vicino alla coda, gli fu pulito l’occhio e gli furono dati i sali minerali in vena. Ci dissero che forse non sarebbe sopravvissuta, dovevamo attendere una chiamata il giorno dopo. La mattina seguente andammo a visitare Veio, un’antica città etrusca vicino a Roma. Percepivo che anche la mamma era agitata, eravamo entrambe preoccupate ma speranzose. Squillò il telefono, era la clinica! Mia mamma rispose e le dissero che potevamo andare a prendere la gattina. Ero felicissima, avrei avuto il primo gatto della mia vita. Durante il viaggio del ritorno scegliemmo un nome. Fu mia mamma a dirlo e dato che piaceva a tutti e ci riuniva venne scelto: Veia”. (E. classe quinta).
“Osservando le persone che mi circondano, mi sono fermata a riflettere su quanto siano preziose le persone che mi sono sempre accanto e di quanto io ne sia grata, ogni giorno. Eppure, guardando più da vicino, ho notato una piccola stella che, fin dal primo momento, è stata al mio fianco in ogni situazione, senza mai farmi sentire sola. Quella stella si chiama A., ed è mia cugina. È sempre stata lì per me, supportandomi in ogni circostanza e sopportandomi anche nei miei momenti più difficili. Con lei ho condiviso risate, segreti e sogni, ma anche paure e sfide. A. non è solo una cugina, ma una sorella, la mia migliore amica, la persona che sa sempre come farmi sentire meglio, la mia compagna di avventure. Nonostante la distanza che ci separa, nemmeno i continenti che ci tengono lontane sono riusciti a spezzare il nostro legame. Ogni estate, ogni Natale, ogni piccolo momento che trascorriamo insieme riesce a tirare fuori la parte migliore di me. E anche quando la mia parte più fragile si fa vedere, lei è sempre lì, pronta a sostenermi senza mai giudicare, con una pazienza che solo lei sa avere. È stata la mia sorella maggiore, quella su cui ho sempre potuto contare, e ogni giorno la ammiro sempre di più. Anche se quest’anno compirà 18 anni e diventerà adulta, per me rimarrà per sempre la mia cuginetta, quella che porto sempre nel cuore e di cui parlo con orgoglio a tutti, e per cui conto i giorni che mancano all’estate, con la certezza che non importa quanto tempo passi, il nostro legame non cambierà mai. Una delle cose che più mi fanno sorridere di lei è che, come dice la canzone, Why everybody so serious? Perché con A. non posso fare a meno di ridere e scherzare sempre. Non importa quanto la vita possa essere complicata o seria, con lei ogni momento diventa un’occasione per divertirci, per essere spensierate come due bambine. Avrei potuto dedicarle una di quelle canzoni sdolcinate, piene di parole dolci e romantiche, ma sono sicura che non sarebbe stato giusto. A. non è solo una persona con cui condividere momenti teneri e riflessivi, ma è anche la mia compagna di risate, la persona con cui posso essere completamente me stessa, senza filtri o convenzioni. Con lei, non c’è bisogno di frasi melense o gesti eccessivamente dolci. Ho scelto invece questa canzone, Pricetag, poiché l’abbiamo cantata a squarciagola quest’estate, mentre andavamo in vacanza, e in quel momento è come se il tempo si fosse fermato. Siamo tornate due bambine che si divertono senza pensieri, con il cuore leggero e mille idee in testa. È questo che amo di più: con lei, anche nei momenti più ordinari, tutto diventa speciale, perché insieme ci sentiamo invincibili. A. è la mia stella, quella che rende ogni giorno migliore, quella che è sempre stata al mio fianco, in ogni momento della mia vita, e per tutto questo le sono immensamente grata”. (V. classe seconda).
“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare una serie: Hawaii-Five-0. Ho scelto questa serie perché da piccola la guardavo ogni pomeriggio con mio padre sul divano a casa. Oggi questa serie mi riporta indietro a quelle ore passate insieme con spensieratezza e felicità senza nessuna preoccupazione per la scuola o il lavoro” (A. classe seconda).
“Come ultima gemma del liceo ho deciso di portare la mappa della metropolitana di Londra. Innanzitutto parto col dire che la capitale del Regno Unito è sicuramente la mia città preferita, ci sono stata la prima volta nel 2018, e l’ho amata talmente tanto che per i diciotto anni che ho compiuto a settembre ho chiesto ai miei genitori di tornarci. La settimana che ho vissuto lì per festeggiare la maggiore età è stata qualcosa di indimenticabile, soprattutto perché ho avuto l’occasione di condividerla con i miei genitori, le figure di riferimento più importanti nella mia vita. Ultimamente il nostro rapporto sta migliorando un sacco, e mi ritengo davvero molto fortunata ad andare così tanto d’accordo con loro. Quindi oltre all’aspetto del viaggio abbiamo anche quello della famiglia, un valore per me fondamentale. Ho portato questa mappa anche come auspicio per il mio futuro, dato che il mio sogno più grande sarebbe quello di diventare guida turistica e tour leader a Londra, una città che porterò per sempre nel mio cuore” (A. classe quinta).
“Come gemma ho deciso di portare la serie tv Una mamma per amica. Per me ha un significato speciale perché l’ho guardata e la riguardo ogni anno, come tradizione, assieme a mia madre: una persona fondamentale nella mia vita. Grazie a questa serie tv abbiamo passato molto più tempo insieme, e condiviso dei momenti bellissimi” (V. classe seconda).
“Questo anello può sembrare banale o un semplice anello per molti, ma in realtà dietro c’è una storia ben più emotiva e profonda. Questo anello è stato l’ultimo regalo che mi è stato fatto da mia zia, lei era affetta da un cancro che dal seno si è diffuso lungo la colonna vertebrale fino al cervello, facendola soffrire di più nelle ultime settimane di quei 4 anni agonici di malattia. Lei quando morì era piuttosto giovane, aveva appena 42 anni e avrebbe voluto passare più tempo con me, con la mia famiglia e con le sue due figlie, le mie cugine, una di 4 anni e l’altra di 12 anni; avrebbe voluto anche fare più regali, infatti nell’ultimo periodo fece a me e a mio fratello un sacco di regali. Lei ci lasciò il 13 maggio del 2024, una data che la mia famiglia non potrà facilmente dimenticare, giacché questa morte ci ha lasciato un vuoto indescrivibile e inimmaginabile, visto che tutti eravamo molto legati a lei”. (S. classe seconda).
“Quest anno la mia gemma sarà la danza. Ho iniziato il mio percorso da ballerina quando ero molto piccola, avevo circa 3/4 anni, e da subito è diventata la mia passione. Tra alti e bassi c’è sempre stata e mi ha sempre confortata. L’anno scorso mi è stato proposto di fare assistenza durante le lezioni delle bambine più piccole e mi sono subito affezionata un sacco a loro. Questo non ha fatto altro che farmi appassionare ancora di più alla danza, rendendola ancora più speciale” (S. classe quinta).
“Per me questa coccarda è molto importante. Ho fatto equitazione per quattro anni e per me è stato uno sport importante e che mi ha resa felice. Nel 2022 sono andata alla Fiera Cavalli a Verona, è stata un’esperienza interessante e mi è piaciuta molto. Questa coccarda è quella che ho vinto al primo posto e che mi ha fatto diventare campionessa italiana. L’ho vinta grazie alla mia vecchia cavalla Daisy che purtroppo è venuta a mancare l’anno scorso. Ho passato tanti bei momenti con lei ed è una cavalla che non dimenticherò mai” (M. classe prima).
“La mia gemma racconterà dello stretto legame che ho con mio cugino. Sin da piccoli siamo sempre stati assieme e ci siamo sempre aiutati a vicenda, anche se litigavamo spesso; ogni giorno andavamo insieme all’asilo o dai nostri nonni e ci divertivamo molto a giocare all’aperto. Mi è sempre stato vicino nei momenti più difficili, come quando ero ricoverato in ospedale e quasi ogni giorno mi veniva a trovare, facendomi divertire e tirandomi su il morale. Purtroppo adesso con i numerosi impegni che abbiamo non passiamo più molto tempo insieme, ma solitamente in estate ci vediamo molto di più, andando al centro estivo e stando anche in compagnia con dei nostri cari amici. Insomma potremmo stare mesi e mesi senza vederci, ma il nostro legame rimarrà sempre lo stesso” (M. classe prima).
“La gemma di quest‘anno l‘ho scelta in seguito ad un incontro con la mia famiglia in occasione del compleanno di mio papà. Mio zio ci ha mostrato un video della nostra vecchia casa delle vacanze in Austria che purtroppo abbiamo dovuto vendere con l’arrivo del covid. È stato molto bello ricordare con le persone a cui voglio bene alcuni dei momenti più felici e spensierati della mia vita. Quella per me era casa, mi sentivo sempre bene e rilassata dentro e lo stretto contatto con la natura la rendeva unica. A due passi c’era un bosco, un lago e davanti alla finestra vedevamo i cerbiatti… Mi dispiace tanto pensare di non potere più passare del tempo lì, specialmente ora che crescendo ci sarei potuta andare anche in autonomia con amici ecc… La casa in Austria resterà sempre nel mio cuore”. (C. classe quinta).