Gemma n° 1850

“Io come gemma ho portato questa collana che mi ha regalato mio padre il giorno della mia Comunione e mi ha fatto promettere di non toglierla mai. E’ molto importante per me”.

Un vecchio giocatore e allenatore di basket, ormai scomparso da molti anni, Jim Valvano, disse: “Mio padre mi ha fatto il più bel regalo che qualcuno poteva fare a un’altra persona: ha creduto in me”. Mi pare un bel commento a questa gemma di G. (classe prima).

Gemma n° 1833

“Ho deciso di portare questo pupazzo, il primo regalo che mi ha fatto mio padre quando ero in carozzina. Da piccola gli avevo dato il nome Tito: nel film Disney si chiamerebbe Tippete, ma non parlando bene è diventato Tito. Ora lo uso un po’ come portafortuna e quando lo vedo penso sempre a mio padre e alla mia infanzia”. 

Ha portato in classe un peluche V. (classe prima). A 47 anni suonati conservo ancora dei pupazzi della mia infanzia, così come il ricordo di un’automobile telecomandata (anzi, filocomandata, le dovevo stare dietro a un metro di distanza) dei carabinieri arrivata per una Santa Lucia di non so che anno, penso prima o seconda elementare. Due gemme in sequenza che parlano di infanzia e ricordi: colpisce come certi oggetti siano in grado di parlarci ancora e di farci emozionare.