Pubblicato in: cinema e tv, Etica, Gemme, Società, sport

Gemme n° 134


Mikasa2Ecco la gemma di B. (classe terza): “Ho portato questo porta chiavi che ha regalato l’allenatore a me e alla mia squadra di pallavolo. Ce l’ha regalato nel giorno dell’allenamento precedente alla partita contro le prime in classifica, che purtroppo, comunque, non ha avuto il risultato sperato.

Il portachiavi mi ricorda la regola di non mollare mai: un principio che non vale solo nello sport, ma anche nella scuola e con il gruppo di amici, o più in generale nella vita di ogni giorno.

Questo è un insegnamento che ci riporta sempre il nostro allenatore: egli è molto coinvolgente, ogni partita riesce a motivarci e caricarci nel modo giusto; durante la settimana ci invia messaggi di incoraggiamento e ci aiuta a trovare la grinta per affrontare la sfida che ci attende. Più volte inizia scrivendo :”Buon giorno guerriere!” e questo ci fa capire che conta molto su di noi e che siamo il suo “esercito”.

Riassumendo il suo insegnamento è che non bisogna mai arrendersi. Mai mollare. Mai lasciare che gli avvenimenti passino senza intervenire. Mai deprimersi.

Se la palla cade in campo, si penserà alla ricezione successiva. Se si prende un brutto voto, si studierà di più per il prossimo compito. Se ti molla il ragazzo, una nuova amicizia nascerà. Bisogna reagire e partecipare, non lasciare che le cose accadano senza averne fatto parte. Dare una svolta all’azione. Modellare il momento con le proprie mani.

Usando una metafora: Buttarsi e cercare di toccare la palla. Dimostrare di sapere. Accettare. Si può continuare solo esprimendo se stessi, il proprio pensiero, la propria opinione. Interporsi nelle decisioni. Non lasciarsi abbattere, affliggere, demoralizzare. La vita va avanti, si deve affrontare il gradino seguente per non restare indietro.

NON MOLLARE MAI”

Mentre leggevo le parole di B. (non ha voluto farlo in prima persona) mi sono venute in mente le parole di Al Pacino in “Ogni maledetta domenica” che proprio due settimane fa ho dedicato alla mia squadra visto che non potevo scendere in campo:

In questa squadra si combatte per un centimetro. In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi, per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro. Perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire. E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro. E io so che se potrò avere un’esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì. In questo consiste, e in quei 10 centimetri davanti alla faccia.

Ma io non posso obbligarvi a lottare! Dovrete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi. Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi. Che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra, signori miei! Perciò… o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi! È tutto qui. Allora, che cosa volete fare?”

Un pensiero riguardo “Gemme n° 134

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