Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Etica, Filosofia e teologia, Letteratura, libri e fumetti, opinioni, Pensatoio, Religioni, sfoghi, Società

La cosa più difficile

Sfardio.jpg

“La cosa più difficile, di fronte alla brutalità, è continuare a disegnare cose tenere. Anche Cristo, per amare il prossimo, ce la doveva mettere tutta”
Joann Sfar (Se Dio esiste, p. 4)

Pubblicato in: cinema e tv, Diritti umani, Etica, Gemme

Gemme n° 248

Ho scelto una scena del film “Unbroken”, uscito a gennaio; mi è piaciuto, penso sia fatto molto bene. Ho optato per questa sequenza perché molto intensa ed emozionante, in cui il protagonista dimostra tutta la sua forza, fisica e di volontà”. Questa la gemma di M. (classe quinta).
Vista l’ambientazione del film, mi è venuta alla mente una citazione del fondatore di una delle più note correnti di pensiero filosofico-religioso dell’Oriente, Confucio: “Si può sconfiggere il generale che comanda tre armate, ma non si può smuovere la ferma volontà di un uomo semplice”.

Pubblicato in: Etica, Gemme, Letteratura, libri e fumetti, musica, sfoghi

Gemme n° 225

Ho portato come gemma una canzone che ascolto come minimo una volta a settimana; quando ho un problema, di qualsiasi tipo, mi aiuta a trovare una via d’uscita; per ogni momento, anche il peggiore, c’è una strada da percorrere. Bisogna riuscire a trovare il positivo anche nelle cose negative. La canzone mi aiuta molto, mi dà forza”. Questa la gemma di M. (classe quinta).
In un’ora buca di stamattina ho aperto un file che avevo messo in disparte e vi ho trovato una citazione che potrebbe starci bene qui: “Volevo che tu imparassi una cosa: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare ugualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. E’ raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede” (Harper Lee, Il Buio Oltre La Siepe).

Pubblicato in: cinema e tv, Etica, Gemme, Società, sport

Gemme n° 134

Mikasa2Ecco la gemma di B. (classe terza): “Ho portato questo porta chiavi che ha regalato l’allenatore a me e alla mia squadra di pallavolo. Ce l’ha regalato nel giorno dell’allenamento precedente alla partita contro le prime in classifica, che purtroppo, comunque, non ha avuto il risultato sperato.

Il portachiavi mi ricorda la regola di non mollare mai: un principio che non vale solo nello sport, ma anche nella scuola e con il gruppo di amici, o più in generale nella vita di ogni giorno.

Questo è un insegnamento che ci riporta sempre il nostro allenatore: egli è molto coinvolgente, ogni partita riesce a motivarci e caricarci nel modo giusto; durante la settimana ci invia messaggi di incoraggiamento e ci aiuta a trovare la grinta per affrontare la sfida che ci attende. Più volte inizia scrivendo :”Buon giorno guerriere!” e questo ci fa capire che conta molto su di noi e che siamo il suo “esercito”.

Riassumendo il suo insegnamento è che non bisogna mai arrendersi. Mai mollare. Mai lasciare che gli avvenimenti passino senza intervenire. Mai deprimersi.

Se la palla cade in campo, si penserà alla ricezione successiva. Se si prende un brutto voto, si studierà di più per il prossimo compito. Se ti molla il ragazzo, una nuova amicizia nascerà. Bisogna reagire e partecipare, non lasciare che le cose accadano senza averne fatto parte. Dare una svolta all’azione. Modellare il momento con le proprie mani.

Usando una metafora: Buttarsi e cercare di toccare la palla. Dimostrare di sapere. Accettare. Si può continuare solo esprimendo se stessi, il proprio pensiero, la propria opinione. Interporsi nelle decisioni. Non lasciarsi abbattere, affliggere, demoralizzare. La vita va avanti, si deve affrontare il gradino seguente per non restare indietro.

NON MOLLARE MAI”

Mentre leggevo le parole di B. (non ha voluto farlo in prima persona) mi sono venute in mente le parole di Al Pacino in “Ogni maledetta domenica” che proprio due settimane fa ho dedicato alla mia squadra visto che non potevo scendere in campo:

In questa squadra si combatte per un centimetro. In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi, per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro. Perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire. E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro. E io so che se potrò avere un’esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì. In questo consiste, e in quei 10 centimetri davanti alla faccia.

Ma io non posso obbligarvi a lottare! Dovrete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi. Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi. Che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra, signori miei! Perciò… o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi! È tutto qui. Allora, che cosa volete fare?”

Pubblicato in: cinema e tv, Etica, Filosofia e teologia, Gemme, Pensatoio, sport

Gemme n° 98

Ho voluto mostrare questo video perché questo è il mio sport anche se io riesco fare una piccola parte di quello che qui si vede. Si vedono pochi filmati in cui sono le ragazze ad essere protagoniste e ciò mi sprona a continuare e a portare a compimento quello che ho iniziato. Sento di non dovermi arrendere davanti agli ostacoli, non devo aggirarli: essi vanno affrontati insieme alle mie paure. Penso sia una disciplina che aiuti anche nel resto della vita: non si può far finta che gli ostacoli non ci siano. E uno degli aspetti che mi piacciono maggiormente è quello di far sembrare facili le cose difficili.” Così oggi A. (classe seconda) ci ha spiegato cosa significhi per lei il parkour.
Non ho potuto fare a meno di pensare ai tanti film che ho visto con Bruce Lee e Jackie Chan e credo che proprio una frase del primo renda bene la sensazione che provo guardando queste sequenze: “Siate come l’acqua che trova la propria via attraverso fessure. Non essere assertivo, ma regolati sull’oggetto, devi trovare un modo per circolare o attraversarlo. Se non si rimane con una forma rigida, le cose si riveleranno per come sono. Svuota la tua mente, sii informe, senza forma, come l’acqua. Se si mette l’acqua in una tazza, essa diventa la tazza. Metti l’acqua in una bottiglia e diventa la bottiglia. Mettila in una teiera e diventa la teiera. Ora, l’acqua può fluire o può bloccarsi. Sii acqua amico mio”.

Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Gemme, musica, opinioni, sfoghi, Società

Gemme n° 74

«Change» di Taylor Swift è una canzone che vuole incoraggiare coloro che stanno subendo una determinata situazione, come degli atti di bullismo. Arriverà giorno in cui si vincerà: e bisogna resistere”. Il testo proposto da T. (classe quarta) fa riferimento a momenti e sensazioni non facili da sopportare: “Così, siamo stati superati di numero, abbiamo subito un’incursione e siamo stati messi all’angolo. E’ dura combattere quando la lotta non è alla pari”. Sembra che il momento di soccombere, perdere e cedere sia molto vicino; e proprio quello in cui si deve cercare di resistere è il momento più difficile, quando servono maggiori forze e risorse. “Stanotte noi restiamo, non rimaniamo in ginocchio, combattiamo per quello per cui abbiamo lavorato in tutti questi anni. E la battaglia sarà lunga, è la lotta delle nostre vite, ma noi ci alzeremo da campioni stanotte”.
Riporto ora alcuni versi de “La notte dei desideri” di Jovanotti, perché vi trovo delle affinità con quanto proposto da T.: “È una notte come tutte le altre notti, è una notte che profuma di avventura. Ho due chiavi per la stessa porta per aprire il coraggio e la paura; vedo un turbinio di gente colorata che si affolla dietro a un ritmo elementare. Attraverserò la terra desolata per raggiungere qualcosa di migliore… Vedo Cristoforo Colombo il marinaio: è arrivato il mio momento per partire. Cosa pensa il trapezista mentre vola? Non ci pensa mica a come va a finire!”.

Pubblicato in: Etica, Filosofia e teologia, Gemme, opinioni

Gemme n° 63

E’ un video quello proposto da M. (classe quarta): “Penso siano parole e immagini importanti per chi attraversa l’adolescenza e si trova ad affrontare problemi di scuola, amore e amicizia”.

Le parole che mi vengono in mente alla fine di questo filmato sono esattamente quelle di Sergio Barbarén della gemma 61 🙂

Pubblicato in: Filosofia e teologia, Storia, Testimoni

Se ognuno aspetta che sia l’altro a iniziare

«Non dovrebbe ogni uomo, in qualunque epoca viva, ragionare continuamente come se un istante dopo dovesse essere portato davanti a Dio per il giudizio?» (Sophie Scholl)

Hans-SophieScholl-CristophProbst.jpg

Sessant’anni fa, il 22 febbraio 1943, Sophie Scholl, Hans Scholl e Christoph Probst, tre giovani del gruppo di resistenza tedesco la “Rosa Bianca” furono processati e decapitati. La colpa? Aver scritto e distribuito sei volantini antinazisti.

Scrivevano nel primo dei sei volantini:

“Non c’è nulla di più indegno per un popolo civile che lasciarsi “governare”, senza alcuna opposizione, da una cricca di irresponsabili dominati dai propri istinti. Non è forse vero che ogni onesto tedesco oggi si vergogna del suo governo? E chi di noi ha idea delle dimensioni dell’infamia che un giorno cadrà su di noi e sui nostri figli, quando sarà caduto il velo dai nostri occhi e saranno venuti alla luce i crimini più orribili, infinitamente superiori ad ogni misura? Se il popolo tedesco è già così corrotto e deteriorato nella sua più intima essenza, da rinunciare, senza alzare neppure una mano e in una sconsiderata fiducia nella discutibile legittimità della storia, al bene supremo che un uomo possiede e che lo eleva al di sopra di ogni creatura, ovvero alla libera volontà; se rinuncia alla libertà dell’uomo di intervenire sul corso della storia e sottoporlo alle proprie decisioni razionali; se i tedeschi, così privi di ogni individualità, sono ormai diventati una massa tanto insulsa e vile, allora davvero meritano la rovina.

Se ognuno aspetta che sia l’altro ad iniziare, i messaggeri della Nemesi vendicatrice si avvicineranno sempre di più, senza limiti, e allora anche l’ultima vittima sarà stata gettata senza senso nelle fauci del demone insaziabile. Per questo, in quest’ultima ora, ogni singolo, consapevole della propria responsabilità come consociato della civiltà cristiana e occidentale, deve opporsi finché può, lavorare contro il flagello dell’umanità, contro il fascismo e contro ogni sistema di Stato assoluto simile ad esso…”

Per chi volesse saperne di più: qui.