Gemma n° 1974

“La canzone You’ve got the love è la mia gemma. Mi ricorda un giorno specifico dell’estate, quando una mia amica ed io siamo andate a fare un picnic. Ci siamo messe a disegnare: nessuna delle due sapeva farlo, ma ci abbiamo provato. Ci scambiavamo i disegni ogni tot minuti e li continuavamo in modo alternato. Poi ognuna se ne è tenuto uno. Intanto ascoltavamo musica e cantavamo a squarciagola questa in particolare. Tutto questo mi dava delle vibes molto positive e ogni volta che l’ascolto mi viene in mente quel giorno”.

Un verso della canzone dei Florence and the machine proposta da A. (classe seconda) dice “Ma tu possiedi l’amore di cui ho bisogno per essere completa”. Mi ha fatto pensare a quanto raccontato in classe da A., a quello che stavano facendo lei e la sua amica. Se i due disegni li avessero fatti separatamente, ognuna il suo, sarebbero stati diversi e forse, chissà, li avrebbero buttati o dimenticati. Ciò che invece li ha resi speciali è l’averli creati insieme e aver avuto un ruolo l’una nella costruzione del disegno dell’altra. Penso che sia quello che succeda nelle nostre vite con l’amore e con l’amicizia.

Gemma n° 1973

“Ho portato come gemma questo braccialetto: me l’ha dato la mamma di una persona per me molto importante. Non mi aspettavo che diventassimo così vicine, infatti la considero quasi come una seconda mamma. Lo indosso dal mio compleanno, quando me l’ha dato”.

Credo che quello descritto da J. (classe terza) non sia solo un dono o un gesto d’affetto: è il riconoscimento che la presenza di J. è preziosa per la persona per cui condividono l’affetto. Come dire, è un ti voglio bene per il bene che vuoi ad un’altra persona. Penso sia una delle vie per far crescere un po’ questo mondo, per renderlo un posto migliore.

Gemma n° 1972

“Secondo me molte persone vengono influenzate dal pensiero degli altri: quando qualcuno dice ad un’altra persona che non sa fare qualcosa, ciò influenza questa persona. I miei genitori mi hanno sempre insegnato a fare quello che credo e sogno, quello che secondo me è giusto: credo che non dobbiamo farci condizionare dal pensiero degli altri, ma fare quello che sentiamo e, se abbiamo un sogno, lottare affinché si realizzi”. 

Condivido con L. (classe prima) l’importanza della lotta per la realizzazione del proprio sogno: penso di avere in casa almeno una decina di oggetti che riportano scritte sull’importanza dei sogni e il divieto di calpestarli. Mi sento di aggiungere una cosa: la soddisfazione più grande e ciò che realmente mi ha fatto crescere in questi anni risiedono nella lotta e in quanto di me stesso ho messo in quella lotta. Anche perché non sempre il sogno si è realizzato, ma di certo la lotta non è stata vana. Quindi, buona lotta L!

Gemma n° 1971

“Io ho portato questa macchina fotografica. Innanzitutto la fotografia è sempre stata una mia passione e poi questa macchina, benchè non l’abbia ricevuta molto tempo fa, è diventata presto importante perché spesso la porto con me quando vado in giro con amiche o famiglia. Ogni volta che c’è un momento bello lo immortalo.

La fotografia è un modo di sentire, di toccare, di amare. Ciò che hai catturato nella pellicola è catturato per sempre… Ti ricorda piccole cose, molto tempo dopo averle dimenticate. Questa frase è del fotografo americano Aaron Siskind: lui si concentrava sui piccoli dettagli delle cose che immortalava, ma penso possa commentare bene la gemma di A. (classe prima).

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: