Pubblicato in: Gemme, Letteratura

Gemma n° 1976

“Ho deciso di portare questa boccetta con dentro delle conchiglie. E’ un semplice ricordo di un anno trascorso in Emilia Romagna in terza media. E’ stato un anno piacevole, in cui ho conosciuto nuove persone e un ambiente nuovo. Una persona con cui avevo instaurato una bella amicizia mi ha lasciato questo ricordo raccogliendo semplicemente delle conchiglie dalla spiaggia del paese dove abitavo dicendomi “Le terrai sul comodino e penserai a me ogni tanto”. Un gesto d’affetto che ho pensato di condividere”.

Semplicità, bontà e verità sono le caratteristiche che, secondo Tolstoj, dovrebbero definire la grandezza. E la grandezza può rivelarsi anche nelle cose piccole, come quella raccontata da M. (classe quinta).

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Gemma n° 1975

“Ho portato il mio primo cellulare ricevuto in prima media. L’ho avuto per un anno, quindi un periodo di tempo non molto lungo. Delimita un periodo preciso della mia vita per cui vi sono legati i ricordi della prima media. Rappresenta un passaggio da una fase all’altra della mia vita: un telefono mio personale è stato il mezzo per conoscere meglio il mondo circostante ancora con occhi da bambino. Continuo a scoprire nuove cose anche oggi, ma non con quel punto di vista”.

Questa la gemma di L. (classe terza). Chesterton diceva che La cosa meravigliosa dell’infanzia è che tutto è in essa una meraviglia. Lo sforzo di prolungare quella meraviglia è di Oscar Wilde: Io continuo a stupirmi. È la sola cosa che mi renda la vita degna di essere vissuta.