Gemma n° 2131

“Nonostante possa sembrare una cosa molto infantile, la mia gemma è questo peluche. Non mi ricordo bene la sua storia visto che ero molto piccola, ma so per certo che me l’ha regalato mia zia. L’aveva messo in una cesta assieme ad altri peluche e mi aveva fatto scegliere. Avevo scelto questo peluche perché il giallo per me era simbolo di felicità e in più la faccina sorridente mi ha incoraggiata a sceglierlo. Mia zia ha solo 16 anni in più di me ed essendoci cresciuta assieme mi sento molto legata a lei. Purtroppo da tre anni ha intrapreso un percorso di vita molto complesso che l’ha costretta ad una lontananza dalla sua famiglia. Volevo solo dire che con questo peluche io penso sempre a lei con la continua speranza che lei un giorno possa cambiare idea” (R. classe prima).

Gemma n° 2130

“Ho scelto di portare R., un mio amico. Lo conosco da quando ho un anno e l’ho sempre considerato un fratello che mi è stato accanto anche nei momenti più difficili. Noi due siamo molto uniti, abbiamo 11 anni di differenza e ci vogliamo un bene immenso. Fin da piccola lui è sempre stato la mia roccia, la persona su cui poter contare sempre. Ogni estate con le nostre famiglie più un’altra andavamo in vacanza insieme. Nell’estate del 21, mentre eravamo in vacanza, io ricevetti la notizia che una mia amica non c’era più e stetti male per parecchi giorni. Ogni sera andavo sulla terrazza della casa che avevamo affittato e mi mettevo a guardare il cielo e tutte le stelle pensando a lei; passavo i giorni a guardare le nostre foto fatte insieme e le nostre conversazioni. Stavo molto male, cercavo di allontanare tutti da me, tutti tranne R. che mi è stato vicino e cercava di distrarmi. Poi lui si è arruolato in aeronautica militare: all’inizio ci vedevamo abbastanza spesso, ma ora lo vedrò di meno perché è andato negli Stati Uniti. Spero di vederlo presto perché mi manca” (I. classe prima).

Gemma n° 2129

“Trieste è una città a cui sono sempre stata particolarmente legata. Lì abita una parte della mia famiglia ed è per questo che ci vado spesso. Dato che vengo da un paesino poco popolato, da piccola l’ho sempre vista come New York, piena di persone e tanti modi diversi per divertirsi. Anche se adesso non è più ancora tutto da scoprire come prima, non mi stanco mai di guardarla e di visitare i miei posti preferiti. Trieste mi piace a partire dal paesaggio marittimo, il forte vento e lo stile antico degli edifici. Adoro soprattutto come l’atmosfera cambia di stagione in stagione. D’estate è bello camminare lungo le rive, passare per il viale pieno di cinema e ristoranti di svariate culture, andare a teatro e girare per le librerie; inverno sta invece per pattinaggio sul ghiaccio, mercatini, frittelle e succo di mela caldo. Più di tutto, però, amo Trieste per i bei ricordi che mi regala ogni volta che ci torno. Mi fa ripensare a tempi più spensierati prima del covid quando vedevo la vita in modo diverso. Inoltre sono grata a Trieste per avermi sempre donato una sensazione di rifugio quando nel luogo in cui vivo la situazione non era delle migliori” (S. classe prima).

Gemma n° 2128

“Come gemma ho deciso di portare la mia collana. Sul ciondolo è raffigurata mia nonna. A lei ero molto legata ma purtroppo è venuta a mancare 7 anni fa. Da quando non c’è più ho sempre pensato di non riuscire a fare certe cose e mi sono chiusa in me stessa. Grazie a mia mamma e ai suoi aiuti ho ritrovato la fiducia in me stessa e quando la stringo a me mi dà protezione” (G. classe prima).

Gemma n° 2127

“Questa croce mi è stata regalata dai miei genitori quando sono stato promosso. Mi ricorda, visto che è un albero della vita, che le diverse pieghe che può prendere la vita, anche se non sempre piacevoli, portano comunque significato; questa croce mi ha portato a capire che bisognava lavorare di più e mi ha portato a migliorare drasticamente i miei voti. Questa croce simboleggia per me il piano di Dio per tutti noi e come non ci sia sempre chiaro all’inizio” (G. classe seconda).

Gemma n° 2126

“Come gemma ho deciso di portare una canzone che si chiama Teeth dei 5 Seconds of Summer. Non la porto per il significato del testo stesso ma più che altro per il significato che ha la canzone in generale per me. Questa canzone è una canzone a cui sono molto legata, visto che è una delle canzoni con cui ho conosciuto la band, una delle mie preferite e a cui tengo di più. Nel music video della canzone c’è una scena dove il bassista (Calum) è intrappolato in una stanza e legato ad un piede da una catena in un blocco di roccia. In questa scena lui non riesce a scappare, fino a quando non prende in mano il suo basso e comincia a colpire il blocco di roccia con esso, riuscendo finalmente a romperla. Ora non so cosa intendessero comunicare con questa scena, ma io la interpreto come la musica che riesce a rompere ogni ostacolo. Specialmente la loro musica è in grado di tirarmi su quando magari sono giù di morale. La band infatti, non solo dal punto di vista di gruppo, ma proprio dal punto di vista di ogni membro (specialmente Michael Clifford) riesce a farmi felice. Il 7 maggio 2022 li ho visti per la prima volta dal vivo a Padova (posso dire orgogliosamente di averli visti dalla terza fila del pit), e lo considero uno dei giorni migliori della mia vita. In conclusione sono grata a questa canzone di avermi fatto conoscere alcune delle persone con un ruolo molto importante nella mia vita” (G. classe seconda).

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