Pubblicato in: musica, Religioni, Storia

Un canto ladino


Ho scoperto su Il venerdì la cantante Yasmin Levy e ora la sto ascoltando e yasmin-levy-konser-müzikoza.jpgapprezzando. Racconta di sé: “Nata nel 1975 a Gerusalemme, città dove sono poi cresciuta, canto in ladino, spagnolo, ebreo antico e interpreto brani di mia composizione, ma anche alcuni temi della tradizione, con un mio particolare stile che si richiama a flamenco e fado. La musica sefardita e il ladino non sono nati per stare sul palcoscenico. Non sono canzoni per i concerti, ma pezzi che i giudei cantavano per l’anima in quanto quella musica, il ladino e la memoria erano le uniche cose che gli ebrei poterono portare con sé quando furono espulsi cinquecento anni fa dalla Spagna. Direi che solamente negli ultimi cinquant’anni abbiamo cantato queste canzoni anche per il pubblico e si tratta di canzoni che le donne cantavano mentre facevano i lavori di casa e che gli uomini intonavano nella sinagoga, cioè canti liturgici. Non sono canzoni difficili da interpretare, la musica sefardita si canta come una ninna nanna, con molto amore, è molto delicata, ma senza passione, è un canto di testa. Il nostro è un canto molto melodrammatico, ma la maggioranza delle persone del pubblico mi chiedono spesso del perché di tanta malinconia, perché di tanta tristezza. E’ vero in questo repertorio c’è molta tristezza e io paradossalmente mi esprimo al meglio quando c’è questo clima cupo.”

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