Gemma n° 1971

“Io ho portato questa macchina fotografica. Innanzitutto la fotografia è sempre stata una mia passione e poi questa macchina, benchè non l’abbia ricevuta molto tempo fa, è diventata presto importante perché spesso la porto con me quando vado in giro con amiche o famiglia. Ogni volta che c’è un momento bello lo immortalo.

La fotografia è un modo di sentire, di toccare, di amare. Ciò che hai catturato nella pellicola è catturato per sempre… Ti ricorda piccole cose, molto tempo dopo averle dimenticate. Questa frase è del fotografo americano Aaron Siskind: lui si concentrava sui piccoli dettagli delle cose che immortalava, ma penso possa commentare bene la gemma di A. (classe prima).

Gemma n° 1955

“La mia gemma è una fotocamera parecchio vecchia, penso anni ‘2000, che i miei hanno comprato non ricordo neanche dove e che ha fatto tanti loro viaggetti. E’ una Nikon che funziona con i rullini che vanno sviluppati. Mi ha sempre attirato. Da piccola mi divertivo a metterci sempre le mani sopra e far finta di usarla. Le foto che sono state stampate negli anni mi hanno sempre dato un senso di malinconia. Pensare ora di comprare dei rullini e magari tra dieci anni andare a rivedere le foto scattate adesso, mi affascina: non sono le classiche foto fatte col telefono o che si cancellano dalla galleria o si mandano su whatsapp. Avere la foto cartacea infilata tra le pagine di un libro è tutta un’altra cosa”.

Ho vissuto in prima persona il passaggio dalla pellicola al digitale e sinceramente non tornerei indietro. Altro paio di maniche è però la stampa delle foto, il fatto di averle in mano, singolarmente o raccolte in un fotolibro cartaceo. Su questo concordo con E. (classe quarta), è tutta un’altra cosa, è un modo diverso di vivere i ricordi.

Gemma n° 1916

“Ho deciso di portare delle foto di mia nonna materna: penso sia la persona a cui sono più legata di tutta la mia famiglia. Da piccola ero sempre con lei e con il nonno. Ci prendevamo spesso i pomeriggi per vedere queste foto e lei raccontava di quando era giovane; ora quando sono triste o la vedo giù ritiro fuori l’album con le foto e stiamo bene e facciamo una cosa insieme”.

Guardo con calma le cinque foto portate in classe da I. (classe prima), volti di persone a me sconosciute e mi sovviene il ricordo di una frase di Einstein. So che potrebbe starci bene ma non ricordo affatto il contenuto per intero. Una ricerca su qualche sito ed eccola: “Una fotografia non invecchia mai. Voi ed io cambiamo, tutte le persone cambiano nel corso dei mesi e degli anni, ma una fotografia resta sempre la stessa. Com’è bello guardare una foto di mamma e papà scattata molti anni fa. Li vedi così come te li ricordi. Ma mentre la gente continua a vivere, cambia completamente. Questo è il motivo per cui penso che una fotografia possa essere gentile”.

Gemma n° 1902

“Ho portato una macchina fotografica istantanea: l’ho acquistata subito dopo gli esami, all’inizio della scorsa estate. Pensavo di non riuscire a riempirla, sono 27 scatti, perché mi aspettavo un’estate un po’ così, invece li ho fatti tutti perché ci sono stati molti momenti belli con gli amici. Mi è piaciuto anche portare a sviluppare le foto per poi rivivere questi momenti.”

Questa la gemma di A. (classe prima). La fotografia è essenzialmente questione di luce e di tempo. Penso che ciò non riguardi soltanto il momento dello scatto, ma anche il momento in cui ti metti a rivedere il risultato ottenuto, soprattutto se lo stampi: sotto quale luce lo guardi e a che tempo ti riporta, se ti lascia una traccia luminosa o buia e in quale tempo ti proietta.

Gemma n° 1890

“Ho portato una serie di foto che ho scattato durante le ultime vacanze di Natale quando sono andata a trovare i miei parenti in Puglia. E’ una cosa importantissima per me, ci vado 2-3 volte all’anno e sono momenti bellissimi a cui tengo tanto e che aspetto con ansia per tutto l’anno. Ho visitato Castel del Monte e Matera, una città che volevo visitare fin da piccola. Inoltre amo fotografare. Di qui la gemma.”

V. (classe quarta) ha portato una gemma che ha il profumo delle radici. Sì, lo so che sono i fiori ad avere profumo, mentre le radici sanno di terra. Ma senza quell’abbraccio sotterraneo in cui si stringono le radici, avremmo il profumo del fiore?

Gemma n° 1886

“Ho portato una macchina fotografica istantanea presa quest’estate verso la fine delle vacanze. La cosa che mi piace è che non puoi fare tante foto ma devi cercare di catturare l’attimo al meglio. Inoltre le foto sono importanti perché riesci a catturare i momenti in cui ti senti bene e poi i miei genitori in passato le hanno utilizzate spesso e grazie a ciò riesco a conoscere delle persone che non ci sono più o che non ho mai conosciuto”.

Amo fotografare come K. (classe seconda). Uno degli aspetti che più mi affascina è che i protagonisti della fotografia sono sempre due: chi è davanti l’obiettivo e chi è dietro. Si tratta di un aspetto che si dimentica quando si guardano le fotografie e di cui invece si dovrebbe tener conto perché è il fotografo che decide di creare quell’inquadratura, di scattare in quel momento, di fare quel determinato taglio. Affascinante.

Gemma n° 1849

“Ho portato questa foto di un tramonto: l’ho scattata alla fine di agosto. Ricordo una bellissima giornata passata con i miei amici a Lignano, senza mai usare il telefono, in pieno relax e senza pensare a nulla. Fare foto ai tramonti mi piace molto, mi rilassa per i colori. Ho infatti scattato la seconda foto da casa mia: viola, violetto chiaro, rosa…”

Anche io, come S. (classe quarta), amo fotografare i tramonti. E pure le albe. Sicuramente per i colori, soprattutto in inverno, ma anche per il silenzio (l’alba in particolare). E anche per un altro motivo: sono momenti che, pur tentando di fare miei attraverso la macchina fotografica, non posso pretendere di possedere in quanto appartengono a tutti. E il bello è che domani ci saranno di nuovo.

Gemma n° 1838

“Ho pensato molto a cosa portare, ho anche cercato a casa qualcosa di materiale che per me avesse un valore, però emergevano cose che sono già state portate: una medaglia di pallavolo, un braccialetto… Sentivo che non erano abbastanza e mi sono resa conto che l’unica cosa che è davvero importante è l’amicizia e lo stare con gli altri. Ho quindi pensato di fare un video con tutte le persone che porto sempre con me”.

Il video creato da A. (classe terza) ovviamente non lo pubblico in rete: l’abbiamo visto in classe. Posso andare brevissimamente di latino? “Amicus magis necessarius quam ignis et aqua est”, “Un amico è più necessario del fuoco e dell’acqua” (Cicerone).

Gemma n° 1791

“E’ una foto che ho fatto alle mie migliori amiche questa estate: mi piace il fatto di essere stata io a fare la foto e non ad essere ritratta, preferisco avere un’immagine del ricordo piuttosto che esserne parte”.

Questa è stata la gemma di A. (classe terza). Il fotografo Marco Scataglini ha detto una frase che penso si adatti bene a questa gemma: “La fotografia sei tu, è ciò che sei nel momento in cui la scatti.” Felice, direi.

Dal basso

fiore

Abbassarsi, mettere il cuore vicino alla terra, per cogliere la bellezza…

Saperi e sapori

mostra

SABATO 25 GIUGNO INAUGURAZIONE

DOMENICA 26 GIUGNO Festa tutto il giorno per le vie del Borgo: mostra aperta fino a tarda sera!

E poi dal 1° al 10 LUGLIO: venerdì 18.00-21.00; sabato e domenica 10.00-13.00 e 15.00-19.00 (sì sì, 19.00)

Un percorso in cui ho raccolto tre grandi passioni: la fotografia, il cibo, i libri.
Diciotto fotografie, diciotto libri.

Vi attendo a Clauiano!!!

Gemme n° 498

Una canzone è stata la gemma di A. (classe seconda): “Ho scelto Photograph perché mi ricorda una persona importante e perché la ascoltavo sempre con le mie amiche in Inghilterra”.
La fotografia è quello che, in questa canzone, permette di abbattere le distanze, di far sentire presente chi è lontano, di rendere vicino chi non c’è. Spesso dietro ad una di esse si nascondono mondi e significati preclusi a chi non ne conosce la vera storia. Sono diari per immagini.

Gemme n° 491

Ecco la gemma di A. (classe terza): “Questa canzone l’ho ascoltata da piccola; la prima volta mi ha destato tante emozioni. Personalmente ho sempre dato molto valore a oggetti e vecchie foto. Amo molto gli album con foto stampate, oppure girare vecchie foto e leggere il commento che c’è dietro. Per questo motivo mi piace immortalare i momenti di adesso: immagino quando, tra qualche anno, rivedrò le foto, mi commuoverò e mi emozionerò pensando ai momenti felici o alle persone speciali con cui li ho passati. Questa canzone sa prendermi e raccontare le emozioni che provo”.
C’è una frase di S. Littleword: “La fotografia è un istante catturato dai Poeti del Tempo. E’ scrivere gli attimi per regalarli al futuro”.

Gemme n° 451

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La mia gemma è l’album di foto regalatomi per i 18 anni dalla mia migliore amica: ci conosciamo dall’asilo, e nell’album lei hai incollato tutte le foto scattate da quando ci siamo conosciute fino ad adesso. Ci siamo emozionate entrambe”. Questa la gemma di E. (classe quinta).
Fissare un ricordo, un’emozione, uno stato d’animo per riuscire a riviverne poi un sentore penso sia un inno alla vita.

Gemme n° 437

amicizia

Ho portato una fotografia: sono con mia sorella e un’amica alla prima comunione di mio fratello. Passo molto tempo con mia sorella, condividiamo tante cose e ci confidiamo; lei è un po’ distaccata e anche se litighiamo sempre, le voglio molto bene. Con la mia amica condivido tutto da quando siamo piccole”. Questa la gemma di A. (classe seconda).
Mi piacciono le vecchie foto. Di per sé ogni foto è vecchia nel senso che l’attimo abbiamo immortalato appartiene immediatamente al passato. Ma le foto un po’ datate in cui sono presenti delle persone mi affascinano perché inverano una frase di Gibran: “Il ricordo è un modo di incontrarsi”.

Gemme n° 385

Ho portato come gemma la sequenza di un film che consiglio perché ricco di scene e discorsi belli e commoventi: questa è una delle mie preferite”. Così si è espressa M. (classe quarta).
Riporto la frase del film tratto da “Novecento” di Alessandro Baricco: “Sapeva leggere Novecento, non i libri. Quelli sono buoni tutti. Sapeva leggere la gente, i segni che la gente si porta addosso, posti, rumori, odori. La loro terra, la loro storia, tutta scritta addosso. Lui leggeva e con cura infinita catalogava, sistemava, ordinava in quella immensa mappa che stava disegnandosi in testa. Il mondo magari non l’aveva visto mai, ma erano quasi trent’anni che il mondo passava su quella nave. Ed erano quasi trent’anni che lui su quella nave lo spiava. E gli rubava l’anima.” Novecento lo fa attraverso un pianoforte; a me piace farlo da dietro l’obiettivo di una macchina fotografica. Immortalare una persona sconosciuta, immaginarne la storia, i pensieri, le emozioni; farli miei, darne un’interpretazione personale. Non è detto che corrisponda alla verità, non è quello che conta.

Lassù

DSC_0098 copia fb

Là in cima tutto è chiaro, nitido. Qui tutto è confuso, non a fuoco. Mi prometti che una volta là capirò tutto, che i dubbi spariranno e le cose da fare si mostreranno nella loro chiarezza? Perché vedi, quel corrimano non finisce… gira… E gira per finire? O gira perché poi c’è un’altra rampa? Non è che mano a mano che salgo il fuoco si sposta sempre più su, vero? La tettoia della pensilina ti copre solo quando sei in stazione, e solo se resti sul marciapiede… Lo vedi, lassù? Per mettermi sui binari, per essere pronto per il viaggio… devo essere disponibile a non avere protezione sulla testa e neppure corrimano a cui tenermi… Che dici, vado?

Gemme n° 373

k

Non so dire le bugie, e allora la verità è che mi ero scordata della gemma. L’idea iniziale era di portare la polaroid che mi è stata regalata dalla classe; non avendola porto allora la prima foto fatta con una mia amica. Mi viene da ridere a vederla per l’idea stupida di fare una foto al buio.” Questa la gemma di K. (classe quinta).
Per me la fotografia deve suggerire, non insistere o spiegare” diceva Brassaï.

Gemme n° 291

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Ho voluto mostrare alcune delle mie foto scattate in due anni. Ho iniziato ad appassionarmi alla fotografia nel 2013 con una macchina compatta. Poi mi hanno prestato una reflex e dopo poco ne ho acquistata una; ho iniziato a far foto grazie alla passione per i cavalli ai concorsi. Poi ho comprato un obiettivo macro per foto più dettagliate. Quello che ritengo speciale nella fotografia è riuscire a fermare il momento in cui si scatta e che non succederà più così come si è verificato. Si possono anche vedere dettagli che altrimenti non si vedrebbero. Penso di aver imparato a osservare meglio la realtà e ad apprezzare gli attimi vivendoli”. Questa la gemma di V. (classe seconda).
Condivido la passione di V. e anche la sensazione della fotografia come una sorta di parentesi temporale, un fermare il tempo, una sospensione, un modo di fermarsi per vivere un tempo parallelo. Affascinante. Amo citare Henri Cartier-Bresson: “Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento”.

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