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Gemme n° 479

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Ho portato alcune foto della mia infanzia insieme alla mia famiglia. Ce ne sono molte con mio fratello: mi ha sempre accompagnato nei momenti della vita, e anche se a volte siamo come cane e gatto, devo ammettere che tutte le esperienze sono state condivise con lui. Anche quella con i miei è una relazione importante, mi hanno sempre sostenuta e mi sosterranno anche in futuro quando magari sarò lontana da loro per motivi di studio”. Questa è stata la gemma di E. (classe quarta).
Buona parte di frasi e aforismi presenti in rete sull’infanzia risultano essere o nostalgici o paurosi, a seconda del vissuto degli autori. Ne ho però trovato uno di Alden Albert Nowlan proiettato sul futuro: “Il giorno in cui il bambino si rende conto che tutti gli adulti sono imperfetti, diventa un adolescente; il giorno in cui li perdona, diventa un adulto; il giorno che perdona se stesso, diventa un saggio.”

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Gemme n° 478

Fin dalla prima volta che l’ho ascoltata, il testo di questa canzone mi ha colpito: «fabbricare quello che verrà con materiali fragili e preziosi senza sapere come si fa». A volte penso al futuro e non riesco a immaginarlo, ma penso che siamo noi a costruirlo, abbiamo in mano il materiale per farlo, possiamo deciderlo noi, è una nostra scelta. Poi penso anche che le due ragazze che si amano sia un messaggio di uguaglianza: «il loro non era un amore poi tanto diverso».” Così E. (classe terza) ha presentato la propria gemma.
E’ una canzone che mi piace molto, questa delle Luci. Penso sia venata di una malinconia aperta comunque alla speranza, al futuro e al domani. «Forse si trattava di accettare la vita come una festa, come ha visto in certi posti dell’Africa. Forse si tratta di affrontare quello che verrà come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà. Forse si trattava di dimenticare tutto come in un dopo guerra e di mettersi a ballare fuori dai bar come ha visto in certi posti della Ex-Jugoslavia».

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Gemme n° 477

Faccio danza da 10 anni e ora posso dire che la contemporanea è quella che preferisco perché non ha le leggi rigide della classica e non è commerciale come l’hip hop. Per praticarla ci vogliono una buona base fisica con impegno, costanza e preparazione. La danza mi fa sentire meglio nelle giornate no. E’ importante anche il gruppo che diventa una piccola famiglia. E’ una disciplina che mi ha fatto crescere personalmente”. Il video del saggio del 2013 è stato la gemma di S. (classe terza).
L’aula in cui S. ha mostrato il suo video era molto luminosa e le immagini mostrate dal proiettore non erano chiarissime. Un peccato perché non si è apprezzato pienamente quel che avveniva sul palcoscenico: “La danza non è spiegabile a parole e nulla di quanto se ne possa dire potrà sostituire ciò che alla fine si vedrà sul palcoscenico”. (George Balanchine)