Titubanze


Lignano maggio 09 078 fb

E’ uno scatto di 5 anni fa, 31 maggio 2009, Lignano. Ero in pausa studio, mi stavo preparando a un esame per addetto antincendio. Ho preso la macchina fotografica e sono andato in spiaggia: fresco, nuvoloso, ventilato. Mi sono seduto su un lettino già aperto e ho atteso. Questo bimbo ha cominciato a correre avanti e indietro e ho scattato. Il risultato è una foto che mi incuriosisce.
C’è il mare che mi dà senso di infinito, benché sappia che da qualche parte c’è un limite, il filo di una costa che lo respinge. Ci sono le nuvole scure all’orizzonte, promessa di un temporale, tempo bello per me che li amo nella loro imprevedibilità e nella loro incostanza, così diversi da un cielo terso (che non disprezzo). Ci sono i limiti a ricordare la prudenza, ma anche la voglia di oltrepassarli quando si possiedono gli strumenti per poterlo fare. C’è il bimbo che si tiene i pantaloni, quasi con la paura che l’acqua bassa possa bagnarli; un piede è nelle onde, l’altro è sulla battigia, il corpo è volto allo spazio aperto, non lo sguardo che è basso. Sembra titubante, come se avesse voglia di andare ma ci fosse qualcosa a trattenerlo. Sarà che oggi ho finito di leggere “La luna e i falò”.

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