Gemma n° 3014

“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare i libri che io e mia mamma abbiamo letto alla stessa età.
Noi due abbiamo personalità completamente diverse: siamo come il giorno e la notte, come il sole e la luna, quando io sono come il mare tranquillo, lei è come una tempesta improvvisa e viceversa. Eppure, la passione comune per la lettura è uno dei motivi per cui a volte mia mamma mi guarda e dice: «Da giovane ero uguale a te».
Sarà perché sono drammatica, sarà perché l’adolescenza è un’età complicata, o forse proprio perché io e lei siamo così diverse, ma, anche se l’amore per mia mamma è il più forte che conosco e che io abbia mai provato, a volte mi ritrovo a pensare che non riusciremo mai a capirci davvero. Eppure, quando leggo i libri che mi consiglia, accade qualcosa di strano: proprio attraverso un’attività così individuale come la lettura, mi sento in dialogo con lei. La capisco, non la giudico.
Forse succede perché la immagino alla mia stessa età, seduta con lo stesso libro tra le mani, intenta a leggere le stesse pagine che sto leggendo io. In quei momenti mi rendo conto che mia mamma è ancora quella ragazza, soltanto con più anni, più esperienze e anche qualche dolore in più sulle spalle. Allora depongo le armi e capisco quanto sia ingiusto da parte mia pretendere che abbia sempre una soluzione a tutto e sentirmi smarrita quando non è così.
Il semplice fatto che condividiamo gli stessi gusti letterari mi riempie il cuore di gioia, perché mi ricorda che, in fondo, non siamo poi così diverse. Il suo libro preferito, Il ricco e il povero, è diventato anche il mio preferito in modo naturale, senza sforzi. E, poiché per lei questa lettura è stata un libro di formazione — o forse, come mi piace definire, di deformazione — la parte che ho amato di più della letteratura è stata ritrovare tra le pagine del romanzo frammenti di mia madre: riconoscere nei personaggi, e nelle scelte che fanno qualcosa della donna che è diventata.
Uno dei miei peggiori difetti è la convinzione cardinata in me che una persona, nel momento in cui diventa genitore, non possa più permettersi di sbagliare, essere confusa, perdere la bussola. Un altro tra i miei tanti difetti è quello di dimenticarmi spesso che mia mamma è la persona più buona, più intelligente e più forte che io abbia mai conosciuto. Ringrazio, dunque, Shaw, Tolstoy, Read, Chandler e molti altri per scardinare in me questa mia errata convinzione e per ricordarmi chi è la persona che più ammiro e a cui aspiro ad assomigliare”.
(S. classe quarta).

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