L’invidia

Sul mio canale YouTube ho deciso di iniziare un percorso lungo e articolato sui vizi e sulle virtù. Da anni la mia collega di Storia dell’arte Paola organizza per le classi terze un’uscita a Padova. Tra le varie opere propone sempre la visita alla Cappella degli Scrovegni lasciando a me il compito di spiegare e approfondire il ciclo basso di affreschi dedicati ai vizi e alle virtù. Con le classi poi svolgiamo un lavoro di attualizzazione: se dovessimo proporre oggi un ciclo di sette vizi e sette virtù, cosa proporremmo?
Sull’onda di questo lavoro ho pensato di approfondire intanto i sette vizi capitali. Lo spunto è sempre un episodio biblico al quale aggancio approfondimenti psicologici, filosofici e letterari.

Nel primo video ho raccontato la storia del rapporto tra Saul e Davide, il punto di partenza:


Nel secondo ho raccolto le domande utili a stimolare delle riflessioni sull’invidia a partire dalla vicenda di Saul e Davide:


Il terzo video contiene un brevissimo commento biblico:


Nel quarto video do un po’ di spazio all’approfondimento psicologico: l’invidioso colpisce ciò che ammira e non potendo eguagliare la luce dell’altro, la spegne per non restare al buio:


Il modo con cui viene interpretata e affrontata l’invidia dalle diverse tradizioni spirituali del mondo è oggetto del quinto video, in cui viene analizzato il tema attraverso una mappa comparativa interreligiosa, mettendone in luce i rischi e gli antidoti secondo tre differenti visioni: islamica, buddhista ed ebraica:


René Girard teorizza la teoria del desiderio mimetico. L’essere umano non desidera gli oggetti in modo autonomo, ma imita il desiderio di un modello. Quando il modello è troppo vicino (mediatore interno), si trasforma inevitabilmente in rivale e ostacolo. Saul e Davide incarnano la crisi mimetica che sfocia nella caccia al capro espiatorio. Ecco il sesto video:


Nel 1887, nella Genealogia della morale, Friedrich Nietzsche ha formulato uno dei concetti psicologici più attuali di sempre: il Ressentiment (risentimento). Non si tratta di una semplice invidia passeggera, ma di un veleno interiore che spinge chi si sente impotente a svalutare la forza vitale altrui e a travestire le proprie debolezze da “valori morali”. E’ ciò che è contenuto nel settimo video:


Ottavo video dedicato ad un approfondimento letterario: ho messo in correlazione la complessa relazione tra il re Saul e Davide e il capolavoro letterario di John Steinbeck, La valle dell’Eden, ripercorrendo la matrice profonda del mito di Caino e Abele:


Un ulteriore riferimento letterario è presente nel nono video, in cui ho provato ad esplorare il concetto psicologico e filosofico di invidia ontologica mettendo a confronto il dramma shakespeariano di Otello e la vicenda biblica del re Saul e di Davide:


L’invidia è un filo rosso che attraversa l’intero racconto biblico, minando relazioni familiari, leadership religiose e comunità. Oltre alle vicende di Saul e Davide o di Caino e Abele, la Scrittura offre una straordinaria galleria di episodi che mostrano come nasce questo sentimento, come si maschera e dove conduce. A concludere il lungo percorso, ecco qui 6 vicende:


Prossimo appuntamento la GOLA.

Una risposta a “”

  1. Nella Bibbia il re ebreo Saul ad un certo punto diventa posseduto da un oscuro demone, e sotto la sua influenza comincia a perseguitare ingiustamente il genero David. Questo racconto viene profondamente modificato da Alfieri: infatti nella Bibbia Saul perseguitava David perché posseduto, nella sua tragedia invece Saul agisce così lucidamente, perché si accorge che David è molto amato dal popolo e dalla famiglia reale, e quindi teme che il genero voglia approfittare della propria popolarità per tentare di spodestarlo. In fondo lo perseguita anche per invidia (e qua arriviamo all’argomento del tuo post), perché Saul con la vecchiaia deve assistere impotente alla propria decadenza fisica, mentre invece David è nel fiore degli anni e ha uno splendido futuro davanti a sé.
    E’ proprio questo che rende la tragedia di Alfieri così attuale, perché in politica questo succede di continuo. Capita spesso infatti che all’interno di un partito o di una coalizione ci siano da una parte un vecchio leader in declino, dall’altra un giovane rampante che pare destinato a soffiargli il comando. E a quel punto il vecchio leader si comporta esattamente come Saul: essendo invidioso del giovane rampante e timoroso di perdere il potere a causa sua, cerca di tarpargli le ali in tutte le maniere possibili e immaginabili. E’ successo a sinistra con Bersani e Renzi, al centro con Beppe Grillo e Conte, a destra con Berlusconi e il duo Salvini – Meloni.

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