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Yom Kippur

Stasera, al tramonto del sole, gli ebrei entrano nello Yom Kippur, il periodo 1208554139.jpgpiù sacro del calendario ebraico. E’ un giorno di digiuno totale, in cui ci si astiene dal mangiare, dal bere e da qualsiasi lavoro o divertimento e ci si dedica solo al raccoglimento e alla preghiera. Prima di Kippur si devono essere saldati i debiti morali e materiali che si hanno verso gli altri. Si deve chiedere personalmente perdono a coloro che si è offesi: a Dio per le trasgressioni compiute verso di Lui, mentre quelle compiute verso gli altri uomini vanno personalmente risarcite e sanate.

In occasione della ricorrenza il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha scritto un articolo per l’Osservatore Romano (e già questo è un segno dei tempi) in cui ripercorre le interpretazioni della festività nella tradizione rabbinica e fa delle interessanti considerazioni sulla differente concezione del perdono nell’ebraismo e nel cristianesimo.

Intanto, negli Stati Uniti, proprio in occasione di Yom Kippur è scoppiata una polemica per l’eccessivo uso degli strumenti informatici nell’ebraismo. Il culto ebraico, sostengono infatti i rabbini, ha valenza prevalentemente comunitaria, per cui non vale piazzarsi davanti (per esempio) alla Jewish Tv Network per essere a posto con la coscienza. Anche, sia detto per inciso, quest’ultima resta un gran bello strumento per chi (ebreo o no che sia) non ha la sinagoga sotto casa ma vuol dare un’occhiata al suo interno.