Pubblicato in: Scuola

Voto di condotta

Nella rivista Dimensioni Nuove c’è una rubrica chiamata “La posta di Gioia”. Nel numero di novembre che mi è arrivato l’altroieri c’è questo botta e risposta sul voo di condotta:1318217363.jpg

 

Cara Gioia, sono sicura che tu sarai contenta. Finalmente è tornato! Dirai tu. Ma per noi, eh! Mai qualcuno che ci abbia chiesto qualcosa? Per noi è una cosa incomprensibile! Come si fa a mettere il voto di condotta? Condotta su cosa poi? Sulle orecchiette ai quaderni? Se portiamo i libri a scuola? Se rispondiamo a qualche professore che non sa nemmeno scrivere una e-maii? A me pare che questa storia del voto di condotta sia solo un modo per far stare tranquilli i nostalgici della scuola di un tempo che non c’è più e che non servirà a riportare ordine nelle classi. Tu che ne pensi?

Eleonora

Prima di cominciare stabiliamo subito tre cose: le orecchie ai quaderni non si fanno; i libri a scuola si portano; ai professori, agli adulti in genere, non si risponde sgarbatamente. Principi datati? Vecchie usanze da abbandonare? Non lo so. Per me è così. In nome del rispetto che si deve agli strumenti del proprio lavoro. In nome del rispetto per il proprio lavoro. In nome del rispetto che si deve alle persone tutte. E quando trattiamo del rispetto non c’è anno di nascita che tenga. Senza rispetto è il mondo ad essere in pericolo ed ogni giorno ne abbiamo prove drammatiche.

È davvero strano ma se provo a pensare alla scuola oggi mi vengono alla mente presidi minacciati, professori picchiati o pestaggi tra studenti ripresi con i telefonini. E certo voglio sperare che questa non sia la norma. Eppure quello che realmente mi preoccupa non sono questi eccessi ma l’arroganza e la superficialità che vedo ovunque e che pure traspaiono dalla tua e-mail. A cosa servirà il voto in condotta? Certo a poco se nelle famiglie si continuerà a spalleggiare la supponenza giovanile senza chiedere mai il conto. Se genitori sempre meno presenti delegheranno la scuola come sola educatrice e poi sorrideranno sulle bravate dei loro figlioli. Quanto siete migliori dei vostri professori che non sanno scrivere una e-mail? Stabilito che questo sia elemento fondamentale per essere un buon insegnante. Peraltro neanche la tua lettera è gran che scritta bene. Il voto in condotta non aggiunge e non toglie niente ad una scuola che è parola vuota se non viene riempita dai suoi studenti e dai suoi insegnanti. La scuola sei tu, Eleonora. Per renderla migliore comincia da te.

Gioia

Pubblicato in: Filosofia e teologia

Accusare Dio

Usa, un senatore vuole fare causa a Dio 1999251223.jpg

“Respinta, l’Onnipotente non ha indirizzo”

Il giudice: è impossibile notificare l’atto all’accusato

di MARCO PASQUA

Aveva fatto causa a Dio, responsabile, a suo dire, di aver diffuso paura e terrore in tutto il mondo. Ma il procedimento giudiziario non avrà alcun seguito: un giudice del Nebraska lo ha infatti respinto, perché Dio non ha alcun indirizzo al quale poter notificare l’avvio della causa. Si chiude così la vicenda che vede protagonista lo storico senatore democratico del Nebraska, Ernie Chambers, che, il 14 settembre dello scorso anno, aveva depositato la sua provocatoria causa in una corte del Nebraska.

Secondo il documento redatto dal senatore 71enne (definito da molti “l’uomo di colore più arrabbiato di tutto lo Stato”), Dio e tutti i suoi seguaci, sarebbero responsabili “delle continue minacce terroristiche, con conseguenti danni per milioni e milioni di persone in tutto il mondo”. Minacce la cui credibilità è avallata, secondo Chambers, “dalla storia personale di Dio”.

Nel documento gli si attribuisce anche la responsabilità di “terremoti, uragani, guerre e nascite di bimbi con malformazioni”. Ancora: Dio è accusato di aver “distribuito, in forma scritta, documenti che servono a trasmettere paura, ansia, terrore e incertezza, al fine di ottenere obbedienza” da parte degli uomini.

Chambers ha spiegato di aver avviato questo procedimento per dimostrare che “tutti possono avere accesso a una corte, indipendentemente dal fatto se siano ricchi o poveri” e per sottolineare che “ognuno può essere citato in giudizio”. Il suo obiettivo era di ottenere dai giudici una diffida, in cui si sarebbe dovuto sollecitare Dio a interrompere ogni genere di “minaccia” sul mondo.

La causa, comunque, non avrà alcun seguito, perché “non è stato possibile reperire un indirizzo ufficiale di Dio”. Il giudice Marlon Polk si è appellato a una legge del Nebraska, secondo la quale chi avvia un procedimento giudiziario deve avere l’indirizzo della persona chiamata a difendersi in aula.

Chambers non si dà per vinto, e anzi si è detto soddisfatto della decisione del giudice. “La corte – ha dichiarato – ha ammesso l’esistenza di Dio. La conseguenza di questa decisione è che viene riconosciuta l’onniscienza di Dio. Quindi, se è vero che sa tutto, deve anche essere a conoscenza di questa causa”. Il senatore, che è in carica da 38 anni, ha adesso 30 giorni di tempo per decidere se fare appello.