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Intersecazioni

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Anobii mi dice che dal 1 gennaio ad oggi ho letto 20 libri. Sorrido perché mi viene in mente mia madre che dalle elementari alla terza media mi supplicava di leggere qualcosa: “ma perché non leggi mai?” “leggere fa bene, ti aiuta” “come pensi di poter fare il liceo senza leggere niente, guarda tua sorella”…
Poi, non so cosa sia successo. Mi ricordo in maniera ben distinta che uno dei primi autori ad avermi appassionato è stato Pavese. Da bambino passavo le estati in campagna, dai nonni, e i ritmi erano quelli della vita dei campi. Oggi, tra l’altro sarebbe stato il 96° compleanno della nonna Mina… (intersecazione prima). Lì, nella libreria della zia, ho scoperto Pavese. Mi è tornato alla mente (intersecazione seconda) in questi giorni in cui mi è venuta voglia di rileggere “La luna e i falò” e mi sono ritrovato in queste parole: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. Il 1° maggio sono stato a Barbana (intersecazione terza). Era da almeno trent’anni che non ci mettevo piede. Non vi sono legato per il culto mariano (non è decisamente il mio forte), ma per una sorta di culto della memoria. Vi andavo in pellegrinaggio con i nonni, si muoveva l’intero paese, era una festa che durava tutto il giorno, anzi, iniziava il giorno prima con la preparazione di tutte le cose da portare via per pranzare sotto i pini marittimi. E’ un ricordo caldo e felice della mia infanzia, un po’ annebbiato, ma al quale il compleanno della nonna, il libro di Pavese e la visita del 1° maggio hanno tolto un po’ di patina.
“Anche la storia della luna e dei falò la sapevo. Soltanto, m’ero accorto, che non sapevo più di saperla”.

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Acqua di vita

Poco tempo fa ho pubblicato un post sul mito del diluvio. Sempre a proposito dell’acqua, in seconda abbiamo letto di diverse cosmogonie antiche che fanno riferimento proprio al mondo acquatico. Nel libro “Il principi passione” Vito Mancuso propone le seguenti:

  • Sumeri: il nome Nammu (madre degli dei) si scrive come il mare
  • Egizi: esiste Nun, un oceano primordiale indistinto, a cui tutto tornerà alla fine
  • Babilonesi: il mondo nasce dalla coppia del dio Apsu e della dea Tiamat, personificazione delle acque dolci e delle acque salate
  • Assiri: le acque superiori e inferiori esistono prima che cielo e terra ricevano i loro nomi
  • Ebrei: prima della creazione (Gn 1, 3) ci sono l’abisso e le acque (Gn 1, 2) che si ritraggono per far spazio al mondo (Sal 77, 17; 93, 3-4; 104, 7.9)
  • Hindu: un inno vedico recita “All’inizio c’era la tenebra nascosta dalla tenebra; l’Universo era acqua salsa senza forma distinta”
  • Cinesi: “il Supremo Uno genera l’acqua”
  • Greci: il padre degli dei è considerato Oceano

Mancuso cita anche tre scienziati:

  • G. Schroeder (fisico): “La vita della cellula si svolge in un mare d’acqua, dentro e fuori. Il comune denominatore di tutte le forme di vita conosciute è che sono basate sull’acqua”
  • G. M. Whitesides (chimico): “… al momento non conosciamo eccezioni: la vita avviene nell’acqua”
  • C. De Duve (biologo): “… la vita ha avuto probabilmente inizio in acque vulcaniche calde”.

Alcuni giorni fa la riproduzione casuale di una playlist che avevo salvato mi ha proposto una canzone del progetto Rezophonic che ci sta a pennello. Il brano “Nell’acqua” è frutto di una collaborazione tra Mario Riso e Caparezza, insieme a Cristina Scabbia e Roy Paci

Ogni astrofisico pensa che la vita sia nata
Con l’esplosione di un’immensa infinita granata
Per i credenti, nada La Terra fu creata
Da un essere supremo in meno di qualche giornata
Ebbene sì, lascia che seguano libri di Genesi
Anche se c’è chi si dilegua come Phil coi Genesis,
I testamenti dispensano nemesi ma
In fondo sono popolari più di Elvis in Tennessee
Mi chiedi: “Credi a quelli là? O credi a questi qua?
Dimmi qual è la verità Chi la merita?”
La vita non è là La vita non è qua
Né là né qua, ma nell’acqua
Ne là né qua, ma nell’acqua
Ne là né qua, ma nell’acqua
La vita non è là La vita non è qua
Ne là né qua, ma nell’acqua!
Sono un credente, eccome! Io credo in Poseidone
Perché se l’acqua scompare… dopo un po’ si muore
Io nella commedia della vita voglio recitare
Anche una particella elementare come Positrone
Perciò non credo a quelli là Né credo a questi qua
Tu vuoi da me la verità? Beh, la verità
La verità non è là La verità non è qua
Né là né qua, ma nell’acqua

E io non seguo gli schemi
Di chi mi crede nato dagli atti osceni degli alieni
Non credo nella cometa che fecondò questo pianeta
In un colpo di reni
Io venero Atraua
Dio dell’acqua degli Aztechi Ti condanna se la sprechi
Se ti ci anneghi e la neghi Se dici che te ne freghi
Sedici Mesi di siccità
E allora capirai che la vita non sta
Ne là né qua, ma nell’acqua
Ne là né qua, ma nell’acqua
La vita non è là La vita non è qua
Ne là né qua, ma nell’acqua!