Pubblicato in: Etica, Filosofia e teologia, Pensatoio

Innamorato della saggezza

Amicus-Plato-amicus-Aristoteles-magis-amica-veritasUn post breve ma che può aprire un mare di riflessioni e discussioni; l’ho letto ieri sul blog di un amico blogger che ho conosciuto prima nella realtà e poi nella rete e che ringrazio per i suoi spunti sempre interessanti. Lo riporto tale e quale, con pause, spazi, grassetti, inclinati, asterischi.

non c’è bisogno di torture per far confessare il filosofo, l’ammissione della colpa la porta stampata nel suo nome stesso.

lo inventò Platone, il nome filosofo, e significa: innamorato della saggezza, si dice.

ma, se preferite, dite piuttosto innamorato del saggio (di Socrate).

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mica si è detto aletheiofilo Platone, non era innamorato della verità.

questa, nella celebre frase di un suo seguace, amicus Plato, sed magis amica veritas, è relegata al ruolo di amica, non è l’oggetto del desiderio.

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e questa è la confessione del filosofo: la verità è per lui un supporto della saggezza, non il fine della sua ricerca.

Pubblicato in: Diritti umani, libri e fumetti, Storia

La dura storia di Shin

C14-571-500x281Shin Dong-hyuk è l’unica persona nata, cresciuta e poi riuscita a fuggire da un campo di internamento della Corea del Nord. Come tutti i prigionieri, conosceva bene le regole del Campo 14: «Ogni testimone che non denunci un tentativo di fuga sarà ucciso all’istante». Per questo, quando una notte sentì la madre e il fratello parlare di un piano per scappare, il suo istinto di sopravvivenza gli disse che doveva salvarsi. Tradire i suoi familiari. Fare la spia. Era il suo dovere del resto, quello che gli avevano insegnato fin dalla nascita. E forse avrebbe potuto pure guadagnarci qualcosa. Una razione in più di cibo, magari. Le cose andarono diversamente. Le guardie pensarono che avesse anche lui intenzione di fuggire. Lo portarono in cella e lì lo torturano per mesi. «A quel tempo odiavo mia madre per avermi messo al mondo in un campo di tortura. Oggi invece, se fosse ancora viva, le chiederei perdono».”
Ho trovato sul sito del Corriere della Sera un reportage sulla vicenda di Shin (vi è anche un breve video della presentazione del libro di Blaine Harden che ne racconta la storia). Non amo mettere solo il link nei miei post. D’altra parte l’articolo era troppo lungo. Ne ho fatto un pdf da poter scaricare. Le parole sono dure, come anche un disegno e una foto in particolare. Mi riprometto di leggere quanto prima il libro “Fuga dal campo 14”. Ecco il file
Corea