La vita è pur buona


eclisse01gHo conosciuto Etty Hillesum grazie al mio insegnante di teologia fondamentale, che a suo tempo mi aveva consigliato la lettura delle Lettere e del Diario. Ieri, durante un’ora di buco stavo leggendo alcune sue parole: “Ascoltare, ascoltare ovunque, ascoltare la vera essenza delle cose. E amare e allontanarmi e morire, ma rinascere, tutto è così intriso di dolore e tuttavia così pieno di vita” (da “Uno sguardo nuovo. Il problema del male in Etty Hillesum e Simone Weil, di B. Iacopini e S. Moser). Poi, nella giornata, una studentessa ha mostrato un toccante video sui bambini nella guerra in Siria, un’altra mi ha confidato con gli occhi inebriati di gioia che diventerà zia, una classe mi ha chiesto di andare a vedere il sole nascondersi dietro alla luna, ho pensato ai dieci anni senza il mio amato nonno, ho tolto dal roseto le vecchie foglie per non soffocare le nuove, ho sentito dell’attentato alle moschee nello Yemen, ho saputo delle preoccupazioni di due madri per i figli… e sullo sfondo di tutto c’era sempre Etty. Dal campo di prigionia di Westerbork, in Olanda, nel quale è entrata volontariamente e dal quale è uscita su un vagone che l’ha portata ad Auschwitz, scriveva: “La gente si smarrisce dietro a mille piccoli dettagli che qui ti vengono quotidianamente addosso, e in questi dettagli si perde e annega. Così, non tiene più d’occhio le grandi linee, smarrisce la rotta e trova assurda la vita […]. La vita è pur buona” (Lettere, pag. 65).

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...