Pubblicato in: Gemme

Gemma n° 1758

“Premetto che sulla mia gemma non c’è troppo da dire: è una collana con un ciondolo a forma di cuore. Me l’ha regalata mia mamma un po’ di anni fa dopo che lei e mio padre avevano divorziato. Io non mi ricordo molto di quel periodo perché ero piccola ma la mamma mi ha detto che ci stavo male e quindi ha deciso di regalarmi questa collana per tenere sempre con me l’amore che entrambi provavano nei miei confronti, per farmi sapere che loro sarebbero sempre stati con me anche quando non erano presenti fisicamente, che quando ero con mamma e sentivo nostalgia di papà, lui c’era, e che quando ero con papà e avevo nostalgia di mamma, lei c’era”.

Così ha presentato la sua gemma M. (classe terza). Noto che 4 gemme delle 8 presentate fino ad ora sono ancore, sono oggetti che ci consentono di restare ben ormeggiati e non subire improvvisi e pericolosi moti del mare. Quando è il momento l’ancora può essere levata, ma non viene mai tolta dalla nave: si cala, si leva, ma non si toglie. L’ancora resta lì, pronta a salvarci di nuovo.

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Gemma n° 1757

“La mia gemma è un peluche che mi ha regalato mia nonna quand’ero piccolina e che ho chiamato con il suo nome. Questo peluche è stato cucito da una sua amica e la nonna mi ha raccontato che rappresenta la speranza e il fatto di non aver mai paura e di andare sempre avanti. Adesso mia nonna non c’è più e io ho voluto lasciare questo peluche in casa sua come simbolo di speranza”.

Il gesto di A. (classe seconda) di voler lasciare il peluche in casa della nonna mi ha portato alla mente una scena del film Sette anni in Tibet: due amici si stanno salutando perché uno è in partenza per il viaggio di rientro. Vengono versate due tazze di tea: la prima viene consumata, la seconda resta intatta, in attesa del suo ritorno. Certo la nonna di A. non può ritornare ma quel legame con il peluche, quel gesto di lasciarlo nella casa è un mantenerne la memoria, un continuare l’amore.