Pubblicato in: Gemme, Letteratura, libri e fumetti

Gemma n° 1992

“La mia gemma è un orecchino di perla, uno solo perché l’altro l’ho perso. Non sono i primi in assoluto, ma i primi di cui ho ricordo; avrò avuto 6 o 7 anni e me li ha regalati mia nonna. Li tenevo sempre, un po’ come faceva lei; in più io porto il suo nome. Quindi, questa cosa ci univa tantissimo e io l’ho sempre ammirata per il suo carattere, il suo modo di fare, anche se talvolta era un po’ dura. Un giorno alle elementari, giocando a ricreazione, mi sono accorta di averne perso uno e sono andata in panico, ho persino fatto chiamare mia mamma. Non ero tanto impaurita di far arrabbiare la nonna, ma ero molto dispiaciuta di averlo perso; allora le abbiamo telefonato e mi ha tranquillizata tanto. Ora, anche se l’orecchino è unico, lo indosso qualche volta perché è un regalo di nonna, anche se lei non c’è più: un modo per ricordarmi di lei”.

Commento la gemma di G. (classe seconda) con un breve testo di Alessandro D’Avenia da Cose che nessuno sa: “Nessuna perla è uguale all’altra. Nessuna perla è mai perfettamente simmetrica. E nelle cose di questo mondo meglio tenersi lontani dalla perfezione: la luna quando è piena comincia a calare, la frutta quando è matura cade, il cuore quando è felice già teme di perdere quella gioia, l’amore quando raggiunge l’estasi è già passato. Solo le mancanze assicurano la bellezza, solo l’imperfezione aspira all’eternità.”

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Gemma n° 1991

“Io volevo parlare di mia sorella, la ‘cosa più importante che possiedo’. Lei ha tre anni e mezzo meno di me e condividiamo qualsiasi cosa facciamo, anche se sono cose brutte ce le diciamo anche senza dirle ai nostri genitori. Sappiamo tutto l’una dell’altra, abbiamo un rapporto di fiducia oltre ogni limite e non ho paura di dirle nulla. Sono molto felice ad avere una sorella così, significa che mi vuole tanto bene e quando reputa sbagliata una cosa che ho fatto, mi aiuta a correggerla e io faccio lo stesso con lei”.

Il vocabolario Treccani definisce complicità la partecipazione a un’azione criminosa o colpevole, considerata, in diritto penale, una forma di concorso nel reato. Non mi azzarderei ad accostare questa descrizione al rapporto tra M. (classe seconda) e la sorella. Poi, più avanti, si legge Con senso attenuato, connivenza, aiuto diretto o indiretto in macchinazioni anche scherzose, e sim.: se n’è andata a ballare all’insaputa del fidanzato e con la c. della sorella; anche, perfetta intesa. Ecco, ci siamo. Allora sì, direi che è un buon modo di definire quello speciale legame che lega due sorelle.